Il sindaco di Roma in una lunga intervista rilasciata a Concita De Gregorio di Repubblica, una difesa su tutta la linea, dopo aver detto che lui neanche con le cannonate va via, e quindi si mettano tutti l'animo in pace che resterà fino al 2018 - forse anche oltre Renzi che potrebbe cadere prima, ma lui no, nessuno lo può rimuovere - e magari ricandidarsi per restare al Campidoglio fino al 2023, tira fuori l'arma segreta, o il Piano B - come lo avrebbero chiamato il suo principale avversario Renzi o qualcuno del suo partito - i diari, non più segreti, sui quali lui, come faceva un tempo Andreotti e come fa anche qualche noto giornalista, annota ogni giorno tutto quello che gli accade e che accade intorno a lui. E fra le tante cose, guarda caso, tira fuori che il giorno tal dei tali, dal partito gli telefonarono per caldeggiare assessorati e posti di responsabilità per Coratti e Ozzimo. Non sono quelli indagati della sua giunta o del coniglio comunale? Giusto. Il partito è avvisato. Di ciascuna telefonata, incontro, pressione, raccomandazione in quei diari c'è traccia - Marino lo ha detto chiaramente.
Non é la minaccia di Buzzi: se parlo cade mezzo governo; ma poco ci manca. E' un avvertimento ai notabili del suo partito ed a Renzi stesso. Non è neppure il caso di sottolineare che Marino non è Buzzi, onesto l'uno disonesto l'altro; solo che Buzzi agiva, Marino sembra star fermo, che è poi, al di là degli arresti della sua giunta e del consiglio, l'appunto maggiore che si fa al suo governo. Insomma, fermo restando che lui è persona onesta, che per ora sta zitto, e che se gli rompono le scatole ha l'arma segreta da tirar fuori - i diari - resta il fatto che finora non ha dato le risposte che la città desiderava. E che, se non riesce a darle in breve tempo, anche l'ultimo treno per la sua salvezza, passa senza che lui possa prenderlo. E dovrà dimettersi a furor di popolo e non perchè glielo impone il partito o Renzi.
Infine il problema della nuova giunta fatta di persone competenti: ma perchè pur conoscendole, le persone competenti, non si ricorre a loro subito e si attende, invece, che accada qualche disastro, per chiedere loro aiuto? Parliamo dei commissari, ai quali vengono affidate le salvezze in extremis, e che dovrebbero, in un paese normale, essere i governanti della prima ora.
Ed anche su questo punto Marino non ha brillato di autonomia; e forse il partito gli ha imposto dei nomi. Nei diari c'è scritto.
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giovedì 25 giugno 2015
venerdì 12 giugno 2015
ROMA:Politica, Musica. Un commissario per il Giubileo- il Conservatorio suona più di quanto non studi - Al PD rubano soldi anche con le tessere - Il RCMF ha un nuovo direttore
Può darsi che questa volta ce la facciano a zittire Ignazio Marino che questi giorni è investito , per responsabilità della giunta e di consiglieri del suo stesso partito, dall'onda di 'Mafia capitale', sul capitolo Giubileo, in previsione del quale promette che Roma sarà irriconoscibile, allo stesso modo modo con cui ha promesso da tempo una città senza più buche, una città che non si allaga ad ogni temporale, una città con un traffico meno disastroso. Ed ultimamente anche una città che aprirà, al Teatro dell'Opera, un collegio per i futuri Roberto Bolle'. Ci mancava. Ora sembra che arrivi a Roma un Commissario per il Giubileo, un commissario,non due- speriamo che Marino abbia capito dall'orecchio dal quale non voleva sentire ragioni di perdere la responsabilità di amministrare il Giubileo. E pare che questo commissario sarebbe Gabrielli, il prefetto di Roma, a seguito del quale cui incarico si spera metta il freno sul minacciato scioglimento del Comune tutto per 'Mafia', Ignazio Marino escluso.
E il PD romano, nella bufera - inutile nasconderselo - i cui esponenti si sono rubati anche l'anima, cosa s'inventa per moralizzare le sezioni della Capitale? Intanto chiude un centinaio dei cinquecento circa circoli presenti sul territorio, ma non basta; ha avuto anche l'idea - che deve essere del Commissario di pubblica moralità Orfini - di aumentare la quota di tesseramento, legandola alle entrate dei singoli tesserati: l'equivalente del compenso di una giornata di lavoro. Insomma il partito chiede ancora soldi ai tesserati che ha smerdato con tutti quei ladri e farabutti che ha messo ai suoi vertici ed ha infiltrato nelle istituzioni per addestrarli al furto continuo con scasso. E i tesserati mascalzoni dovrebbero essere dissuasi dalle quote del nuovo tesseramento. Lo sarebbero Carminati ed anche Buzzi, ma non solo loro, perchè una loro giornata vale almeno qualche centinaio di migliaia di euro?
