"Chi temeva che i cosacchi a Cinquestelle arrivassero ad abbeverare i cavalli nel Po si è tranquillizzato. E chi invece sperava che la rivoluzione grillina cambiasse faccia a Torino in tre giorni è rimasto deluso. Dopo la vittoria di Chiara Appendino, la città è andata avanti come prima, dice il filosofo Gianni Vattimo (che l’ha votata): con l’amministrazione che funziona – e funziona abbastanza bene. La sindaca è una figlia della ben educata borghesia torinese che non la vede certo come un corpo estraneo. Quanto al popolo delle periferie, l’ha votata in massa e ora aspetta che qualcosa migliori."
Così scriveva un memorialista delle imprese grilline, Barbacetto, sul 'Fatto quotidiano', all'indomani della elezione della Appendino a sindaco di Torino, succedendo a Fassino.
Questo ha ripetuto la signora torinese dello sport, Evelina Christillin, invitata nel salotto televisivo di Lilli Gruber, consigliando tutti a non temere la calata dei grillini, anche nelle istituzioni dello Stato, e anche a braccetto con il PD postrenziano (a proposito quando comincia l'era del postrenzismo?)
E non si è fermata a questa affermazione generale. E' entrata anche nel particoalre, affermando che a Torino la sindaca grillina ed il governatore, Chiamparino, PD, governano bene, come si vede dai vari dossier che hanno esaminato e risolto egregiamente, come ad esempio quello del Teatro Regio.
No, qui la Christillin si sbaglia e di grosso. perchè proprio nel caso del Teatro Regio, checchè ne dica la signora , che vuole ovviamente mantenere buoni rapporti anche con chi come la Appendino, ad ogni prova scritta, commette errore gravissimi nella soluzione dei quiz, la sua stimatissima Appendino ha commesso un errore madornale. Ha chiamato, su consiglio e forse anche ordine di Beppe Grillo, un signore che una grande carriera di amministratore culturale da noi non l'ha fatta, nonostante che sia attivo in tal campo da alcuni decenni. Intentiamo William Graziosi. Sì, andava sostituito Walter Vergnano, da troppi anni al vertice del Regio, e che, negli ultimi, aveva avuto dissidi insanabili con Noseda e pasticiava con i conti - come del resto, proprio sui conti, anche i sindaci di Torino hanno pasticciato con il Teatro.
Nel caso della sostituzione di Vergnano con Graziosi, ha prevalso la assonanza delle iniziali dei rispettivi nomi: William sostituisce Walter. W in ambedue,una doppia che fa fico!
Per la contestatissma nomina di Graziosi il CdI del Tetaro Regio, presieduto dalla Appendino si è spaccato, il rappresentante della Regione (cioè di Chiamparino) si è opposto, e due altri consiglieri si sono dimessi, per cui Graziosi se l'è votato praticamente da sola la Appendino (e Grillo, membro esterno del Comune).
E questo per la Christtilin vuol dire ottima risoluzione del problemi da parte della Appendino, d'amore e d'accordo con Chiamparino? La coraggiosa signora torinese, promossa da Renzi, o comincia a perdere colpi o vuol far vedere al paese cosa si fa per restare a galla.
In un lungo dettagliato e documenntatissimo articolo, Luigi Boschi sul suo blog, a proposito del 'fattaccio' del Teatro Regio, si domandava che fine avessero fatto due signore della crema torinese, la Christillin e Francesca Gentile Camerana e perché mai non avessero aperto bocca sull'affaire. Dopo le dichiarazioni della Christillin, anche il silenzio della Camerana non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, perché un senso ce l'ha!
