Visualizzazione post con etichetta al gore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta al gore. Mostra tutti i post

domenica 24 maggio 2015

CO2 di Battistelli alla Scala. Qualche sospetto e una mascalzonata bella e buona

Non occorre avere la palla di vetro per farsi un'idea di come siano andate le cose alla Scala, in occasione della 'prima' della nuova opera di Battistelli. E che alcune nostre considerazioni, affidate a caldo a questo blog, fossero abbastanza veritiere ce lo conferma l'atteggiamento di molta stampa italiana.
 Strombazzata alla vigilia, la nuova opera 'made in Expo', con interviste al compositore dal 'ricciolo ribelle che fa innamorare le signore milanesi'- come ha sottolineato a proposito dell'opera, l'acuta Aspesi - all'indomani della prima dell'opera su tutti i giornali silenzio  assoluto, come a spiarsi l'un l'altro: 'scrivi prima tu, che poi  scrivo anch'io', che denota disparità di vedute se non addirittura imbarazzo. Alla fine non ha scritto praticamente nessuno.
 Poi - proviamo ad immaginare, senza l'aiuto della palla di vetro che non abbiamo - una telefonata ai giornali per una tiratina d'orecchi: se neanche voi 'giornali amici' ci difendete...
Non possiamo giurarci, ma le cose sono andate proprio così, per quel tanto che consociamo i giornali, visto che facciamo questo mestiere da oltre trent'anni. E così l'amica 'Repubblica'  parla di CO2, a firma del suo critico il quale allunga anche la durata degli applausi finali che le agenzie avevano calcolato in 10 minuti ed il giornale 'amico', a firma del critico 'amico' (che aveva anche intervistato il compositore,  altra intervista dopo quella della Aspesi), aveva portato addirittura a 15 minuti, roba da non credere, neanche ai Filarmonici di Berlino sono toccati tanti applausi e neppure alla trionfale Turandot. Al giornale amico è piaciuta così tanto la novità di Battistelli, per il principio che il nuovo è sempre da preferire ( incoraggiare?) al vecchio (già noto; quand'anche fosse  migliore!), al punto che, contravvenendo alla regola che le recensioni della musica appaiono solo di domenica, quella di CO2 è stata infrasettimanale.
Nessuno, a maggior ragione il giornale 'amico' ha scritto del pubblico. Tutto esaurito? esaurito a metà? 'Sold out', avrebbero potuto scrivere i giornali 'amici' che amano l'inglese, in linea con la lingua del libretto di Burton. Invece no, perchè troppo falsa. Insomma , inutile cercare sui giornali un resoconto dell'opera di Battistelli.
 Neanche sul dotto 'domenicale' del Sole 24 Ore, il quale domenica 17 ha preferito illustrare il prossimo 'Ravenna Festival' della famiglia Muti, allo spreco di quattro righe sull'opera di Battistelli ( e del resto perchè scrivere di un'opera che ha interessato pochi, gratuitamente, quando si possono scrivere paginate, pagate?).
 La sorpresa , nel 'Domenicale del Sole', arriva domenica 24. L'apertura della pagina della musica, è sulla 'Norma' veneziana, con regia 'biennalina', cui si aggiunge un trafiletto, dal titolo 'alla scala'. una ventina di righe cattivissime nella sostanza, anche se all'apparenza elogiative, ma che non dicono quasi nulla - e perciò inutili!- che terminano così:' da tagliare il retorico predicozzo finale, a luci accese, che oltretutto svelano il poco pubblico in sala'.  In cauda venenum, come non  fosse bastato il veleno sputato lungo quelle acide restanti 18 righe.
 Del pubblico non avevamo letto neanche una riga, i numeri erano coperti dalla valanga di applausi, che a questo punto c'è da chiedersi se non provenissero da una fidatissima claque.
 La palma d'oro dell'opera  va certamente al regista che ha fatto uno spettacolo di quelli indimenticabili, per bilanciare  la musica  che indimenticabile non era, salvo forse quel 'poema sinfonico' della 'danza dei tifoni', incastonata in un 'melologo' lungo e noioso, come l'opera è apparsa ad orecchie accorte, e che Battistelli aveva già pronta, per infilarla in qualunque opera, un pò come si racconta  abbia fatto con la famosissima 'una furtiva lagrima' dell'Elisir, Donizetti. Il solito Battistelli, insomma, ancora alla ricerca di una sua strada, che non rinuncia ancora una volta ad attaccarsi ad 'altro'( una scomoda verità di Al Gore) della cui notorietà intende giovarsi.
Ma anche tutto ciò non giustifica affatto il silenzio generale dei giornali; e non giustifica a maggior ragione  la 'mascalzonata' del Sole 24 Ore'. Meglio allora il silenzio.

