Visualizzazione post con etichetta luca bergamo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta luca bergamo. Mostra tutti i post

giovedì 15 febbraio 2018

ESTATE ROMANA. L'Algoritmo dell'assessore Bergamo

L'anno scorso il bando dell'ESTATE ROMANA l'assessore se lo fece da sè ed anche i beneficiari dei finanziamenti comunali, ridotti all'oso, se li scelse lui  nel mazzo, anzi, decise per la logica che il merito va premiato e niente finanziamenti a pioggia, dislocandoli in tutti i municipi, uno per ciascun municipio, quali che fossero i progetti presentati. Il popolo di Roma deve sapere che ci siamo noi in Campidoglio e che noi siamo diversi dagli altri.  Perciò elemosine ma a tutti, e non solo ai progetti meritevoli, specie quelli del centro città. Tutto a favore delle periferie.

 Alcune storiche manifestazioni che vantavano anche vent'anni di attività se ne fregarono della politica e  realizzarono, fra sacrifici enormi, i loro programmi. Non serve ricordare che il bando fu pubblicato quasi a 'estate romana' già avviata, che diedero a Bergamo l'autorizzazione a fare come gli pareva.

 Era  già successo al Capodanno 2017? Bergamo aveva detto 'niente da fare', non abbiamo soldi; e poi aveva realizzato quello sgorbio di capodanno, dalle 3 del mattino a sera inoltrata, destinato ai romani che mezzi brilli, uscivano da cenoni e veglioni.

 SE NE DEDUCE che Bergamo e la sua sindaca, non hanno idee precise, navigano a vista ed a secondo del momento. Al Capodanno 2018 sono spuntati fuori i soldi che al Capodanno 2017 NON C'ERANO : 500.000,00 Euro, che Bergamo ha estratto dal suo cilindro magico e con quelli ha fatto ciò che voleva, mentre a Capodanno 2017 i progetti non erano suoi, ma di cittadini ed associazioni.

 Ora, finalmente con notevole anticipo, ha pubblicato il bando della prossima Estate Romana, forse anche incalzato dalle proteste dei giovani romani che negli anni passati hanno organizzato il cinema gratuito in piazza ( Piazza San Cosimato). A quei giovani volenterosi che hanno deciso di non partecipare al bando, Bergamo ha voluto impartire una lezione di democrazia - quando gli pare:  se volete avere i finanziamenti comunali, ha detto, dovete, come chiunque altro, partecipare al bando. E loro con decisione: tienteli i soldi!

Anche perchè si è saputo che il Comune, per la prossima 'Estate romana', mette a disposizione 500.000,00 Euro. Esattamente ciò che ha speso per il Capodanno che comunque è costato più del doppio, il resto l'hanno messo i privati. Ed anche l'algoritmo con cui distribuisce i soldi: stabiliti in quote da 25.000,00 Euro, ma questa volta non privilegiando le periferie, e comunque non favorendo il centro. Con 25.000,00 Euro, specie se non si tratta di un' una tantum' non ci si fa quasi nulla, allora tanto meglio cercarsi autonomamente i soldi anche per non dire grazie all'assessore che se la suona e se la canta da solo.

 Intanto, come nella tecnica più antica di chi governa, compresi i pentastellati, ha annunciati che da marzo riaprirà, ma solo in parte il Teatro Valle chiuso da cinque anni,  e sarà la prima della ventina di inaugurazioni  che attendono il teatro, i cui lavori di restauro e ristrutturazione sono ancora al punto di partenza.

 La stessa cose fecero anni fa i governi di sinistra e destra, con il cosiddetto 'Ponte della Musica, intitolato poi a  Armando Trovajoli, monumento allo spreco dell'era Veltroni. Non ricordiamo più quante volte è stato inaugurato, senza contare che la intitolazione a Trovajoli,  che in una città come Roma, in un paese come l'Italia grida vendetta, poteva venire in mente solo ad un sindaco analfabeta come Alemanno.

sabato 16 dicembre 2017

Capodanno romano. Quasi un Carnevale

" Ma che mi significa quel concerto di fine anno ai Fori? Noi vogliamo andare controcorrente", così parlò, l'anno scorso, Luca Bergamo, assessore romano della Giunta Raggi. Il Capodanno romano 2017, CONTROCORRENTE, dell'assessore alla 'ricrescita culturale' del Comune di Roma, Luca Bergamo,  perciò,  fu fatto cominciare intorno alle 3 del mattino, quando " i romani - testuale- uscivano dai locali o tornavano a casa dopo il cenone". Dalle 3 in poi, protagonista del Capodanno romano diventata il Tevere con i suoi ponti, sui quali si esibirono musicisti di ogni risma GRATUITAMENTE, comprese  intere orchestre che, nessuno ebbe il coraggio di spiegare all'assessore 'intellettuale', a quell'ora con tutta l'umidità ed il freddo prevedibile, avrebbero fatto meglio a restare a casa,  lasciando i propri strumenti nelle più sane calde custodie. E, infatti, alcuni di quei musicisti  che avevano accolto, in un primo momento, l'invito dell'assessore, quando seppero dove avrebbero suonato, gratis per giunta, si tirarono indietro. E  dichiararono che non si può e non si deve lavorare gratis!

