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giovedì 6 luglio 2017

All'Anticorruzione di Raffaele Cantone c'è aria di 'corruzione' salariale

Chiariamo che non stiamo per rivelarvi come una qualche procura - sull'esempio di quelle di Roma e Napoli che si indagano a vicenda,  visto che proprio oggi un magistrato della seconda verrà sentito a Roma - stia indagando sulla struttura messa in piedi da Raffaele Cantone, per prevenire la corruzione ovunque essa si annidi; nulla di tutto questo.

Il sospetto che Raffaele Cantone debba indagare anche sulla sua struttura per via di  una convinzione generale, tutta italiana, secondo la quale se guadagni poco vali poco, e dunque se vuoi contare, farti valere, devi chiedere un emolumento consistente, c'è tutto.

Nei giorni scorsi è circolata la notizia che gli impiegati, dal primo all'ultimo, dell'Anticorruzione del bravo magistrato stanno per aumentarsi gli stipendi. E questo possono farlo da sé, senza che nessuno posa contrastarli o metterci il naso.  Come alcuni organi costitutzionali che si autogovernano, meglio sarebbe dire che si autopremiano, senza meritare alcunchè in molti casi.
 Si dirà per salvaguardare l'autonomia della struttura, l'autonomia di indagine e di giudizio. Ma è possibile che senza soldi - che nel caso dell'Anticorruzione si quantificano in più del doppio di quanto oggi guadagnano coloro i quali lavorano nei vari ministeri a fine carriera - i giudici integerrimi dell'Anticorruzione cessano di essere garanti dell'anticorruzione, nemici della corruzione che in ogni modo cercano si sventare prima che si annidi in ogni ganglio della nostra società?

 Insomma se li paghi  hai più garanzie che siano onesti ed incorruttibili essi stessi, altrimenti il risultato non è garantito.

Che lavori molto delicati  vadano ben remunerati perché ci si deve assicurare che i dipendenti siano scelti  fra quelli con migliori capacità, è perfino banale. Ma che senza di queste caratteristiche, e cioè con stipendi che sono fuori della norma, non si può pretendere un lavoro onesto e qualificato, andrebbe dimostrato. Altrimenti si dovrebbe concludere che siccome in Italia la gran parte delle categorie di lavoratori sono mal pagati, tutti sono lavativi ed incapaci. No, non è così .

L'altro ieri la ministra fedeli, intervistata , ha detto che occorre finalmente prendere in considerazione il mondo della scuola, che prima di tutto è fatto di insegnanti, perché la delicatezza del compito e la qualità del suo svolgimento dipendono anche dai compensi che si danno agli insegnanti. Ha ragione la Fedeli. La quale, quando le hanno chiesto quanto dovrebbe guadagnare un insegnante, richiesta di una  cifra precisa, Lei ha detto il doppio di quello che guadagnano ora.  Dunque come quelli dell'Anticorruzione di Cantone? No, perchè ora gli insegnanti guadagnano 1.500 Euro netti circa, e secondo la Fedeli un guadagno più proporzionato ed anche più vicino alle medie degli altri paesi europei, sarebbe del doppio circa, 3.000 Euro netti circa.

Come quelli dell'Anticorruzione? no, no. Perché quelli partirebbero da  84.000 Euro lordi, per arrivare dove gli insegnanti non arriveranno mai, nonostante la generosità della fedeli 8 ancora da mettere in pratica) e cioè ad oltre 120.000 Euro.

sabato 18 febbraio 2017

Lettera aperta al dott. Cantone. Riceviamo, per conoscenza, da Marco Pucci Catena e pubblichiamo

