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martedì 2 giugno 2015

Il Battutelli, o del Battistelli Giorgio battuto ad Albano Laziale

Ora finalmente Giorgio Battistelli, compositore di fama- come si scrive nel suo volantino elettorale- può dormire sonni tranquilli, perchè dopo aver aspirato a tutti gli incarichi possibili in ambito musicale, l'elezione a sindaco di Albano Laziale - dove si è presentato con lista propria assieme all'altra decina di candidati alla poltrona di sindaco e agli  oltre settecento candidati consiglieri -l'avrebbe costretto a lasciarli, a meno che non pensasse di fare il sindaco come è costretto a fare anche per gli altri impegni. I quali, dato l'altro numero, a farli bene sarebbe costretto a domandare alla natura di fare per lui, e per lui solo, una giornata di quarant'otto ore almeno.
 Ora si può tranquillizzare. Al Comune di Albano Laziale, sua cittadina natia, ci sarà il ballottaggio fra il candidato sindaco uscente, Marini, del PD, ed il candidato di Forza Italia, Benedetti,  risultati primi due per le preferenze di lista loro accordate.
Battistelli, giunto buon terzo, è dunque escluso dal ballottaggio che si terrà il 14 di questo mese. Battistelli, va ricordato che si presentava contro la stessa lista del candidato sindaco del PD, e cioè Marini - qualcosa di assai simile a quanto accaduto in quel di Genova che ha portato alla sconfitta della Paita. Così presentandosi, con una lista sua, Battistelli pensava di essere eletto, quale padre della patria (Albano Laziale) con suffragio plebiscitario. Che non è stato.
 Ora può finalmente  tornare ad occuparsi della direzione artistica dell'Orchestra Toscana, e di quella ( a mezzadria) all'Opera di Roma, della presidenza della Società Barattelli, del consiglio di amministrazione dell'Accademia di Santa Cecilia e anche della composizione, sua attività principale e più antica. E già avrà tanto a fare, anche senza la poltrona di sindaco ad Albano Laziale.

venerdì 22 maggio 2015

'Cambia musica cambia volto', lo slogan innovativo che dovrebbe eleggere sindaco Giorgio Battistelli

Giorgio Battistelli insiste con la sua candidatura a sindaco di Albano Laziale, suo borgo natio,   mettendosi contro il sindaco uscente PD, Marini, perchè - così ha dichiarato-  intende impegnarsi in città con un nuovo modo di intendere la cultura che va dalla cultura in sè, al traffico, ai rifiuti, ad un diverso concetto di convivenza civile.
Battistelli proclama il suo impegno civile, perchè sa benissimo che non sarà eletto. La sola idea di dover fare il sindaco, che vuol dire lavorare ogni giorno per dare ad una cittadina alle porte di Roma un volto più umano, socialmente più ricco e progredito, gli fa venire i brividi e, di notte,  popola i suoi sonni di incubi, dai quali neppure lo psicanalista più accorto sa  liberarlo.
 Ma ve lo immaginate un signore sessantenne, che ha preso tutto il potere che ha potuto, in campo musicale, meritandoselo in parte ( dall'Accademia di Santa Cecilia, dove nella tenzone con dall'Ongaro è uscito sconfitto; al Teatro dell'Opera, dove gli è stata concessa la direzione artistica ma   con annessa badante, Alessio Vlad, altro campione di medaglie tutte meritate; all 'Orchestra della Toscana a Firenze, alla Società di concerti Barattelli dell'Aquila) voglia rinunciare a tutto questo,  compresa la composizione musicale, l'unico campo che finora gli riesce - essendo tutti gli altri semplici esibizioni di muscoli in funzione del potere - per chiudersi negli uffici di un paesino, per quanto ridente,  ma della periferia romana, del quale mai una parola si legge neppure sulle pagine dei giornaletti locali?
Albano Laziale meriterebbe certo un sindaco  tutto per sè, ma certamente questi non è e non sarà Battistelli; ed è per questo che il candidato sindaco 'chenonsarà' spara a zero su tutto e tutti e lancia programmi che affiderà agli altri,  sapendo di potersi tincerare, all'indomani dello scrutinio'  dietro il predvedibile: 'non mi hanno votato, pazienza, io mi sarei impegnato'.
 Ma chi può credergli? Neanche il diretto interessato ci crede.

martedì 21 aprile 2015

Giorgio Battistelli, il compositore sessantenne che, secondo la Aspesi, fa sognare le signore, intervistato su CO2, la sua 'asfissiante' opera per l'Expo, alla Scala il 16 maggio

La profonda Natalia Aspesi che interroga il compositore laziale, alla viglia della sua 'soffocante ' opera alla Scala, dal titolo CO2, non si esime dal  sottolineare lo sguardo accattivante ed il ricciolo  ribelle del musicista che abita i sogni delle signore, e al quale  la Scala commissionò secoli fa un'opera da destinare all'Expo, in linea con le finalità della esposizione milanese, che sono principalmente quelle di trovare il modo per non far morire il pianeta. E lui, buono buono, il modo l' ha trovato: l' ennesimo film cui aggrapparsi - la Aspesi precisa: sceneggiatura, non film -  che è poi quello scaturito da un  noto libro denuncia di Al Gore.
In questa nuova opera, da film, di Battistelli, non manca proprio nulla; sembra una di quelle saghe  che partono da Dio creatore ed arrivano ai prodotti OGM ed alle piogge acide. Dentro c'è di tutto, da Adamo che si fuma il cervello, ad Eva che si accoda e via dicendo. E per farlo sembrare il più possibile mondiale, come mondiale è il problema,  ed anche in previsione di possibili ed auspicabili sbarchi esteri, Battistelli ha fatto parlare tutte le lingue del mondo, ha chiamato cantanti di colore ( Adamo ed Eva sono cantanti africani) e direttore  regista e scenografo e costumista, li  ha cercati, d'intesa con la Scala, sui mercati esteri. L'Italia li ospita.
Poi la Aspesi , come solitamente fa un giornalista che  non è del settore - che altro si vuole da Lei - al primo incontro di una personalità, si dilunga sulla grande carriera, cita direttori e registi che hanno lavorato con lui e per lui - ci sono inesattezze, ma non rilevanti - per approdare infine ad 'Experimentum mundi', frutto di invenzione sublime, anche musicale, che Battistelli non ha più ritrovato  nelle sue ormai numerosissime escursioni teatrali, per le quali  preferisce battere la solita facile  strada dell'appoggio a film famosi, e del teatro accompagnato da musica: il melologo, trito e ritrito, assai frequentato da compositori in cerca di identità.
 La presentazione  fra i clamori della Scala della sua nuova opera servirà a consolare Battistelli delle recenti sconfitte, dalla non elezione a sovrintendente di santa Cecilia, alla direzione artistica, con badante, all'Opera di Roma, ed a quella sconfitta che più gli duole oggi, e cioè la mancata registrazione della sua opera da parte di Rai 5, dove un tempo spadroneggiava il suo amico-nemico dall'Ongaro.
 Ciò che invece l'intervista fornisce come notizia, l'unica, è che Battistelli non ha rinunciato a presentarsi come candidato sindaco alle prossime elezioni comunali del suo borgo natio, Albano laziale.
A questo punto cominciamo a temere per lui: direttore artistico dell'Opera di Roma, seppure con badante; consigliere di Santa Cecilia, direttore artistico dell'Orchestra Toscana di Firenze, presidente della Società Barattelli dell'Aquila ecc... ce la farà il nostro eroe? L'elezione a sindaco di Albano laziale, ben venga, se gli consiglierà di mollare qualche poltrona.