Il Comune non spese un solo Euro e perciò l'assessore ottenne, senza onere alcuno per le casse comunali, che la città venisse inondata da musicanti, saltimbanchi ed imitatori di ogni risma. Si seppe poi che mentre i musicisti saltimbanchi ed imitatori prestarono la loro opera gratis, al Comune anche quel bailamme inutile costò certamente qualcosa, anzi un pò.

 Stesso discorso  per quel tristissimo albero di Natale in Piazza Venezia, l'anno scorso, che gridava vendetta, per la sua miseria

Per l'albero di Natale anche quest'anno s'è ripetuto il disastro dell'anno scorso. Hanno sbagliato famiglia, ed è arrivato a Roma già tutto spelacchiato; quel pò di aghi che erano rimasti attaccati ai rami stanno via via cadendo a terra, e alla Befana quell'albero di aghi non ne avrà più. Si può dire che neanche l'albero giusto sa scegliere la giunta Raggi, senza incorrere nelle ire interessate e per ora inspiegabili del 'Fatto Quotidiano'?

 Tutto invece cambia per il Capodanno 2018. L'assessore ci ha ripensato e la tradizione del Concertone di mezzanotte che l'anno scorso non voleva seguire perchè lui non era un 'pecorone', quest'anno si riprende, con qualche leggera modifica. Per non fare la solita idiota figura, Bergamo non fa il concertone, ma  ha dato in gestione il Circo Massimo - che aveva ospitato qualche concertone negli anni precedenti - alla Fura dels Baus che vi  porterà i suoi trampolieri giganti, con i quali, se lo vorranno. si potranno misurare, accodandosi, anche i trampolieri nostrani, perchè Bergamo VUOLE ANDARE VERSO IL POPOLO. La Fura lo avrà per un triennio, cioè a dire Bergamo ha ipotecato l'uso a Capodanno del Circo Massimo,  anche quando verosimilmente lui e la giunta Raggi potrebbero essere già a casa, creando problemi ai loro successori.
 Poi , in molti spazi della città , a cominciare dalle 21 del 31 e fino alla stessa ora del 1 gennaio 2018, varie carnevalate. Una per tutte. Alle 10 del mattino si esibirà all'aperto la JuniOrchestra dell'Accademia di Santa Cecilia magari in tenuta d'ordinanza, 'alla romana':pantaloni o gonne, giacche a vento, cappelli e guanti. Quest'anno sono state chiamate a parteciparvi tutte le istituzioni romane,

L'assessore ha fatto sapere che  questa carnevalata romana, della durata di 24 ore, costerà al Comune la modica cifra di 900.000 Euro, ai quali si aggiungeranno i 500.000 dei privati.
Insomma quando  se sono i cittadini a formulare e presentare progetti, il Comune non ha mai soldi in cassa per realizzarli, mentre, invece, quando è il Comune a decidere ed organizzare, i soldi ci sono ed anche parecchi. Quest'anno il CAPODANNO ( CARNEVALE) ROMANO COSTERA' COMPLESSIVAMENTE 1.400.000 EURO (cioè a dire quasi TRE MILIARDI delle VECCHIE LIRE). Alla faccia!

lunedì 9 ottobre 2017

Virginia Raggi, chi l' ha votata, ora deve non solo turarsi il naso ma anche chiudere gli occhi per non vedere

Coloro che si sono messi sulla barricata a difesa del fortino nel quale s'è rinchiusa Virginia Raggi e tutta la sua giunta, non si muovono dalle loro postazioni, anche quando - come ormai è chiaro a tutti - quel fortino, lungi dall'essere espugnato,  sta per cadere, sfaldandosi da solo, prima ancora che venga abbattuto da chi da tempo lo assedia - metaforicamente.

Ancora si continua a dire che la sindaca non  può fare miracoli, che la situazione che ha trovato era drammatica e che lei sta  comunque governando,facendo. Cosa?  Sta promettendo ogni giorno infinite cose che non potranno realizzarsi prima di due o tre anni; e lei, nel frattempo ma noi speriamo anche prima, avrà lasciato il Campidoglio; quando, mollata la poltrona, potrà sempre  a chi prenderà il suo posto che è stata la sua amministrazione a mettere le basi per i loro successi. E l'imbroglio continuerà.

Ora chi l'ha votata, un anno e mezzo fa, ma anche i cittadini ed i  numerosi turisti che girano per Roma, non solo devono turarsi il naso - come invitava a fare Montanelli, quand'era vivo, per la impresentabilità di certi  personaggi che si candidavano al governo del paese -  per la puzza che si sente ovunque, ma devono camminare ad occhi chiusi, per evitare lo spettacolo indecente di una città sporca, piena di erbacce, trascurata, in totale abbandono - come è Roma governata da oltre un anno e mezzo della giunta grillina.

