Ha ingerito funghi velenosi ed è morto avvelenato a 69 anni. Almeno in attesa dell'esito ufficiale dell'autopsia. Grigory Nekhoroshev, il giornalista russo che nel 2008 pubblicò le prime indiscrezioni sulla presunta relazione tra Vladimir Putin e l'ex campionessa olimpica di ginnastica ritmica Alina Kabaeva, è deceduto a Riga, in Lettonia, dove viveva in esilio da oltre un decennio.
La notizia è stata riportata dal portale lettone Delfi, secondo cui Nekhoroshev si trovava nella capitale baltica come rifugiato politico dal 2014. In passato lo stesso giornalista si era definito il «nemico personale» del presidente russo, sostenendo di temere possibili ritorsioni.
Disposta l'autopsia
Secondo le prime ricostruzioni, Nekhoroshev sarebbe deceduto nella propria abitazione dopo aver consumato alcuni funghi raccolti nel giardino di casa. Sebbene fosse un appassionato conoscitore, quelli ingeriti si sarebbero rivelati velenosi. Le autorità lettoni, che finora non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali, avrebbero disposto un'autopsia per chiarire le cause del decesso.
Chi era Grigory Nekhoroshev
Nekhoroshev era stato direttore del quotidiano russo Moskovsky Korrespondent, che nell'aprile del 2008 pubblicò un articolo secondo cui Putin avrebbe avuto intenzione di divorziare dalla moglie Lyudmila per sposare Alina Kabaeva, all'epoca trentenne e vincitrice di una medaglia d'oro olimpica. La notizia venne smentita sia dal Cremlino sia dalla stessa Kabaeva. Putin, rispondendo alle indiscrezioni, criticò duramente chi, a suo dire, interferiva nella vita privata altrui con «fantasie erotiche». Nonostante le smentite ufficiali, negli anni numerosi media internazionali hanno continuato a riferire dell'esistenza di una relazione tra il presidente russo e l'ex atleta.
Giornale chiuso e addio alla Russia
Secondo quanto riportato da Delfi, la pubblicazione dell'articolo ebbe conseguenze immediate. Il proprietario del giornale, l'imprenditore ed ex agente del KGB Alexander Lebedev, decise infatti di chiudere il Moskovsky Korrespondent. Lo stesso Nekhoroshev avrebbe successivamente lasciato la Russia dopo essere stato sottoposto a interrogatori e pressioni da parte dei servizi di sicurezza.
Amici e colleghi hanno espresso sorpresa per la sua improvvisa scomparsa. La giornalista russa Bozhena Rynska, anch'essa residente in Lettonia, ha definito la notizia «incomprensibile». Igors Vatoļins, che aveva incontrato Nekhoroshev poco prima della morte, lo ha ricordato come «una persona piena di idee e progetti, non malata e ancora pienamente attiva».
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