Siamo sicuri che se chiedessimo ad uno dei nostri politici, fra quelli più in vista, quale pianista e/o direttore d'orchestra conosca, escludendo ovviamente Riccardo Muti per i direttori, e dando per scontato che egli, neanche per sentito dire, conosca Maurizio Pollini fra i pianisti (forse Lang Lang che ha visto agitarsi in tv?), la risposta più frequente sarebbe Giovanni Allevi, che non è nè l'uno nè l'altro, anche se si dà tanto da fare nell'uno come nell'altro campo, come anche in quello della composizione della 'musica classica contemporanea', secondo la sua profondissima definizione.
Se, andando avanti nelle richieste, osassimo voler conoscere chi fra i professionisti della musica candiderebbero, in rappresentanza del settore, nel caso in cui la richiesta fosse rivolta direttamente a Grasso, capo di 'Liberi e Uguali', costretto a fare il leader della nuova formazione di sinistra, senza averne la stoffa e le caratteristiche, sappiamo già quale sarebbe la sua risposta: Gianna Fratta. E chi è , si domanderebbero in molti, anche esponenti del settore musicale? E Grasso pronto a rispondere leggendo il fogliettino che già in altra occasione gli prepararono, quando ospitò un concerto 'natalizio' al Senato: direttrice d'orchestra; e aggiungerebbe: notissima!
Notissima, solo per Grasso che non conosce altro, e che l'ha vista dirigere al Senato in occasione di quel concerto natalizio, addobbata come dovesse andare in arena ad affrontare il toro, e che lui ha - così sembra - candidato a Foggia, che è la patria della direttrice.
Lei è la compagna (moglie, fidanzata, non sappiamo) del Litfiba Piero Pelù , ma Grasso ne conosce il nome per la carriera internazionale, a suo dire.
Noi che un pò seguiamo, da tempo, la vita musicale del nostro paese, pur avendo, negli ultimi anni, visto scorrere sotto i nostri occhi tanti nomi di 'direttrici', anche italiane, non ci siamo mai imbattuti in Gianna Fratta, per occasioni importanti. Ciò non vuol dire che non sia una brava direttrice ( a noi, se vi interessa, non ci è parso lo fosse, a giudicare da quel suo concerto trasmesso in tv), mentre sembra esserlo per Grasso che, per questo e solo per questo, ritiene giusto candidarla.
Visualizzazione post con etichetta giovanni allevi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovanni allevi. Mostra tutti i post
venerdì 12 gennaio 2018
martedì 16 maggio 2017
Notizie, notizie, notizie: Piano City, Massimo Marino De Caro, Accademia pianistica di Imola
PIANO CITY. Dalle informazioni lette, non solo quest'anno, la manifestazione 'Piano City' che si svolgerà a Milano nel prossimo fine settimana, era nata con lo scopo di portare la musica, principalmente quella per /con pianoforte, nei luoghi ( e alle persone) dove solitamente la musica non si fa. Insomma fuori dai luoghi deputati, dove spesso il pubblico non va anche per pregiudizio, oltre che per il costo dei biglietti di ingresso, che è alto nella maggioranza delle istituzioni. Forte del principio che 'se Maometto non va alla montagna ecc..
Qualche dubbio c'era venuto quando abbiamo letto che alcune MANIFESTAZIONI - che a Milano come altrove si preferisce chiamare EVENTI, stufi del vecchio consumato CONCERTO - si tenevano in salotti cittadini provvisti di pianoforte (non sempre per pratica domestica, piuttosto come 'status symbol' (viene da pensare che coloro i quali ospitano un concerto in casa sono gli stessi che poi vanno alla Scala). 'Piano City', nell'idea che ci eravamo fatti, doveva servire a conciliare la cittadinanza con la musica, a far entrare la sua pratica (ed il suo studio) nella quotidianità del cittadino sensibile.
Col tempo 'Piano City' sembra aver perso questa sua spinta ideale per trasformarsi in una manifestazione qualunque. Altrimenti, in base a quale principio spiegare la presenza del pianista-showman canadese che suona in vestaglia di seta e che è stato capace di suonare ininterrottamente per ventisette ore? Che palle! Allora meglio chiamarlo 'PIANO CIRCUS'.
ACCADEMIA PIANISTICA DI IMOLA. Cambio al vertice della storica Accademia pianistica di Imola, fondata da Franco Scala, al cui battesimo pubblico noi presenziammo offrendo, per anni e gratuitamente, alla neonata benemerita istituzione musicale, uno spazio di rilievo sulla nostra rivista 'Piano Time'. Presidente, al posto di Roversi Monaco che è stato nominato presidente onorario, è arrivato Francesco Micheli, il banchiere-finanziere, amante della musica, che aveva fondato, in ricordo di suo padre, il Concorso pianistico 'Micheli' alla Scala (vincitore alla prima edizione: Gianluca Cascioli).
