Se non ci si può fidare neanche della integrità e correttezza dei tedeschi e dei loro industriali dell'auto, come possiamo fidarci noi di Salvo Nastasi e del suo algoritmo così intelligente da essere capace da solo di selezionare i soggetti destinatari dei finanziamenti del FUS, che di fatto ha selezionato, riducendoli scandalosamente di numero, e che a molti ha fatto ipotizzare un imbroglio? Ad un algoritmo ministeriale gemello di quello automobilistico?
La Germania e la più nota casa automobilistica tedesca sono sotto accusa per via di quell' algoritmo, scoperto da una coppia di ricercatori americani ( forse pagati dalla case automobilistiche USA, magari dallo stesso Marchionne che comunque ha fatto bene a finanziare la ricerca anche per sfatare la convinzione che solo gli italiani imbrogliano!)) che aveva la funzione di celare gli effettivi livelli degli scarichi inquinanti dei motori diesel delle vetture tedesche Volkswagen ed Audi vendute in America, al momento in cui tali gas di scarico venivano misurati. L'algoritmo, messo a punto dai costruttori, provvedeva ad imbrogliare la macchina misuratrice. E l'ha imbrogliata per alcuni anni, e per qualche milione di vetture, che ora hanno messo sotto inchiesta la casa automobilistica tedesca, che sarà sicuramente condannata a pagare danni ingenti, e, di conseguenza, sarà minata alla base la credibilità e correttezza di cui la Germania si è sempre fatto vanto.
In Italia è accaduto qualcosa di molto simile con l'algoritmo utilizzato da Nastasi per il FUS e giustificato con il fatto che un sistema matematico non sbaglia e non fa imbrogli, come lui, forse, sapeva che se ne facevano da tempo. Esattamente quello che non ha fatto, avendo cioè sbagliato le valutazioni e , quasi sicuramente, celato imbrogli e maneggi come ci sono sempre stati, e puntualmente denunciati, nel ministero che ora regge Franceschini.
Quanto alle conseguenze, la differenza fra i due casi, sorvolando sul fatto che l'algoritmo tedesco era segreto mentre l'algoritmo di Nastasi era palese ma ambedue miravano ad un qualche imbroglio, sta principalmente nel fatto che mentre i dirigenti della casa automobilistica vanno a casa, le macchine saranno riviste, una congrua multa in denaro fatta pagare e la storica proverbiale credibilità e correttezza dei tedeschi andata a farsi fottere, nel caso dell'algoritmo italiano, Nastasi, è stato richiamato 'a' (non 'da') palazzo Chigi, praticamente promosso, Franceschini non si dimette e non rimedia come gli è stato richiesto da ogni parte e nessuna penale Nastasi pagherà per gli immensi danni procurati a mezza Italia. In compenso la fama di imbroglioni e scorretti noi italiani, continueremo a conservarla gelosamente, anzi a difenderla, grazie a Nastasi; e da oggi in 'buona compagnia' dei tedeschi.
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martedì 22 settembre 2015
Dopo l'algoritmo di Nastasi, del ministero di Franceschini, un altro algoritmo intelligente ma ugualmente imbroglione come il primo. Dalla Volkswagenr
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venerdì 12 giugno 2015
ROMA:Politica, Musica. Un commissario per il Giubileo- il Conservatorio suona più di quanto non studi - Al PD rubano soldi anche con le tessere - Il RCMF ha un nuovo direttore
Può darsi che questa volta ce la facciano a zittire Ignazio Marino che questi giorni è investito , per responsabilità della giunta e di consiglieri del suo stesso partito, dall'onda di 'Mafia capitale', sul capitolo Giubileo, in previsione del quale promette che Roma sarà irriconoscibile, allo stesso modo modo con cui ha promesso da tempo una città senza più buche, una città che non si allaga ad ogni temporale, una città con un traffico meno disastroso. Ed ultimamente anche una città che aprirà, al Teatro dell'Opera, un collegio per i futuri Roberto Bolle'. Ci mancava. Ora sembra che arrivi a Roma un Commissario per il Giubileo, un commissario,non due- speriamo che Marino abbia capito dall'orecchio dal quale non voleva sentire ragioni di perdere la responsabilità di amministrare il Giubileo. E pare che questo commissario sarebbe Gabrielli, il prefetto di Roma, a seguito del quale cui incarico si spera metta il freno sul minacciato scioglimento del Comune tutto per 'Mafia', Ignazio Marino escluso.