sabato 16 maggio 2015

CO2 di Giorgio Battistelli, alla Scala di Milano. Prima assoluta. Dopo l'ascolto, senza visione, del nuovo film-documentario con robusta colonna sonora.

Il titolo di un celebre ironico lavoro operistico del passato: 'Prima la musica poi le parole' - del genere, sempreverde, 'teatro nel teatro' - può sinteticamente raccontare le vicende alle quali è andato soggetto il nuovo lavoro di teatro musicale di Giorgio Battistelli, CO2, andato in scena ieri sera alla Scala di Milano, in prima assoluta e salutato, da quel che assicurano le prime agenzie, da dieci minuti di applausi, e che noi abbiamo ascoltato alla radio ( diretta su Radio 3) per  una metà circa.
  La commissione a Battistelli gliela rivolse Lissner nel 2007, dunque quasi otto anni fa. Battistelli che si mise subito al lavoro, ha raccontato come sono poi andate le cose, spiegando le ragioni del grande ritardo con cui l'opera è approdata in palcoscenico.
  Battistelli era interessato, all'epoca anche lui, alle sorti disastrate della terra - come vanno dicendo gli scienziati e come aveva già scritto allora Al Gore, nel suo libro 'Una scomoda verità'. L'argomento lo appassionava al punto che si spinse ad indicare  proprio in tale  tragica sorte il soggetto dell'opera.
Comincia a lavorare - è sempre Battistelli che lo racconta - assieme al librettista McClatchy ed al regista Friedkind - quello dell'Esorcista per intenderci - ma poi tale sodalizio si rompe: " quando il mio lavoro di composizione era già molto avanzato ci sono stati attriti tra regista e librettista ed è saltato tutto".
 Cambio di squadra ma non di soggetto,  mentre il compositore continua a lavorare; subentra Robert Lepage, " con cui abbiamo lavorato per due anni con anche simulazioni di quella che sarebbe stata l'opera".  Ed intanto il compositore proseguiva il suo lavoro. Dopo due anni anche questo secondo sodalizio si rompe, per gli eccessivi costi della regia e messinscena di  Robert Lepage. Ma perchè quello di Carsem risulta poi così economico?
 Ancora un cambio di squadra. Battistelli che ormai doveva quasi aver terminato il suo lavoro o comunque essere a buon punto, incontra la nuova squadra che sarà poi quella definitiva: Robert Carsen, regista, e Ian Burton librettista, con il quale aveva già lavorato per il suo 'Riccardo III'.
Per le ragioni  espresse dallo stesso musicista, quel 'prima la musica poi le parole' che intendeva irridere e prendere di mira un modo di comporre libretto e musica illogico, per il fatto di essere antimusicale ed anti drammaturgico, ci è sembrato efficace ad esprimere la vicenda compositiva di CO2.
Ma Battistelli  ha già risposto ad una simile obiezione: " la musica è nata in modo insolito, per 'visioni', con di 'commento' o di 'allusione ' al testo che  è arrivato, al contrario di quanto si possa immaginare, buon ultimo sulla scrivania del compositore. Ma allora il compositore deve avere un'idea molto personale sull'opera al tempo del pianeta in via d'estinzione? "Sono stato da sempre un anti-antiopera - ha dichiarato - e un apostolo delle forme musicali e non della ricerca di suoni e tecniche in sè". E lo stile impiegato?
" Se non nuoce alle identità e non è banale eclettismo, anche in musica la globalizzazione è ricchezza"; in natura no, se si pensa ai guai del pianeta, tema centrale di CO2.
 E così fra mille travagli ed anche non poche contraddizioni Battistelli, Burton e Carsen hanno generato CO2.
Per la quale, anche se non ai livelli pretesi da Robert Lepage, La Scala deve aver speso abbastanza per la ricchezza strumentale, il cast numerosissimo, il coro aggiunto di voci bianche e le proiezioni e le mille altre diavolerie tecniche, delle quali la nostra 'visione' radiofonica non ha potuto beneficiare, e dalle quali, crediamo, il pubblico essere rimasto abbagliato, più che per l'argomento assai poco incline ad abitare un palcoscenico,  o per lo stile di canto adatto a qualunque soggetto e qualunque testo - buono per tutto e perciò per nulla.