Non sono avvezzo a polemiche o denunce, ma credo che ormai alla mia età posso sentirmi autorizzato a non sopportare più il mal costume; Cinquantasei é un’età nella quale é inutile continuare a sognare, ma non si é troppo vecchi per desistere e rassegnarsi. Pertanto, assai stanco,desidero evidenziare quanto segue:
Ogni qualvolta si cerca un direttore artistico per un teatro ITALIANO questa é la dicitura che con “vergogna” accompagna il Bando di concorso: " L’invio delle candidature, pertanto, non vincola in alcun modo la Fondazione del Teatro di Pisa al rispetto di particolari procedure selettive. In tal senso, la Fondazione procederà, a propria discrezione e a suo insindacabile giudizio, al conferimento dell’incarico, previo svolgimento di un colloquio orale con i candidati che, sulla base dei curricula presentati, risulteranno possedere i requisiti maggiormente rispondenti a quelli richiesti" cito testualmente dal Bando di Pisa, ma c’era anche per Rovigo e per tutti gli altri.
A questo punto mi chiedo a cosa serve questa farsa, considerando che tra le prerogative del sindaco c’é la chiamata diretta del direttore artistico del teatro? Sì, lo so, é una domanda retorica il bando serve per dare fumo agli occhi e per pararsi da eventuali ricorsi o polemiche; ed ecco il motivo di questa mia comunicazione, molti hanno fatto ricorsi ma tutti li hanno perduti proprio perché in calce al bando c’era la famosa postilla di cui sopra.
Il mio non é un ricorso contro qualcuno, ma una segnalazione all’organo anticorruzione, perché chi ha un minimo di BUON SENSO comprende perfettamente cosa si cela dietro quella frase; pertanto il mio ricorso, meglio: segnalazione, é contro il sistema e il malcostume.
Sono altrettanto certo che é più conveniente ed interessante attaccare Sindaci sotto i riflettori; perciò, forse, questa mia verrà archiviata con la dicitura “ il solito rompic.... che non ha capito come funziona l’italia” ma voglio avere un ultimo moto di “Sicurezza e Pulizia Italica” nel credere che almeno un organo in Italia faccia il proprio dovere e che in questa italia (scritto piu volte e volutamente minuscolo) la giustizia non é prerogativa solo di “striscia la notizia”.
Temo che chi, in Europa, conosce quella trasmissione ( e spero in pochi) rida di noi. Il solo pensiero che il buon senso e la giustizia sia nelle mani di un pupazzo rosso , di un tapiro o di un supereroe non troppo intelligente vestito in giallo, é una vergogna assoluta ma spesso , troppo spesso é la realtà.
                                                                  Chiedo
ufficialmente di valutare la possibilità di inficiare le nomine fatte all’ombra di un sospetto anche perchè nel caso dei Teatri di Pisa, di Rovigo e di altri c’erano curriculum decisamente superiori a quello della persona scelta.
Allego la lettera che inviai a Pisa che ad oggi non ha avuto alcun riscontro, sempre nello squallido stile italiano.
Ci legge in copia anche il dott. Pietro Acquafredda che con il Suo Blog ' Il menestrello' é un dei pochi che nel nostro settore mantiene una lucidità ed una correttezza non italiana, e che autorizzo qualora lo ritenesse opportuno a pubblicare questa mia. Per ora sono certo che avró conforto e supporto dall’organo anticorruzione, ma certamente sono pronto per rivolgermi a 'Report' o a 'Striscia'.
Ringraziandovi per un vostro cortese quanto rapido riscontro e certo che la mia fiducia é ben riposta vi porgo i miei piú cordiali saluti. Marco Pucci Catena
                                          Email inviata  al Teatro di Pisa
Gentilissimo  dott. Toti 
Ringraziandola per la sua cortese comunicazione relativamente alla mia esclusione, anche dai colloqui per la direzione artistica del teatro di Pisa, nonostante la mia esperienza fosse superiore a molti altri, e felicissimo della scelta del Sig. VIZIOLI che conosco da tempo e stimo come professionista, desidero informarla, con la sua stessa gentilissima cortesia, che a fine mese consegneremo, assieme al mio avvocato, una memoria e una denuncia all'Autorità Nazionale Anticorruzione.
La mia decisione non vuole essere un ricorso contro la persona del Sig, Vizioli che sono certo farà un ottimo lavoro, ma contro la procedura . Quando la postilla su un bando cita ". L’invio delle candidature, pertanto, non vincola in alcun modo la Fondazione del Teatro di Pisa al rispetto di particolari procedure selettive. In tal senso, la Fondazione procederà, a propria discrezione e a suo insindacabile giudizio,
al conferimento dell’incarico, previo svolgimento di un colloquio orale con i candidati che, sulla base dei curricula presentati, risulteranno possedere i requisiti maggiormente rispondenti a quelli richiesti" è inutile un bando in quanto è nelle prerogative del sindaco la chiamata diretta .
Una simile dicitura potrebbe aprire scenari diversi. Molto bella ed auspicabile la voglia di far lavorare persone del posto, lo condivido e lo sottoscrivo, magari se non avessero legami o parentele sarebbe meglio.
Probabilmente, essendo in Italia non sortiró alcun effetto, o forse si, comunque valuteremo altre sedi di ricorso anticorruzione.
Auguro a tutti un buon lavoro e tendo a ribadire che questo mio intervento non è in contrapposizione al sig.Vizioli al quale invio il mio sincero in bocca al lupo.
                                                                                  Marco Pucci Catena




