Parata di stelle del podio a Ravello

Settantaquattro anni e non dimostrarli. Col passare degli anni il Ravello Festival non solo ha incrementato la sua durata, il suo già alto livello qualitativo ma ora è anche più vivace e brillante e supera i confini della musica “classica”, aprendosi ad altri tipi di musica, in particolare al jazz. L’edizione 2026 è stata presentata alla stampa del presidente Alessio Vlad - che ha avuto un ruolo determinante in questa nuova primavera del festival, sbocciata quando proprio lui era il direttore artistico - e Lucio Gregoretti che gli è succeduto nella direzione artistica. Accanto a loro Paolo Vuilleumier, sindaco di Ravello, e Onofrio Cutaia, assessore alla cultura della Regione Campania, la cui collaborazione e il cui sostegno economico sono stati e restano fondamentali per il festival.
Sono venti i concerti che si susseguiranno dal 4 luglio al 5 settembre, prevalentemente nel fine settimana ma talvolta anche nei giorni infrasettimanali. La sede principale sarà il Belvedere di Villa Ruffolo e quindi avrà come sfondo il panorama mozzafiato che si gode all’ora del tramonto da quel luogo incantato, che per di più ha anche una buona acustica e quindi non ha bisogno dell’amplificazione: un vero miracolo trattandosi di uno spazio aperto sull’infinito del mare e del cielo. L’onore dell’inaugurazione (sabato 4 luglio) spetta all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e a Daniele Gatti, il “miglior direttore d’orchestra italiano di oggi”, come ha detto apertis verbis il direttore artistico. Eseguiranno la Sinfonia “Eroica” di Beethoven, facendola precedere dal Siegfried-Idyll di Wagner: le prime note che risuoneranno al Ravello Festival 2026saranno dunque quelle del nume tutelare del festival, appunto Richard Wagner, che nel 1880 giunse Ravello e, visitando Villa Ruffolo, esclamò: “Il magico giardino di Klingsor [dove è ambientato il secondo atto del Parsifal] è trovato”.
Il giorno dopo si cambia decisamente registro: il Pomo d’Oro, ensemble specializzato nella musica barocca, e Giovanni Sollima, violoncellista e compositore non facilmente incasellabile, saranno protagonisti d’un concerto intitolato “Zappa & Zappa”, perché dedicato a due musicisti quasi omonimi, ovvero Francesco Zappa, violoncellista e compositore del Settecento, e Frank Zappa, che nel 1984 ha dedicato il suo quattordicesimo album allo Zappa di due secoli più vecchio, eseguendone alcune musiche al synclavier.
Passiamo ora al weekend successivo. Venerdì 10 luglio si svolgerà nelle strade di Ravello un raduno di cinque bande di altrettanti comuni dei dintorni: partendo da cinque punti diversi e suonando ognuna l’inno di una diversa nazione, convergeranno in Piazza del Duomo: fin qui è simile a una grande festa di paese ma si concluderà con l’esecuzione di un brano di musica contemporaneo, Fresco di Luca Francesconi. Dello stesso Francesconi il pomeriggio dell’11 nella Chiesa del Toro si ascolteranno Risonanze d’Orfeo, che faranno da preludio all’Orfeo di Monteverdi, che si potrà ascoltare eseguito la sera nel Belvedere, eseguito in forma di concerto da Jordi Savall - un mito nel campo della musiva “antica” - con i suoi gruppi Les Concert des Nations e Capella Reial de Catalunya. Domenica 12 l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest sarà diretta da Daniel Jinga in una vivace e brillante scelta di musiche di Enescu, Paganini e Čajkovskij.
Il programma dei due primi fine settimana del festival avrà sdato un’idea della varietà delle proposte del Ravello Festival, che spaziano in diversi campi con idee stimolanti e originali. Procediamo, non seguendo però il calendario ma raggruppando i vari appuntamenti secondo il loro genere.