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martedì 8 maggio 2018
giovedì 18 maggio 2017
Notizie,notizie,notizie: Madia, Appendino,Raggi, Pomezia
Cominciamo da quella che possiamo liquidare più semplicemente. Dalla Appendino, sindaco di Torino, che sembra buona e brava amministratrice, alla sua prima esperienza di governo di una città, dopo esserne stata, nella medesima amministrazione comunale, consigliera, per il Movimento di Grillo. La sindaca torinese è portata in palmo di mano nel paese, non potendosi avere in altrettanta considerazione Virgina Raggi che nell'amministrazione comunale del Campidoglio, si sta dimostrando, senza dubbio alcuno, è una vera tragedia. Sulla scia di tanta buona fama, qualcuno l'ha voluta proporre per il governo del paese. In Italia, per la scarsa considerazione che si ha del lavoro dei politici che governano, succede spesso che a qualche amministratore onesto - basta l'onestà - si voglia far fare il 'triplo salto mortale', senza allenamento preventivo, candidandolo ad ogni incarico superiore si renda libero, anche se privo di qualunque esperienza. Il caso di Virginia Raggi, finita sulla poltrona più importante del Campidoglio, sta a dimostralo. Può un avvocato alle prime armi, pur diligente, come la Raggi, reggere l'amministrazione della Capitale, al suo primo incarico di governo?
Beh, per la Appendino, brava sindaca, la candidatura al governo del Paese, è definitivamente tramontata, per sua fortuna. Quella candidatura resterebbe ristretta ai fratelli-coltelli ( Di Peio, e Di Batosta; 'mezzepippe' secondo la nomenclatura di De Luca, il governatore campano), i quali non hanno mai amministrato neppure la famiglia, avendoci pensato fino ad ora i genitori, e che ora dovrebbero amministrare il Paese. E Renzi, ribattono? Renzi ha avuto esperienze ammnistrative ( prima lo provincia e poi una città importante come Firenze) prima di governare il Paese.
Dalla Appendino alla Raggi, segnalatasi finora per non essere stata capace di risolvere qualunque problema e che intende ora dare un'accelerata alla sua azione di governo. I rifiuti restano per strada, le buche pure, dello Stadio della Roma non si sa ancora nulla, i lavori al Teatro Valle dovranno ancora cominciare, ma... la funivia aera si farà, per collegare due zone della città che altrimenti restano scollegate, a causa del caotico , infernale traffico cittadino. E dopo la prima, anche una seconda ed una terza ed altre ancora. Roma diventerà , merito della amministrazione Raggi, la città con maggiore traffico cittadino tramite funivia. Perchè, ragiona la Raggi, viaggiare sospesi nel vuoto a Roma è più semplice che su terra , peggio ancora nel sottosuolo, dove ogni giorno si fanno scoperte che costituiscono ostacoli, talora insormontabili, all'ampliamento del sistema viario sotterraneo.
E la Madia? Con la sua faccia da madonna trecentesca non ha fatto già abbastanza guai, causa innocenza ed inesperienza, da ministro? Evidentemente la misura per i capi del suo partito non è ancora colma, se la candidano a segretario romano del PD. Per nostra fortuna, e per quel che conta il segretario cittadino di un partito, sempre meglio una che giri per le sezioni che per le stanze del Ministero.
E, infine, Pomezia, ovvero la tragedia. Non sono passati che pochi giorni da quando sembrava essere stato definitivamente domato l'incendio 'tossico' in quella fabbrica che trattava rifiuti di ogni genere (evidentemente anche rifiuti pericolosi che non avrebbe dovuto trattare) ed arriva la notizia tragica della riaccensione dell'incendio nella stessa fabbrica che per giorni e giorni ha tenuto col fiato sospeso i cittadini non solo di Pomezia, a causa dei veleni tossici che da quell'incendio si sarebbero sprigionati, andando ad inquinare terreni, prodotti, acque e cittadini nel giro di parecchi chilometri. Perchè i rifiuti di quella fabbrica hanno ripreso a bruciare? L'incendio, dopo una settimana di lavoro dei vigili del fuoco non era stato spento ? Cos'altro è accaduto? Ditecelo per favore; parli la Raggi ed anche il suo compagno di Movimento che regge la cittadina laziale. Ma questa volta parlate chiaro!