Col tempo 'Piano City' sembra aver perso questa sua spinta ideale per trasformarsi in una manifestazione qualunque. Altrimenti, in base a quale principio spiegare la presenza del pianista-showman canadese che suona in vestaglia di seta e che è stato capace di suonare ininterrottamente per ventisette ore? Che palle! Allora meglio chiamarlo 'PIANO CIRCUS'.
ACCADEMIA PIANISTICA DI IMOLA. Cambio al vertice della storica Accademia pianistica di Imola, fondata da Franco Scala, al cui battesimo pubblico noi presenziammo offrendo, per anni e gratuitamente, alla neonata benemerita istituzione musicale, uno spazio di rilievo sulla nostra rivista 'Piano Time'. Presidente, al posto di Roversi Monaco che è stato nominato presidente onorario, è arrivato Francesco Micheli, il banchiere-finanziere, amante della musica, che aveva fondato, in ricordo di suo padre, il Concorso pianistico 'Micheli' alla Scala (vincitore alla prima edizione: Gianluca Cascioli).
Ora Micheli è nel CdA della Scala, ma prima, aveva fondato e diretto, in coppia con la sua compagna, Francesca Colombo, (che aveva mosso i primi passi nel mondo della musica, nello staff di Carlo Fontana alla Scala), il Festival MiTo. Dopo le loro dimissioni, la sua ex compagna, ha avuto in dote il Festival di Cremona, mentre una sua figlia, Francesca Tartarotti, amministratrice, dopo aver lavorato all'Opera di Firenze, ora affianca Commissario e Sovrintendente all'Arena di Verona. Semplicemente per spiegare come i legami della famiglia (anche allargata) del finanziere con il mondo della musica siano molteplici e di vecchia data.
Auguri al neo presidente Micheli, e lunga vita all'Accademia pianistica di Imola.
G7 A TAORMINA CON LA BOSCHI PADRONA DI CASA. Sul prossimo G7 che si terrà a Taormina nelle prossime settimane, s'era partiti con il piede sbagliato già alla presentazione dell'appuntamento mondiale sul sito istituzionale che mostrava uno scorcio di Taormina con una bella fanciulla in costume regionale ed un maschietto con la coppola a tre quarti, come appaiono i contadini siciliani ma anche alcuni mafiosi, nella iconografia anche cinematografica. Chi male comincia peggio finisce, ci eravamo detti. E infatti la cattiva notizia dei lavori non ancora ultimati a Taormina faceva il paio con quella falsa partenza, per la quale c'è da sperare che Palazzo Chigi abbia licenziato l'ideatore di quella campagna di promozione.
Ora però arrivano due buone notizie. La madrina e padrona di casa designata sarà la nostra ministra/vedette Maria Elena Boschi; e forse per questa ragione, Gentiloni, dalla Cina, ha messo fine alle polemiche che di nuovo hanno coinvolto la sottosegretaria ed ex ministra.
L'altra bella notizia è che nella serata di gala al Teatro antico suonerà l'Orchestra della Scala e non l'Orchestra italiana capitanata da Renzo Arbore o Giovanni Allevi, con la partecipazione de 'Il volo': il 'meglio del peggio' della musica italiana. Il sospetto c'era venuto pensando che al G7 ospitato all'Aquila, all'indomani del terremoto, il concerto programmato con l'Orchestra dell'Istituzione sinfonica abruzzese ebbe un esito negativo: si tenne, dopo ore di attese e rimandi, davanti a quattro gatti, fra cui Berlusconi, costrettovi, in sala.
MASSIMO MARINO DE CARO. Questi giorni s'è tornato a parlare di lui, il LADRO DI LIBRI, messo dal ministro Galan a dirigere la Biblioteca dei Girolamini a Napoli, da dove quatto quatto aveva trafugato, di notte come un ladro comune, oltre un migliaio di libri antichi, che aveva venduto a collezionisti o regalato ad amici bibliofili che, anche con questo recondito obiettivo, ne avevano caldeggiato la nomina napoletana, con Galan.
S'è scritto che sta scontando la prima condanna - sette anni - a Verona, a casa sua. Perché a casa sua e non dietro le sbarre - ci è venuto spontaneo domandarci. Anche perché proprio Verona potrebbe essere stata teatro di un'altra sua scorribanda di ladrone e dove sta per aprirsi un nuovo processo, a suo carico, per la medesima imputazione napoletana. Si dice che dalla Biblioteca Vescovile e da quella del Seminario, ambedue ricchissime di opere pregiate e rare, sarebbero scomparsi alcuni volumi introvabili legati all' opera di Galileo Galilei.