E il Movimento? Il Movimento continua a sparare contro tutti coloro che non appartengono al Movimento  e che governano, vantando diversità da tutti gli altri, nel loro statuto sono definiti 'impresentabili'. E che, forse, lo sono. Ma Grillo non può continuare a dire ' la Raggi sta governando ed agendo bene e vedrete i risultati'. Sta agendo o agirà, nel caso dovesse invertire la rotta del suo   non governo cittadino?  Vedremo cosa e quando?
Per ora rovine, abbandono dappertutto, perfino nel settore della cultura, che, affidato ad un non grillino, sembrava potesse dare frutti. No, anche Luca Bergamo sta deludendo tutti, a cominciare dalla finte promesse sul Teatro Valle, del quale evidentemente non frega nulla neanche a lui. Non avevano detto lui e la giunta che il Valle non rappresentava una priorità? E' l'unica promessa mante nuta.
Ciò  per cui i cittadini potranno ricordare Bergamo, assessore e vice sindaco, è per la sua impronta smaccatamente politica,  e a scopo elettorale, data all'organizzazione di quella che un tempo era l'Estate romana. Aver voluto, cioè, che in  ogni municipio si realizzasse qualcosa, senza guardare a cosa e come.  Così tutti i municipi della dissestata capitale hanno avuto la loro festicciola pagata e via.

Certamente alle prossime elezioni i cittadini romani apriranno gli occhi sui grillini ai quali hanno voluto accordare, nella passata tornata elettorale, fiducia superiore a quella che si stanno meritando. Ora hanno gettato giù la maschera della loro  diversità e onestà, rivelando, senza ombra di dubbio, la loro INCAPACITA'. Con la quale, pur  nell'onestà ( ma stiamo a vedere, ancora presto per dire ) non si governano né le città né il paese.

P.S. Quando finirà l'emergenza rifiuti? Roma è ancora sommersa dalla 'monnezza'!

P.S. Ancora ieri i giornali riportavano gli esiti di una indagine effettuata da una società che valuta periodicamente il gradimento da parte dei cittadini di manager pubblici e privati. Bene, anzi malissimo. Virginia Raggi continua ad avere lo stesso gradimento di quando ha iniziato a (non) governare Roma. Come se non avesse fatto nulla.

domenica 25 giugno 2017

Festa della Musica a Roma. Ciò che l'Accademia tedesca di Villa Massimo sa fare e fa meravigliosamente, e Roma no!

A leggere il proclama-invito diramato dall'assessore Bergamo,  incaricato della 'ricrescita culturale' a Roma dal suo superiore Virginia Raggi, uno si immaginava che mercoledì scorso, a Roma, ogni piazza, vicolo, strada,  ponte, centro culturale ecc... ecc... sarebbe stato inondato dalla musica. E, invece, no. Come era da temere, per la ben nota disorganizzazione della giunta comunale e della sua amministrazione all'insegna dell'improvvisazione  all'ultimo minuto. I giornali hanno raccontato la desolazione dei pochissimi concertini (considerarli tali  suona già come una immeritata concessione!) che somigliavano, laddove sono stati improvvisati, alle esibizioni di musicisti di strada che chiedono l'elemosina. Mancava solo ai loro piedi il cappello o la custodia degli strumenti per gli spiccioli  offerti dai più caritatevoli. Questo era lo spettacolo desolante che Roma ha offerto nel giorno che doveva suonare come la FESTA DELLA MUSICA!

Forse solo l'Accademia di Francia ha organizzato un concerto degno di questo nome, un concerto pubblico, in Piazza Farnese, avendo come quinta la storica facciata della sua Ambasciata a Roma.

Il giorno dopo, primo dell'estate dopo il solstizio - giovedì 22 giugno - Villa Massimo, sede romana dell'Accademia tedesca, ha aperto i suoi cancelli per la Festa dell'Estate - Festa delle arti! - e la conclusione dell'anno accademico. Il viale sul quale si affacciano gli studi dei borsisti erano tirati a lucido e gli studi addobbati con cura, in ognuno di essi l'esposizione di un borsista: immagini, sculture, tableaux vivants, video, azioni in movimento e concerti brevi, ma ripetuto ed affollati. Viale e studi letteralmente invasi da una folla, giovane soprattutto, di  artisti e non,  di tante nazionalità, una specie di babele musicale che si ascoltare passeggiando nei viali. Dall'altra parte del meraviglioso bosco-giardino, la sede vera e propria dell'Accademia , rimessa a nuovo ed illuminata da suggestive fiaccole. La Villa  era rimasta chiusa per qualche mese per inderogabili lavori,  molti dei quali non visibili immediatamente, perché riguardanti strutture - quasi tutte sotterranee - che non si vedono ma il cui ammodernamento si  farà sentire ogni volta che ci dovesse essere una emergenza. Questa si chiama prevenzione, un'altra delle virtù che in Italia nessuno, e neppure il potere, pratica e le cui conseguenze disastrose sono da registrare quasi giornalmente.

L'Accademia tedesca di Villa Massimo ogni anno celebra la Festa dell'Estate in giugno, in concomitanza con la 'Festa della Musica', e, in autunno, a novembre, quella più specificamente musicale per dare spazio ai suoi borsisti musicisti, invitando un complesso di rinomanza internazionale per un concerto ospitato all'Auditorium e sempre apprezzato anche per la qualità degli interpreti che l'Accademia mette a disposizione dei suoi giovani artisti. Quest'anno il concerto si è svolto il 22 maggio. In Italia prevale la tendenza di offrire a giovani artisti  mezzi e strutture sgarrupate!

