giovedì 23 aprile 2026

BRITISH MEDICAL JOURNAL: TRUMP ha bisogno di VALUTAZIONE CLINICA URGENTE. Possibile declino cognitivo ( Rai News.it)

 

Donald Trump scende dall'Air Force One,Nevada, 16042026

I capi di Stato hanno diritto, come tutti, alla riservatezza sulla propria salute personale ma le decisioni prese da un capo di Stato a volte hanno conseguenze di vita o di morte per milioni di persone. Gli standard professionali vietano ai medici di commentare la salute di un personaggio pubblico, ma i recenti avvenimenti in tutto il mondo sollevano la domanda: tale divieto dovrebbe essere assoluto?

Inizia con questa domanda l'articolo recentemente pubblicato sul The British Medical Journal che apre alla più ampia riflessione sullo stato della salute mentale di chi governa il mondo e di Donald Trump in particolare. Già nel 2017 il presidente degli Stati Uniti era stato definito da un gruppo di medici, guidati dallo psicologo clinico John Gartner, di essere “paranoico e delirante” e di soffrire di “narcisismo maligno”. Il team di professionisti aveva invocato il 25° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti per rimuoverlo dall'incarico, aggiungendo: “Abbiamo la responsabilità etica di mettere in guardia il pubblico sulla pericolosa malattia mentale di Donald Trump".

Se è vero, quindi, che i medici dovrebbero astenersi dal formulare diagnosi sulla salute mentale di un capo di Stato basandosi sulle sue dichiarazioni pubbliche o sulle notizie riportate dalla stampa, nel caso di Donald Trump "è necessaria una valutazione clinica urgente, ora più che mai".

Poco meno di dieci anni fa, scrive il Bmj, “come sottolineò uno psichiatra, è possibile essere malati di mente e comunque idonei a ricoprire una carica pubblica, ma anche non essere malati di mente e non essere idonei a farlo”. 

Linguaggio, coerenza e comportamento hanno alimentato interrogativi su un possibile declino cognitivo 

Nel caso del presidente Usa alcuni commentatori hanno ipotizzato condizioni neurodegenerative e il neurologo britannico David Nicholl del Sandwell Health Campus, assieme all'esperta di cure primarie Trish Greenhalgh dell'Università di Oxford, mettono in guardia: stabilire una diagnosi clinica richiede test approfonditi, valutazioni neuropsicologiche e indagini strumentali, elementi non disponibili attraverso fonti pubbliche. Allo stesso tempo, però, i due esperti distinguono tra formulare una diagnosi clinica ed esprimere preoccupazioni più ampie, basate su evidenze cliniche

“In vista delle elezioni presidenziali del 2024, il New York Times aveva notato una tendenza progressiva alla 'tangenzialità —spostamento da un argomento all'altro, con poche connessioni', alla disinibizione, agli errori linguistici (come “Leon” Musk piuttosto che “Elon”) e alla distraibilità”, riportano nell'articolo. StatNews (altro sito dedicato all'informazione sulla salute) aveva fornito elementi che dimostravano come la complessità linguistica del discorso di Trump si fosse ridotta notevolmente a partire dagli anni '80, con frasi più brevi e più ripetizioni.

Un altro articolo del New York Times ha recentemente segnalato “affermazioni sconnesse, difficili da seguire e talvolta blasfeme". La summa di tutto ciò secondo l'analisi è rappresentata dall'affermazione ‘un'intera civiltà morirà stanotte’, pronunciata da Trump in merito alla guerra ingaggiata contro l'Iran. 

Certezza solo con diagnostica per immagini

L'apparente escalation di tale comportamento ha recentemente portato Gartner a concludere che “Trump mostra segni di demenza, probabilmente demenza frontotemporale". 

Una “possibile” diagnosi della variante comportamentale della FTD (bvFTD) può essere presa in considerazione se sono presenti “almeno tre condizioni” di una nutrita lista tra cui: perdita di buone maniere o decoro, azioni impulsive, avventate o imprudenti, perdita precoce di simpatia o empatia, diminuzione della risposta ai bisogni e ai sentimenti degli altri e la diminuzione dell'interesse sociale, dell'interrelazione o del calore personale. 

Il British Medical Journal qui mette le mani avanti: “La diagnosi di qualsiasi disturbo neurodegenerativo, in particolare della bvFTD, è difficile, anche in mani esperte. Criteri come “perdita di buone maniere” o “diminuzione del calore personale” sono altamente soggettivi e culturalmente vari. "A nostro avviso, formulare una diagnosi di probabile bvFTD sarebbe impossibile senza una valutazione clinica completa e un'adeguata diagnostica per immagini". 

Sebbene Trump abbia dichiarato nel dicembre 2025 di aver “superato brillantemente la sua terza valutazione cognitiva” è però anche vero che “non ci sono prove che Trump si sia sottoposto a una risonanza magnetica della testa”. 

 

Insomma, seppure il team di esperti del British Medical Journal metta fortemente in guardia dal fare la diagnosi di una condizione cognitiva definita sulla base di clip multimediali e non voglia offrire commenti clinici sulle dichiarazioni fatte dai medici che hanno tentato di farlo, pensa comunque "che sia giunto il momento di distinguere più chiaramente tra “commento clinico” e “preoccupazioni clinicamente informate.”

Nel 2016, tre psichiatri accademici scrissero a Barack Obama, allora presidente degli Stati Uniti, esprimendo preoccupazione circa l'idoneità mentale del presidente eletto Donald Trump a ricoprire cariche pubbliche”, ricorda il pezzo in conclusione. I tre professionisti avevano affermato come alcune caratteristiche ampiamente riportate della personalità di Trump - come “l'apparente incapacità di distinguere la fantasia dalla realtà”-  indicavano che una valutazione medica “imparziale” fosse già dieci anni fa una priorità urgente.

“Siamo pienamente d'accordo, sia con questi medici che esitano a commentare clinicamente se stessi, sia con i loro consigli professionali secondo cui è necessaria una valutazione clinica urgente —ora più che mai”.

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