 Il libretto vorrebbe essere una sorta di Bibbia, riscritta al tempo del protocollo di Kyoto, giacchè dopo l'inutile pesante proclama di apertura dello scienziato 'pazzo' Adamson (figlio di Adamo), si parte dalla creazione del mondo (e qui le citazioni letterali della celebre e certamente più efficace 'Creazione di Haydn' sono evidenti, con quell'esplosione dal 'caos alla creazione') dell'uomo e della donna,  con divagazione sul bel serpente tentatore, per arrivare alla denuncia  dei tradimenti con cui l'uomo ha compensato l'accogliente e ricco pianeta che gli è stato  affidato come dimora, fino alla minacciata 'apocalisse' finale con gli arcangeli d'ordinanza.
 Anche l'argomento, oggi giustamente 'à la page' - non Lepage - del cibo a km.zero, per  una strizzatina d'cchio, ben accetta, ai temi dell'EXPO - Battistelli in ciò è  abilissimo! - ci fa sorbire un lungo elenco di prodotti importati da paesi lontanissimi,  simile al catalogo di un qualunque importatore  di frutta e verdura ecc...
La curiosità di aggiungere un nuovo tassello alla conoscenza dell'opera di Battistelli, e solo quella, ci ha fatti resistere  per una quarantina di minuti circa all'ascolto radiofonico dell'opera.
 Di Battistelli abbiamo ascoltato e soprattutto visto, fino ad oggi, molti lavori, quasi sempre costruiti abilmente sulla trama ed anche sulle immagini - di film celebri, da 'Miracolo a Milano' e 'Prova d'orchestra',  al 'Medico dei pazzi' che non abbiamo ancora visto, ma che è programmato, per l'esordio italiano, nella prossima stagione alla Fenice di Venezia; ed anche questo - per non sbagliarsi - da Scarpetta autore della commedia a Totò, protagonista del film omonimo.
 C'è forse una differenza non da poco, in ordine alle possibili riprese di CO2 in altre parti del mondo e da altri teatri, come l'uso di varie lingue anche antiche, ma con prevalenza dell'inglese, lascerebbe sperare,  almeno nelle intenzioni del compositore.
 Le altre sue precedenti opere sono quasi sempre del genere che si direbbe 'da camera' , almeno in relazione al palcoscenico, mentre CO2 fa leva,  per una sua positiva accoglienza, su una massa di interpreti e molto altro ancora, come abbiamo sopra accennato.  Ed è proprio ciò che lo lo rende quasi irricevibile ed inappetibile da altri teatri, salvo che non venga finanziato da qualche azienda, di quelle che avendo la colpa della deleteria produzione di CO2, pensano di mettersi in pace la coscienza finanziando la messinscena dell'atto di accusa di Battistelli.( E' già accaduto alla prima scaligera, quando per sopperire ai costi dell'opera di Battistelli  dove giganteggia l'anidride carbonica, è intervenuta la Ferrarelle che di anidride carbonica - CO2 - fa   largo uso, per produrre acqua frizzante).
Al termine dell'ascolto, sebbene parziale, di CO2, restiamo ancor più convinti che il meglio di sè - e  può bastare una sola opera per accreditare un compositore - Battistelli l'ha dato con Experimentum mundi', opera d'esordio, nella quale le sue intenzioni si sono meravigliosamente sposate con la realizzazione, e dove l'ingegno è andato a braccetto con l'espressione e che - udite udite- sarebbe stato  bello rappresentare alla Scala, in occasione dell'EXPO.
Perchè il soggetto di quel suo singolare lavoro che ha già fatto il giro del mondo, letteralmente, messo in scena dagli artigiani del suo borgo natio, Albano laziale - del quale fra breve Battistelli si candiderà a sindaco, perchè è giunto il momento che l'artista si sporchi le mani, lottando per un mondo migliore ed una migliore destinazione del pianeta, come ha dichiarato per fini elettorali - prefigurava, sulla scorta della famosa 'enciclopedia'  francese, la costruzione di un mondo, musica compresa, migliore. Anche attraverso la 'ricerca di suoni e di tecniche in sè' alle quali Battistelli giovane  credeva ed era interessato, ed ora non più.
P.S. Chi volesse documentarsi su un possibile diverso trattamento artistico dello steso tema - l'ecosistema - cerchi il famoso film documentario del 1992, senza dialoghi e di sole immagini - finanziato interamente dal gioielliere Bulgari, e realizzato dal celebre regista Godfrey Reggio, con la efficacissima, seppure minimale, musica di Philip Glass.   