Auguri al neo presidente Micheli, e lunga vita all'Accademia pianistica di Imola.
G7 A TAORMINA CON LA BOSCHI PADRONA DI CASA. Sul prossimo G7 che si terrà a Taormina nelle prossime settimane, s'era partiti con il piede sbagliato già alla presentazione dell'appuntamento mondiale sul sito istituzionale che mostrava uno scorcio di Taormina con una bella fanciulla in costume regionale ed un maschietto con la coppola a tre quarti, come appaiono i contadini siciliani ma anche alcuni mafiosi, nella iconografia anche cinematografica. Chi male comincia peggio finisce, ci eravamo detti. E infatti la cattiva notizia dei lavori non ancora ultimati a Taormina faceva il paio con quella falsa partenza, per la quale c'è da sperare che Palazzo Chigi abbia licenziato l'ideatore di quella campagna di promozione.
Ora però arrivano due buone notizie. La madrina e padrona di casa designata sarà la nostra ministra/vedette Maria Elena Boschi; e forse per questa ragione, Gentiloni, dalla Cina, ha messo fine alle polemiche che di nuovo hanno coinvolto la sottosegretaria ed ex ministra.
L'altra bella notizia è che nella serata di gala al Teatro antico suonerà l'Orchestra della Scala e non l'Orchestra italiana capitanata da Renzo Arbore o Giovanni Allevi, con la partecipazione de 'Il volo': il 'meglio del peggio' della musica italiana. Il sospetto c'era venuto pensando che al G7 ospitato all'Aquila, all'indomani del terremoto, il concerto programmato con l'Orchestra dell'Istituzione sinfonica abruzzese ebbe un esito negativo: si tenne, dopo ore di attese e rimandi, davanti a quattro gatti, fra cui Berlusconi, costrettovi, in sala.
MASSIMO MARINO DE CARO. Questi giorni s'è tornato a parlare di lui, il LADRO DI LIBRI, messo dal ministro Galan a dirigere la Biblioteca dei Girolamini a Napoli, da dove quatto quatto aveva trafugato, di notte come un ladro comune, oltre un migliaio di libri antichi, che aveva venduto a collezionisti o regalato ad amici bibliofili che, anche con questo recondito obiettivo, ne avevano caldeggiato la nomina napoletana, con Galan.
S'è scritto che sta scontando la prima condanna - sette anni - a Verona, a casa sua. Perché a casa sua e non dietro le sbarre - ci è venuto spontaneo domandarci. Anche perché proprio Verona potrebbe essere stata teatro di un'altra sua scorribanda di ladrone e dove sta per aprirsi un nuovo processo, a suo carico, per la medesima imputazione napoletana. Si dice che dalla Biblioteca Vescovile e da quella del Seminario, ambedue ricchissime di opere pregiate e rare, sarebbero scomparsi alcuni volumi introvabili legati all' opera di Galileo Galilei.
E che c'entra De Caro? I poveri preti della diocesi, anche sprovveduti, avrebbero chiamato - non certo oggi, perchè a quel punto sarebbero pure scemi - il ladro, ad organizzare una mostra bibliografica su Galileo, del quale lui era diventato, per la ben nota attività di ricerca e ricettazione, un esperto. Sant'Iddio, ma come si fa ad affidare una preziosa biblioteca ad un ladro di libri? Sarebbe come mandare a fare il maestro in un asilo, un pedofilo dichiarato e condannato.
Etichette:
'Il Volo',
francesca colombo,
francesca tartarotti,
francesco micheli,
G7 a taormina,
galan,
giovanni allevi,
maria elena boschi,
massimo marino de caro,
paolo gentiloni,
piano city,
renzo arbore
sabato 25 marzo 2017
Toscanini & Florence - I '2 Cellos'. Storie di normale idiozia che fanno la gioia dei giornalisti
Quando leggiamo autentiche idiozie, siano esse dette in prima persona da giornalisti o raccolte a piene mani, visto che per questa sorta di cose sembrano avere una tendenza irrefrenabile iscritta nel loro DNA professionale, i giornalisti o buona parte di loro, non riusciamo a nascondere il disappunto né a frenarlo, e neppure a passarlo sotto silenzio. Due casi appunto in questi ultimi giorni che vi raccontiamo.