Diamo la precedenza alle orchestre sinfoniche, che costituiscono il nocciolo duro del festival. L’Ensemble Pygmalion, che ha allargato alla musica dell’Ottocento la prassi dell’esecuzione storicamente informata con strumenti originali, che il 17 luglio eseguirà la Sinfonia n. 8 “Incompiuta”, di Schubert, che sarà questa volta “completata”da alcuni Lieder dello stesso Schubert. La seconda parte del concerto sarà dedicata alla Sinfonia n. 1 di Brahms. Il 24 luglio l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e Emmanuel TJeknavorian, giovane direttore in brillante ascesa, eseguiranno ChačaturJan e Musorgskij/Ravel.
Un appuntamento particolarmente interessante è quello del 31 luglio: Kent Nagano, sul podio della Dresdner Festspielorchester e del Concerto Köln, dirigerà il prologo e il primo atto del Crepuscolo degli dei di Wagner, con voci e strumenti che ricalcano quelli dell’epoca, ripristinando anche la pronuncia tedesca di quegli anni: è un progetto che Nagano sta realizzando al festival di Lucerna e che porterà quest’anno anche a Ravello.
L’11 agosto appuntamento al Belvedere alle 5.15 del mattino per il tradizionale concerto dell’alba: l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta da Alessandro Palumbo suonerà musiche di Bizet, Dvorak e LIszt. Il 26 Robert Treviño, un altro brillante giovane direttore, e la Filarmonica “George Enescu”, la migliore orchestra rumena, eseguiranno musiche di Enescu e Rachmaninov. Il 29 agosto la Gustav Mahler Jugendorchester, fondata da Claudio Abbado, sarà diretta da Philippe Jordan, direttore musicale della Staatsoper di Vienna, porteranno a Ravello ilo stesso concerto eseguito nei giorni precedenti al Festival di Salisburgo: sono in programma due capolavori della musica del secondo Ottocento, il Preludio dal Parsifal di Wagner e la Sinfonia n. 4 “Romantica” di Bruckner. Il 30 agosto John Eliot Gardiner dirigerà la Sinfonia n. 2 di Mendelssohn con The Constellation Choir and Orchestra, da lui fondati nel 2024, dopo la brusca rottura con Les Arts florissants, l’ensemble da lui fondato quasi mezzo secolo fa. Simon Rattle, uno dei più illustri direttori odierni, successore di Abbado alla direzione de Berliner Philharmoniker, chiuderà il festival il 5 settembre con un concerto dedicato a Schumann, identico a quello da lui diretto pochi giorni prima al Festival di Lucerna: con lui la violinista Isabelle Faust e la Freiburger Barockorchester, che sta allargando il suo campo d’azione e non si limita più al barocco.
Alcuni concerti sono dedicati alla cameristica e più precisamente alla musica per pianoforte solo. Una star internazionale qual è il pianista canadese Jan Lisiecki dedicherà il suo recital del 19 luglio, intitolato World (of) Dance, a una decina di compositori, spaziando da Schubert a Bartok e da Chopin a Piazzolla. Al contrario il pianista Jean-Efflam Bavouzet si dedicherà a un solo compositore, eseguendo l’integrale della musica pianistica di Ravel in due concerti, il pomeriggio e la sera del 27 agosto.
Il 6, 7 e 8 agosto il festival apre un’ampia finestra sul jazz. il 6 Andrea Motis, una cantante e trombettista barcellonese che ha conquistato la critica internazionale e il pubblico grazie alla sua splendida voce, si esibirà insieme al suo Trio. Il 7 Rita Marcotulli, pianista e compositrice jazz tra le più affermate e apprezzate a livello internazionale, suonerà insieme al suo ensemble. L’8 concerto dedicato a Miles Davis nel centenario della nascita, con la partecipazione del sassofonistai Rick Margitza, che ha avuto molte collaborazioni con Davis, e di altri jazzisti americani e italiani.
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