martedì 23 giugno 2026

Guerra in Ucraina. Putin conta sulla poazienza dei Russi. Quanto durerà? ( da Fanpage.it, di Riccardo Amati)

 

L’ex diplomatico Baunov: “Putin continuerà la guerra in Ucraina, conta sulla pazienza dei russi nonostante le perdite”
L’ex diplomatico Baunov: “Putin continuerà la guerra in Ucraina, conta sulla pazienza dei russi nonostante le perdite”

Dopo l’attacco del 18 giugno su Mosca tutti i media russi hanno pubblicato la stessa frase: “I nostri missili e i nostri droni fanno più male agli ucraini di quanto loro possano farne a noi”. Virgola più o virgola meno. “Non abbiamo neanche cominciato sul serio”.

I fatti dicono altro. I sistemi antiaerei non sono stati capaci di difendere la capitale. Inutile che le autorità dicano che è andato tutto bene. Le immagini del missile terra-aria che colpisce una cisterna della raffineria che doveva proteggere, e dell’enorme “tappo” volante su Mosca come un’astronave aliena, sono emblematiche.

La realtà è difficile su più fronti. In Crimea, i droni ucraini colpiscono difese, nodi logistici e infrastrutture. Interrotta la distribuzione di carburante ai benzinai, per ordine del governatore. Alcune zone sono senza elettricità. Mentre scriviamo, blogger militari parlano di navi russe in fiamme al largo del ponte di Kerch. Il canale Telegram Vento della Crimea sostiene che si sta preparando “un assedio totale della penisola e un'offensiva nel sud della Novorossiya”, ovvero dei territori occupati nelle oblast di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson. Dove i combattimenti stanno intensificandosi, conferma il ministero della Difesa di Kiev.

Nelle ultime settimane, economisti e politologi vicini al Cremlino avevano evidenziato l’impossibilità di schiacciare l’Ucraina e l’opportunità di ridimensionare gli obiettivi massimalisti per porre fine a una guerra insostenibile. Una prospettiva inusuale, di cui Putin ha voluto testare il gradimento nelle élite — dice chi lo conosce bene. Ma che sembra esser stata già abbandonata. Le dichiarazioni da Mosca lasciano pochi dubbi. “Colpiremo l’Ucraina come non mai, e raggiungeremo in pieno tutti i nostri obiettivi”, ha detto il ministro degli Esteri, Sergey Lavrov. Non sembra solo tattica verbale.

“Anche se l’umore tra la gente e nelle élite peggiora, e tanti vorrebbero la fine della carneficina, Putin continuerà la sua guerra”, dice a Fanpage.it l’ex diplomatico russo Alexander Baunov. “Il presidente conta sulla proverbiale pazienza dei russi. È convinto che possono sopportare ancora a lungo perdite al fronte e attacchi sul loro territorio”. Il leader del Cremlino ritene che le sue forze armate alla fine possano imporsi.

Baunov è senior associate del Carnegie Russia Eurasia Center e ricercatore presso l’Istituto Universitario Europeo. Un suo libro “The End of the Regime”, è diventato un caso editoriale in Russia.

L’ex diplomatico Baunov: “Putin continuerà la guerra in Ucraina, conta sulla pazienza dei russi nonostante le perdite”
L’ex diplomatico Baunov: “Putin continuerà la guerra in Ucraina, conta sulla pazienza dei russi nonostante le perdite”

Dottor Baunov, i recenti attacchi su Mosca hanno cambiato qualcosa in Russia?

"Hanno cambiato molte cose. I sentimenti che prevalgono sono rabbia e depressione. In tutti gli ambiti della società. Ci si fanno molte domande. Anche chi durante questa guerra non si è espresso a favore o contro ma ha solo tirato avanti con la sua vita, contando sul fatto che al Cremlino la sapessero lunga e agissero per il meglio, ora capisce che Putin non ha capacità “superiori”. E non è in grado di garantire la loro sicurezza, né di prendere decisioni cruciali. È questo, il sentimento diffuso. Un cambiamento molto significativo rispetto ai primi anni di guerra".