Un settimanale, commemorando, venerdì, l'anniversario della nascita di Toscanini attaccava in questo modo: Chissà se Toscanini conosceva Florence, se l'aveva mai incontrata, sicuramente sapeva chi era e ne aveva sentito parlare... e via stupidaggini dicendo. Come può pensare una mente sana di mettere in relazione il più intransigente dei direttori d'orchestra - musicista, meglio - con una donna, vissuta a New York negli stessi anni in cui vi risiedeva il direttore italiano, la cui storia è da rubricare nei cataloghi della medicina, e solo incidentalmente, causa turba mentale, con la musica? Il giornalista ha pensato di cominciare mostrando quanto ampie siano le sue conoscenze che spaziano dalla musica al cinema, dove è approdata di recente la vita della poveretta interpretata magistralmente da Meryl Streep. Che cosa poteva fregare a Toscanini di Florence, chissà quali imprecazioni avrà rivolto all'indirizzo della malcapitata, la più stonata di tutte le cantanti della storia, sia vere che sedicenti, quando ha eventualmente saputo della sua storia ( Fra parentesi, sembra - diamo noi in questo caso una notizia a quel nostro collega sapientone - che la storia di Florence sia in passato approdata in palcoscenico,'Gloriosa' di Peter Quilter interpretata da - indovinate chi?- Katia Ricciarelli. E' un caso)
Poi, oggi, sul Corriere, una corrispondenza da Londra riporta le idiozie di due musicisti che certamente fanno passare una mezz'oretta di buonumore, ma che per parlare di musica sono i meno adatti. Hanno detto - i '2 Cellos', questo il loro nome - alla presentazione di un nuovo loro disco, dove di loro non c'è assolutamente nulla, perchè finora hanno dimostrato solo di essere capaci di fare il verso ed anche le pulci alla musica di altri, un pò come la Banda Osiris italiana ed altri analoghi gruppi : "NON CAPISCO PERCHE' IL,MONDO DELLA CLASSICA NON SI OCCUPI DEL MONDO DELLE COLONNE SONORE. OFFRIREBBE UN PANORAMA PIU' AMPIO ALLA MUSICA CLASSICA E PORTEREBBE PIU' PUBBLICO"- ha sentenziato uno dei due 'Cellos', e l'altro per non essere da meno in fatto di inutili idiozie, ha aggiunto: "LA MUSICA CLASSICA CONTEMPORANEA ORMAI E' SOLO RUMORE E SPERIMENTAZIONE. NON C'E' ANIMA, NON C'E' EMOZIONE. LE ORCHESTRE NON SI DIVERTONO A SUONARE QUELLA ROBA E LA GENTE NON SI DIVERTE AD ASCOLTARLA". E questo per la gioia del giornalista e la nostra incazzatura. Ma forse il secondo dei '2 Cellos' non conosce la musica ' classica contemporanea' del nostro sommo musicista Giovanni Allevi.
Un settimanale, commemorando, venerdì, l'anniversario della nascita di Toscanini attaccava in questo modo: Chissà se Toscanini conosceva Florence, se l'aveva mai incontrata, sicuramente sapeva chi era e ne aveva sentito parlare... e via stupidaggini dicendo. Come può pensare una mente sana di mettere in relazione il più intransigente dei direttori d'orchestra - musicista, meglio - con una donna, vissuta a New York negli stessi anni in cui vi risiedeva il direttore italiano, la cui storia è da rubricare nei cataloghi della medicina, e solo incidentalmente, causa turba mentale, con la musica? Il giornalista ha pensato di cominciare mostrando quanto ampie siano le sue conoscenze che spaziano dalla musica al cinema, dove è approdata di recente la vita della poveretta interpretata magistralmente da Meryl Streep. Che cosa poteva fregare a Toscanini di Florence, chissà quali imprecazioni avrà rivolto all'indirizzo della malcapitata, la più stonata di tutte le cantanti della storia, sia vere che sedicenti, quando ha eventualmente saputo della sua storia ( Fra parentesi, sembra - diamo noi in questo caso una notizia a quel nostro collega sapientone - che la storia di Florence sia in passato approdata in palcoscenico,'Gloriosa' di Peter Quilter interpretata da - indovinate chi?- Katia Ricciarelli. E' un caso)
Poi, oggi, sul Corriere, una corrispondenza da Londra riporta le idiozie di due musicisti che certamente fanno passare una mezz'oretta di buonumore, ma che per parlare di musica sono i meno adatti. Hanno detto - i '2 Cellos', questo il loro nome - alla presentazione di un nuovo loro disco, dove di loro non c'è assolutamente nulla, perchè finora hanno dimostrato solo di essere capaci di fare il verso ed anche le pulci alla musica di altri, un pò come la Banda Osiris italiana ed altri analoghi gruppi : "NON CAPISCO PERCHE' IL,MONDO DELLA CLASSICA NON SI OCCUPI DEL MONDO DELLE COLONNE SONORE. OFFRIREBBE UN PANORAMA PIU' AMPIO ALLA MUSICA CLASSICA E PORTEREBBE PIU' PUBBLICO"- ha sentenziato uno dei due 'Cellos', e l'altro per non essere da meno in fatto di inutili idiozie, ha aggiunto: "LA MUSICA CLASSICA CONTEMPORANEA ORMAI E' SOLO RUMORE E SPERIMENTAZIONE. NON C'E' ANIMA, NON C'E' EMOZIONE. LE ORCHESTRE NON SI DIVERTONO A SUONARE QUELLA ROBA E LA GENTE NON SI DIVERTE AD ASCOLTARLA". E questo per la gioia del giornalista e la nostra incazzatura. Ma forse il secondo dei '2 Cellos' non conosce la musica ' classica contemporanea' del nostro sommo musicista Giovanni Allevi.