E sempre in autunno, giunge, gradito omaggio, l'Annuario di Villa Massimo, una specie di album di famiglia, dove si racconta la vita dell'Accademia e si mettono in vetrina le produzioni dei suoi artisti ospiti.

Analoga cura dei propri istituti di eccellenza artistica e culturale hanno altre nazioni per le loro  sedi a Roma, da quella francese all'americana alla spagnola. E, tutto sommato, è forse una fortuna che l'Italia non abbia a Roma una sua accademia, perché il solo confronto nella gestione generale, nella cura della propria sede, e  nel pregio delle  produzioni, sarebbe impietoso.

Già la cura con cui queste accademie accudiscono le loro sedi sembra un miracolo vivente. Villa Massimo  come anche Villa Aurelia al Gianicolo ( sede di rappresentanza  dell'Accademia americana) hanno del miracoloso. Giardini  curati a regola d'arte in ogni particolare. Proprio come in Italia si fa con i propri monumenti più pregiati, dove dal giorno dopo un restauro, regna l'incuria più totale.

Qualcuno potrebbe azzardare che quelle nazioni forniscono i fondi necessari per gestire egregiamente le loro sedi culturali all'estero e le attività che vi si svolgono. No, non è così. Perché i soldi anche i Italia ci sono, solo che vengono spesi male; e, comunque, non è detto che, alle accademie straniere giunga ogni anno un fiume di denaro. I direttori hanno sempre da fare i conti con i fondi disponibili che, per definizione,  non sono mai sufficienti, ma che comunque loro sanno ben spendere, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

mercoledì 21 giugno 2017

Festa della musica o Festa alla Musica?

Oggi, 21 giugno, dovremmo gioire, senza pause, dalla mattina alla sera,ed anche alla notte e fino alla mattina di domani, perchè a Roma,  non solo,  in Italia, e  in Europa si  celebra la Festa della Musica, voluta molti anni fa dal ministro Lang in Francia e poi diffusasi in tutto il vecchio Continente.
 E sicuramente fra le 552 città italiane che vi hanno aderito, le oltre 10.700 iscrizioni e i quasi 35.000 artisti, tutta l'Italia  suonerà e risuonerà. Quest'anno poi il Mibact di Franceschini ha voluto darle un tono più solenne impegnando anche un famoso testimone come Nicola Piovani.

A Roma, la Associazione che ogni anno organizzava - a modo suo - questa festa è stata sciolta od esautorata ( non sappiamo se è ancora in vita ed a quale festa si sia votata), ma la amministrazione della Raggi ed il suo fantasioso assessore alla 'ricrescita culturale', Bergamo, hanno invitato tutti i cittadini a parteciparvi attivamente, cioè scendendo in strada, con qualunque cosa di musicale abbiano o conoscano, per fare la loro parte. Anche senza vergogna.

Hanno, insomma, invitato tutti a fare festa, per la musica che oggi si festeggia e attraverso la musica che sanno fare.  Ma non c'è ordine, non ci sono gerarchie, e neppure generi, maggiori e minori, più o meno importanti. Insomma la caciara solita dei Cinquestelle, che arrivano sempre all'ultimo minuto ( come hanno già fatto a Capodanno e come del resto stanno facendo per l'ESTATE ROMANA; l'anno scorso avevano almeno una qualche giustificazione: erano arrivati  da poco al governo cittadino, ma gli uffici  che facevano?) e poi con la solita faccia tosta si improvvisano organizzatori dalla parte del popolo ( perchè sarebbe stato il popolo, ora ingannato e  finalmente cosciente dell'inganno, a votarli).

Che senso ha dire a tutti di partecipare, basta andare sul sito della 'festa della musica' - che  abbiamo cercato invano - ed iscriversi? Ognuno fa quel che vuole e dove vuole; comunicarlo a che serve, allora, oltre che mostrare una lista lunga quanto l'autostrada Roma-Napoli e ritorno?

Governare è altra cosa. Innanzitutto mostrare interesse verso i settori diversi in cui si articola l'attività della società civile (i Cinquestelle, specie verso la cultura hanno mostrato un interesse solo di 'facciata'); poi, agire in tempo per ottenere buoni risultati ( e questo finora non è mai accaduto in nessun caso specifico e per qualunque settore, anche in quelli decisivi per la convivenza); infine,  fare una cernita, delle proposte ( ma con lo stesso spirito critico che dimostrano solo nei casi in cui distribuiscono incarichi e premi ai fedelissimi, per il resto: liberi tutti! Loro aprono i cancelli ed entri chi vuole!).
 Questa politica (?) DISTRUGGERA', NEL CHIASSO GENERALE, ANCHE LA MUSICA.

mercoledì 10 maggio 2017

Anche il TAR del Lazio dà dell'incompetente alla sindaca Raggi

Perdonateci l'espressione, trattandosi di una signora, come Virginia Raggi. Ma è proprio il caso di dire che il TAR del Lazio la 'prenda per il culo' e la ridicolizzi.  
Il TAR, per giustificare la sua sentenza che  annullava l'ordinanza dei sindaco sulla proibizione dei fuochi d'artificio e botti per la sera di Capodanno, ordinanza emessa pochi giorni prima del Capodanno, bacchetta la poveraccia, facendole notare che il Capodanno cade sempre fra il 31 dicembre ed il 1 gennaio di ogni anno, dunque prevedibilissimo, e che quindi non si può intervenire su un evento sempre identico nella sua ricorrenza con ordinanze che sarebbero  più adatte, per i tempi e le modalità di emissione, a fatti ed eventi non prevedibili, che necessariamente non possono che essere organizzati  con strumenti emergenziali. Dunque per le ordinanze relative al Capodanno - dice il TAR alla sindaca, si provveda con ragionevole - è forse questo l'aggettivo che alla sindaca andrebbe spiegato!- anticipo.

