Ricomincia il gioco del rimbalzo di responsabilità. Raggi sostiene che la sporcizia della Roma d'oggi, giunta a livelli insostenibili - mentre l'assessore preposta dice, con la faccia tosta che dimostra, che a Roma non c'è un'emergenza rifiuti - è il risultato di Mafia Capitale e di vent'anni di malgoverno (anche se verrebbe da chiederle dove è stata stoccata la sporcizia che ora c'è dappertutto in questi vent'anni, in attesa che arrivassero i finti rivoluzionali dei cinque stelle al governo della città e per ritirarla fuori e spargerla per le strade); Zingaretti, governatore chiamato in causa dalla Raggi, risponde che il Comune deve fare la sua parte. Da mesi, da quasi un anno, la Regione attende dal Comune un piano per i rifiuti che non è mai stato né redatto né prodotto, e inviato alla Regione, e dunque che si vuole dalla Regione?
Raggi, emblema della più totale inefficienza ed incapacità di governo, invoca l'ennesimo complotto anche per l'incendio di Pomezia, spalleggiata dai dioscuri della chiacchiera, Dibatosta e Dipeggio.
E Lei, Virginia Raggi, per non allarmare i cittadini , che sono già allarmati anzi terrorizzati, non ci ha ancora detto, in coppia con il suo omologo di Pomezia, se dobbiamo preoccuparci ancora di più e quali misure prendere?
Si può continuare a lasciare nelle sue incapaci mani (ed anche mente) una città che è sotto gli occhi di tutti e che versa in uno stato pietoso che prelude forse a qualche preoccupante allarme di carattere sanitario?
P.S. Ieri sera in tv, Luigi Dipeggio, nel salotto di Giovanni Floris, alle contestazioni del conduttore sulla sporcizia - monnezza! - e sull'emergenza rifiuti, ha risposto che non si può gridare all'emergenza rifiuti per qualche cassonetto, non svuotato, che un cittadino, nemico del movimento, magari del PD, ha fotografato e messo in rete. Non aveva ancora terminato la sua barzelletta che tutto lo studio, ed anche Floris, gli ha riso in faccia sonoramente.
Visualizzazione post con etichetta mafia capitale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mafia capitale. Mostra tutti i post
martedì 9 maggio 2017
venerdì 9 ottobre 2015
Ignazio Marino ha avviato la bonifica di Roma, togliendosi di mezzo.
Ignaro Marino le ha tentate tutte in questi mesi per difendersi, da ultimo s'è asserragliato nel suo fortino in Campidoglio dal quale non voleva più uscire, mentre ripeteva ai suoi più stretti collaboratori che lo consigliavano a mollare il ritornello della famosa barzelletta: qui comando io e sto dove mi pare!. E ciò, mentre la città precipitava nelle buche omicide che lui stesso non riusciva a far riempire di asfalto, lui e l'assessore Pucci, arrivato da poco e che aveva promesso il miracolo della rinascita di Roma, ben sapendo che quando si parla di miracoli non si va oltre la promessa. Perché i miracoli non avvengono mai; perfino quelli della Chiesa vengono troppo spesso messi in discussione anche dalle stesse autorità ecclesiastiche.
Poi all'inefficienza dell'amministratore si è aggiunto lo scandalo di 'Mafia Capitale', nel quale anche il suo partito, dal quale ha preso le distanze per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, era coinvolto. Ed ha convinto il commissario Orfini che da lì ricominciava la rinascita, dopo tale prima bonifica della Capitale. E Orfini , fino a ieri l'ha difeso, anche con il premier Renzi, il quale - è bene dirlo- con l'uscita di Marino si trova a dover provvedere in tempi brevi il PD romano di un candidato capace di togliere il Campidoglio a i '5 stelle', gli aspiranti al ruolo di sindaco con maggiori chances, fatta fuori la destra che con lo scandalo di 'mafia capitale' è stata affossata definitivamente, per le enormi responsabilità dell'amministrazione di Alemanno.
Marino avrebbe dovuto mettersi al lavoro e farsi finalmente apprezzare da amministratore, anche in vista del Giubileo. Ma che? Marino ci ricasca. Parte per le vacanze, dimentica di firmare i decreti relativi a CdA e AD di Musica per Roma. Nuovo grattacapo che si presenta al suo ritorno quando non si può più rimediare. Nel frattempo c'è stato ancora un problema con il funerale del capoclan Casamonica, mentre lui era in vacanza, da dove non ha fatto ritorno neanche un'ora prima di quando aveva stabilito in partenza.