E nelle élite? La prospettiva sta cambiando? Alcune prese di posizione recenti fanno pensare che parte della nomenclatura voglia la pace il prima possibile, anche a costo di sostanziosi compromessi…

"Le élite non hanno mai avuto fiducia cieca nelle capacità di Putin. Lo conoscono e sanno che non è il “superman” che si vuol far credere ma una persona abbastanza normale. Il cambiamento  in questo caso è di tipo diverso. Anche chi all’inizio non era d’accordo con l’”operazione militare speciale” riteneva che – una volta iniziata – il compito del presidente fosse quello di portarla a termine con efficacia. E che la vittoria, o almeno una non sconfitta, a questo punto fosse nell’interesse di tutti. Delle élite come di tutta la popolazione. La logica era che si sarebbe dovuti uscire dalla guerra più forti, più vigorosi. E si credeva che Putin, interessato a passare alla Storia come un grande leader della Russia, fosse in grado di portare a termine questa guerra in modo vincente, e che questo fosse l’interesse del Paese".

L’idea di Putin come leader vincente si è appannata?

"È un’idea che non esiste più. Le persone in posizioni di vertice, comprese quelle intorno a Putin, vedono che il capo non ha l’abilità e la volontà necessarie per porre fine alla guerra senza distruggere il regime, e quindi la loro posizione sociale. Non ha nemmeno la capacità di garantire la sicurezza dei russi. È questo il cambiamento avvenuto ai piani alti del potere".

E che cosa può comportare questo cambiamento? Si potrebbe sperare nell’inizio di un negoziato realistico per una pace sostenibile. Ma la narrativa è tornata a essere “spezzeremo reni all’Ucraina”. Il coro dei media russi è all’unisono. Lo spartito è stato scritto al Cremlino. Le dichiarazioni dei vertici sono più massimaliste che mai. Prevale davvero la volontà di continuare la guerra? Anche se ormai tutti sanno che non sta andando secondo i piani?

"Bisogna tenere presente che ai vertici del potere c’è anche un partito della linea dura, persone come Sergey Lavrov, per esempio. Senza contare le posizioni suicide di personaggi che al vertice non sono, come Dugin. Comunque, per Putin chiudere la guerra sulle attuali linee del fronte, nella situazione attuale, è impensabile. Significherebbe la sconfitta".

Ma il fatto che la guerra non stia andando secondo i piani non cambia proprio niente, a questo proposito? Non potrebbe favorire negoziati?

"Non cambia niente. Qualcosa è rimasto delle speranze che Trump aiuti Putin a imporre le sue condizioni all’Ucraina. Chissà quanto lo creda lo stesso Putin. Che comunque non vuole certo “ripudiare” il presidente americano. In caso possa essergli ancora utile".

I droni su Mosca, le perdite immani al fronte, gli attacchi alle infrastrutture petrolifere e la pressione sulla Crimea non cambiano in alcun modo le intenzioni del presidente russo?

"Sono avvenimenti molto spiacevoli per lui, ma non lo indurranno a cercare la pace".

Domanda cinica: nella “Grande guerra patriottica”, la vittoria su Hitler pilastro dell’eclettica ideologia del regime, morirono 27 milioni di russi – secondo il consenso tra gli storici. Nel conflitto con l’Ucraina, finora le perdite sono “solo” di poco più di un milione di soldati, dicono le organizzazioni che monitorano il conflitto. Putin non farà mica calcoli su queste cifre? 

"Putin conta su quello che ritiene essere ancora un grande margine nella proverbiale pazienza dei russi. Ritiene che la capacità di sopportazione e di adattamento della popolazione sia lontana dall’esaurirsi. La guerra può continuare".

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