martedì 27 settembre 2016

Anche Cantone denuncia la corruzione dell'Università italiana

In questi giorni in cui l'argomento 'corruzione all'Università' è stato denunciato anche da Cantone, è venuto alla luce una serie di fatti a riguardo.
 Innanzitutto che, nel bailamme esistente, i nostri migliori studenti, sono fra i migliori in assoluto fra quelli usciti dalle nostre, come da tutte le altre università. Tanto che, quando inviano il loro curriculum  alle università straniere, queste non perdono tempo, subito li convocano per accaparrarseli.
 Dunque delle nostre migliori risorse  umane nella ricerca  e nello studio  beneficiano sopratutto gli altri paesi, mentre non  avviene in egual misura il cammino inverso e cioè che in Italia vengano assunte le migliori menti straniere. Perchè in Italia alle menti, le migliori, non si presta la dovuta attenzione, non ritenendole preziose per il futuro del paese. Infatti la ricerca in Italia langue, è sempre senza fondi, e un brillante studente italiano, se non per ragioni strettamente familiari o perchè non sa stare senza spaghetti e pomodoro fatti dalla mamma, appena laureato vola all'estero, ove viene apprezzato a dovere e meglio pagato. E dove sa che, a parte gli spaghetti con il pomodoro, farà quasi certamente carriera in base alle sue capacità al suo impegno ed ai risultati delle sue ricerche.
 In Italia no.

Tutto questo era già noto e da tempo. Ma non riesce a smuovere le acque per nessuna ragione.
 Perchè, si chiede Cantone, aggiungendo come si dice il 'carico da dieci'  con l'ennesima sua  denuncia?
 Perchè in Italia nelle università, senza eccezione, sembra che non ve ne sia neppure una virtuosa, c'è corruzione. In che senso vien da chiedere?
 Perché i ricercatori giovani ma brillanti, se restano in Italia ed hanno l'occasione di essere inseriti nell'Università, sebbene cosa rara, sono pagati malamente e la carriera, per farla, devono attendere che ci siano stravolgimenti terraquei o ecatombi.

Perchè per arrivare all'Università ci sono concorsi, ma di concorsi regolari forse nessuno. Ogni volta che se ne bandisce uno si sa già, preventivamente, chi ne sarà il vincitore, anzi qualche volta il concorso viene bandito proprio per quel candidato. Perché tanto potere a chi bandisce il concorso? Perché  nelle Università italiane, senza eccezione - lo ripetiamo perché vorremmo che fosse chiaro - il familismno è di casa. E non potrebbe essere altrimenti, Se su oltre 60.000 docenti delle nostre università, il 10% circa, e cioè più o meno 6.000, hanno cognomi ricorrenti fra i docenti universitari. Che vuol dire che l'Università, una volta che un professore ha raggiunto il traguardo di insegnarvi, se acquisisce un certo potere ci porta dentro anche mogli, figli, amanti. Ecco dove l'ingranaggio del merito si blocca producendo tutto il male che conosciamo.