Non contento ancora riparte per gli Stati Uniti, al 'seguito del Papa' - lui dice, temerario assai. A questo punto, alla vigilia del Giubileo, crea imbarazzo anche in Vaticano tanto da costringere Papa Francesco a dover scandire che lui Marino non lo ha invitato in America. CHIARO?
E Marino, ormai fuori di testa - lo temono tutti - risponde anche in tv che lui, fosse stato Papa Francesco, non avrebbe fatto quella precisazione. Marino da quel momento in avanti non deve solo dimettersi ma deve essere preso in cura da una struttura sanitaria per il trattamento obbligatorio, cosi ci chiama, previsto in simili casi.
E poi, l'ultimo capitolo, quelle delle cene e pranzi, pagati con la carta di credito del Comune, a ai cittadini addebitate. Ha detto una cesta enorme di bugie sui suoi commensali e sugli scopi di tali incontri conviviali. Smentiscono le sue ricostruzione i trattori dai quali egli si è fatto servire piatti anche costosi e vini che forse neanche per casa sua, benchè li conosca, compra mai; e dai suoi ipotetici ospiti che non possono tutti dire il falso, allo scopo di prendere le distanze dal sindaco.
E' chiaro che tutte le ricostruzioni giustificative di tali incontri a tavola sono FALSE. Ma allora c'è da dubitare degli sventolati, a mo' di minaccia,' suoi diari nei quali per filo e per segno ogni sera scrive ciò che ha fatto o gli è stato fatto. Con questi diari aveva minacciato anche il suo partito quando aveva detto che avrebbe rivelato le numerose pressioni del partito al momento delle nomine della giunta. Se tanto mi dà tanto, anche quelle ricostruzioni sono false, e lui le ha minacciate sapendo di dire il falso, nella grande maggioranza dei casi.
Quando il sindaco, di una grande città, anzi della Capitale di un paese, fa questi scivoloni che vanno ad aggiungersi alla sua evidente incapacità di governare, allora vuol dire che è arrivato il momento di farsi da parte. E espatriare.
Perché nessuno gli affiderebbe più incarichi amministrativi di responsabilità e perché ogni volta che verrebbe mandato a comprare qualcosa gli si chiederebbe, seduta stante, lo scontrino ed il resto, fino all'ultimo centesimo. Come si fa con i servi, dopo che si è scoperto che sono ladruncoli e che fanno la cresta sulla spesa.
Marino come Cota, come Fiorito ( Batman, per il Consiglio del Lazio),Bossi e tanti altri colti sul fatto, sorpresi con le mani nel barattolo della marmellata, come si dice. Peccati da uomini, meno le donne, Fra le pochissime beccate in simili traffici, si ricorda solo un caso eclatante, quello di Giovanna Maglie, corrispondente RAi da New York, con la differenza che lei non era un pubblico amministratore mentre Marino e gli altri ladruncoli da quattro soldi lo sono stati.
A che serve a questo punto minacciare che le dimissioni appena date potrebbe egli stesso revocarle, come prevede la legge? Che altra follia vuole fare? Il PD stia attento, lo faccia curare perchè un uomo della notorietà di Marino che essendosi imbarcato in una impresa più grande di lui, fa buca, può commettere qualunque cosa. E noi, sinceramente, senza essere nè psicologi nè psichiatri, lo temiamo davvero.
Poi all'inefficienza dell'amministratore si è aggiunto lo scandalo di 'Mafia Capitale', nel quale anche il suo partito, dal quale ha preso le distanze per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, era coinvolto. Ed ha convinto il commissario Orfini che da lì ricominciava la rinascita, dopo tale prima bonifica della Capitale. E Orfini , fino a ieri l'ha difeso, anche con il premier Renzi, il quale - è bene dirlo- con l'uscita di Marino si trova a dover provvedere in tempi brevi il PD romano di un candidato capace di togliere il Campidoglio a i '5 stelle', gli aspiranti al ruolo di sindaco con maggiori chances, fatta fuori la destra che con lo scandalo di 'mafia capitale' è stata affossata definitivamente, per le enormi responsabilità dell'amministrazione di Alemanno.
