Il verdetto dell’Eurostat sui conti pubblici dell’Italia, in particolare sul deficit-PIL, è appena arrivato, e non è positivo.
L’Eurostat ha confermato infatti che il 2025 si è chiuso per il Paese con un rapporto deficit-PIL pari al 3,1% e con un debito-PIL del 137,1%.
Ergo: a causa di un deficit superiore al 3% del PIL, sono state affossate le speranze del governo Meloni che l’Italia possa uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, avviata da Bruxelles nel 2024, già quest’anno.
L’Eurostat ha di fatto convalidato la doccia fredda già arrivata dall’Istat.
Per l’Italia di Meloni, quella di oggi, mercoledì 22 aprile 2026, è una giornata al cardiopalma non ’solo’ per l’annuncio dell’Eurostat, ma anche per un altro motivo.
Tra meno di un’ora il Consiglio dei Ministri si riunirà infatti per varare il DFP (Documento di Finanza pubblica), ex DEF, presentando gli obiettivi di crescita, la strategia sui conti pubblici e le misure di politica fiscale che ha in programma di adottare.
Si tratta della prima pietra che getta le basi del DPFP (Documento Programmatico di Finanza Pubblica), pilastro della legge di Bilancio.
Tornando all’annuncio dell’Eurostat, l’Istituto di Statistica dell’Unione europea, come da calendario, ha pubblicato oggi, mercoledì 22 aprile 2026, i dati relativi ai conti pubblici - dunque relativi al debito-PIL e al deficit-PIL - dei Paesi UE.
Nel caso dell’Italia, lo sforamento è stato di appena un decimale e Giorgetti, fino all’ultimo, aveva sperato, come aveva detto lui stesso, in un miracolo.
Il dato è cruciale in vista di quanto deciderà di fare la Commissione europea il prossimo 3 giugno: se continuare a ’punire’ l’Italia, confermando la sua permanenza all’interno della procedura, o consentirle di uscirne.
Nessun commento:
Posta un commento