Anni fa, per curiosità personale, abbiamo spulciato - può farlo chiunque, tali atti si trovano in rete -  fra gli atti di una commissione preposta ad esaminare i titoli di candidati ad una cattedra, in ambito musicologico. I candidati erano tre o quattro, uno di questi era strettamente imparentato con un musicista noto e potente. E la commissione composta da professori tutti competenti, ma istruiti e addomesticati  per  far vincere magari  anche qualche altro, ma prima degli altri il candidato imparentato al noto musicista. Che è quel che accadde. Il presidente della Commissione fu, l'anno immediatamente seguente, premiato con una lauta ricompensa a seguito di conferenza. Lauta, anzi lautissima. Come per dire: grazie, non voglio avere più nulla a che fare con te, anche per evitare che qualcuno scopra l'imbroglio. Non non ci siamo mai nè visti nè parlati nè accordati.
 Abbiamo visto le carte e  lette le relazioni dei singoli commissari esaminatori. Alcune di dette relazioni sono imbarazzanti, perché costringono gli estensori ad arrampicarsi sugli specchi per dar peso a pubblicazioni ed attività che tanto peso, in diversa situazione, non avrebbero potuto meritare. A noi è venuto anche in testa il dubbio che qualche pubblicazione abbia avuto come autore effettivo il noto musicista, e pubblicato poi con il nome del congiunto.
 In seguito ci capitò di parlarne con un membro di quella famigerata commissione  ed alla nostra sottolineatura dell'evidente imbroglio, la risposta fu: c'era di peggio!
 Sì di peggio c'è sempre qualcosa o qualcuno, perchè il peggio - come dice la sapienza popolare - non è mai morto.

Vogliamo dire anche di tanti cosiddetti 'professori' chiamati ad insegnare dal rettore o dal professore amico, per chiara fama, quando invece andrebbero messi dietro le sbarre, piuttosto che dietro una  cattedra, perchè vanno ad insegnare materie riguardanti campi nei quali hanno fatto disastri. Uno di questi campi, alla moda, è quello della 'economia della cultura' che vede tanti cultori, molte volte inquisiti, proprio per questo loro mestiere. Che vanno ad insegnare allora? Come si può fottere anche nell'amministrare i pochi soldi che circolano nel mondo dell cultura?

Quante altre volte ci è capitato di leggere negli ordinamenti scolastici dei Conservatori, materie del tipo 'tecniche della comunicazione' affidate ad insegnanti che forse non hanno mai scritto una riga, anche perché non sarebbero stati in grado di scriverla. E ciò accade per gli ordinamenti dei corsi superiori post diploma, quelli di livello 'universitario' dei nostri Conservatori. Chiaro?

E poi ci sono gli infiniti casi di coloro che vanno ad insegnare all'Università solo perchè occupano un posto di responsabilità in campo amministrativo , ma nello steso distretto cui appartiene anche l'Università, dove magari sono arrivati secondo le modalità - vigenti anche fuori dalle Università - denunciate da Cantone. Perchè tutto il mondo è paese.

venerdì 23 settembre 2016

Hidalgo a Roma e Raggi a Parigi. Proposta di scambio (indecente)

Se Roma avesse la Hidalgo sarebbe una piccola Parigi, ed una grande Roma. Non altrettanto con lo scambio fra Roma e Parigi, qualora oggetto dello scambio fosse la Raggi,  che anche Parigi farebbe diventare una 'piccola' città, come sta già facendo con Roma.
 Avete mai sentito parlare la Raggi del'altra emergenza , quella 'umanitaria' dei profughi?  neanche una parola - il direttorio deve averle detto: lascia perdere, che se la vedano il prefetto e il ministro dell'Interno, non ti prendere un'altra gatta da pelare; chissà quanti altri guai potrebbe procurare alla città a se stessa ed al movimento- ha pensato, quando pensa, il direttorio sbrindellato.
 La Hidalgo a Parigi invece non solo ci ha pensato ma ha parlato chiaro, pur nell'occhio del ciclone creato dai vari attentati dei quali la Francia è certamente il paese più colpito d'Europa. La sindaca di Parigi sta facendo ristrutturare un enorme caseggiato per creare tremila posti per gli immigrati, facendoli vivere in una residenza umana- cosa che nè a Roma nè in Italia si farà mai. L'integrazione, cara Raggi, sa cosa vuol dire?  Dunque la Hidalgo si è mossa in tempo, mentre la Raggi sta lì ferma, forse ci sta ancora pensando. Intanto tace.
Ma dove le due sindache hanno pareri diametralmente opposti - anzi quella di Parigi ce l'ha questo parere, mentre la romana non ha nessun parere e nessuna cognizione di cosa voglia dire governare e progettare il futuro della città che governa - è sulle Olimpiadi del 2024, rigettate dalla Raggi, per far contento il direttorio, il movimento e qualche altro incapace sostenitore, mentre la Hidalgo ha colto l'occasione per riproporre la candidatura della sua città ad ospitarle fra otto anni, con un programma che in gergo definisce' low cost'. E cioè solo due nuovi impianti, rilanci della banlieu, spesa 1,2 miliardi,  per muovere un giro d'affari di 10 miliardi circa, e con 250 mila nuovi posti di lavoro. Non sono alcune delle cose che la Raggi a chi gliele prospettava rispondeva che erano impossibili a Roma?  E sulle quali è stata, roba di ieri, bacchettata anche da Cantone?
 Vogliamo la Hidalgo come sindaco di Roma! Cosa vi diamo in cambio? Capiamo che la sola Raggi, una scartina, non fa guadagnare nulla a Parigi, ma se insieme mandassimo anche Grillo ed il direttorio nazionale e romano (detto 'mini' in ogni senso) e poi qualunque altra cosa o persona ci chiedano, Parigi poptrebbe consentire il baratto? Attendiamo risposta.