Marino avrebbe dovuto mettersi al lavoro e farsi finalmente apprezzare da amministratore, anche in vista del Giubileo. Ma che? Marino ci ricasca. Parte per le vacanze, dimentica di firmare i decreti relativi a CdA e AD di Musica per Roma. Nuovo grattacapo che si presenta al suo ritorno quando non si può più rimediare. Nel frattempo c'è stato ancora un problema con il funerale del capoclan Casamonica, mentre lui era in vacanza, da dove non ha fatto ritorno neanche un'ora prima di quando aveva stabilito in partenza.
Non contento ancora riparte per gli Stati Uniti, al 'seguito del Papa' - lui dice, temerario assai. A questo punto, alla vigilia del Giubileo, crea imbarazzo anche in Vaticano tanto da costringere Papa Francesco a dover scandire che lui Marino non lo ha invitato in America. CHIARO?
E Marino, ormai fuori di testa - lo temono tutti - risponde anche in tv che lui, fosse stato Papa Francesco, non avrebbe fatto quella precisazione. Marino da quel momento in avanti non deve solo dimettersi ma deve essere preso in cura da una struttura sanitaria per il trattamento obbligatorio, cosi ci chiama, previsto in simili casi.
E poi, l'ultimo capitolo, quelle delle cene e pranzi, pagati con la carta di credito del Comune, a ai cittadini addebitate. Ha detto una cesta enorme di bugie sui suoi commensali e sugli scopi di tali incontri conviviali. Smentiscono le sue ricostruzione i trattori dai quali egli si è fatto servire piatti anche costosi e vini che forse neanche per casa sua, benchè li conosca, compra mai; e dai suoi ipotetici ospiti che non possono tutti dire il falso, allo scopo di prendere le distanze dal sindaco.
E' chiaro che tutte le ricostruzioni giustificative di tali incontri a tavola sono FALSE. Ma allora c'è da dubitare degli sventolati, a mo' di minaccia,' suoi diari nei quali per filo e per segno ogni sera scrive ciò che ha fatto o gli è stato fatto. Con questi diari aveva minacciato anche il suo partito quando aveva detto che avrebbe rivelato le numerose pressioni del partito al momento delle nomine della giunta. Se tanto mi dà tanto, anche quelle ricostruzioni sono false, e lui le ha minacciate sapendo di dire il falso, nella grande maggioranza dei casi.
Quando il sindaco, di una grande città, anzi della Capitale di un paese, fa questi scivoloni che vanno ad aggiungersi alla sua evidente incapacità di governare, allora vuol dire che è arrivato il momento di farsi da parte. E espatriare.
Perché nessuno gli affiderebbe più incarichi amministrativi di responsabilità e perché ogni volta che verrebbe mandato a comprare qualcosa gli si chiederebbe, seduta stante, lo scontrino ed il resto, fino all'ultimo centesimo. Come si fa con i servi, dopo che si è scoperto che sono ladruncoli e che fanno la cresta sulla spesa.
Marino come Cota, come Fiorito ( Batman, per il Consiglio del Lazio),Bossi e tanti altri colti sul fatto, sorpresi con le mani nel barattolo della marmellata, come si dice. Peccati da uomini, meno le donne, Fra le pochissime beccate in simili traffici, si ricorda solo un caso eclatante, quello di Giovanna Maglie, corrispondente RAi da New York, con la differenza che lei non era un pubblico amministratore mentre Marino e gli altri ladruncoli da quattro soldi lo sono stati.
A che serve a questo punto minacciare che le dimissioni appena date potrebbe egli stesso revocarle, come prevede la legge? Che altra follia vuole fare? Il PD stia attento, lo faccia curare perchè un uomo della notorietà di Marino che essendosi imbarcato in una impresa più grande di lui, fa buca, può commettere qualunque cosa. E noi, sinceramente, senza essere nè psicologi nè psichiatri, lo temiamo davvero.
sabato 11 luglio 2015
Il Comune di Roma affonda, Marino resta a galla.