E il PD romano, nella bufera - inutile nasconderselo - i cui esponenti si sono rubati anche l'anima, cosa s'inventa per moralizzare le sezioni della Capitale? Intanto chiude un centinaio dei cinquecento circa circoli presenti sul territorio, ma non basta; ha avuto anche l'idea - che deve essere del Commissario di pubblica moralità Orfini - di aumentare la quota di tesseramento, legandola alle entrate dei singoli tesserati: l'equivalente del compenso di una giornata di lavoro. Insomma il partito chiede ancora soldi ai tesserati che ha smerdato con tutti quei ladri e farabutti che ha messo ai suoi vertici ed ha infiltrato nelle istituzioni per addestrarli al furto continuo con scasso. E i tesserati mascalzoni dovrebbero essere dissuasi dalle quote del nuovo tesseramento. Lo sarebbero Carminati ed anche Buzzi, ma non solo loro, perchè una loro giornata vale almeno qualche centinaio di migliaia di euro?
A questo punto è chiaro che Renzi sa già che la tessera n.1 del PD di Roma, sarà quella di Marchionne, che da solo potrebbe rimpinguare le casse che si sono prosciugate i ladri di professione; e, dopo Marchionne, anche altri pezzi da novanta vi si iscriveranno. Renzi prima li metterà ai vertici di importanti aziende e poi, a nomina avvenuta, li costringerà ad iscribversi al PD. Una cinquantina di simili iscritti, o della sottospecie Marchionne, e le casse del PD romano tornano ad essere piene, pronte per la prossima rapina con la complicità dei suoi stessi custodi.
Secondo Il Messaggero, a firma Roberto Petronio, che se ne intende, il Rome Chamber Music Festival (RCMF) ha un nuovo direttore nella persona di Jacopa Stinchelli, mentre il violinista Robert McDuffie è soltanto un suonatore del medesimo festival romano appena conclusosi, nel silenzio più totale.
Al Conservatorio di Santa Cecilia quando si studia? Se lo stanno chiedendo in molti fra quelli che stanno pensando di iscriversi ai corsi del musicomio romano, i quali, aprendo ogni giorno i giornali, leggono del Conservatorio che terrà una stagione di concerti all'Eliseo, e ne tiene ora una tutta nuova sulle rive del Tevere - musica da camera, anzi da sponda, con i suoi migliori allievi che manda ad annegare fra i flutti del fiume - fa concerti al Maxxi ed in mille altri posti . E non è detto che non partecipi anche al bando per il 'Festival delle Nazioni' per assicurarsene l'affidamento, il festival romano che negli anni ha assicurato un concerto al giorno d'estate ed inverno, col bello e cattivo tempo, con giovani musicisti mandati allo sbaraglio e qualche nome tanto per confondere le note.
Ma quando studiano?
E il PD romano, nella bufera - inutile nasconderselo - i cui esponenti si sono rubati anche l'anima, cosa s'inventa per moralizzare le sezioni della Capitale? Intanto chiude un centinaio dei cinquecento circa circoli presenti sul territorio, ma non basta; ha avuto anche l'idea - che deve essere del Commissario di pubblica moralità Orfini - di aumentare la quota di tesseramento, legandola alle entrate dei singoli tesserati: l'equivalente del compenso di una giornata di lavoro. Insomma il partito chiede ancora soldi ai tesserati che ha smerdato con tutti quei ladri e farabutti che ha messo ai suoi vertici ed ha infiltrato nelle istituzioni per addestrarli al furto continuo con scasso. E i tesserati mascalzoni dovrebbero essere dissuasi dalle quote del nuovo tesseramento. Lo sarebbero Carminati ed anche Buzzi, ma non solo loro, perchè una loro giornata vale almeno qualche centinaio di migliaia di euro?