venerdì 16 ottobre 2015

L'esperienza Marino non è bastata al PD e a Renzi, sul punto di fare altri pasticci

Va bene, Marino non è un ladro,  ma forse un furfantello - se gli scontrini dicono il vero - che, come tanti ladruncoli da quattro soldi  va a cena con chi gli pare,  moglie e madre e famiglia comprese, e fa pagare il conto al Comune. Qualcosa di analogo, non sappiamo in quale misura, gli deve essere capitato anche in America. Comunque non conta l'ammontare della somma, che Marino appena scoperto e sul punto di farsela sotto per la figura 'di merda', ha restituito assieme alla carta di credito del Comune; ma il fatto che si sia inventato delle balle a proposito, mentre imponeva a tutti onestà intellettuale ed anche economica, e si sfilava dalla congrega che per anni, forse decenni, aveva saccheggiato Roma, in accordo anche con malavitosi e senza che il partito che ora lo censura e licenzia - soprattutto a causa degli scontrini ma anche per i sopraggiunti rapporti troppo tesi con il Vaticano, alla vigilia del Giubileo - se ne fosse mai accorto. In verità se ne era accorto da tempo, tutti sapevano, ma stavano zitti, e facevano affari. Sporchi.
 Marino continua a fare come se fosse ancora il sindaco, e lancia l'ennesimo  sasso  con la pedonalizzazione completa dei Fori e strade circostanti, anche contro il parere del Consiglio superiore dei Beni culturali, del Ministero, che su tale proposta, presa in esame da tempo, aveva espresso parere negativo.
 Insomma Marino che dovrebbe starsene, se crede anche nel suo ufficio,   e comunque in qualunque posto con la coda fra le gambe, continua a far danni e non dice una sola parola a proposito dell'ultimo incidente della metropolitana. Lui si sfila senza pudore dalle sue responsabilità.
 Tutto questo avrebbe dovuto insegnare al PD romano ed a Renzi che un chirurgo che magari sa squartare e ricucire dopo aver tolto il bubbone e far guarire l'ammalato, non è detto che sappia fare il sindaco. Anzi è certo che non lo saprà fare, come nel caso di Marino.
 Ora, a Roma, dopo la disastrosa esperienza dell'incapace, se pur onesto - ma chi se ne frega, anche se al giorno d'oggi l'onestà fra i politici risulta merce rarissima -  chirurgo Marino, si sta o pensando al commissario ed al gruppo di sub-commissari, oltre che al possibile candidato per le elezioni che oggi sembrano lontane ma sono, invece, vicinissime. E i nomi che circolano sono nomi di sosia di Marino, di persone cioè che rivestono  incarichi di una qualche importanza, onesti fino ad oggi, ma che NON HANNO MAI AMMINISTRATO UNA CITTA' tanto meno una città difficile come ROMA. Dunque della schiatta degli INCAPACI e NON IDONETI
 Accanto al gruppo di prefetti - poliziotti, per essere più comprensibili - o ex magistrati, spuntano nomi del mondo chic di sinistra, che stanno bene dove sono, dai circoli a ridosso del Tevere, o nello sport, come Malagò; oppure  di un manager che già per essere stato trasferito da Musica per Roma al Teatro dell'Opera ( due realtà totalmente diverse, mentre oggi, ancora oggi l'interessato va dicendo che vuole impiantare all'Opera il modello Musica per Roma! )  un casino l' ha combinato, stratosferico ( quello dell'esternalizzazione di orchestra e coro, il più esilarante per il mondo intero, per fortuna rientrato) come Carlo Fuortes, il cui nome risulta nella rosa dei candidati a sub commissario. Anche lui certamente è persona onesta e, a Musica per Roma, ha saputo ben operare. Questo è fuori di dubbio. Ma non è che siccome sa fare il manager culturale saprà anche amministrare la città. E poi che fa del suo incarico all'Opera? lo mantiene? Non mantiene contemporaneamente , per un altro disastro del Marino vacanziero,  anche la carica di AD di Musica per Roma?
Con Fuortes candidato ad ogni cosa - come si continua a fare anche con Cantone, ci si rende conto di quante poche intelligenze  e capacità disponga il PD, che non  riesce mai a guardare oltre la ristretta cerchia dei suoi fedelissimi.
 Ma il colmo dei colmi deve ancora venire. E riguarda la rosa di candidati a sindaco di Roma, nella quale spicca il petalo profumato  di Marianna Madia. La quale, già tante critiche s'è tirata addosso per il fatto che senza guida e protezione dall'alto, oggi sarebbe altrove, certamente non nel governo, con tutta la benevolenza possibile, perchè con le madonne non si governa.
 E, a proposito della Madia, suo padre, Stefano, giornalista e regista, uomo di Veltroni, morto prematuramente per un brutto male fulminante, persona degnissima sia chiaro, per la sua vicinanza con la politica ha dalla politica ricevuto - in questo caso senza nessuna ragionevole motivazione - una strada intitolata.  Sta a vedere che intitolano anche a noi una strada, quando moriremo, il più tardi possibile. Basterà se ci mettiamo alle costole  di Franceschini - lui no , proprio no! -  di Padoan o  di Gentiloni?