Beh, per la Appendino, brava sindaca, la candidatura al governo del Paese, è definitivamente tramontata, per sua fortuna. Quella candidatura resterebbe ristretta ai fratelli-coltelli ( Di Peio, e Di Batosta; 'mezzepippe' secondo la nomenclatura di De Luca, il governatore campano), i quali non hanno mai amministrato neppure la famiglia, avendoci pensato fino ad ora i genitori, e che ora dovrebbero amministrare il Paese. E Renzi, ribattono? Renzi ha avuto esperienze ammnistrative ( prima lo provincia e poi una città importante come Firenze) prima di governare il Paese.
Dalla Appendino alla Raggi, segnalatasi finora per non essere stata capace di risolvere qualunque problema e che intende ora dare un'accelerata alla sua azione di governo. I rifiuti restano per strada, le buche pure, dello Stadio della Roma non si sa ancora nulla, i lavori al Teatro Valle dovranno ancora cominciare, ma... la funivia aera si farà, per collegare due zone della città che altrimenti restano scollegate, a causa del caotico , infernale traffico cittadino. E dopo la prima, anche una seconda ed una terza ed altre ancora. Roma diventerà , merito della amministrazione Raggi, la città con maggiore traffico cittadino tramite funivia. Perchè, ragiona la Raggi, viaggiare sospesi nel vuoto a Roma è più semplice che su terra , peggio ancora nel sottosuolo, dove ogni giorno si fanno scoperte che costituiscono ostacoli, talora insormontabili, all'ampliamento del sistema viario sotterraneo.
E la Madia? Con la sua faccia da madonna trecentesca non ha fatto già abbastanza guai, causa innocenza ed inesperienza, da ministro? Evidentemente la misura per i capi del suo partito non è ancora colma, se la candidano a segretario romano del PD. Per nostra fortuna, e per quel che conta il segretario cittadino di un partito, sempre meglio una che giri per le sezioni che per le stanze del Ministero.
E, infine, Pomezia, ovvero la tragedia. Non sono passati che pochi giorni da quando sembrava essere stato definitivamente domato l'incendio 'tossico' in quella fabbrica che trattava rifiuti di ogni genere (evidentemente anche rifiuti pericolosi che non avrebbe dovuto trattare) ed arriva la notizia tragica della riaccensione dell'incendio nella stessa fabbrica che per giorni e giorni ha tenuto col fiato sospeso i cittadini non solo di Pomezia, a causa dei veleni tossici che da quell'incendio si sarebbero sprigionati, andando ad inquinare terreni, prodotti, acque e cittadini nel giro di parecchi chilometri. Perchè i rifiuti di quella fabbrica hanno ripreso a bruciare? L'incendio, dopo una settimana di lavoro dei vigili del fuoco non era stato spento ? Cos'altro è accaduto? Ditecelo per favore; parli la Raggi ed anche il suo compagno di Movimento che regge la cittadina laziale. Ma questa volta parlate chiaro!
martedì 21 giugno 2016
Se a Torino La Rotella comincia a girare per un altro verso con l'Appendino. Chiara?
'La paura dei signori della cultura. Non possono cancellare tutto' titolava ieri La Repubblica, a proposito delle bellicose intenzioni del neo sindaco di Torino, Chiara Appendino, che ha già mandato un segnale di belligeranza al Presidente della Compagnia di San Paolo, prof. Profumo, già ministro - senza infamia e senza lode - dell'Istruzione e della Ricerca scientifica e fedelissimo di Fassino.
A Torino esiste un 'Sistema Torino' che non è l'unico nella capitale sabauda, esistendo anche, almeno fino a poco fa, anche il 'Sistema Musica'. Di questo 'Sistema Torino' coloro i quali ne fanno o ne hanno fatto parte dicono di essere orgogliosi, non potendo proprio ora sputare nel piatto in cui hanno mangiato e fatto mangiare con due forchette contemporaneamente, loro ed i loro amici.