A questo punto è chiaro che Renzi sa già che la tessera n.1 del PD di Roma, sarà quella di Marchionne, che da solo potrebbe rimpinguare le casse che si sono prosciugate i ladri di professione; e, dopo Marchionne, anche altri pezzi da novanta vi si iscriveranno. Renzi prima li metterà ai vertici di importanti aziende e poi, a nomina avvenuta, li costringerà ad iscribversi al PD. Una cinquantina di simili iscritti, o della sottospecie Marchionne, e le casse del PD romano tornano ad essere piene, pronte per la prossima rapina con la complicità dei suoi stessi custodi.
Secondo Il Messaggero, a firma Roberto Petronio, che se ne intende, il Rome Chamber Music Festival (RCMF) ha un nuovo direttore nella persona di Jacopa Stinchelli, mentre il violinista Robert McDuffie è soltanto un suonatore del medesimo festival romano appena conclusosi, nel silenzio più totale.
Al Conservatorio di Santa Cecilia quando si studia? Se lo stanno chiedendo in molti fra quelli che stanno pensando di iscriversi ai corsi del musicomio romano, i quali, aprendo ogni giorno i giornali, leggono del Conservatorio che terrà una stagione di concerti all'Eliseo, e ne tiene ora una tutta nuova sulle rive del Tevere - musica da camera, anzi da sponda, con i suoi migliori allievi che manda ad annegare fra i flutti del fiume - fa concerti al Maxxi ed in mille altri posti . E non è detto che non partecipi anche al bando per il 'Festival delle Nazioni' per assicurarsene l'affidamento, il festival romano che negli anni ha assicurato un concerto al giorno d'estate ed inverno, col bello e cattivo tempo, con giovani musicisti mandati allo sbaraglio e qualche nome tanto per confondere le note.
Ma quando studiano?
E il PD romano, nella bufera - inutile nasconderselo - i cui esponenti si sono rubati anche l'anima, cosa s'inventa per moralizzare le sezioni della Capitale? Intanto chiude un centinaio dei cinquecento circa circoli presenti sul territorio, ma non basta; ha avuto anche l'idea - che deve essere del Commissario di pubblica moralità Orfini - di aumentare la quota di tesseramento, legandola alle entrate dei singoli tesserati: l'equivalente del compenso di una giornata di lavoro. Insomma il partito chiede ancora soldi ai tesserati che ha smerdato con tutti quei ladri e farabutti che ha messo ai suoi vertici ed ha infiltrato nelle istituzioni per addestrarli al furto continuo con scasso. E i tesserati mascalzoni dovrebbero essere dissuasi dalle quote del nuovo tesseramento. Lo sarebbero Carminati ed anche Buzzi, ma non solo loro, perchè una loro giornata vale almeno qualche centinaio di migliaia di euro?
A questo punto è chiaro che Renzi sa già che la tessera n.1 del PD di Roma, sarà quella di Marchionne, che da solo potrebbe rimpinguare le casse che si sono prosciugate i ladri di professione; e, dopo Marchionne, anche altri pezzi da novanta vi si iscriveranno. Renzi prima li metterà ai vertici di importanti aziende e poi, a nomina avvenuta, li costringerà ad iscribversi al PD. Una cinquantina di simili iscritti, o della sottospecie Marchionne, e le casse del PD romano tornano ad essere piene, pronte per la prossima rapina con la complicità dei suoi stessi custodi.
Secondo Il Messaggero, a firma Roberto Petronio, che se ne intende, il Rome Chamber Music Festival (RCMF) ha un nuovo direttore nella persona di Jacopa Stinchelli, mentre il violinista Robert McDuffie è soltanto un suonatore del medesimo festival romano appena conclusosi, nel silenzio più totale.
Al Conservatorio di Santa Cecilia quando si studia? Se lo stanno chiedendo in molti fra quelli che stanno pensando di iscriversi ai corsi del musicomio romano, i quali, aprendo ogni giorno i giornali, leggono del Conservatorio che terrà una stagione di concerti all'Eliseo, e ne tiene ora una tutta nuova sulle rive del Tevere - musica da camera, anzi da sponda, con i suoi migliori allievi che manda ad annegare fra i flutti del fiume - fa concerti al Maxxi ed in mille altri posti . E non è detto che non partecipi anche al bando per il 'Festival delle Nazioni' per assicurarsene l'affidamento, il festival romano che negli anni ha assicurato un concerto al giorno d'estate ed inverno, col bello e cattivo tempo, con giovani musicisti mandati allo sbaraglio e qualche nome tanto per confondere le note.
