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mercoledì 10 maggio 2017

Anche il TAR del Lazio dà dell'incompetente alla sindaca Raggi

Perdonateci l'espressione, trattandosi di una signora, come Virginia Raggi. Ma è proprio il caso di dire che il TAR del Lazio la 'prenda per il culo' e la ridicolizzi.  
Il TAR, per giustificare la sua sentenza che  annullava l'ordinanza dei sindaco sulla proibizione dei fuochi d'artificio e botti per la sera di Capodanno, ordinanza emessa pochi giorni prima del Capodanno, bacchetta la poveraccia, facendole notare che il Capodanno cade sempre fra il 31 dicembre ed il 1 gennaio di ogni anno, dunque prevedibilissimo, e che quindi non si può intervenire su un evento sempre identico nella sua ricorrenza con ordinanze che sarebbero  più adatte, per i tempi e le modalità di emissione, a fatti ed eventi non prevedibili, che necessariamente non possono che essere organizzati  con strumenti emergenziali. Dunque per le ordinanze relative al Capodanno - dice il TAR alla sindaca, si provveda con ragionevole - è forse questo l'aggettivo che alla sindaca andrebbe spiegato!- anticipo.

Ora se il TAR decidesse di intervenire anche su altre questioni dello stesso tenore, dovrebbe ancora una volta 'prendere per il culo' non solo lei, ma con lei anche il suo assessore vice sindaco, Luca  Bergamo, per il caso dell'Estate romano. Sapendo, sindaca e assessore, che l'estate, pur essendo una stagione che non è più come l'estate di una volta, arriva sempre il 22 giugno (vero? ), perché sia lei, la sindaca, che lui, il suo assessore alla 'ricrescita culturale', si risolvono a pubblicare il bando per l'Estate Romana a ridosso dell'inizio delle manifestazioni? Forse che sperano che gli aspiranti ai finanziamenti comunali, desistano per spossatezza o addirittura crepino per fame, o che l'estate - con le stagioni che non sono più  come quelle di una volta - si sposti più avanti: al 22 luglio od anche al 22 agosto, e magari dell'anno successivo? 

mercoledì 2 aprile 2014

Sostituzioni sottotono dopo annunci sensazionali

Da tempo assistiamo all'aununcio di arrivi strepitosi nelle nostre stagioni: Santa Cecilia, in tal senso, si distingue particolarmente. Da anni annuncia concerti diretti dal matusalemme Pretre che poi regolarmente vengono cancellati, facendo venire al suo posto ogni volta un giovane di belle speranze. Perchè continuare con questa tecnica, ben sapendo che Pretre non potrà mantenere il suo impegno, con tutta la buona volontà possibile?
Stesso discorso riguarda Temirkanov e non solo a Santa Cecilia, sebbene con modalità assai diverse, anche per l'età non avanzata del direttore di San Pietroburgo. Si hanno notizie di sue defezioni, dovute a 'importanti motivi di salute'  (sarebbe il caso che una per tutte li spiegasse questi importanti motivi di salute) da anni - ne ricordo una quasi alla vigilia del Concerto di Capodanno dalla Fenice, trasmesso in diretta televisiva da Rai Uno,, per la quale arrivò la manna di Kazushi Ono, altrimenti sarebbe stato il casino - e nessuno gli dice che si metta a riposo, si riprenda e poi torni a lavorare tranquillamente. A dirla tutta qualcuno ha ricordato che alcuni anni fa, ai tempi di Mauro Meli a Parma - ora il grande manager si è insediato a Cagliari, per la seconda volta, come il postino del film -  il Temirkanov  convalescente quando vuole lui ed in piena forma quando nuovamente lo vuole, aveva disdettato Parma, ma subito dopo dirigeva a  Vienna. Vienna certamente  è molto diversa da Parma, ma a Parma sicuramente lo pagavano meglio che a Vienna, pur di averlo; anche se va detto che mille Parma non valgono una sola Vienna, e va detto anche che i professionisti non fanno questi ragionamenti deliranti.
 Ciò detto, basta con gli annunci eclatanti. non si  mettano in cartellone musicisti di gran nome che già si sa che non verranno. Ci siamo spiegati?

mercoledì 22 gennaio 2014

La sciatteria dei Wiener Philharmoniker

Ci hanno distrutto un mito, il mito dell'orchestra più bella del mondo: i Wiener Philharmoniker. E noi che ogni volta che ci capitava di citarli  premettevamo sempre: i Wiener  sono un'altra cosa, sono sempre i Wiener.
 Quante volte abbiamo ripetuto in pubblico e privato, in occasione dei Concerti di capodanno da Vienna e Venezia, che i due concerti quanto a programma non è che fossero molto diversi, anzi il concerto veneziano ha sempre avuto musica molto ma  molto più bella di quella viennese; e, del resto, anche quanto a direttori, non si differenziavano poi tanto, anzi in qualche caso - come per Pretre, il direttore che aveva prima diretto a Venezia e solo dopo debuttato a Vienna, nonostante i suoi ottant'anni ed i molti anni attivo sulla piazza viennese- Venezia aveva dato la sveglia a Vienna,  precedendola nelle scelta. Ma sull'orchestra no, nulla da dire: i Wiener sono i Wiener e qualunque altra orchestra , anche quelle indicate da recenti classifiche 'FARLOCCHE' tanto care ad una specializzatissima  rivista di musica, non può stargli alla pari, Scala, Santa Cecilia e Fenice comprese. In questa nostra convinzione avevamo parecchi sodali, specie quelli che dalle pagine del Corriere ogni anno ci dicevano - nonostante i successi televisivi e di pubblico del concerto veneziano- che con i Wiener non c'era nulla da fare.
 Ora, invece, proprio dalle pagine di quel giornale, il critico musicale e non un cronista che si occupa anche di cose musicali com'è quello che in questi anni ha sposato l'inutile ed infruttuosa campagna antivenezia, da quelle stesse pagine, arriva un'affermazione che ci sconvolge la vita e cambia radicalmente le nostre convinzioni. Scrive il noto critico milanese a proposito di un concerto a Milano dell'orchestra viennese diretta da Chailly: " Le classifiche delle orchestre sono demenziali - in questo concordiamo specie quando i risultati  sono fuori di ogni logica - perchè ogni singola prestazione dipende da mille variabili di repertorio,convinzione, acustica e da chi li dirige facendo cosa. Nel caso dei WIENER un comparativo assoluto si può però usare. Sono l'orchestra più VOLUBILE del mondo, capace di meraviglie incomparabili come di prestazioni  ai limiti della SCIATTERIA. Quando suonano come possono e sanno si fanno perdonare ogni cosa, però".
 Che ogni prestazione di un'orchestra dipenda sempre da molte variabili non è un mistero, e che, di solito, le orchestre anche le più blasonate non rendano quando sono in tournée in una sala che non conoscono e cc.. non ci vuole che venga a dircelo il collega illustre del quotidiano milanese, lo sappiamo da noi per esperienza, personale e professionale, diretta. Ma che i Wiener, anche nelle peggiori situazioni, possano scendere al di sotto di uno standard  che tutti comunque e sempre gli riconoscono, su questo non possiamo concordare con il nostro collega. E con qualche altro che - ricordiamo chiaramente, a causa della assurdità dell'affermazione - che, anni fa, in occasione di un concerto della Philharmonia di Londra a Milano faceva rilevare una stecca del primo corno, e magari in mille altre occasioni aveva cantato le meraviglie dell'orchestra  che so io... non facciamo nessun nome, perchè dovremmo fare un elenco interminabile.
 I Wiener per noi sono sempre i Wiener