sabato 30 luglio 2016
A Giovanni Allevi noi non crederemmo neanche se facesse un pubblico miracolo
Ora è il Giappone ad ispirarlo. Buon per lui. Giappone qui, Giappone là. Il Giappone gli ha fatto superare la ben nota crisi - lui dopo avercela raccontata in lungo e largo per accattivarsi la nostra comprensione e solidarietà, ci torna ancora sopra. Noi, per quanto solidali con un giovane in difficoltà, non ci sentiamo affatto costretti al suo fianco nella soluzione dei problemi che quella crisi di creatività gli procurò nientemeno che una critica, immaginate!, indirizzatagli per giunta da un musicista non nuovo ad uscite non condivisibili, ma in quel caso invece tutta da condividere.
Giovanni Allevi si propone sempre ed ovunque, sorretto da uno stuolo che pare interminabile di fans, come il compositore 'classico contemporaneo', e la sua musica è appunto 'classica contemporanea',
che proprio oggi dalle pagine di Repubblica, ha più o meno spiegato così. Musica 'classica' vuol dire musica che si pone a 'modello', ed io prendo il modello delle forme del passato e le uso per esprimermi con la mia lingua, la lingua di oggi. Bella pretesa: la mia lingua, cioè la lingua musicale di oggi.
Noi naturalmente glielo lasciamo dire, lasciamo che lo osannino dappertutto fans con orecchie evidentemente abituate a tutto ed anche al peggio, ma la sua musica continua a non interessarci neanche un po'.
E la pochezza della sua musica - che gira che ti rigira si identifica con qualche motivetto che gli frulla nella testa - la racconta egli stesso anche oggi, quando dice che l'idea del Concerto per violino e orchestra che ha segnato la sua rinascita gli è venuta durante un sogno mentre era in volo per il Giappone - dove avendo riscontrato che quel paese è fonte inesauribile di ispirazione ci torna almeno due volte l'anno, ed aggiunge anche che un altro brano, un altro motivetto (!), gli è frullato in testa mentre febbricitante e in delirio, prigioniero della malattia, era in un albergo a Tokio. Nacque così Love, pare che si intitoli; ma a noi fa venire in mente un celebre film di Verdone con quel tormentone dei 'figli dei fiori'.
Noi saremmo anche disposti ad incoraggiarlo ad andare più di due volte l'anno in Giappone, però non ci venga a dire simili stupidaggini che ci tolgono il buonumore e ci fanno capire che Allevi, forte del successo, non ha ancora capito che nulla si crea - ammesso che il demone della creazione abbia toccato anche lui - senza fatica, dura e lunga.
Altro che sogni e deliri. Sogni e deliri vanno bene per canzonette - pardon, motivetti - sebbene anche per quelle ci voglia talento e sudore, non per la musica sia essa anche 'classica contemporanea'.
Giovanni Allevi si propone sempre ed ovunque, sorretto da uno stuolo che pare interminabile di fans, come il compositore 'classico contemporaneo', e la sua musica è appunto 'classica contemporanea',
che proprio oggi dalle pagine di Repubblica, ha più o meno spiegato così. Musica 'classica' vuol dire musica che si pone a 'modello', ed io prendo il modello delle forme del passato e le uso per esprimermi con la mia lingua, la lingua di oggi. Bella pretesa: la mia lingua, cioè la lingua musicale di oggi.
Noi naturalmente glielo lasciamo dire, lasciamo che lo osannino dappertutto fans con orecchie evidentemente abituate a tutto ed anche al peggio, ma la sua musica continua a non interessarci neanche un po'.