Cos'altro deve succedere? IL segretario generale del Comune si è dimesso, l'incaricato per al trasparenza è finito in galera e come lui tanti altri consiglieri di destra e sinistra. Il municipio di Ostia va sciolto e così tanti altri municipi della Capitale, per infiltrazioni mafiose - capito il reato? - a guisa delle pagelle negative che ha dato alle varie sezioni del Pd l'ex ministro Barca. E Marino? Marino è innocente. Lui va salvato, lo salva Orfini commissario PD, lo salva Renzi, anche se gli da la svegli, neppure tanto convinta, lo salva Gabrielli che si trova nella imbarazzante situazione di dover sciogliere un Comune fra breve atteso all'appuntamento del Giubileo, lui che il Governo vuole mettere alla guida della macchina comunale del Giubileo che non si èmessa ancora ennche in moviemento.
L'unico che, di fatto, non assolve Marino, per aver omesso il suo dovere di vigilanza, è il procuratore capo di Roma, Pignatone, quello che ha dato il via all'inchiesta 'Mafia capitale', il quale definisce Marino 'INCONSAPEVOLE' e 'INERME', che suona più dura di una condanna per un amministratore che non riesce neppure ad accorgersi che guida una banda di ladri.
Marino, miracolato dal Giubileo, resterà, mentre la città va in rovina, ogni giorno di più, a causa dlla sua incapacità di governare.
Ma fa riflettere la richiesta del senatore Augello, della Destra, il quale chiede le dimissioni di Marino, anche lui; ma nulla dice di Alemanno, sotto il cui governo cittadino il sistema di 'Mafia Capitale'- l'ha detto con chiarezza Pignatone - è stato messo in atto e si è perfezionato.
A questo punto, nonostante Alemanno sia indagato e Marino no, anche per Alemanno potrà essere invocata la scusante dell'inconsapevole ed inerme, invocata per salvare Marino; che suona, invece, come una terribile condanna. Insomma due amministratori della Capitale d'Italia, che durante il loro mandato di governo, non si sono accorti che perfino in Comune oltre che dappertutto, era tutto un ruba ruba, vengono lasciati liberi; e il secondo, Marino, libero anche di fare ancora danni.
L'unico che, di fatto, non assolve Marino, per aver omesso il suo dovere di vigilanza, è il procuratore capo di Roma, Pignatone, quello che ha dato il via all'inchiesta 'Mafia capitale', il quale definisce Marino 'INCONSAPEVOLE' e 'INERME', che suona più dura di una condanna per un amministratore che non riesce neppure ad accorgersi che guida una banda di ladri.
Marino, miracolato dal Giubileo, resterà, mentre la città va in rovina, ogni giorno di più, a causa dlla sua incapacità di governare.
Ma fa riflettere la richiesta del senatore Augello, della Destra, il quale chiede le dimissioni di Marino, anche lui; ma nulla dice di Alemanno, sotto il cui governo cittadino il sistema di 'Mafia Capitale'- l'ha detto con chiarezza Pignatone - è stato messo in atto e si è perfezionato.
A questo punto, nonostante Alemanno sia indagato e Marino no, anche per Alemanno potrà essere invocata la scusante dell'inconsapevole ed inerme, invocata per salvare Marino; che suona, invece, come una terribile condanna. Insomma due amministratori della Capitale d'Italia, che durante il loro mandato di governo, non si sono accorti che perfino in Comune oltre che dappertutto, era tutto un ruba ruba, vengono lasciati liberi; e il secondo, Marino, libero anche di fare ancora danni.
sabato 6 giugno 2015
Se tua moglie ti mette le corna, puoi anche chiudere un occhio se hai qualcosa da farti perdonare; ma se spaccia e fa rapine e tu fai finta di nulla, allora...
Le storie parallelle di Odevaine-Veltroni e Venafro-Zingaretti continuano a tormentarci, non riusciamo a trovare una ragione plausibile della distrazione dei due politici sull'operato dei loro capi gabinetto. Ci spieghiamo.
In tante famiglie può accadere che uno dei coniugi metta di tanto in tanto le corna all'altro; cos'è una scappatella che in fondo non mina un rapporto solido? - così ci si giustifica; anzi talvolta potrebbe anche rinsaldare il legame fra i coniugi una scappatella o forse anche due di ciascuno dei coniugi. I quali, si spera, prima di convolare a giuste nozze hanno conosciuto se non bene ( le sorprese sono sempre possibili) almeno discretamente, chi si mettevano in casa stabilmente e con chi avrebbero diviso ogni sera il talamo.
