A giudicare dal via vai di Confalonieri e Letta, per conto del capo naturalmente, al capezzale della Rai, che per fortuna ora sta bene almeno sotto il profilo economico, l'accordo fra Berlusca e Renzino sulla Rai sta per essere sottoscritto. Renzino vuole nominare prima dell'estate il nuovo CdA, all'interno del quale - secondo le regole per i fessi italiani - sarà scelto presidente e direttore generale; mentre da come si racconta in queste settimane presidente e direttore generale lo nominano i due, e il CdA lo nomini chi vuole, tanto chissenefrega.
Gubitosi va via carico di onori e gloria ed approda, da quel che si legge in questi giorni, alle Ferrovie da risanare, ristrutturare, ed in vista di una loro quotazione parziale in Borsa - operazione che per la Rai, Gubitosi ha condotto con ottimi risultati, com'è sotto gli occhi di tutti.
Per il ruolo di Presidente in Rai i tre dell'Apocalisse stanno pensando a Luisa Todini, già nel CdA Rai, uscita per approdare alla presidenza delle Poste, dove... che è accaduto di bello e di nuovo oltre i proclami riformatori? L'unica novità è la consegna della posta a giorni alterni, ma restano le solite file, le disfunzioni, l'incapacità di contendere con i privati nella consegna delle merci a domicilio dei grandi giganti della distribuzione e tanto altro. Nonostante tutto ciò - ma la presidente in pectore potrà dire che Lei conta poco in Poste, e noi replicare che potrebbe contare poco anche in Rai; ma allora perchè mettercela, oltre che per il gradimento di Berlusca? Ancora lui!- resta lei la candidata con il maggior gradimento, frutto di fedeltà al capo.
Per il ruolo invece di direttore generale ancora una volta Renzino sta pensando ad un amico degli amici. Ancora uno? ma quanti cazzi di amici hai, Renzino? Non c'hai in Rai già De Siervo ed il tuo sottosegretario, Giacomelli, che comanda a distanza da Palazzo Chigi? che altro vuoi? Vuoi che alla tua uscita di scena si rivoluzioni, giustamente, tutta la imprenditoria pubblica per ripulirla di tutti i renziani che a frotte hanno invaso Roma, più dei migranti e dei Rom - ci perdonino i migranti ed anche i Rom?
Potremo sperare che, almeno sotto il profilo del bilancio, la Rai del dopo Gubitosi, sia altrettanto in salute di quella che oggi Gubitosi, alla sua partenza, lascia, nonostante gli zampini del Berlusca, dei suoi luogotenenti e di Renzino e di tutti i suoi amici'
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sabato 27 giugno 2015
lunedì 7 luglio 2014
Nicola Piovani bacchetta i politici: La vita è bella ma voi risolvete i problemi
Nel riferirvi a caldo della serata che abbiamo vissuto poche ore fa, nel piazzale del Policlinico Gemelli, dove il 50 della grande istituzione sanitaria e di ricerca veniva festeggiato con un indimenticabile concerto dell'orchestra nazionale del 'Sistema delle orchestre e dei cori giovanili ed infantili' in Italia, e la partecipazione di un coro di voci bianche e di un secondo, 'delle mani bianche', per il quale quando per la prima volta ne ascoltò uno simile in uno dei suoi primi viaggi in Venezuela, Claudio Abbado scoppiò letteralmente in lacrime, temiamo che a parlarne o scriverne, un pò dell'immensa emozione provata vada dispersa.
Il concerto, al quale hanno partecipato alcune autorità, come il presidente del Senato che già aveva invitato il complesso a Palazzo Madama per un concerto istituzionale, ma anche qualche sgallettata dei salotti romani alla quale non hanno spiegato che non andava in spiaggia ad ascoltare musica, era stato preceduto dai discorsi di rito, fra i quali merita un buu senza limiti quello del presidente della commissione filatelica che ha letto un inutile e penoso messaggio del sottosegretario Giacomelli che, nel presentare l'iniziativa dell'emissione del francobollo commemorativo, tesseva storia e panegirico delle Poste, in faccia alla Presidente Todini, senza la benchè minima vergogna di dire male cose inutili e banali, e perciò inascoltabili.
Per nostra fortuna la presentatrice della serata commemorativa ed anche di festa, Milly Carlucci, ha svolto con grande proprietà il suo ruolo. Cosa rara. Poi il concerto. Piovani sul podio; in programma musiche di Bartok, Brahms e dello stesso Piovani, naturalmente dalle sue colonne sonore. Ah, no, c'era anche Modugno con il suo ' Volare' ed una bella versione dell'Inno nazionale. In apertura di programma l'Allegro del sistema, scritto appositamente da Piovani per il 'Sistema' italiano, e consistente in una specie di 'guida all'orchestra' di britteniana memoria, ma molto più breve, e su 'motivetto' dello stesso Piovani, mentre quella di Britten era su un 'tema' di Purcell.
Il coro 'delle mani bianche' disegnava con entusiasmo,vitalità ed insieme poesia la musica nello spazio coinvolgendo tutti in un grande abbraccio a distanza, tutti con le mani alzate e mosse in segno di saluto ed augurio.
Il concerto è filato liscio naturalmente; la musica più gradita da un uditoriuo analfabeta, come ben sappiamo, è stata quella conosciutissima ed anche coinvolgente, diciamo la verità, del film 'La vita è bella', già premiata con l'Oscar.