E la pochezza della sua musica - che gira che ti rigira si identifica con qualche motivetto che gli frulla nella testa - la racconta egli stesso anche oggi, quando dice che l'idea del Concerto per violino e orchestra che ha segnato la sua rinascita gli è venuta durante un sogno mentre era in volo per il Giappone - dove avendo riscontrato che quel paese è fonte inesauribile di ispirazione ci torna almeno due volte l'anno, ed aggiunge anche che un altro brano, un altro motivetto (!), gli è frullato in testa mentre febbricitante e in delirio, prigioniero della malattia, era in un albergo a Tokio. Nacque così Love, pare che si intitoli; ma a noi fa venire in mente un celebre film di Verdone con quel tormentone dei 'figli dei fiori'.
Noi saremmo anche disposti ad incoraggiarlo ad andare più di due volte l'anno in Giappone, però non ci venga a dire simili stupidaggini che ci tolgono il buonumore e ci fanno capire che Allevi, forte del successo, non ha ancora capito che nulla si crea - ammesso che il demone della creazione abbia toccato anche lui - senza fatica, dura e lunga.
Altro che sogni e deliri. Sogni e deliri vanno bene per canzonette - pardon, motivetti - sebbene anche per quelle ci voglia talento e sudore, non per la musica sia essa anche 'classica contemporanea'.
giovedì 5 novembre 2015
Gabriele Muccino su Pasolini e Giovanni Allevi su se medesimo
L'attuale ondata di epidemia di tosse convulsa ha toccato anche le pulci, i cui colpi di tosse, però, per quanto continui e stizzosi, si sentono solo nel breve raggio di una decina di centimetri.
Gabriele Muccino su Pier Paolo Pasolini regista:
" Per quanto io ami Pasolini pensatore, giornalista e scrittore, ho sempre pensato che Pasolini regista fosse fuori posto, anzi semplicemente un 'non' regista che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza un punto di vista meramente cinematografico, sulle cose che raccontava... In quegli anni, Pasolini regista aprì involontariamente la porta a quell'illusione che il regista fosse una figura e un ruolo accessibile a chiunque" ... anche Gabriele Muccino che darebbe tutti i suoi 'voli' cinematografici in cambio di 'Accattone' e 'Vangelo secondo Matteo'.
Giovanni Allevi sulla sua prima 'fuga'( Toccata, Canzone e Fuga in re maggiore) per organo:
" Scrivere la mia Toccata, Canzone e Fuga in re maggiore è stato un tormento e un'estasi! Il mio stesso corpo si opponeva al gesto 'sacrilego' che comunque dovevo compiere, confrontandomi con una tradizione così imponente, se penso ai livelli eccelsi raggiunti da Bach, o alla Fuga che conclude la Sonata op. 110 di Beethoven, o la Fuga con cui si chiude il primo movimento di 'Così parlò Zarathustra' di Richard Strauss. Nonostante ciò, la musica m'investiva come un fiume in piena, è arrivata l'ebbrezza, la gioia incontenibile che null'altro sarebbe stato in grado di offrirmi"...
chiudiamo qui perché ci stiamo commuovendo e non riusciamo a trattenere le lagrime.
Gabriele Muccino su Pier Paolo Pasolini regista:
" Per quanto io ami Pasolini pensatore, giornalista e scrittore, ho sempre pensato che Pasolini regista fosse fuori posto, anzi semplicemente un 'non' regista che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza un punto di vista meramente cinematografico, sulle cose che raccontava... In quegli anni, Pasolini regista aprì involontariamente la porta a quell'illusione che il regista fosse una figura e un ruolo accessibile a chiunque" ... anche Gabriele Muccino che darebbe tutti i suoi 'voli' cinematografici in cambio di 'Accattone' e 'Vangelo secondo Matteo'.
Giovanni Allevi sulla sua prima 'fuga'( Toccata, Canzone e Fuga in re maggiore) per organo:
" Scrivere la mia Toccata, Canzone e Fuga in re maggiore è stato un tormento e un'estasi! Il mio stesso corpo si opponeva al gesto 'sacrilego' che comunque dovevo compiere, confrontandomi con una tradizione così imponente, se penso ai livelli eccelsi raggiunti da Bach, o alla Fuga che conclude la Sonata op. 110 di Beethoven, o la Fuga con cui si chiude il primo movimento di 'Così parlò Zarathustra' di Richard Strauss. Nonostante ciò, la musica m'investiva come un fiume in piena, è arrivata l'ebbrezza, la gioia incontenibile che null'altro sarebbe stato in grado di offrirmi"...
chiudiamo qui perché ci stiamo commuovendo e non riusciamo a trattenere le lagrime.
sabato 22 novembre 2014
Lang Lang & Giovanni Allevi. Sensazionali rivelazioni
Nello steso giorno, oggi, i giornali hanno intervistato due campioni della 'modernità musicale', diciamo così: Lang Lang e Giovanni Allevi. Cogliendo l'uno fra un pausa e l'altra del suo grand tour italiano, e l'altro mentre ascolta le canzoni per il prossimo Festival di Sanremo, chiamato da Carlo Conti a selezionarle.