A questo punto è chiaro che Renzi sa già che la tessera n.1 del PD di Roma, sarà quella di Marchionne, che da solo potrebbe rimpinguare le casse che si sono prosciugate i ladri di professione; e, dopo Marchionne, anche altri pezzi da novanta vi si iscriveranno. Renzi prima li metterà ai vertici di importanti aziende e poi, a nomina avvenuta, li costringerà ad iscribversi al PD. Una cinquantina di simili iscritti, o della sottospecie Marchionne, e le casse del PD romano tornano ad essere piene, pronte per la prossima rapina con la complicità dei suoi stessi custodi.
Secondo Il Messaggero, a firma Roberto Petronio, che se ne intende, il Rome Chamber Music Festival (RCMF) ha un nuovo direttore nella persona di Jacopa Stinchelli, mentre il violinista Robert McDuffie è soltanto un suonatore del medesimo festival romano appena conclusosi, nel silenzio più totale.
Al Conservatorio di Santa Cecilia quando si studia? Se lo stanno chiedendo in molti fra quelli che stanno pensando di iscriversi ai corsi del musicomio romano, i quali, aprendo ogni giorno i giornali, leggono del Conservatorio che terrà una stagione di concerti all'Eliseo, e ne tiene ora una tutta nuova sulle rive del Tevere - musica da camera, anzi da sponda, con i suoi migliori allievi che manda ad annegare fra i flutti del fiume - fa concerti al Maxxi ed in mille altri posti . E non è detto che non partecipi anche al bando per il 'Festival delle Nazioni' per assicurarsene l'affidamento, il festival romano che negli anni ha assicurato un concerto al giorno d'estate ed inverno, col bello e cattivo tempo, con giovani musicisti mandati allo sbaraglio e qualche nome tanto per confondere le note.
Ma quando studiano?
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lunedì 3 novembre 2014
L'Italia si mette in mostra per l'Esposizione Universale di Milano, a Venezia, Verona e Roma
Da una parte, tutto il mondo ambisce mettersi in mostra a Milano per l'EXPO 2015, dall'altra l'Italia ha già deciso di non andare a Milano, ma di invogliare i milioni di visitatori stranieri a fare un bel grand tour per la penisola. Perchè gli avveniristici sbalorditivi progetti che alcune fra le più importanti città storiche e d'arte italiane stanno realizzando non si possono portare a Milano, come non si può portarvi il Colosseo o l'Arena di Verona o buona parte di Venezia e, pensate, neanche i bronzi di Riace che, se l'amministrazione regionale calabrese non si deciderà a scucire un bel pò di soldi per la pubblicità, pochissimi si recheranno a vedere nel profondo sud.
Cominciamo dal progetto che trasformerà Venezia da città d'acqua in città di terra. Niente a che fare con il Mose che tutti sanno già cos'è, ma che nessuno può ancora vedere in azione, prima che sia terminato. Il Mose dovrebbe salvare Venezia dalle acque, ma se non ci riuscisse del tutto, ecco il progetto di riserva già in avanzato stato di realizzazione. Alzare, sollevare Venezia sulle acque per evitare che la invadano. Nessuno rida pensando che stiamo dicendo panzane. No, l'esperimento l'hanno fatto già molti anni fa a Trieste, quando hanno dovuto restaurare il Teatro Verdi che aveva le fondamenta fradicie. Lo hanno sollevato e sotto ci hanno fatto iniezioni di cemento, hanno impiantato un fitto sistema di palafitte, proprio come a Venezia, dopo di che sulle nuove solide basi l'hanno riadagiato. E sta ancora lì. A Venezia sembra che il compito sia ancora più semplice. Il Consorzio Venezia Nuova, quello che ha l'appalto generale del Mose, nel quale non crede del tutto e per questo ha fatto del bene a questo e a quello, distribuendo milioni di Euro, sta costruendo una chiatta grande, lunga quanto il Canal Grande, che arriva fin dove si allarga, e cioè davanti a Piazza San Marco.Questa chiatta, attraverso un sistema idraulico di ingegneria civile e marittima viene sollevata da giganteschi pistoni, più alti delle navi che ora attraversano la laguna, al momento in cui sta per arrivare l'acqua alta e così solleva tutta Venezia, che poi non è tanto pesante come si potrebbe pensare, se da secoli è lì appoggiata su palafitte. Quando la marea si abbassa si fa l'operazione inversa e Venezia torna al livello anteriore sull'acqua. A tale progetto guarda con interesse l'intera Olanda che ha , come Venezia, il problema di finire sott'acqua. E sembra che anche in Estremo Oriente il sistema veneziano sia seguito con grande attenzione, pensando che possa recare qualche sollievo in occasione di tsunami. L'unico pericolo sarebbe quello di vedere dove poi va a riposarsi una città sollevata molto in alto. Ma anche ciò ha i suoi lati positivi. Se un governo decide di spostare del tutto una città non ha che da affidarsi alle cure del Consorzio Venezia Nuova.
