domenica 5 aprile 2026

Bryan Johnson , in cerca di immortalità, se lo dice da solo: sono un idiota ( da Il Messaggero, di Alessandro Strabioli)

 

Bryan Johnson, la cura per l'immortalità non funziona. E il miliardario se la prende con l'erba sintetica: «Sono un idiota»© Redazione

«Sono un idiota». Potrebbe chiudersi così la parabola di Bryan Johnson, il miliardario americano che cestina due milioni di dollari l'anno per il suo programma di longevità estrema chiamato Project Blueprint. Seguito da un team di 30 medici tristemente remissivi, il 48enne assume da anni centinaia di pillole al giorno, si sottopone a sedute di trasfusioni di plasma (coinvolgendo anche padre e figlio), segue diete calibrate al milligrammo e monitora il suo sonno come fosse in perenne terapia intensiva. Ma tutto questo sforzo prodigioso, ahinoi, sembra non funzionare. Johnson però non cede e il suo ultimo post conferma che quando la scienza si fonde con la mania l'uomo può permettersi tutto, anche quello di negare l'evidenza più elementare. Il miliardario ha trovato un nuovo capro espiatorio, un ostacolo ingrato e imbattibile al raggiungimento dell'immortalità: il prato finto.  

Erba sintetica, il nuovo nemico

«Ragazzi, sono un idiota. In tutto questo tempo passato a cercare di non morire, ho avuto un giardino tossico dietro casa. L'erba sintetica contiene un'imbottitura di gomma riciclata ricavata da vecchi pneumatici, che rilascia sostanze chimiche tra cui PFAS, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici. Composti che sono collegati a squilibri ormonali, cancerogenicità e infiammazioni sistemiche. Non so come possa essermi sfuggito. Mi fa dubitare delle mie capacità di base. La cosa che mi fa rabbia è che mi impegno così tanto a monitorare ogni potenziale sciocchezza nel mondo, per poi scoprire che avevo un monumento all'idiozia proprio sotto il naso, e io ero cieco. Sto togliendo l'erba, ma resto comunque bloccato con questo problema apparentemente irrisolvibile: come smettere di essere un idiota», scrive su X Johnson. È così. Senza nemico la battaglia di Bryan perderebbe senso. Lui non cerca di vivere meglio, vuole vivere per sempre. E, come tutti coloro che sconfessano i fatti, anche quelli indiscutibili, corre alla ricerca di una nuova variabile da correggere o di un nuovo dettaglio da dominare. 

Chi è Bryan Johnson

Nato nello Utah in una famiglia mormone, Johnson ha costruito il suo impero fondando Braintree, società di pagamenti digitali, poi venduta a PayPal per centinaia di milioni di dollari. È il primo atto della sua fortuna, ma non il più eclatante . Con il capitale accumulato, Johnson si allontana dal mondo dell’impresa tradizionale per inseguire una visione più personale e radicale. Fonda Kernel, azienda dedicata allo studio del cervello umano, simbolo dell’ossessione per il funzionamento della macchina biologica. Ma è con Blueprint che compie il salto definitivo: trasformare sé stesso in un esperimento vivente. Eppure, questa mania «idiota» per la perfezione biologica tradisce una fragilità più grande: l’incapacità di accettare la condizione umana. Che non è quella di un organismo da ottimizzare all’infinito, ma di una creatura imperfetta, destinata a finire. Per questo Johnson non sfida il tempo, semplicemente lo nega. E questa negazione è diventata la sua religione: vivere per non morire, oppure vivere come se si fosse già morti. 

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