Dalla bocca del primo, Lang, apprendiamo che lui è sempre attaccato a qualche aggeggio elettronico, non potrebbe farne a meno, in nessun momento del giorno e della notte - che per uno che gira attorno al mondo alla velocità di una trottola, spesso si confondono; dunque sempre. Mentre parla o risponde a telefono, magari aziona il tablet e dall'altro orecchio, lasciato libero, ascolta l'Iphone.
E non è solo, azzardando che se fosse vissuto ai nostri giorni, Mozart avrebbe composto sicuramente con il tablet - poi si corregge e diventa più cauto, ipotizzando tale possibilità, senza darla per certa. Insomma nessuno è più moderno e tecnologico di Lang Lang che naturalmente adora Youtube, con il quale ha fatto l'esperimento di una orchestra dislocata ai quattro angoli della terra per l'esecuzione della 'Youtube sinfonia', un'orchestra che suonava contemporaneamente mandando il suono in un punto comune, dove però non c'era nessuno, cioè sulla piattaforma che aveva dato il nome alla sinfonia, e che perciò arrivava agli ascoltatori occasionali dislocati anch'essi ai quattro angoli del pianeta. E già che alcuni giorni fa, proprio la rete mostrava un esilarante, assai simile esperimento. Un direttore sul podio, in carne ed ossa, davanti una spianata di leggii - la musica era volata via, perché i leggii ed il podio erano all'aperto, in un parco - e lui che li dirigeva, i leggii. Non c'era nessuno davanti ai leggi che suonasse, eppure, miracolosamente, si sentiva il suono di tanti strumenti, come fossero lì presenti, mentre invece erano ognuno a casa sua e tutti collegati via internet.
Un concerto come non si era mai visto ed udito, meraviglie della tecnologia. Esaltazione della idiozia moderna, alla quale anche Lang sembra essersi votato. Come, invece non sembra ancora essersi votato alla causa della libertà, alla difesa dei diritti civili nel suo paese, perché lui è convinto che in Cina vi sia libertà e che i diritti umani e civili siano rispettati. A questa imprevista conclusione l'ha condotto l'uso, quasi smodato, della tecnologia?
Alla fine delle chiacchiere l'unica cosa che ci è rimasta delle rivelazioni epocali di Lang Lang che, quando suona, non è fra i pianisti che preferiamo, è che la tecnologia oggi consente a chiunque di rendere partecipe immediatamente e contemporaneamente, una platea vastissima, quasi infinita, di un messaggio, anche inutile ed insulso.
E' questa la vera unica novità che poi, se guardiamo bene le cose, oggi è stata solo accelerata e potenziata; perchè le premesse esistevano già, da quando le comunicazioni hanno fatto passi da gigante, aiutati anche dai computer ecc... ma non è il caso di stare a spiegare tutto ciò a chi ne sa più di noi.
Dalla tecnologia, pallino di Lang Lang, al bilocale bohèmien di Giovanni Allevi, che non perde occasione per invitarci ad entrare nel suo esilarante mondo segreto dove prendono corpo le sue creazioni. Fra breve, gli ultimi prodotti, uno dei quali, ci spiega con ricchezza di particolari Allevi - che ancora non può permettersi, a Milano, una vera casa, ed è stato visto girare nei giorni delle rivolte delle periferie per le case popolari, mimetizzato, anzi truccato per non farsi riconoscere, nel tentativo di occuparne una - è stato concepito nel corso di una serata in cui si sentiva assediato da una riunione familiare in casa sua. Senza farsi notare s'è sfilato dalla confusione e s'è ritirato nell'altra stanza, dove all'improvviso s'è materializzata una bella melodia - ma allora il casino ispira?- che lui con carta e matita ha immediatamente intrappolato, nel timore che ne uscisse dalla finestra, dalla quale sembrava entrata. E' una bella melodia, ampia - assicura il riccioluto pianista - che ora ha detto definitivamente addio al minimalismo di un tempo.
Ogni giorno sogniamo di essere ammessi da Giovani Allevi nel suo laboratorio creativo segreto, che solo raramente, quando lo decide lui, apre al mondo desideroso di conoscere come nasca la musica. Se solo avessimo una trentina d'anni meno, ci metteremmo alle costole di Allevi e chissà che non riusciremmo a penetrare oltre che nella vit , nei segreti di un grande monumentale musicista che fa musica classica contemporanea.