Ma quando studiano?
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martedì 23 dicembre 2014
Gianni Letta al prefetto Pecoraro: non lo faccio più. Il ministro Franceschini rivolta il ministero, ma lascia 'grande e grosso' la suo posto, e boccia la Buzzi
Quel civico di Largo del Nazareno, n.8, è una sorta di crocevia, di 'rotonda' obbligatoria da cui tutto passa, ogni intervento, decisione... e via tacendo. A quel civico hanno sede alcuni uffici di Mediaset a Roma, e soprattutto ha l'ufficio Gianni Letta, l'onnipotente, l'onnipresente, il deus ex machina della politica anche quando apparentemente sembra in panchina, fuori dal campo, come ora. Poteva egli non aver incrociato nel corso degli anni il Buzzi - se non altro per via del suo nome: Salvatore - re della cooperazione a Roma, stipendiato con appena 25.000 Euro netti al mese, a spese della 'solidarietà'?
Anche lui va da Letta, al quale gli chiede un favore, anzi di intercedere per ottenere un favore, l'ennesimo appalto illecito sul quale far soldi sulla pelle dei poveracci. E Letta, con un sistema consolidato negli anni dalla pratica, chiama a telefono chiunque per raccomandare chiunque - è il caso di dirlo - chiede al Prefetto Pecoraro - quello che voleva da subito commissariare il Comune di Roma, per via del malaffare incentrato soprattutto sul clan Carminati, di cui Buzzi era pedina di riferimento - di ricevere Buzzi (Pecoraro lo riceverà all'indomani di quella richiesta). Ma poi si dimentica il suo nome, se lo dimentica perfino nei giorni dello scandalo emerso in tutta la sua complessità. Non ha nulla da rimproverarsi, e Buzzi non lo conosce. Ma, allora, signor prefetto, quell'incontro con Buzzi? Ah, scusatemi, me l'ero dimenticato - ha detto in sostanza. Ma come, se l'è dimenticato? Poi rivela un curioso tenero segreto. L'ha ricevuto, Buzzi, solo perchè glielo ha chiesto Letta - come poteva dire di no al sottosegretario? Ma l'indomani telefona a Letta e gli dice: ma chi mi hai mandato? e Letta, prontamente: non lo faccio più.
Capite in che mani siamo? e come ambedue facciano il gioco di chi la spara più grossa? Eppure uno , il cardinale, è sottosegretario alla presidenza del consiglio, e l'altro, il Pecoraro, è prefetto della capitale. Sembrano tornati bambini, sulla nostra pelle.
Ma forse i due non sono tornati bambini, solo soltanto cinici. Quelle telefonate si fanno tanto per farle, rientrano nel gioco politico di far finta di interessarsi ai problemi della società. Una vergogna. Perchè poi certe alte telefonate si fanno e i risultati si ottengono. Potremmo farne un lungo elenco e del resto il nome del telefonatore quante volte è venuto fuori in tutti questi anni? Non c'è caso di un certa importanza in cui non compaia. alla prossima
Ora, invece, il Ministro Franceschini - che Renzi chiama 'mezzo disastro' - ha deciso di rivoltare come un pedalino il suo ministero, cambiando le direzioni generali. Tutte salvo l'unica che forse avrebbe dovuto cambiare, come da tempo e da più parti gli si va dicendo, e cioè quella di 'direttore generale dello spettacolo dal vivo, affidata a 'grande e grosso' Nastasi. Padrino Letta, anche senza telefonata - o no ?- dai tempi del ministro URBANI- sembra la preistoria.