martedì 21 aprile 2015

Giorgio Battistelli, il compositore sessantenne che, secondo la Aspesi, fa sognare le signore, intervistato su CO2, la sua 'asfissiante' opera per l'Expo, alla Scala il 16 maggio

La profonda Natalia Aspesi che interroga il compositore laziale, alla viglia della sua 'soffocante ' opera alla Scala, dal titolo CO2, non si esime dal  sottolineare lo sguardo accattivante ed il ricciolo  ribelle del musicista che abita i sogni delle signore, e al quale  la Scala commissionò secoli fa un'opera da destinare all'Expo, in linea con le finalità della esposizione milanese, che sono principalmente quelle di trovare il modo per non far morire il pianeta. E lui, buono buono, il modo l' ha trovato: l' ennesimo film cui aggrapparsi - la Aspesi precisa: sceneggiatura, non film -  che è poi quello scaturito da un  noto libro denuncia di Al Gore.
In questa nuova opera, da film, di Battistelli, non manca proprio nulla; sembra una di quelle saghe  che partono da Dio creatore ed arrivano ai prodotti OGM ed alle piogge acide. Dentro c'è di tutto, da Adamo che si fuma il cervello, ad Eva che si accoda e via dicendo. E per farlo sembrare il più possibile mondiale, come mondiale è il problema,  ed anche in previsione di possibili ed auspicabili sbarchi esteri, Battistelli ha fatto parlare tutte le lingue del mondo, ha chiamato cantanti di colore ( Adamo ed Eva sono cantanti africani) e direttore  regista e scenografo e costumista, li  ha cercati, d'intesa con la Scala, sui mercati esteri. L'Italia li ospita.
Poi la Aspesi , come solitamente fa un giornalista che  non è del settore - che altro si vuole da Lei - al primo incontro di una personalità, si dilunga sulla grande carriera, cita direttori e registi che hanno lavorato con lui e per lui - ci sono inesattezze, ma non rilevanti - per approdare infine ad 'Experimentum mundi', frutto di invenzione sublime, anche musicale, che Battistelli non ha più ritrovato  nelle sue ormai numerosissime escursioni teatrali, per le quali  preferisce battere la solita facile  strada dell'appoggio a film famosi, e del teatro accompagnato da musica: il melologo, trito e ritrito, assai frequentato da compositori in cerca di identità.
 La presentazione  fra i clamori della Scala della sua nuova opera servirà a consolare Battistelli delle recenti sconfitte, dalla non elezione a sovrintendente di santa Cecilia, alla direzione artistica, con badante, all'Opera di Roma, ed a quella sconfitta che più gli duole oggi, e cioè la mancata registrazione della sua opera da parte di Rai 5, dove un tempo spadroneggiava il suo amico-nemico dall'Ongaro.
 Ciò che invece l'intervista fornisce come notizia, l'unica, è che Battistelli non ha rinunciato a presentarsi come candidato sindaco alle prossime elezioni comunali del suo borgo natio, Albano laziale.
A questo punto cominciamo a temere per lui: direttore artistico dell'Opera di Roma, seppure con badante; consigliere di Santa Cecilia, direttore artistico dell'Orchestra Toscana di Firenze, presidente della Società Barattelli dell'Aquila ecc... ce la farà il nostro eroe? L'elezione a sindaco di Albano laziale, ben venga, se gli consiglierà di mollare qualche poltrona.