Dalla bocca del primo, Lang, apprendiamo che lui è sempre attaccato a qualche aggeggio elettronico, non potrebbe farne a meno, in nessun momento del giorno e della notte - che per uno che gira attorno al mondo alla velocità di una trottola, spesso si confondono; dunque sempre. Mentre parla o risponde a telefono, magari aziona il tablet e dall'altro orecchio, lasciato libero, ascolta l'Iphone.
E non è solo, azzardando che se fosse vissuto ai nostri giorni, Mozart avrebbe composto sicuramente con il tablet - poi si corregge e diventa più cauto, ipotizzando tale possibilità, senza darla per certa. Insomma nessuno è più moderno e tecnologico di Lang Lang che naturalmente adora Youtube, con il quale ha fatto l'esperimento di una orchestra dislocata ai quattro angoli della terra per l'esecuzione della 'Youtube sinfonia', un'orchestra che suonava contemporaneamente mandando il suono in un punto comune, dove però non c'era nessuno, cioè sulla piattaforma che aveva dato il nome alla sinfonia, e che perciò arrivava agli ascoltatori occasionali dislocati anch'essi ai quattro angoli del pianeta. E già che alcuni giorni fa, proprio la rete mostrava un esilarante, assai simile esperimento. Un direttore sul podio, in carne ed ossa, davanti una spianata di leggii - la musica era volata via, perché i leggii ed il podio erano all'aperto, in un parco - e lui che li dirigeva, i leggii. Non c'era nessuno davanti ai leggi che suonasse, eppure, miracolosamente, si sentiva il suono di tanti strumenti, come fossero lì presenti, mentre invece erano ognuno a casa sua e tutti collegati via internet.
Un concerto come non si era mai visto ed udito, meraviglie della tecnologia. Esaltazione della idiozia moderna, alla quale anche Lang sembra essersi votato. Come, invece non sembra ancora essersi votato alla causa della libertà, alla difesa dei diritti civili nel suo paese, perché lui è convinto che in Cina vi sia libertà e che i diritti umani e civili siano rispettati. A questa imprevista conclusione l'ha condotto l'uso, quasi smodato, della tecnologia?
Alla fine delle chiacchiere l'unica cosa che ci è rimasta delle rivelazioni epocali di Lang Lang che, quando suona, non è fra i pianisti che preferiamo, è che la tecnologia oggi consente a chiunque di rendere partecipe immediatamente e contemporaneamente, una platea vastissima, quasi infinita, di un messaggio, anche inutile ed insulso.
E' questa la vera unica novità che poi, se guardiamo bene le cose, oggi è stata solo accelerata e potenziata; perchè le premesse esistevano già, da quando le comunicazioni hanno fatto passi da gigante, aiutati anche dai computer ecc... ma non è il caso di stare a spiegare tutto ciò a chi ne sa più di noi.
Dalla tecnologia, pallino di Lang Lang, al bilocale bohèmien di Giovanni Allevi, che non perde occasione per invitarci ad entrare nel suo esilarante mondo segreto dove prendono corpo le sue creazioni. Fra breve, gli ultimi prodotti, uno dei quali, ci spiega con ricchezza di particolari Allevi - che ancora non può permettersi, a Milano, una vera casa, ed è stato visto girare nei giorni delle rivolte delle periferie per le case popolari, mimetizzato, anzi truccato per non farsi riconoscere, nel tentativo di occuparne una - è stato concepito nel corso di una serata in cui si sentiva assediato da una riunione familiare in casa sua. Senza farsi notare s'è sfilato dalla confusione e s'è ritirato nell'altra stanza, dove all'improvviso s'è materializzata una bella melodia - ma allora il casino ispira?- che lui con carta e matita ha immediatamente intrappolato, nel timore che ne uscisse dalla finestra, dalla quale sembrava entrata. E' una bella melodia, ampia - assicura il riccioluto pianista - che ora ha detto definitivamente addio al minimalismo di un tempo.
Ogni giorno sogniamo di essere ammessi da Giovani Allevi nel suo laboratorio creativo segreto, che solo raramente, quando lo decide lui, apre al mondo desideroso di conoscere come nasca la musica. Se solo avessimo una trentina d'anni meno, ci metteremmo alle costole di Allevi e chissà che non riusciremmo a penetrare oltre che nella vit , nei segreti di un grande monumentale musicista che fa musica classica contemporanea.
Iscriviti a:
Post (Atom)