Ora se il TAR decidesse di intervenire anche su altre questioni dello stesso tenore, dovrebbe ancora una volta 'prendere per il culo' non solo lei, ma con lei anche il suo assessore vice sindaco, Luca  Bergamo, per il caso dell'Estate romano. Sapendo, sindaca e assessore, che l'estate, pur essendo una stagione che non è più come l'estate di una volta, arriva sempre il 22 giugno (vero? ), perché sia lei, la sindaca, che lui, il suo assessore alla 'ricrescita culturale', si risolvono a pubblicare il bando per l'Estate Romana a ridosso dell'inizio delle manifestazioni? Forse che sperano che gli aspiranti ai finanziamenti comunali, desistano per spossatezza o addirittura crepino per fame, o che l'estate - con le stagioni che non sono più  come quelle di una volta - si sposti più avanti: al 22 luglio od anche al 22 agosto, e magari dell'anno successivo? 

Teatro Valle-Mariangela Melato. Intitolazione proposta da Renzo Arbore e subito accolta da Luca Bergamo. Ma i lavori in teatro non sono ancora cominciati

Renzo Arbore, come si sa legato all'attrice Mariangela Melato, scomparsa qualche anno fa, ha proposto all'autorità comunale, proprietaria del Teatro Valle, dopo il passaggio dal Mibact al Campidoglio, di intitolare il teatro all'attrice. Luca Bergamo, assessore alla 'ricrescita' culturale - fra parentesi, lasciatci comuncarvi una scoperta esilarante: abbiamo appreso che Pinuccia Montanari, nominata da Grillo  assessore all'Ambiente in Campidoglio, a Genova, da dove proviene e  dove lavorava prima, era assessore alla 'decrescita' di qualche cosa, ma non della 'monnezza' - ha risposto, naturalmente, sì. Perché così, per qualche settimana, si potrà riempire con tale inutile discussione il vuoto di potere  e di iniziative.

Si intitola ad una brava attrice, morta da pochi anni, un teatro storico, mentre ad una attrice storica, come Anna Magnani, morta oltre quarant'anni fa, non si è intitolato neanche un teatrino di periferia.

La differenza la fa la persona da cui viene la proposta, e cioè Renzo Arbore, uomo di spettacolo, intelligente, e sulla cresta dell'onda. E tanto basta e avanza. 

Anna Magnani, al di là di qualche stanca commemorazione di tanto in tanto, e di un premio a lei intitolato - una tristezza  di comitato d'onore ed anche di albo dei premiati - è praticamente dimenticata, pur essendo da tutti riconosciuta come forse la più grande attrice, non solo italiana, del secolo scorso, per lo meno una delle più grandi,  Premio oscar (La rosa tatuata)

Ma forse la discussione su tale proposta,  sicuramente accolta dai governanti  analfabeti e pronti a cavalcare l'onda favorevole, potrebbe almeno riaccendere dibattito e proteste per il mancato avvio dei lavori di restauro del teatro, da tempo promessi e non ancora iniziati, dopo qualche anno dacchè è stato sfrattato dei suoi occupanti abusivi, chiuso e lasciato andare in malora. Anche per poter dire: ecco i risultati di quella occupazione. 

mercoledì 8 marzo 2017

L'assessore Luca Bergamo o 'dei ponti'

Che  Luca Bergamo, assessore alla 'ricrescita culturale' del Comune di Roma, avesse una passione smodata per i ponti - e Roma ne ha tanti, alcuni dei quali, per fortuna, negli spazi sottostanti, recano rifugio agli sbandati - lo si era capito a Capodanno, quando non era riuscito ad organizzare il concreto di fine anno al Circo Massimo,  ed aveva ripiegato sui ponti, amatissimi.

 Se non si può fare il 'concertone' di fine anno al Circo Massimo - per esclusiva responsabilità del suo assessorato che, come altre volte, ha mandato fuori il relativo bando il 6 gennaio successivo - di fronte alla critica generale della città, che ti inventa l'assessore alla 'ricrescita culturale e ai ponti'?
Pensa e si rivolge a tutti quelli che dopo mezzanotte usciranno da locali e case private dove hanno partecipato a feste e libagioni. Non andranno mica a casa, tanto l'indomani  è festa - s'è detto l'assessore. E allora, dalle 3 in punto della notte, cominciando dal cosiddetto Ponte della Musica - ribattezzato dai romani 'ponte inutile' - ecco il suo programma di 'inizio anno'. Tutti festeggiano la fine, noi, originalissimi romani, festeggiamo l'inizio.

