"Fa arrabbiare" che "saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l'esborso di miliardi di euro per il superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Che poi ha aggiunto: "Riguardo alla riduzione del deficit, il Governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile. Nel 2022, quando si è insediato l’attuale Governo, abbiamo trovato un rapporto deficit/Pil dell’8,1%; oggi lo abbiamo portato al 3,1%. Un dato non solo inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati, ma anche migliore delle previsioni del Governo stesso, che si fermavano al 3,3% per il 2025. Resta il rammarico per aver mancato di poco la soglia del 3%, che avrebbe consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea con un anno di anticipo, cosa che avrebbe significato maggiore capacità di spesa per lo Stato".
Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026 e Palazzo Chigi ha spiegato in una nota che "è principalmente incentrato sulla rendicontazione dei progressi compiuti nel corso del 2025 nell'attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029, in ottemperanza alla normativa eurounitaria. A fronte della profonda incertezza che caratterizza il contesto internazionale aggravato dal conflitto in Medio Oriente, il governo adotta un approccio realistico e responsabile delle stime elaborate".
Le dichiarazioni di Giorgetti
Al termine della riunione, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come il quadro economico sia segnato da fattori del tutto eccezionali, tali da rendere le stime già oggi suscettibili di revisione. “Non vediamo circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni, validate dall’Upb, sono già oggi discutibili e già nelle prossime settimane meritevoli di adeguamenti”, ha detto, spiegando che il governo ha corretto la previsione di crescita del Pil per il 2026, portandola dallo 0,7% allo 0,6%.
Sul fronte dei conti pubblici, Giorgetti ha sostenuto che senza il peso del superbonus la traiettoria del debito sarebbe stata diversa. “Senza i dati” della misura, ha affermato, “l’andamento” del debito pubblico “sarebbe stato discendente”. Il ministro ha inoltre spiegato che nelle nuove previsioni contenute nel Documento sale l’indebitamento netto nel prossimo triennio: il deficit, ha detto, “nel 2026 sale dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8%, nel 2028 dal 2,3% al 2,5%”.
Giorgetti è poi tornato sul tema della procedura per deficit eccessivo, liquidando le polemiche e sostenendo che il mutato quadro internazionale ha inciso profondamente sulle priorità. “Tutto questo dibattito rispetto alla procedura di deficit eccessivo mi interessava moltissimo fino al 28 febbraio, dopo mi interessava relativamente di meno”, ha affermato. Quindi ha aggiunto una stoccata polemica: “Capisco che in questo Paese ci sono anche dei dirigenti sportivi che esultino per l’eliminazione dai Mondiali di calcio, quindi è evidente che ci siano tanti che esultino perché una decisione di questo tipo dell’arbitro vada contro gli interessi nazionali. Siamo un Paese fatto così, altrove normalmente non avviene”.
Il ministro ha inoltre indicato la necessità di ulteriori valutazioni politiche a stretto giro sul quadro delineato dal Documento, a partire dalla possibilità, già prevista, di ricorrere alla deroga sulle spese della difesa. Accanto a questo, ha richiamato l’impatto del contesto internazionale sull’economia, soffermandosi in particolare “sullo shock di tipo energetico che la guerra in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e italiano”.
A chi gli chiedeva se, in caso di mancato intervento europeo, l’Italia possa muoversi autonomamente sullo scostamento, Giorgetti ha risposto di non escluderlo. “Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei”, ha detto, spiegando però che il confronto con gli altri partner europei mostra una condizione comune di forte emergenza. “Parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione: abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare. Non possiamo dargli l’aspirina”.
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