martedì 1 settembre 2015

Torna Ignazio (detto 'Ignaro') Marino. Il giorno del giudizio in RAI

Ignaro - come l'ha battezzato Dagospia - Marino oggi giungerà a Roma, dove - a Fiumicino - lo prenderanno in consegna due angeli custodi, carabinieri, per scortarlo fino al Campidoglio e non per portarlo, come qualche maligno già pensa leggend , da qualche parte per la custodia cautelare che libererebbe finalmente Roma dal sindaco assente, che mesi fa la stessa Roma, ignara anch'essa, l'ha eletto.
 Dopo le imbarazzanti ammissioni sia di Cantone che Gabrielli sulla sua assenza e sulla necessità di essere affiancato da due, forse tre o quattro, 'badanti' autorevoli, pur lasciandolo sul colle più alto a fare atto di rappresentanza, per le cerimonie ufficiali, 'Ignaro' Marino trova modo per intervenire sulle accuse velate o scoperte che i suoi  avversari - per sua colpa - gli hanno rivolto in questi ultimi tempi. Non ultimo anche il 'maestro' - come lo chiama lui nella lunga risposta che gli ha rivolto dalle pagine del Messaggero - Gigi Proietti, anch'egli durissimo nei suoi riguardi, per l'amministrazione assente della Capitale, anche nel settore culturale.  Lui al maestro Proietti,  con la faccia tosta che si ritrova, ha trovato tempo e modo di rispondere, agli appelli riguardanti il suo rientro immediato a Roma, no. Mai prima della fine delle vacanze programmate, qualunque cosa accada.
 E, infatti, ciò che 'Ignaro' Marino non capisce è che  la città ce l'ha con lui perchè,  benchè onesto, non riesce, non sa governarla. E , di fatto, non la governa. I cittadini di Roma l'hanno votato perchè governi la città . Questo è ciò che Marino non vuole capire e pensa che, pur mancando ai suoi impegni, il mandato elettorale  resti valido  fino alla conclusione naturale della legislatura. Marino  continua a dimostrarsi 'ignaro' delle regole democratiche.
 In Rai oggi arriva il giorno, il primo giorno del giudizio, nel quale dovrebbero essere prese importanti decisioni dai nuovi amministratori.
 Si sa per certo che Giancarlo Leone affiancherà il nuovo direttore generale, da vice - un incarico che aveva anche prima di approdare al timone di Rai1  - per il settore 'programmi', promosso avendo egli ottenuto risultati brillanti  nelle trasmissioni di sua invenzione: Sanremo, Ti lascio una canzone, Tale e quale show, Ballando sotto le stelle, I pacchi, oltre alla rinomata rubrica delle 'Lettere del cuore' affidata alla coppia scoppiata Dalla Chiesa-Frizzi, che ha fatto impennare l'audience.
 Dovrebbe invece andare a casa, trasferendosi altrove, Vianello direttore di Rai3, che ha pure ottenuto risultati brillanti nelle trasmissioni di sua invenzione, prima fra tutte 'Chi l'ha visto', che macina successi di pubblico su successi, ma al quale va imputato - che sarà mai - il flop di quella trasmissione dedicata alla famiglia e chiusa dopo una sola serata, e il girovagare senza meta di Riotta per l'Italia, in cerca di idee e pubblico. E queste due trasmissioni due, non indovinate, gli costeranno il posto.
 E poi  si dovrà affrontare anche il nodo delle stanze dei componenti il CDA, e delle loro mansioni. Dopo essere stati bistrattati unanimemente dalla stampa,  loro dichiarano che non intendono fare i passacarte, a meno che i loro padrini-sponsor politici non li chiamino a telefono, per dir loro: ma che vi siete messi in testa? ringraziate dio e noi che state lì; però niente casino.