Ma se oltre qualche corno, uno dei coniugi - facciamo la moglie - spaccia regolarmente o fa rapine, e l'altro non se ne accorge per lungo tempo oppure lascia andare fino a quando qualcun altro, magari la polizia o la magistratura, non gli apre gli occhi, allora le corna se le è proprio meritate, perchè è un coglione, oppure gli faceva comodo che la moglie contribuisse al menage famigliare, e non si sono mai chiesti dove prendeva tutti quei soldi. E in questo secondo caso sono dei papponi.
Mutatis mutandis, nel caso delle due coppie politiche chi ha fornito a Veltroni e Zingaretti i nomi rispettivamente di Odevaine o Venafro? Il partito, cioè quel covo di malfattori che si sta rivelando, cancellando una volta per tutte la superiorità morale ed ideale che il partito di sinistra ha sempre vantato sugli altri, i quali altri, non si dimentichi, non scherzano? Oppure sono stati loro medesimi a sceglierli nel mazzo? E in tutti gli anni in cui sono stati gomito a gomito con quei due farabutti, non si sono accorti mai di nulla? Beh, allora non hanno nessuna giustificazione; e di avere al loro servizio diretto due farabutti se lo sono proprio meritati. Ma ora non possono chiamarsi fuori, ergendosi a paladini della moralità pubblica, loro vanno mandati a casa perchè non hanno neppure capito che le loro 'mogli' , non solo gli mettevano le corna, ma erano autentiche puttane, spacciavano e facevano rapine a mano armata. E ciò vale naturalmente anche per Marino che ha mezza giunta ed un quarto dei consiglieri comunali del suo partito in galera, e vale altrettanto per Alemanno che ha governato prima e che di guai ne ha prodotti e lasciati tanti, tantissimi, come le recenti inchieste di 'Mafia Capitale' vanno scoprendo e spiattellando ogni giorno.
In tante famiglie può accadere che uno dei coniugi metta di tanto in tanto le corna all'altro; cos'è una scappatella che in fondo non mina un rapporto solido? - così ci si giustifica; anzi talvolta potrebbe anche rinsaldare il legame fra i coniugi una scappatella o forse anche due di ciascuno dei coniugi. I quali, si spera, prima di convolare a giuste nozze hanno conosciuto se non bene ( le sorprese sono sempre possibili) almeno discretamente, chi si mettevano in casa stabilmente e con chi avrebbero diviso ogni sera il talamo.
Ma se oltre qualche corno, uno dei coniugi - facciamo la moglie - spaccia regolarmente o fa rapine, e l'altro non se ne accorge per lungo tempo oppure lascia andare fino a quando qualcun altro, magari la polizia o la magistratura, non gli apre gli occhi, allora le corna se le è proprio meritate, perchè è un coglione, oppure gli faceva comodo che la moglie contribuisse al menage famigliare, e non si sono mai chiesti dove prendeva tutti quei soldi. E in questo secondo caso sono dei papponi.
Mutatis mutandis, nel caso delle due coppie politiche chi ha fornito a Veltroni e Zingaretti i nomi rispettivamente di Odevaine o Venafro? Il partito, cioè quel covo di malfattori che si sta rivelando, cancellando una volta per tutte la superiorità morale ed ideale che il partito di sinistra ha sempre vantato sugli altri, i quali altri, non si dimentichi, non scherzano? Oppure sono stati loro medesimi a sceglierli nel mazzo? E in tutti gli anni in cui sono stati gomito a gomito con quei due farabutti, non si sono accorti mai di nulla? Beh, allora non hanno nessuna giustificazione; e di avere al loro servizio diretto due farabutti se lo sono proprio meritati. Ma ora non possono chiamarsi fuori, ergendosi a paladini della moralità pubblica, loro vanno mandati a casa perchè non hanno neppure capito che le loro 'mogli' , non solo gli mettevano le corna, ma erano autentiche puttane, spacciavano e facevano rapine a mano armata. E ciò vale naturalmente anche per Marino che ha mezza giunta ed un quarto dei consiglieri comunali del suo partito in galera, e vale altrettanto per Alemanno che ha governato prima e che di guai ne ha prodotti e lasciati tanti, tantissimi, come le recenti inchieste di 'Mafia Capitale' vanno scoprendo e spiattellando ogni giorno.