 E così su quel ponte dovevano suonare un centinaio di violoncellisti guidati da Sollima, il quale ha subito fatto sapere che non sarebbe riuscito ad arrivare a Roma dalla natia Palermo, dopo la festa di mezzanotte. Incuranti dell'umidità. A questo Bergamo non ci aveva pensato; in fondo che gli fregava a lui se i violoncelli temono l'umidità ed anche, magari, la pioggerellina?

Passa del tempo e si vede che l'idea dei ponti a Bergamo continua a piacere. Anzi diventa un suo chiodo fisso. Una dopo l'altra comincia a smantellare qualunque progetto, a chiudere qualunque istituzione culturale della città...perchè  - ha spiegato l'altro ieri nel corso della presentazione dell'ennesimo festival dedicato ai libri ed impiantato da Marino Sinibaldi di Radio 3 - lui non ama i protagonismi incarnati dalle singole istituzioni o manifestazioni, lui vuole accorpare, unire, creare PONTI.

Qualche giornalista l'aveva incalzato sulla chiusura della 'Casa delle Letterature' e sulla defenestrazione di Maria Ida Gaeta. La sua risposta è stata: fra quella casa e il sistema delle biblioteche, abbiamo creato un nuovo ponte; e la Gaeta, che voi considerate defenestrata, è una ricchezza che sfrutteremo, al di fuori del Festival a Massenzio, che Lei aveva inventato e che ha fatto il suo tempo. Ora basta.
 Lo stesso discorso vale per la Casa del Jazz e Musica per Roma - anche lì nuovo ponte - e  fra la Casa del Cinema e l'omonima Festa- Festival di Roma - altro ponte.
 Perciò - ha detto, in conclusione, Bergamo - se vedrete sparire altre istituzioni o manifestazioni, niente allarmismo, non sono sparite, chiedetevi con chi hanno fatto PONTE.

P.S. Ancora ieri  tutti gli 'scomparsi' o in via di 'sparizione' nella cultura di Roma si sono riuniti in associazione - ci si è messa indebitamente, anche la Corte dei Conti che alcuni di loro li vuole in mezzo ad una strada, mentre l'assessore Bergamo sta a guardare e pensa solo a non far perdere al Comune la responsabilità ( in effetti le entrate, i soldi, chiaro?) del Colosseo e dintorni che Franceschini vuole per il Ministero - per far sentire più forte la loro voce. Solo Nicola Piovani pensa di concedere altro tempo al sindaco ed all'Assessore per vedere cosa faranno?

domenica 19 febbraio 2017

Ludovico Einaudi lo fa strano, anche quando la causa è giusta. Ma non è il solo, purtroppo

Come non condividere l'appoggio ufficiale di Ludovico Einaudi, musicista che gode di grande seguito, in favore della campagna mondiale ' Salviamo l'Artico'?  Tutti d'accordo con lui.
Ma era proprio necessario scegliere, per aderirvi, il modo più strano - imitando, a suo modo, cioè nel modo casto, quel che fanno tanti musicisti o cantanti del versante 'leggero' i quali, convinti che per lanciare una nuova canzone (o prodotto) occorra 'stupire', scovano ogni volta una bella fanciulla disposta a mostrare tutti i suoi attributi?
Ludovico Einaudi non  fa certo come i suoi colleghi 'leggeri', ma qualcosa di simile sì,  trasferendosi con pianoforte al seguito,  sulle candide distese dei ghiacci del polo nord. Cioè?
 Contrariamente a ciò che fanno le fanciulle di cui sopra,  Einaudi si è intabarrato dalla testa i piedi, non risparmiando neanche le punte delle dita delle mani, vestito 'a cipolla' per non ghiacciare. Ha fatto adagiare, recato da un elicottero, un pianoforte a coda  imbullonato ad una piattaforma, su una lastra di ghiaccio, poi è sceso anche lui e sui tasti ghiacciati del pianoforte - come ha raccontato con entusiasmo l'interessato - ha cominciato a suonare; anzi a pigiare, perché il pianoforte  si sarà rifiutato di emettere suoni. Insomma una sceneggiata per aderire ad una campagna alla quale avrebbe potuto devolvere le spese di una tale strana impresa.

  Ma Einaudi non è l'unico ad essersi cimentato, a favore di telecamere, in una impresa tanto strana che con la musica, lui che è un musicista, non ha nulla da spartire. Altre ci vengono alla mente.Ne ricordiamo solo alcune.

Pensiamo al festival che ogni anno si svolge sulle Dolomiti, dove i musicisti invitati, strumento in spalla fanno chilometri di cammino, seguiti dai loro fedeli adepti, fino a raggiungere il luogo stabilito per il concerto.  Tutti sdraiati sull'erba, i musicisti magari seduti su qualche sasso, inizia il concerto per la gioia delle montagne che  per la prima volta si vedono degnate di tanta attenzione.

  Ancora. Anni fa,  il Venerdì di Repubblica pubblicò le foto di un concerto che un altro musicista pazzo, un pianista, volle fare in cima ad una montagna, all'aperto. L'impresa, di musicale certo non aveva nulla,  ed aveva a che fare  piuttosto con l'alpinismo e le scalate, con le quali dovette misurarsi quel disgraziato pianoforte, strappato controvoglia alle  calorose cure del proprietario o del venditore.