lunedì 15 dicembre 2014

Accademia di santa Cecilia. Vite parallele di due fratelli: Michele Dall'Ongaro e Giorgio Battistelli in lotta per conquistarla

Se Michele nella tornata di votazioni dell'altro ieri è salito di due posizioni rispetto alla precedente tornata (12 ottobre), passando da 18 a 20, Giorgio il salto l'ha fatto grande perchè ha raggiunto 18 voti rispetto ai 10 della prima tornata. Cagli sembrerebbe ormai fuori gioco per se stesso,  ma non come ago della bilancia, a seconda del candidato sul quale deciderà di far confluire i voti dei suoi fedelissimi, i quali però devono stare molto attenti a quel che fanno, ben sapendo che se vince il candidato di Cagli, Michele,  le cose possono andare avanti come ora, ma se vince il nemico di Cagli, e cioè Giorgio, le cose potrebbero cambiare. I fedelissimi di Cagli sono stati omaggiati, per tenerli stretti, da incarichi dirigenziali in Accademia ben retribuiti, o addirittura dall'ammissione fra gli accademici ceciliani. Tutte queste cose dicevano le lettere alle quali abbiamo fatto spesso riferimento nei giorni scorsi, lettere di aperta censura della gestione Cagli.  Ed anche di critica evidente sulla estraneità degli accademici nella gestione della loro Congregazione, al punto che finanche le elezioni si tengono con l'invio del voto per posta, cioè a dire con la totale assenza, anche fisica, degli Accademici nei momenti cruciali della attività ed esistenza di Santa Cecilia.
 Per tornare ai due fratelli, ci vien da pensare, qualora vincesse Giorgio, come risponderebbe Michele ad una richiesta di ripresa radio o televisiva di suoi concerti. E ciò ci induce a concludere che, alla fine,  se sarà Giorgio il vincitore, i due fratelli cominceranno a comportarsi da fratelli fratelli.
Perchè tanto la loro vita è segnata da un destino parallelo.
Apprendiamo, ad esempio, che il giorno di sant'Ambrogio, mentre il Michele conduceva le danze, pessimamente secondo noi, su RAI 5, dal foyer della Scala, Rai Storia mandava in onda un'intervista a Giorgio il quale illustrava il suo prossimo film - pardon:opera -  che verrà prossimamente proiettato alla Scala, in occasione dell'EXPO, dal titolo significativo ma asfissiante CO2, dal film di Al Gore.
 Altrettanto. Mesi fa quando un deputato PD romano candidava, rischiando il linciaggio, Michele ad assessore alla cultura a Roma ( Marino nominò poi Giovanna, la marinella), ad Albano, suo comune di nascita, Giorgio presentava la sua lista e la sua candidatura come capolista per le comunali, che si svolgeranno in primavera.
 Ma che succederà ora? Quando Giorgio si candidava, le dimissioni di Cagli da Santa Cecilia non erano neppure immaginabili, conoscendo il suo profondo senso di attaccamento e dedizione al do- (po)tere. Adesso Giorgio, se vincerà, dovrà rinunciare ad Albano; ma come la prenderanno i suoi concittadini, ed anche alcuni supporter che, stando alle foto, hanno le sembianze di fedelissimi in RAI di Michele, inviati come spie nel campo avversario? Non pensiamo che rinunci a Santa Cecilia, pur vincitore, per seguire le orme di altri artisti prestati alla politica, come il poeta e drammaturgo, Valclav Havel