Noi non conosciamo da vicino la situazione torinese, ma di essa non ci sono ignoti alcuni particolari. Primo fra tutti la permanenza di alcuni 'signori' del 'sistema' nei loro posti, da tempo immemorabile. Limitandoci al campo musicale che conosciamo forse un pò, ci viene subito il nome di Walter Vergnano che è sovrintendente del Teatro Regio da un tempo tanto lontano che neanche lui si ricorda più da quando . Sicuramente da poco dopo che le amministrazioni torinesi sono finite nelle mani della sinistra, lui che comunque la gavetta ed il grande salto l'ha fatto dopo che si è formato in quella scuola democristiana di potere che era il CIDIM del Barone Franceco Agnello, da dove anche qualche altro allievo diligente torinese, ma solo 'diligente' è uscito, e sta ancora al suo posto.
La notizia che apprendiamo ora dal quotidiano nazionale, ed insieme torinese e romano, riguarda una signora, Angela La Rotella, messa a capo della 'Fondazione per la cultura', voluta da Fassino per raccogliere fondi da destinare alle attività culturali della città, fra tutte il 'Festival Mito' ( che solo da poco ha cambiato timoniere, dopo anni in mano a Enzo Restagno ed al barone rosso milanese Micheli, il finanziere, ora nel CdA scaligero, in rappresentanza di Franceschini). Bene la signora è la moglie di Vergnano, non quello del caffè - forse di famiglia - ma quello che da oltre quindici anni sta in capo al Teatro Regio. Come ti sbagli? Certe fortune si costruiscono e rendono solide con una rete di appoggi; un uomo solo, per quanto dotato, non ce la fa. C'è un giglio magico PD a Torino, simile a quello di Renzi a Firenze. La rete riserve molte sorprese in proposito, si racconta di come si costruiscono le carriere, all'ombra dei partiti.
Ora la Appendino che deve fare'? Non certo fare il deserto nel mondo culturale torinese; però fare chiarezza sulle gestioni, immettere linfa nuova e favorire il ricambio.
La tecnica per cui certi amministratori sono rimasti per molti, troppi anni nei loro incarichi è sempre la stessa. La permanenza si protrae fino a quando l'amministrazione comunale da cui dipende e 'amica'; appena cambia colore, gli amministratori vengono invitati a lasciare, e si scoprono le magagne.
Il Regio di Torino, per tornare a bomba, è stato sempre ben amministrato, e il Comune non ha mai dovuto fare interventi straordinari per tappare buchi? O c'è stato un momento in cui anche Fassino ha girato al Regio un bene immobile per sanare il buco nel patrimonio? E i suoi predecessori dello stesso PD e dei suoi progenitori politici non hanno magari fatto analoghe operazioni per far figurare sempre bello e splendente il 'loro'Teatro Regio?
La Appendino deve pretendere di vedere i conti, mettere bocca dappertutto, ma senza distruggere quel che di buono esiste e funziona, e far sapere a tutti che 'pantalone' è morto. Lo deve comunicare anche al Museo Egizio (in mano agli eredi Fiat), ma anche alla gran dama franco-torinese Christiillin, e da tutti pretendere, oltre i risultati- e ve ne sono senza dubbio in alcuni settori della cultura torinesi - che siano ottenuti con sana amministrazione.
E poi, mandi a casa gli elefanti del suo circo. Che sarà mai se cambia alcuni vertici? Attenta però a non mettercene di peggiori. Perchè allora ci farà rimpiangere perfino Vergnano, che sarà costretta a richiamare dal suo esilio in una nazione dove è andato a vivere decentemente con la pensioncina che in decenni di servizio è riuscito a costruirsi.
