Continua la serie delle gaffe del sindaco di Roma, che oggi torna, ahi noi, nella Capitale; dove ancora assonnato - immaginiamo- parteciperà alla giunta, nella quale qualche altra gaffe sicuramente ci regalerà. Come l'ultima lanciata da New York, quando ha capito che neanche Gabrielli non tenero con lui, è da aggiungere alla lista dei suoi 'nemici': che volete, ha detto il prefetto-commissario,marino è un chirurgo, il chirurgo, dopo che ha fatto i suoi interventi, se decide di prendersi un periodo di riposo, stacca e va via, qualunque cosa dovesse accadere ai suoi pazienti. Che è poi ciò che ha fatto il sindaco chirurgo, andando in America per le vacanza e dichiarando apertamente, nonostante i molti appuntamenti importanti della capitale, ed anche qualche fatto inquietante, che lui a Roma tornava dopo le vacanze.
Che altro ha detto Ignaro Marino? ha detto - vedendo crescere ogni giorno il numero dei suoi nemici - che se ha molti nemici vuol dire che sta facendo cose giuste ( che dispiacciono a molti, corrotti, secondo la sua logica stringente, ndr.). Magari fosse così. Il guaio, i guai per lui vengono dal fatto che lui non sa governare e non governa la città e le sue infinite emergenze, rese ancora più drammatiche dall'approssimarsi del giubileo voluto da Papa Francesco.
E quella sua affermazione che ci fa capire come il passo dal ballatoio del Palazzo del Campidoglio allo storico balcone di Palazzo Venezia al quale Marino sembra guardare, è corto, ci dice anche che non ha ancora capito che il suo peggior nemico, il più pericoloso per se stesso, è proprio lui.Ignaro Marino.
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giovedì 3 settembre 2015
sabato 19 aprile 2014
Peccati di giovinezza di Pappano e signora
L'altra sera abbiamo assistito, nella Sala Petrassi dell'Auditorium di Roma, piena di pubblico, ad un concreto indimenticabile per molti versi. Innanzitutto perchè si eseguiva la 'Petite Messe Solennelle' di Rossini, un'opera che in questi ultimi anni ci affascina ogni volta di più, superando qualsiasi altra musica. L'inizio della Messa non riesce mai a trovarci nell'indifferenza; e l'Agnus Dei non finisce di commuoverci, immancabilmente. L'occasione della esecuzione, un concerto 'straordinario' non previsto in stagione, era dato da un anniversario che non poteva passare inosservato: centocinquanta anni fa, la Messa veniva eseguita per la prima volta a Parigi, in casa del Conte Pillet-Will, alla cui consorte la messa era dedicata. Era il 14 marzo 1864, ed era di lunedì. La seconda ragione che rendeva il concerto tanto più prezioso era la presenza ai due pianoforti dei coniugi Pappano - e non si tratta di 'promozione' per ragioni di cuore, per la signora Pappano, Pamela, che è una pianista di classe e che ha conosciuto suo marito a Bruxelles, perchè sia Lui che Lei facevano lo stesso mestiere prima che Tony diventasse direttore, e cioè accompagnavano cantanti, erano il loro istruttore, il ripetitore, colei o colui che segue i cantanti, anche molto celebri, nello studio di una nuova parte o lavorano in teatri che hanno sempre bisogno di tale figura professionale Quando Pappano riviene in Europa dall'America, dove si era trasferito da Londra, alla morte della sua sorellina, ancora molto giovane, a Barcellona, è perchè lo chiamò Romano Gandolfi, che lo aveva conosciuto in una trasferta americana ne aveva apprezzato le qualità musicali e la sua conoscenza del repertorio vocale. Bene, Pamela Pappano questo mestiere lo conosce benissimo e dunque era ora che si presentasse nelle vesti professionali sue proprie e non solo come moglie di Pappano, anche dove suo marito comanda, come accade già a Londra, dove lei lavora al Covent Garden. La passione, l'amore che ambedue mettono nel lavoro al servizio della musica è , potremmo dire, totale, eroica, ed i risultati lo dimostrano.
E poi c'è un'altra ragione che ha reso quella serata unica e che fa onore agli interpreti. Pappano, in queste settimane, è alla Scala per la sua prima direzione operistica ( Les Troyens di Berlioz) e nei due unici giorni di pausa, fra le recite, è corso a Roma per questo concerto. Sono dei purissimi vizi che solo in gioventù si possono coltivare, quando si può ogni tanto anche trascurare il riposo.
A proposito di Berlioz alla Scala, abbiamo letto recensioni sulle quali forse sarebbe opportuno fare qualche riflessione, sia sugli autori che su quello che hanno scritto. Per ora ci fermiamo agli autori: singolare la firma sul Corriere,Torno, che non era quella dei critici canonici, chissà perchè; mentre La Repubblcia che altre volte , raramente in verità, s'era precipitata a scrivere recensioni che forse neppure meritavano di essere scritte, invece, per l'opera di Berlioz ha atteso, come una recita qualunque, la domenica successiva; nessuna recensione invece sul Messaggero; e su La Stampa, ne ha scritto il corrispondente da Parigi, melomane da una vita, ma non un critico del giornale
Dopo Pasqua, Pappano sarà a Roma, per un concerto davvero singolare per il programma che è un programma di quelli che erano assai frequenti nei concerti di moltissimi anni fa, con brani tratti da opere molto complesse ed arcinote. Oggi, se non fosse Pappano a farlo, qualcuno oserebbe gridare allo scandalo. Noi no. E andremo ad ascoltarlo.
E poi c'è un'altra ragione che ha reso quella serata unica e che fa onore agli interpreti. Pappano, in queste settimane, è alla Scala per la sua prima direzione operistica ( Les Troyens di Berlioz) e nei due unici giorni di pausa, fra le recite, è corso a Roma per questo concerto. Sono dei purissimi vizi che solo in gioventù si possono coltivare, quando si può ogni tanto anche trascurare il riposo.
A proposito di Berlioz alla Scala, abbiamo letto recensioni sulle quali forse sarebbe opportuno fare qualche riflessione, sia sugli autori che su quello che hanno scritto. Per ora ci fermiamo agli autori: singolare la firma sul Corriere,Torno, che non era quella dei critici canonici, chissà perchè; mentre La Repubblcia che altre volte , raramente in verità, s'era precipitata a scrivere recensioni che forse neppure meritavano di essere scritte, invece, per l'opera di Berlioz ha atteso, come una recita qualunque, la domenica successiva; nessuna recensione invece sul Messaggero; e su La Stampa, ne ha scritto il corrispondente da Parigi, melomane da una vita, ma non un critico del giornale
Dopo Pasqua, Pappano sarà a Roma, per un concerto davvero singolare per il programma che è un programma di quelli che erano assai frequenti nei concerti di moltissimi anni fa, con brani tratti da opere molto complesse ed arcinote. Oggi, se non fosse Pappano a farlo, qualcuno oserebbe gridare allo scandalo. Noi no. E andremo ad ascoltarlo.
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domenica 14 luglio 2013
Calderoli ha le sembianze di un decerebrato
Non fa bene il vice presidente del Senato, e non farebbe bene nient'altro in questo paese. Ed è Lui che fa tornare indietro in America tanti turisti che vorrebbero venire in Italia. Non possiamo consolarci. Poi, quando navighiamo in Internet e vediamo le foto di Calderoli, che presiede la seduta del Senato, non possiamo non pensare, anche se non diciamo che lo sia, alle sembianze di un un decerebrato.
Pietro Acquafredda
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