Anche in questo caso c'entra una telefonata. E' bastata una telefonata con richiesta di raccomandazione - fatta dalla sorella di Buzzi, direttore generale del ministero di 'mezzo disastro' a suo fratello, il mostro ( per davvero!) per raccomandare sua figlia che 'mezzo disastro' per dimostrare al mondo che lui è un ministro integerrimo nemico delle raccomandazioni, per punirla e lasciarla senza promozione in quest tornata di nomine. Come se, caro Franceschini, lei non abbia mai fatto o fatto fare, una telefonata, vera o minacciata, per raccomandare, che so io, al sindaco Marino, la sua neo mogliettina. Ma su, lei solo non fa raccomandazioni? E perciò non tollerando che le facciano gli altri, punisce una sua dirigente perché ha chiesto una raccomandazione per sua figlia al fratello che oggi viene guardato - i sintomi suono quelli della grave malattia- come un appestato ? Piuttosto avrebbe dovuto domandarsi come era arrivata a quell'incarico dirigenziale; se ne aveva i titoli e le competenze. Questo avrebbe dovuto farlo - ma è ancora in tempo per farlo - per tutti i suoi dirigenti, specie per quelli su cui tutti hanno da ridire, primo della lista ... è inutile che le faccia il suo nome per l'ennesima volta.
Anche lui va da Letta, al quale gli chiede un favore, anzi di intercedere per ottenere un favore, l'ennesimo appalto illecito sul quale far soldi sulla pelle dei poveracci. E Letta, con un sistema consolidato negli anni dalla pratica, chiama a telefono chiunque per raccomandare chiunque - è il caso di dirlo - chiede al Prefetto Pecoraro - quello che voleva da subito commissariare il Comune di Roma, per via del malaffare incentrato soprattutto sul clan Carminati, di cui Buzzi era pedina di riferimento - di ricevere Buzzi (Pecoraro lo riceverà all'indomani di quella richiesta). Ma poi si dimentica il suo nome, se lo dimentica perfino nei giorni dello scandalo emerso in tutta la sua complessità. Non ha nulla da rimproverarsi, e Buzzi non lo conosce. Ma, allora, signor prefetto, quell'incontro con Buzzi? Ah, scusatemi, me l'ero dimenticato - ha detto in sostanza. Ma come, se l'è dimenticato? Poi rivela un curioso tenero segreto. L'ha ricevuto, Buzzi, solo perchè glielo ha chiesto Letta - come poteva dire di no al sottosegretario? Ma l'indomani telefona a Letta e gli dice: ma chi mi hai mandato? e Letta, prontamente: non lo faccio più.
Capite in che mani siamo? e come ambedue facciano il gioco di chi la spara più grossa? Eppure uno , il cardinale, è sottosegretario alla presidenza del consiglio, e l'altro, il Pecoraro, è prefetto della capitale. Sembrano tornati bambini, sulla nostra pelle.
Ma forse i due non sono tornati bambini, solo soltanto cinici. Quelle telefonate si fanno tanto per farle, rientrano nel gioco politico di far finta di interessarsi ai problemi della società. Una vergogna. Perchè poi certe alte telefonate si fanno e i risultati si ottengono. Potremmo farne un lungo elenco e del resto il nome del telefonatore quante volte è venuto fuori in tutti questi anni? Non c'è caso di un certa importanza in cui non compaia. alla prossima
Ora, invece, il Ministro Franceschini - che Renzi chiama 'mezzo disastro' - ha deciso di rivoltare come un pedalino il suo ministero, cambiando le direzioni generali. Tutte salvo l'unica che forse avrebbe dovuto cambiare, come da tempo e da più parti gli si va dicendo, e cioè quella di 'direttore generale dello spettacolo dal vivo, affidata a 'grande e grosso' Nastasi. Padrino Letta, anche senza telefonata - o no ?- dai tempi del ministro URBANI- sembra la preistoria.
Anche in questo caso c'entra una telefonata. E' bastata una telefonata con richiesta di raccomandazione - fatta dalla sorella di Buzzi, direttore generale del ministero di 'mezzo disastro' a suo fratello, il mostro ( per davvero!) per raccomandare sua figlia che 'mezzo disastro' per dimostrare al mondo che lui è un ministro integerrimo nemico delle raccomandazioni, per punirla e lasciarla senza promozione in quest tornata di nomine. Come se, caro Franceschini, lei non abbia mai fatto o fatto fare, una telefonata, vera o minacciata, per raccomandare, che so io, al sindaco Marino, la sua neo mogliettina. Ma su, lei solo non fa raccomandazioni? E perciò non tollerando che le facciano gli altri, punisce una sua dirigente perché ha chiesto una raccomandazione per sua figlia al fratello che oggi viene guardato - i sintomi suono quelli della grave malattia- come un appestato ? Piuttosto avrebbe dovuto domandarsi come era arrivata a quell'incarico dirigenziale; se ne aveva i titoli e le competenze. Questo avrebbe dovuto farlo - ma è ancora in tempo per farlo - per tutti i suoi dirigenti, specie per quelli su cui tutti hanno da ridire, primo della lista ... è inutile che le faccia il suo nome per l'ennesima volta.
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