 Se in questi due casi non si è resistiti all'inutile fascino del ghiaccio o della montagna sotto i raggi del sole, vi sono anche oggi casi in cui è la notte a costituire motivo di richiamo. Come accade ogni anno in Campania, a Ravello, con il concerto all'alba, su di una terrazza a strapiombo sul mare, per l'omonimo festival. Guai a toccare quell'appuntamento che l'umidità e la salsedine  non possono far ascrivere  nell'agenda musicale, ma solo in quella delle 'stranezze' meteo, con contorno di musica.

L'ultimo, in ordine di tempo, è quello che l'assessore alla 'ricrescita' culturale del Comune di Roma, Luca Bergamo, aveva pensato per il Capodanno 2017, quando voleva schierata una vera e propria orchestra di violoncelli, parecchie decine, alle 3 della notte sul ponte cosiddetto ' della musica', capitanata da Sollima. Non sappiamo se poi ci ha ripensato, come avrebbe dovuto, data l' insensatezza della  proposta. Nel caso di Roma c'era anche da domandarsi per chi avrebbero suonato quel centinaio di violoncellisti.

Ma perchè i musicisti per primi, non si convincono che la musica va fatta dove la si può fare al meglio e non fra i ghiacci dell'artico o sulle nevi di una cima , fra le montane dolomitiche o nell'umida notte sul mare o su un ponte  che, tolto il nome posticcio, con la musica  non c'entra nulla?

P.S. Relegati nel novero delle stranezze tutti i casi appena citati, ve ne sono di recentissimi che non sono da meno, anche se meno patologici di quelli. Pensiamo ai pianoforti lasciati nelle stazioni aeroportuali alla mercé di tutti ( per reclamizzare l'iniziativa ci si è messo anche qualche pezzo da novanta del mondo musicale, come Pappano!!!), o alle kermesse (Milano e Firenze, in via Tornabuoni) ideate dalla vulcanica fantasia di Daniele Lombardi, nel corso delle quali intere strade sono state 'arredate' con un centinaio circa di pianoforti (verticali) che suonavano agli ordini di inflessibili metronomi. Li volete chiamare concerti? Come pure concerti volete chiamare le sinfonie di metronomi (Ligeti), o le carnevalate guidate da Lang Lang, nelle quali un centinaio di  tastiere  vengono suonate, agli ordini di un direttore 'pizzardone',  da una schiera di ragazzi attenti solo agli ordini del direttore-vigile?

lunedì 19 dicembre 2016

Con Luca Bergamo, vicesindaco, la Raggi si incarta sempre di più

Anche questa nomina - quella di Luca Bergamo assessore alla cultura a vicensindaco - dimostra ancora una volta la impreparazione e l'inadeguatezza della Raggi, e del suo movimento assieme a Lei, ad assumere un incarico di governo.
 A sette mesi dalla sua elezione a sindaco,  la sua cosiddetta squadra non è ancora al completo, ed anzi ogni giorno perde qualche pezzo -  di alcuni , va da sè  la perdita è una manna dal cielo - ed ogni giorno Virginia Raggi, manifesta  la sua tragica inadeguatezza e la necessità, mai terminata, di  cercare o inventarsi sostituti.

Per il ruolo di vicesindaco , i Cinquestelle, che la tengono ormai sotto tutela, avevano fatto il nome di Colomban, industriale inviato a Roma dalla Casaleggio & Associati, col compito di assessore, ruolo che egli svolge per tre giorni a settimana- dovendo gli altri giorni essere  nella sua fabbrica a mandare avanti le cose. Colomban ha subito detto di no - la Raggi  non convince nessuno quando  dice che Lei non accetta diktat dai Cinquestelle, compreso quello di Colomban - e i giornali hanno spiegato questa sua rinuncia , con il delicatissimo ruolo del vicesindaco che agisce come una sorta di rotonda stradale dalla quale sono costretti a passare tutti in Campidoglio; ed anche da filtro per il sindaco; nel contempo,  muove  e dirige  tutto e tutti, dando la precedenza a chi ritiene necessario l'abbia sugli altri.

E la Raggi che ti fa? Nomina per quel delicatissimo incarico Luca Bergamo, assessore alla (ri)crescita culturale - come ha chiamato quell'importante assessorato -  che ancora non ha dato un segno tangibile della sua presenza a Piazza Campitelli, dove hanno sede i suoi uffici.
Ora proprio l'assessore del quale tutti a Roma reclamano una presenza attiva, viene cooptato anche per un altro incarico che lo distoglierà dal primo. Sicuro al cento per cento. E ciò ad ulteriore dimostrazione che che alla cultura, in qualunque forma e declinazione, la Raggi ed i Cinquestelle non tengono affatto. E Roma,  un tempo faro nel mondo, affossa anche in questo settore.  I Cinquestelle sono assolutamente estranei al discorso sulla cultura; mai una sola parola sulla cultura e sulla sua evidente influenza nell'economia del paese, in nessuno dei loro proclami e delle loro chiacchiere in rete.
 Che altro deve succedere per spezzare il feeling fra i Cinquestelle e la popolazione che l'ha eletta? Continueranno i suoi 700.000 elettori romani a perdonarle qualunque cosa, compresa l'incapacità oltre gli errori?  Va bene che è in Campidoglio da soli sette mesi, ma qualche segno del suo passaggio avrebbe dovuto già darlo. Finora solo  dimissioni e rimpiazzi. Come intende governare Roma? Ce lo dica.

