domenica 28 giugno 2026

I lettori americani ignorano i libri di Giorgia Meloni ( da Lettera43, di Paolo Landi)

 

I libri di Meloni ignorati negli Usa: zero recensioni e pessimo tempismo
I libri di Meloni ignorati negli Usa: zero recensioni e pessimo tempismo

Giorgia Meloni lost in translation: la traduzione americana del suo libro Giorgia’s Vision si è persa nel vuoto mediatico, è caduta nel nulla. Un rapido check conferma che non è uscita nemmeno una recensione. Né il New York Times, né il Washington Post, né il Wall Street Journal si sono dati la pena di parlarne. Eppure il libro scritto a quattro mani con Alessandro Sallusti era stato lanciato con una sbandieratissima prefazione del vicepresidente JD Vance e un blurb in copertina firmato addirittura da Donald Trump, che definiva Meloni «one of the real leaders of the world»: probabilmente lo pensava davvero, quando ad aprile è uscito il libro; poi, come sappiamo, qualcosa tra loro si è irrimediabilmente rotto. Quanto alle vendite, è ancora troppo presto per sapere com’è andato.

La copertina del secondo libro di Giorgia Meloni tradotto per il mercato Usa.
La copertina del secondo libro di Giorgia Meloni tradotto per il mercato Usa.

L’endorsement di Trump non è servito

L’endorsement ad alto voltaggio pensato dall’editore per posizionare il volume non è servito a nulla: mentre ignoravano la donna che Politico, ai bei tempi, aveva definito la persona più potente d’Europa, i grandi media si sono affannati piuttosto a coprire il memoir dell’ex premier neozelandese Jacinda Ardern, A different kind of Power (tradotto anche in italiano da Baldini+Castoldi). Eppure i blurb, gli “strilli” sulle fascette, solitamente funzionano, e uno firmato Trump non tutti se lo possono permettere. Breve excursus sulla curiosa storia della parola: fu inventata nel 1907 dall’umorista Gelett Burgess; per promuovere il suo nuovo libro, creò una finta copertina con la foto di una donna – chiamata scherzosamente Miss Belinda Blurb – ritratta mentre gridava estasiata: «Meraviglioso! Leggetelo!».

La copertina del primo libro di Giorgia Meloni tradotto per gli americani.
La copertina del primo libro di Giorgia Meloni tradotto per gli americani.

Anche il primo libro era stato praticamente ignorato

Il libro della Ardern era uscito nel 2025 quasi in contemporanea con il primo di Meloni tradotto negli Usa, I Am Giorgia: My Roots, My Principles, e non portava alcun endorsement, mentre la premier italiana esibiva la prefazione di Donald Trump Jr, il figlio del presidente, e il solito blurb firmato da Trump senior, il poco fantasioso «Meloni is a fantastic leader». Niente, neanche in questo caso l’accoppiata padre-figlio servì ad attirare l’attenzione dei giornaloni: uscirono due sole critiche, una su un blog di sinistra radicale, Anti-Capitalist Musings, che lesse il libro come mito delle origini costruito nella “grammatica populista”. Giorgia della Garbatella, working-class, senza padre, sovrappeso, bullizzata, sottovalutata: «Quella che sembra un’autobiografia in realtà è una predica: soffri, obbedisci, riproduciti e vota di conseguenza».

La recensione di Anti-Capitalist Musings del libro “I Am Giorgia”.
La recensione di Anti-Capitalist Musings del libro “I Am Giorgia”.

Sul versante opposto, American Affairs Journal pubblicò un pezzo lungo e benevolo (“An Iron Lady for Our Times“, agosto 2025) che la inquadrava nella tradizione conservatrice atlantica. Un po’ poco. Contribuisce probabilmente il fatto che Skyhorse, la casa editrice che ha pubblicato i due libri, non ha il peso di un grande gruppo editoriale per imporsi all’attenzione dei desk culturali.

La specialità di Skyhorse: pubblicare libri rifiutati dagli altri

Skyhorse è di proprietà di Tony Lyons, piccolo editore indipendente newyorkese, che la fondò nel 2006, specializzandosi nel pubblicare libri che i grandi editori rifiutano, per ragioni politiche, di correttezza, o per paura di controversie. Il Guardian l’ha definito «l’editore americano che pesca tra i libri cancellati dagli altri». Tra i suoi autori Robert F. Kennedy Jr. (noto no-vax) e una quantità di libri sulle teorie di vari complotti, molti incentrati sull’assassinio di Kennedy, scritti dai due complottisti doc Roger Stone e Jesse Ventura. Ha pubblicato anche il memoir di Melania Trump: Lyons fece scalpore nel 2024 quando il libro uscì, nella fase finale della campagna presidenziale di Donald, perché chiese alla Cnn 250 mila dollari per un’intervista all’autrice.

L’editore Tony Lyons.
L’editore Tony Lyons.

I libri paiono peraltro ottimamente tradotti da Sylvia Notini, nata a Boston e cresciuta a Lexington (Massachusetts), solida formazione accademica con una laurea in Italiano all’Università del Massachusetts e un Master e un Dottorato in Lingue e Letterature Romanze alla Harvard University. Si è trasferita a Bologna, città dove vive tuttora e dove ha insegnato Lingua Inglese e Traduzione all’Università, lavorando parallelamente come traduttrice freelance. Tra i suoi lavori recenti figurano anche traduzioni di testi di Aldo Cazzullo.

Il volume è arrivato in libreria proprio mentre Trump rompeva con Meloni

Il timing dell’uscita di certo non ha aiutato Giorgia’s Vision, arrivato in libreria proprio mentre il rapporto Meloni-Trump cominciava a deteriorarsi, con lo scontro aperto su papa Leone XIV, sull’Iran e infine sulla famosa foto al G7 di Evian. Un libro con la prefazione di Vance e il blurb di Trump in copertina, pubblicato nel momento in cui tra i due cala il gelo: difficile immaginare una congiuntura editoriale più scomoda. Il risultato è che i volumi americani di Meloni esistono, ma in una specie di vuoto critico: ignorati dalla stampa liberal e dimenticati dall’ecosistema MAGA (Make America great again), che nel frattempo ha altre beghe di cui occuparsi. Un caso da manuale di operazione editoriale concepita per un pubblico politico specifico che, al momento dell’uscita del libro, aveva già cambiato umore.

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