Ma questo, da quel che si sa, non è l'unico progetto veneziano. Ve ne è un secondo, finanziato da Marchionne, che prevede l'interramento dei canali che attraversano la città storica. In pratica si pomperebbe l'acqua mandandola nel Tirreno con canali che attraversano la pianura padana e finiscono in Liguria,, fino a farle raggiungere il livello desiderato e poi si asfalterebbero tutti i canali, dando finalmente spazio alle macchine che ora sono costrette a restare fuori della bella città.
Un'altra bellissima città del Veneto, Verona, ha in serbo un grande progetto: costruire un tetto per l' Arena. Ha cominciato coprendo la zona palcoscenico, per evitare che la pioggia danneggi le scenografie. Poi quegli intelligentoni dei leghisti si sono accorti che quando piove il palcoscenico resta asciutto, ma il pubblico deve munirsi di ombrelli se vuole continuare a vedere lo spettacolo; ed allora hanno pensato che occorra coprirla tutta. Che è ciò che stanno facendo, lontani da occhi indiscreti. Infatti hanno chiamato il famoso artista impacchettatore, Christo- che non è naturalmente una esclamazione di meraviglia!- che ha ricoperto l'Arena con un grande tendone, in attesa di scoprirla 'tettificata', al momento dell'inaugurazione dell'EXPO.
Roma, infine, per non essere da meno di Verona, avendo anche la Capitale un anfiteatro, il Colosseo, ha deciso di costruirci dentro un pavimento per ospitare lotte fra politici e belve feroci, sperando tutti che le seconde divorino i primi, e trasmissioni televisive del genere' Ballando nel Colosseo'. Il progetto che ha la benedizione del grande Franceschini, console romano, sarà finanziato da Della Valle, il quale chiederà che vi si ospitino spettacoli del genere 'Colisseum on ice', quando dovrà lanciare la sua nuova linea di scarpe, con lame, da pattinaggio.
Infine, e sempre a Roma, per risolvere il problema dei tavolini dei ristoranti e bar che assediano Piazza Navona, Marino ha deciso di impermeabilizzare la piazza, inondarla completamente, costringendo ristoranti e bar a spostare i loro tavolini al chiuso, e poi ospitarvi dei tornei navali, come si faceva un tempo. Il progetto è finanziato interamente dalla Protezione civile che spera di potervi far confluire le acque di una possibile esondazione del Tevere
Da quando queste notizie si sono diffuse, fioccano le prenotazioni turistiche a Roma, Venezia e Verona, più che a Milano dove, per mangiare il risotto e vedere quei quattro padiglioni dell'EXPO, ci si può andare in ogni momento. Pisapia grida al 'colpo di stato'.