martedì 28 ottobre 2014

Scala. Kurtag fuori, dentro Garritano

La cancellazione dell'opera di Gyorgy Kurtag, 'Fin de partie', messa in cartellone per la prossima stagione, quella dell'EXPO, dalla Scala di Milano è stata cancellata dalla direzione. La ragione potrebbe essere rinvenuta nel costo della nuova opera, se pure coprodotta con Salisburgo.
 Le opere nuove costano sempre tanto.  Nel caso della Scala, l'altra nuova opera, che doveva andare in scena già da tempo, ed è stata poi  rimandata all'EXPO, e cioè quella di Battistelli - il suo nuovo film per intenderci, sull'opera dell'ex presidente americano Al Gore, dal titolo CO2, che tocca il problema della difesa della  natura per la quale Al Gore si è molto impegnato - potrebbe costare più del previsto ed allora si è sacrificato Kurtag sull'altare di Battistelli. O forse non c'entra neanche minimamente Battistelli, bensì la mancanza di soldi, o previsioni di bilancio errate. Neanche questo: la Scala ha dichiarato che Kurtag non finisce in tempo l'opera che, perciò, è stata cancellata. Al suo posto Wozzeck di  Alban Berg.
 C'è da augurarsi solo che il lungo cartellone già presentato, con tutto l'orgoglio milanese di tenere il teatro aperto ogni sera durante l'Expo, non perda pezzi giorno dopo giorno.
Per un Kurtag che si perde per decisione interna alla Sala, una Garritano viene riammessa per decisione esterna, della magistratura. Il caso della étoile della Scala è ben noto. La ballerina aveva denunciato che molte giovani colleghe correvano il rischio di diventare anoressiche, in considerazione del peso standard che si chiede ad una ballerina. Molte colleghe le si sono rivoltate contro, come anche il teatro. Ora la Corte d'appello le ha dato ragione obbligando la Scala che l'ave va estromessa, per  diffamazione, a riprenderla. Ed anche - aggiungiamo - a fare attenzione alla salute fisica delle giovani ballerine.