A Torino esiste un 'Sistema Torino' che non è l'unico nella capitale sabauda, esistendo anche, almeno fino a poco fa, anche il 'Sistema Musica'. Di questo 'Sistema Torino' coloro i quali ne fanno o ne hanno fatto parte dicono di essere orgogliosi, non potendo proprio ora sputare nel piatto in cui hanno mangiato e fatto mangiare con due forchette contemporaneamente, loro ed i loro amici.
Noi non conosciamo da vicino la situazione torinese, ma di essa non ci sono ignoti alcuni particolari. Primo fra tutti la permanenza di alcuni 'signori' del 'sistema' nei loro posti, da tempo immemorabile. Limitandoci al campo musicale che conosciamo forse un pò, ci viene subito il nome di Walter Vergnano che è sovrintendente del Teatro Regio da un tempo tanto lontano che neanche lui si ricorda più da quando . Sicuramente da poco dopo che le amministrazioni torinesi sono finite nelle mani della sinistra, lui che comunque la gavetta ed il grande salto l'ha fatto dopo che si è formato in quella scuola democristiana di potere che era il CIDIM del Barone Franceco Agnello, da dove anche qualche altro allievo diligente torinese, ma solo 'diligente' è uscito, e sta ancora al suo posto.
La notizia che apprendiamo ora dal quotidiano nazionale, ed insieme torinese e romano, riguarda una signora, Angela La Rotella, messa a capo della 'Fondazione per la cultura', voluta da Fassino per raccogliere fondi da destinare alle attività culturali della città, fra tutte il 'Festival Mito' ( che solo da poco ha cambiato timoniere, dopo anni in mano a Enzo Restagno ed al barone rosso milanese Micheli, il finanziere, ora nel CdA scaligero, in rappresentanza di Franceschini). Bene la signora è la moglie di Vergnano, non quello del caffè - forse di famiglia - ma quello che da oltre quindici anni sta in capo al Teatro Regio. Come ti sbagli? Certe fortune si costruiscono e rendono solide con una rete di appoggi; un uomo solo, per quanto dotato, non ce la fa. C'è un giglio magico PD a Torino, simile a quello di Renzi a Firenze. La rete riserve molte sorprese in proposito, si racconta di come si costruiscono le carriere, all'ombra dei partiti.
Ora la Appendino che deve fare'? Non certo fare il deserto nel mondo culturale torinese; però fare chiarezza sulle gestioni, immettere linfa nuova e favorire il ricambio.
La tecnica per cui certi amministratori sono rimasti per molti, troppi anni nei loro incarichi è sempre la stessa. La permanenza si protrae fino a quando l'amministrazione comunale da cui dipende e 'amica'; appena cambia colore, gli amministratori vengono invitati a lasciare, e si scoprono le magagne.
Il Regio di Torino, per tornare a bomba, è stato sempre ben amministrato, e il Comune non ha mai dovuto fare interventi straordinari per tappare buchi? O c'è stato un momento in cui anche Fassino ha girato al Regio un bene immobile per sanare il buco nel patrimonio? E i suoi predecessori dello stesso PD e dei suoi progenitori politici non hanno magari fatto analoghe operazioni per far figurare sempre bello e splendente il 'loro'Teatro Regio?
La Appendino deve pretendere di vedere i conti, mettere bocca dappertutto, ma senza distruggere quel che di buono esiste e funziona, e far sapere a tutti che 'pantalone' è morto. Lo deve comunicare anche al Museo Egizio (in mano agli eredi Fiat), ma anche alla gran dama franco-torinese Christiillin, e da tutti pretendere, oltre i risultati- e ve ne sono senza dubbio in alcuni settori della cultura torinesi - che siano ottenuti con sana amministrazione.
E poi, mandi a casa gli elefanti del suo circo. Che sarà mai se cambia alcuni vertici? Attenta però a non mettercene di peggiori. Perchè allora ci farà rimpiangere perfino Vergnano, che sarà costretta a richiamare dal suo esilio in una nazione dove è andato a vivere decentemente con la pensioncina che in decenni di servizio è riuscito a costruirsi.
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