martedì 11 agosto 2020

A Giusepe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale. Consigli non richiesti ma necessari

Molti italiani hanno accolto l'invito suo, ma prima ancora del premier, a fare quest'anno le vacanze in Italia; ben contenti di dare una mano all'economia del nostro Paese, ed anche per cautelarsi da eventuali contagi che in alcuni paradisi della vacanze da noi non troppo lontani, stanno dando filo da torcere a chi vi si è voluto avventurare.

E gli italiani in buona parte, anche per necessità oltre che per paura, hanno ubbidito.


 Solo che Lei che presiede il dicastero preposto al Sud, del quale va difendendo la valorizzazione deve fare un discorso molto serio ed aperto a gestori e proprietari delle strutture di vacanze del Sud.


Negli anni passati chi sceglieva di andare, ad esempio, in Spagna - una delle mete più gettonate ieri, oggi no causa Covid - anche in luoghi ben noti, spendeva sicuramente meno che in Italia, senza dover trovare, a fronte di un costo più calmierato di quello italiano, accoglienza trasandata ed inferiore per qualità. 


 Adesso quegli stessi vacanzieri che  hanno scelto di trascorrere le vacanze in Italia, trovano al Sud strutture ricettive non all'altezza del costo che si fa pagare ( sì, perchè gestori e proprietari non hanno calmierato i prezzi, in considerazione dei nuovi possibili clienti; li si sente solo lamentarsi dei mancati gudagani); il mare certo in molte località non ha nulla da invidiare al mare spagnolo o greco, ma residenze ed appartamenti sono  di qualità nettamente inferiore, mal tenute, in ogni senso, e alcuni servizi si fanno pagare a parte con trucchetti degni di lestofanti principianti; i ristoranti sono infrequentabili e costosi - mentre in Spagna ad esempio, anche in località notissime come Maiorca e Formentera, si mangia bene e sono meno costosi...


Naturalmente restano fuori da queste nostre sacrosante lamentele le ben note strutture turistiche, gran lusso - ci mancherebbe - allestite nelle ormai famose 'masserie' di cui la Puglia è ricca.


 Ho portato l'esempio pugliese, a ragion veduta e per personale esperienza, ma non credo che in altre ragioni le cose siano messe meglio.  Magari!

Lei caro ministro deve farsi sentire altrimenti in futuro, dopo la prima negativa esperienza è assai difficile che il turista italiano inverta di nuovo la rotta delle sue vacanze.

L'Italia, e il Sud in particolare - glielo dice uno che è pugliese di origine - deve cambiare e se non lo fa da solo, serve che Lei ed il suo ministero  imponiate questo necessario cambiamento con ogni mezzo.

 Si metta d'accordo con regioni e comuni obbligandoli a vigilare sulle strutture turistiche, alberghiere e di ristorazione. Devono farlo per salvare il paese PIU' BELLO DEL MONDO, ma anche il PIU' MAL TENUTO!


P.S.

 Ministro si dia una mossa perché quanto lamentato non accenna ad essere risolto. Altri esercizi di ristorazione visitati altri disastri constatati. Si muova, non c'è più tempo. Il Sud ha bisogno di essere strigliato, non serve più compatirlo. Perché così non cambierà mai.


Non faccia passare molto tempo. In zone frequentati dal turismo, domina in molti campi al malavita locale. Occorre mettere fine prima che diventi il Salento, come lo è già la Capitanata, patria di altre mafie, di quelle che l'Italia conosce già bene per la loro presenza in altre regioni.  

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