mercoledì 18 dicembre 2013

Battistelli all'Opera : nomina di alto profilo e bassa dedizione

Il ministro Bray è orgoglioso di aver nominato nel consiglio di amministrazione del Teatro dell'Opera di Roma il compositore Giorgio Battistelli e un rampollo di Fabiano Fabiani, che viene da Banca Intesa - come ti sbagli, parlando del rampollo? - perchè si tratta, secondo Bray, di nomina di 'alto profilo'.
A noi interessa ovviamente Battistelli, compositore d'opera 'da film' o da' romanzi celebri' o 'cause verdi' ( vedi la prossima CO2 attesa alla Scala per l'Expo 2015, da un testo di Al Gore - se ricordiamo bene).
Giorgio Battistelli, è  accademico di Santa Cecilia, è stato antagonista sconfitto da Cagli nelle ultime elezioni a presidente; di lui - come  si legge in alcune lettere indirizzate all'Accademia di Santa Cecilia, Cagli avrebbe detto  incapace 'di organizzare neanche un concerto'. Giudizio durissimo, perchè forse neanche Cagli, di formazione letteraria, sarebbe in grado di fare ciò che rimprovera a Battistelli,  come di valutarne la riuscita. Comunque noi riferiamo il giudizio di  Cagli che, quand'anche disistimassimo del tutto Battistelli, non condividiamo; perchè, almeno, Battistelli la musica sa dove è di casa. In verità anche Battistelli aveva espresso analogo giudizio su un direttore artistico dell'Opera di qualche anno fa, all'oscuro del grande repertorio - e in ciò aveva ragione.
Ora,  ci spiace dirlo, tutto l'entusiasmo di Bray noi non lo condividiamo per la nomina  di Battistelli, l'ennesima. Sì, è vero: Battistelli è musicista, la sua produzione riguarda prevalentemente il teatro musicale, sebbene  abbia cannibalizzato il più delle volte  invenzioni altrui, in prevalenza film di successo ( Germi, De Sica, Fellini, Pasolini), e, perciò, ha titolo e diritto a sedere nel CDA dell'Opera, con molto più onore di Cisnetto  o di Maite Bulgari, per esemplificare, e di quella pletora di burocrati capitolini (staremo a vedere chi ci metterà la Regione ed il Comune, Zingaretti e Marino per intenderci) infilati da Alemanno. Non condividiamo però  il fatto che queste nomine  vengano desunte da un carnet di papabili - uno per ogni partito - al quale attingere, scegliere, quando arriva il turno di questo o quello.   Da un certo punto di vista, sia chiaro che, date le enormi competenze di Nastasi , consigliere di Bray,  è meglio Battistelli a Roma che la Crivellenti  sovrintendente a Cagliari, incinta e quasi subito in maternità (almeno ha limitato i danni, per godersi la maternità!) suggerita al sindaco da Nastasi, al quale l'aveva suggerita Letta zio.
 Però si vede che Bray è completamente estraneo al mondo musicale o del teatro, per il quale deve ricorrere al consiglio, non disinteressato, della volpe Nastasi che immancabilmente toppa, ogni volta che propone qualcuno o qualcosa. Perchè Bray non impone determinate regole, come, ad esempio, quella che chi dirige un teatro non può presentarsi anche in cartellone, e, cosa ancora più importante,  non può collezionare incarichi su incarichi, perchè non ne fa bene nessuno, e, nel migliore dei casi, lui fa il capobastone che dispensa regali e favori ai servi, che fa lavorare.
Ora Battistelli non è nè il sovrintendente, nè, soprattutto, il direttore artistico dell'Opera, nè lo sarà finchè c'è Muti. Il quale vuole al suo fianco l'Alessio Vlad, figlio di Roman, mentre non si oppone all'affogamento di Catello De Martino,  come racconta  la cronaca di queste ultime settimane.
Battistelli é un semplice consigliere d'amministrazione. Se fosse sovrintendente o direttore artistico avremmo da temere, in quanto Battistelli ha già dato una brutta prova della sua direzione artistica, quando all'Arena di Verona, voleva trasformare il palcoscenico più popolare del mondo  nella 'Biennale teatro'. Non ci riuscì  soltanto perchè abbandonò prima il campo, ma fece in tempo a dare il regalino a tanti suoi amici compositori - ed anche a qualche nemico da tenere buono - con delle variazioni sui temi dell'opera italiana del grande repertorio verdiano.
 La cosa, perciò, che più rimproveriamo a Bray è il non aver considerato che Battistelli, che vuol tenere comunque un piede a Roma, nonostante l'amara sconfitta a Santa Cecilia,  prima ancora di essere nominato consigliere, era già... prendere nota:
- Direttore artistico Orchestra Toscana
-Presidente Società di Concerti 'Barattelli' - L'Aquila, che ha dato in dote, per la direzione artistica, al fido Guido Barbieri, direttore artistico e critico musicale
- Compositore abbastanza attivo in campo operistico  o pseudo operistico.
 -Compositore residente al San Carlo di Napoli (almeno fino a quando non lo abbiamo perso di vista)
 -membro di  ancor altri comitati artistici od altro (ci sembra anche della Scuola di Musica di Fiesole).
- ed ora Consigliere di amministrazione dell'Opera di Roma. La massoneria in questo non c'entra.
Ci vuole spiegare il ministro, quando Battistelli troverà il tempo per fare anche l'amore?