venerdì 5 giugno 2015

Il grado di connessione fra la malavita organizzata e la politica è incredibile, parola di Cantone

Se lo ha ammesso anche il magistrato Cantone, chiamato da Renzi a vigilare perché la pubblica amministrazione e la politica resistano ai richiami della malavita, vuol dire che il livello di tale richiamo, purtroppo ascoltato, anzi sollecitato in sua assenza, è davvero altissimo ed in tutti i settori, sia della pubblica amministrazione che della politica.
C'era qualche dubbio? L'unico dubbio poteva riguardare l'operazione 'mani pulite', nel senso cioè che a seguito di quella retata, la malavita organizzata fosse stata messa definitivamente alla porta dalla politica. Manco per...
 E la ragione non sta nell'ultima inchiesta 'Mafia Capitale', come si potrebbe pensare. La politica in ogni suo settore è collusa con la malavita. L'avete viste le facce di tanti politici? Sembrano comparse e talvolta anche protagonisti di film di cronaca nera o di malavita. E sorvoliamo sull'ignoranza totale di molti, anche nella lingua italiana; sorvoliamo sulla logica.
 Loro moltiplicano il marcio che è sempre presente in tanti, difficile da sradicare, pescando sempre negli stessi ambienti che sulla politica hanno fondato il loro successo e tornaconto personale, mai sulle competenze, sulla moralità e sul servizio che la politica dovrebbe costituire  nei confronti della società.
 I politici cosiddetti di professione sono alla radice, tantissime volte, troppeeeee!, dei potenziali mascalzoni. Non basta l'esempio dei vitalizi e dei compensi che si sono dati, per i quali tirano in ballo i cosiddetti 'diritti acquisiti'?  E le mazzette, entrate ormai come regola nella normale attività politica?
Per questo, per non frequentare questa società del malaffare ed anche per la impresentabilità di taluni, sempre troppi, noi non abbiamo mai voluto avere a che fare con la politica, a qualunque livello, e, in conseguenza di ciò, siamo rimasti, non contentissimi ovvio, dove siamo.
Perché l'altra faccia di questo mondo di merda è che se non sali su uno di questi carri maleodoranti, resti sempre al palo. Dove anche noi siamo rimasti, ma dove per fortuna quella tremenda puzza non arriva.