venerdì 9 settembre 2016

'La cultura non si può ingabbiare' - sentenzia Claudio Parisi Presicce. 'Si deve ingabbiare, per proteggerla' - gli risponde Paolo Bulgari

I due che si fronteggiano su una questione romana riguardante la difesa dei monumenti storici, in particolare sulla disponibilità notte e giorno della scalinata di Trinità dei Monti, sono il sovrintendente capitolino ai beni culturali,  Claudio Parisi Presicce, e il presidente della nota maison di gioielli, Paolo Bulgari, che per il restauro della famosa scalinata ha sborsato ( ! ) 1.500.000 Euro.
Paolo Bulgari - abituato a tenere in grande considerazione i soldi guadagnati, anche quando sono tantissimi, come nel suo caso - sostiene che il restauro potrebbe in breve tempo essere danneggiato e lordato dall'orda di barbari che da Roma, dall'Italia e dal mondo si riversa ogni giorno nella famosa piazza ( di Spagna) e sull' altrettanto famosa scalinata. E propone che, almeno nelle ore notturne, la scalinata ( la 'cultura', nel linguaggio del sovrintendente  e dell'assessore romano, Bergamo) venga protetta da una cancellata (gabbia), come ne esistono in ogni parte del mondo, inclusa l'Italia - per inibirne il passaggio e la sosta incivile e indecorosa - a protezione di monumenti di particolare pregio, che la cattiva educazione di tanti mette continuamente in pericolo.  Una cancellata chiusa di notte,  mentre per il giorno l'attento sovrintendente e l'assessore alla cultura del Comune di Roma, Bergamo, assicurano la presenza di vigilanza, dichiarandosi nettamente contrari alla chiusura della scalinata anche di notte ( con o senza vigilnza? ) perchè 'la cultura non va ingabbiata'. Basta la vigilanza per evitare  il degrado, che potrebbe essere quasi immediato del monumento, forse ancor prima della sua inaugurazione  prossima?
 Questo rigurgito di 'populismo' che si evince dalle parole dei due si scontra con fatti ancora sotto gli occhi di tutti. Al sovrintendente viene da chiedere dove era la vigilanza  - di giorno - quando quegli animali di tifosi olandesi riducevano la  berniniana secentesca fontana della Barcaccia ad una cloaca di rifiuti; e quale vigilanza viene assicurata alla bella maestosa Fontana, anch'essa seecentesca, di piazza Trilussa che, ogni mattina, sembra un campo di battaglia combattuto a suon di bottiglie e lattine di birra ed altri alcolici, e la sera - e notte - in un ritrovo di sbandati  e perditempo? Se lì non c'è vigilanza, mentre dovremmo credere al sovrintendente ed all'assessore che, invece, la assicurano, per la Scalinata di Trinità dei Monti?
 Un'altra bella fontana secentesca d'autore, all'Acqua acetosa, di  recente restaurata, con verde intorno è stata, successivamente al restauro, dotata di cancellata onde evitare che qualche bestia umana la imbratti e deturpi, costringendo a trovare nuovamente soldi per il restauro.
 La 'cultura' -  così la Scalinata nella dizione dei due amministratori romani - va protetta, ingabbiandola, perchè lo Stato come ha dimostrato in ogni occasione, non è capace di garantirne l'incolumità, neppure di giorno, figuriamoci di notte. Le foto di questi giorni che ritraggono la di nuovo splendente scalinata protetta da una barriera in plexigas almeno fino all'inaugurazione, per evitare gesti di qualche scalmanato, non offende né la vista né la libera fruizione del monumento.
La scalinata è luogo di passaggio e tale deve restare, senza limitazioni - protestano gli amministratori. Certo, hanno ragione, se non ci passassero anche degli animali o degli uomini che da animali si  sono comportati fino ad oggi, come hanno raccontato i restauratori che l'hanno dovuta ripulire da ogni sorta di schifezze, compresi le tracce di bisogni umani ed escrementi, e che non possono dall'oggi al domani cambiare abitudini e modo di pensare. Serve la prevenzione, senza la quale si mette seriamente a rischio la salute di un bene culturale.  Ma la prevenzione si fa, negli anni, con lo studio della storia dell'arte, l'educazione alla bellezza, il rispetto del bene comune e via dicendo, non mettendo a rischio la 'salute' di un monumento
 In questa disputa fa davvero impressione constatare che contro 'l'ingabbiamento' della scalinata (leggi: semplice chiusura, di notte, attraverso inferriata) si sia pronunciato proprio quel sovrintendente  che decise ed autorizzò l'ingabbiamento delle statue del Campidoglio, in occasione della visita del presidente iraniano. Dopo quella figura di merda agli occhi del mondo intero, ora Parisi Presicce non vuol saperne neanche di proteggere con una cancellata la celebre scalinata, senza che essa la neghi alla vista dei turisti.
 Del parere, infine, del neo assessore alla cultura del Comune di Roma possiamo anche non tenerne conto, finchè in Campidoglio non sarà operante il governo della città; e finchè non saremo sicuri che egli resterà assessore. Con i tempi che corrono.