Cominciamo dal progetto che trasformerà Venezia da città d'acqua in città di terra. Niente a che fare con il Mose che tutti sanno già cos'è, ma che nessuno può ancora vedere in azione, prima che sia terminato. Il Mose dovrebbe salvare Venezia dalle acque, ma se non ci riuscisse del tutto, ecco il progetto di riserva già in avanzato stato di realizzazione. Alzare, sollevare Venezia sulle acque per evitare che la invadano. Nessuno rida pensando che stiamo dicendo panzane. No, l'esperimento l'hanno fatto già molti anni fa a Trieste, quando hanno dovuto restaurare il Teatro Verdi che aveva le fondamenta fradicie. Lo hanno sollevato e sotto ci hanno fatto iniezioni di cemento, hanno impiantato un fitto sistema di palafitte, proprio come a Venezia, dopo di che sulle nuove solide basi l'hanno riadagiato. E sta ancora lì. A Venezia sembra che il compito sia ancora più semplice. Il Consorzio Venezia Nuova, quello che ha l'appalto generale del Mose, nel quale non crede del tutto e per questo ha fatto del bene a questo e a quello, distribuendo milioni di Euro, sta costruendo una chiatta grande, lunga quanto il Canal Grande, che arriva fin dove si allarga, e cioè davanti a Piazza San Marco.Questa chiatta, attraverso un sistema idraulico di ingegneria civile e marittima viene sollevata da giganteschi pistoni, più alti delle navi che ora attraversano la laguna, al momento in cui sta per arrivare l'acqua alta e così solleva tutta Venezia, che poi non è tanto pesante come si potrebbe pensare, se da secoli è lì appoggiata su palafitte. Quando la marea si abbassa si fa l'operazione inversa e Venezia torna al livello anteriore sull'acqua. A tale progetto guarda con interesse l'intera Olanda che ha , come Venezia, il problema di finire sott'acqua. E sembra che anche in Estremo Oriente il sistema veneziano sia seguito con grande attenzione, pensando che possa recare qualche sollievo in occasione di tsunami. L'unico pericolo sarebbe quello di vedere dove poi va a riposarsi una città sollevata molto in alto. Ma anche ciò ha i suoi lati positivi. Se un governo decide di spostare del tutto una città non ha che da affidarsi alle cure del Consorzio Venezia Nuova.
Ma questo, da quel che si sa, non è l'unico progetto veneziano. Ve ne è un secondo, finanziato da Marchionne, che prevede l'interramento dei canali che attraversano la città storica. In pratica si pomperebbe l'acqua mandandola nel Tirreno con canali che attraversano la pianura padana e finiscono in Liguria,, fino a farle raggiungere il livello desiderato e poi si asfalterebbero tutti i canali, dando finalmente spazio alle macchine che ora sono costrette a restare fuori della bella città.
Un'altra bellissima città del Veneto, Verona, ha in serbo un grande progetto: costruire un tetto per l' Arena. Ha cominciato coprendo la zona palcoscenico, per evitare che la pioggia danneggi le scenografie. Poi quegli intelligentoni dei leghisti si sono accorti che quando piove il palcoscenico resta asciutto, ma il pubblico deve munirsi di ombrelli se vuole continuare a vedere lo spettacolo; ed allora hanno pensato che occorra coprirla tutta. Che è ciò che stanno facendo, lontani da occhi indiscreti. Infatti hanno chiamato il famoso artista impacchettatore, Christo- che non è naturalmente una esclamazione di meraviglia!- che ha ricoperto l'Arena con un grande tendone, in attesa di scoprirla 'tettificata', al momento dell'inaugurazione dell'EXPO.
Roma, infine, per non essere da meno di Verona, avendo anche la Capitale un anfiteatro, il Colosseo, ha deciso di costruirci dentro un pavimento per ospitare lotte fra politici e belve feroci, sperando tutti che le seconde divorino i primi, e trasmissioni televisive del genere' Ballando nel Colosseo'. Il progetto che ha la benedizione del grande Franceschini, console romano, sarà finanziato da Della Valle, il quale chiederà che vi si ospitino spettacoli del genere 'Colisseum on ice', quando dovrà lanciare la sua nuova linea di scarpe, con lame, da pattinaggio.
Infine, e sempre a Roma, per risolvere il problema dei tavolini dei ristoranti e bar che assediano Piazza Navona, Marino ha deciso di impermeabilizzare la piazza, inondarla completamente, costringendo ristoranti e bar a spostare i loro tavolini al chiuso, e poi ospitarvi dei tornei navali, come si faceva un tempo. Il progetto è finanziato interamente dalla Protezione civile che spera di potervi far confluire le acque di una possibile esondazione del Tevere
Da quando queste notizie si sono diffuse, fioccano le prenotazioni turistiche a Roma, Venezia e Verona, più che a Milano dove, per mangiare il risotto e vedere quei quattro padiglioni dell'EXPO, ci si può andare in ogni momento. Pisapia grida al 'colpo di stato'.
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