venerdì 5 giugno 2015
Il grado di connessione fra la malavita organizzata e la politica è incredibile, parola di Cantone
Se lo ha ammesso anche il magistrato Cantone, chiamato da Renzi a vigilare perché la pubblica amministrazione e la politica resistano ai richiami della malavita, vuol dire che il livello di tale richiamo, purtroppo ascoltato, anzi sollecitato in sua assenza, è davvero altissimo ed in tutti i settori, sia della pubblica amministrazione che della politica.
C'era qualche dubbio? L'unico dubbio poteva riguardare l'operazione 'mani pulite', nel senso cioè che a seguito di quella retata, la malavita organizzata fosse stata messa definitivamente alla porta dalla politica. Manco per...
E la ragione non sta nell'ultima inchiesta 'Mafia Capitale', come si potrebbe pensare. La politica in ogni suo settore è collusa con la malavita. L'avete viste le facce di tanti politici? Sembrano comparse e talvolta anche protagonisti di film di cronaca nera o di malavita. E sorvoliamo sull'ignoranza totale di molti, anche nella lingua italiana; sorvoliamo sulla logica.
Loro moltiplicano il marcio che è sempre presente in tanti, difficile da sradicare, pescando sempre negli stessi ambienti che sulla politica hanno fondato il loro successo e tornaconto personale, mai sulle competenze, sulla moralità e sul servizio che la politica dovrebbe costituire nei confronti della società.
I politici cosiddetti di professione sono alla radice, tantissime volte, troppeeeee!, dei potenziali mascalzoni. Non basta l'esempio dei vitalizi e dei compensi che si sono dati, per i quali tirano in ballo i cosiddetti 'diritti acquisiti'? E le mazzette, entrate ormai come regola nella normale attività politica?
Per questo, per non frequentare questa società del malaffare ed anche per la impresentabilità di taluni, sempre troppi, noi non abbiamo mai voluto avere a che fare con la politica, a qualunque livello, e, in conseguenza di ciò, siamo rimasti, non contentissimi ovvio, dove siamo.
Perché l'altra faccia di questo mondo di merda è che se non sali su uno di questi carri maleodoranti, resti sempre al palo. Dove anche noi siamo rimasti, ma dove per fortuna quella tremenda puzza non arriva.
C'era qualche dubbio? L'unico dubbio poteva riguardare l'operazione 'mani pulite', nel senso cioè che a seguito di quella retata, la malavita organizzata fosse stata messa definitivamente alla porta dalla politica. Manco per...
E la ragione non sta nell'ultima inchiesta 'Mafia Capitale', come si potrebbe pensare. La politica in ogni suo settore è collusa con la malavita. L'avete viste le facce di tanti politici? Sembrano comparse e talvolta anche protagonisti di film di cronaca nera o di malavita. E sorvoliamo sull'ignoranza totale di molti, anche nella lingua italiana; sorvoliamo sulla logica.
Loro moltiplicano il marcio che è sempre presente in tanti, difficile da sradicare, pescando sempre negli stessi ambienti che sulla politica hanno fondato il loro successo e tornaconto personale, mai sulle competenze, sulla moralità e sul servizio che la politica dovrebbe costituire nei confronti della società.
I politici cosiddetti di professione sono alla radice, tantissime volte, troppeeeee!, dei potenziali mascalzoni. Non basta l'esempio dei vitalizi e dei compensi che si sono dati, per i quali tirano in ballo i cosiddetti 'diritti acquisiti'? E le mazzette, entrate ormai come regola nella normale attività politica?
Per questo, per non frequentare questa società del malaffare ed anche per la impresentabilità di taluni, sempre troppi, noi non abbiamo mai voluto avere a che fare con la politica, a qualunque livello, e, in conseguenza di ciò, siamo rimasti, non contentissimi ovvio, dove siamo.
Perché l'altra faccia di questo mondo di merda è che se non sali su uno di questi carri maleodoranti, resti sempre al palo. Dove anche noi siamo rimasti, ma dove per fortuna quella tremenda puzza non arriva.
Iscriviti a:
Post (Atom)