sabato 20 dicembre 2014

Come l'EXPO può rovinare la vita a Farinetti

Quei mascalzoni de 'Il fatto quotidiano' al semplice scopo di far casino e farsi sentire, ieri hanno tirato in ballo anche il mitico e mistico Farinetti, quello di Eataly, del miracolo dei pani e dei pesci, una volta venduto 'Unieuro',  una caterva di freddi aggeggi elettronici che non  gli dava più soddisfazione. Celebrato in tutto il mondo, ha ridato vita a Roma a quel tragico monumento allo spreco che era la stazione Ostiense facendolo diventare una sorta di cattedrale degli affari, sacrificandovi il cibo. E' amico e sostenitore del Premier Renzi, che a sua volta lo sostiene, e per questo il premier se lo porta ovunque, sia materialmente ( anche di recente negli Stati Uniti, dove assieme ad altri colossi dell'alimentare ha sostenuto la tournée del Regio di Torino capitanata da Noseda) sia ad esempio per futuri imprenditori che si fanno dal nulla - non diciamo cazzate, lui imprenditore lo era già, certo ha avuto una idea brillantissima che funziona, e perciò chapeau!
 Ma come tutti gli imprenditori deve fare affari altrimenti l'impresa va fallita e lui, anche per questo, c'ha il pallino, e poi  può contare un pò sull' aiuto di amici,  un pò sulla difesa di ammiratori,anche dagli attacchi degli invidiosi giornalisti.
Come ora anche noi stiamo tentando di fare da quei mascalzoni de 'Il fatto quotidiano' che, non avendo altro da fare che mettere il naso negli affari degli altri, l'hanno tirato in ballo per il grande appalto all'EXPO, una sorta di città dell'alimentare con ristoranti di tutti i tipi e per tutte le tasche, affidato a lui, a Farinetti, che naturalmente sarà in grado di tirar fuori 'farinoni' da quell'impresa. Sempre che non lo facciano stancare, costringendolo a ritirarsi per far contento i farabutti de 'Il fatto'. Come ha già minacciato.
Ma cosa è accaduto? E' accaduto semplicemente che l'appalto gli sia stato dato per le sue capacità imprenditoriali ma anche senza gara pubblica, in pratica senza concorrenti, che sarebbe stato difficile trovare, ma che potevano esser sbaragliati dal confronto con il grande apostolo della ristorazione e del cibo sano in Italia. E quegli spioni del 'Il fatto' l'hanno detto a Cantone; il quale prima se ne è lavato le mani, dicendo che.... e poi ha detto che comunque avrebbe guardato il fascicolo. Ma perché fargli perdere tempo? Solo per non mettersi contro quelli de 'Il fatto'?
 A noi sono venuti in mente - naturalmente per  un paragone, improponibile, fra soggetti, ma per contiguità di argomento: la ristorazione a tutti i livelli - gli appalti di tutti i bar della RAI, nelle varie sedi che, s'è scoperto, appartenevano ad una società che  alla fine portava a Carminati (vinti con appalto o senza?) ma anche - sia chiaro ancora una volta  niente  a che vedere con la criminalità - come anche i vari appalti del governo, all'epoca di Berlusconi e non solo, e quelli dei bar dell'Auditorium di Roma, tutti dati a 'Relais le jardin', della coppia Ottaviani-Letta, figlia di Gianni. Se niente di criminale, qualcosa non  del tutto regolare però forse.
 Quanto a 'Relais le jardin' si sa che offre uno dei migliori servizi di catering, ma a noi  sarebbe piaciuto di più  se quegli appalti li avesse ottenuto anche attraverso regolare gara (o forse la gara c'è stata, colpa nostra se non ne siamo informati). Avrebbero avuto più sapore, il sapore della regolarità. Perché quando leggiamo -  come ci è capitato parecchio tempo fa - che la società 'Relais le jardin' navigava in cattive acque prima di ricevere tutti quegli appalti e che, dopo,  navigava a  e naviga tuttora a vele spiegate, beh, il sapore del loro catering ci sembra un pò inacidito.
E lo è ancora di più, acido, quando scopriamo che nel consiglio di amministrazione dell'Auditorium siede anche il patriarca dei Letta, Gianni, l'onnipresente; e che  siede anche nel consiglio di amministrazione dell'Accademia di Santa Cecilia che, nel corso del 2014, ha affidato a 'Realis le Jardin' un servizio da 80.000 Euro, la somma più alta fra tutti gli incarichi dell'Accademia, dopo i servizi di pulizia ( 150.000 Euro) e di personale incaricato dell'accoglienza( 400.000 Euro). E glielo ha affidato - come si legge sul sito dell'Accademia medesima - con 'procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara'. Vuol dire che non c'è stata una  gara pubblica di appalto? Sicuramente se non c'è stata è solo perché la legge lo prevede? Quel catering non sarebbe stato più saporito se  fosse stato affidato ad un altro soggetto, che non aveva nel consiglio di amministrazione un protettore di quella portata, non alimentare, ovviamente?
Ecco perchè , già nel 2010,  Emiliano Fittipaldi, raccontando nel successo crescente del noto catering, pubblicava sull'Espresso un articolo dal titolo 'Jardin de Letta'.