Se vogliamo dirla tutta, una volta apprezzato il gesto di grande generosità di Piovani, la sua presenza sul podio; non possiamo tacere che nella musica 'vera' - permetteteci la durezza - è stata davvero un disastro. Ci ha fatto venire alla mente un direttore di altri tempi, Renato Fasano, per il quale circolava fra i professori d'orchestra la parola d'ordine ' chi lo guarda è perduto!'.
Ma , alla fine, Piovani ci ha fatto dimenticare quella sua brutta prestazione, quando ha preso il microfono ed ha detto:" il concerto di questa sera, qui nel piazzale di un ospedale, ci permette di sottolineare due fattori per i quali giudicare una nazione, la qual cosa noi facciamo soprattutto quando siamo all'estero: la sanità e la cultura". Per la cultura - che è la materia della quale Piovani è più pratico, ha poi detto "stiamo attraversando un brutto periodo e non da oggi, quando sappiamo che esistono problemi seri e complessi che influiscono sul nostro vivere civile. I politici, ai quali mi rivolgo, devono risolvere questi problemi complessi, questo è il loro compito; lascino a noi artisti le dichiarazioni ed i proclami".
Ammalati e personale dell'ospedale hanno assistito dai balconi, prevalentemente, al concerto che avranno certamente gradito molto. Sul piazzale pieno di pubblico dominava quella bruttissima statua di Giovanni Paolo II, il papa santo, noto anche per avere le statue più brutte al mondo.
Il concerto, infine, veniva ripreso e rimandato su due schermi posti in alto alle spalle di coro e orchestra. una telecamera mobile con grande braccio ed una fissa , mai che avessero ripreso quelli che stavano suonando, staccavano sempre altrove, semplicemente per incompetenza e sciatteria registica. Ecco queste cose non ci sono mai piaciute e non vorremmo farcele piacere ora.
Il concerto, al quale hanno partecipato alcune autorità, come il presidente del Senato che già aveva invitato il complesso a Palazzo Madama per un concerto istituzionale, ma anche qualche sgallettata dei salotti romani alla quale non hanno spiegato che non andava in spiaggia ad ascoltare musica, era stato preceduto dai discorsi di rito, fra i quali merita un buu senza limiti quello del presidente della commissione filatelica che ha letto un inutile e penoso messaggio del sottosegretario Giacomelli che, nel presentare l'iniziativa dell'emissione del francobollo commemorativo, tesseva storia e panegirico delle Poste, in faccia alla Presidente Todini, senza la benchè minima vergogna di dire male cose inutili e banali, e perciò inascoltabili.
Per nostra fortuna la presentatrice della serata commemorativa ed anche di festa, Milly Carlucci, ha svolto con grande proprietà il suo ruolo. Cosa rara. Poi il concerto. Piovani sul podio; in programma musiche di Bartok, Brahms e dello stesso Piovani, naturalmente dalle sue colonne sonore. Ah, no, c'era anche Modugno con il suo ' Volare' ed una bella versione dell'Inno nazionale. In apertura di programma l'Allegro del sistema, scritto appositamente da Piovani per il 'Sistema' italiano, e consistente in una specie di 'guida all'orchestra' di britteniana memoria, ma molto più breve, e su 'motivetto' dello stesso Piovani, mentre quella di Britten era su un 'tema' di Purcell.
Il coro 'delle mani bianche' disegnava con entusiasmo,vitalità ed insieme poesia la musica nello spazio coinvolgendo tutti in un grande abbraccio a distanza, tutti con le mani alzate e mosse in segno di saluto ed augurio.
Il concerto è filato liscio naturalmente; la musica più gradita da un uditoriuo analfabeta, come ben sappiamo, è stata quella conosciutissima ed anche coinvolgente, diciamo la verità, del film 'La vita è bella', già premiata con l'Oscar.
Se vogliamo dirla tutta, una volta apprezzato il gesto di grande generosità di Piovani, la sua presenza sul podio; non possiamo tacere che nella musica 'vera' - permetteteci la durezza - è stata davvero un disastro. Ci ha fatto venire alla mente un direttore di altri tempi, Renato Fasano, per il quale circolava fra i professori d'orchestra la parola d'ordine ' chi lo guarda è perduto!'.
Ma , alla fine, Piovani ci ha fatto dimenticare quella sua brutta prestazione, quando ha preso il microfono ed ha detto:" il concerto di questa sera, qui nel piazzale di un ospedale, ci permette di sottolineare due fattori per i quali giudicare una nazione, la qual cosa noi facciamo soprattutto quando siamo all'estero: la sanità e la cultura". Per la cultura - che è la materia della quale Piovani è più pratico, ha poi detto "stiamo attraversando un brutto periodo e non da oggi, quando sappiamo che esistono problemi seri e complessi che influiscono sul nostro vivere civile. I politici, ai quali mi rivolgo, devono risolvere questi problemi complessi, questo è il loro compito; lascino a noi artisti le dichiarazioni ed i proclami".
Ammalati e personale dell'ospedale hanno assistito dai balconi, prevalentemente, al concerto che avranno certamente gradito molto. Sul piazzale pieno di pubblico dominava quella bruttissima statua di Giovanni Paolo II, il papa santo, noto anche per avere le statue più brutte al mondo.
Il concerto, infine, veniva ripreso e rimandato su due schermi posti in alto alle spalle di coro e orchestra. una telecamera mobile con grande braccio ed una fissa , mai che avessero ripreso quelli che stavano suonando, staccavano sempre altrove, semplicemente per incompetenza e sciatteria registica. Ecco queste cose non ci sono mai piaciute e non vorremmo farcele piacere ora.
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