sabato 20 giugno 2026

Onore a Franco Ferrara: 'il maestro dei maestri': L'Accademia di Santa Cecilia apre i suoi archivi con una mostra dedicata al grande direttore. NOSTRO COMMENTO

 

Santa Cecilia apre i suoi archivi, una mostra racconta Franco Ferrara
Santa Cecilia apre i suoi archivi, una mostra racconta Franco Ferrara© Provided by ANSA

 La Bibliomediateca dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diventa dal 23 giugno anche uno spazio espositivo con la prima mostra dedicata a Franco Ferrara, violinista, compositore, direttore d'orchestra, didatta tra i maggiori del secondo Novecento, accademico di Santa Cecilia. Ne parleranno, alle 17, la musicologa Alessandra Carlotta Pellegrini e Marcello Panni, allievo di Ferrara e a sua volta accademico.

A partire da questo mese la fondazione musicale della capitale ospiterà negli spazi della Bibliomediateca un ciclo di esposizioni temporanee a cadenza bimestrale, concepite per riportare alla luce i materiali conservati nell'Archivio storico e nei vari Fondi dell'Istituzione. Il pubblico avrà così la possibilità di scoprire documenti in gran parte inediti - tra fotografie, partiture, lettere e programmi di sala - per tracciare un ritratto intimo dei più importanti direttori d'orchestra e compositori legati alla storia dell'Accademia. Nel 2026 seguiranno esposizioni dedicate a Mauro Bortolotti e Orazio Fiume, con altrettanti incontri di approfondimento. Ogni nuovo allestimento sarà accompagnato da una breve conversazione sul protagonista della mostra.

Di Franco Ferrara sarà ripercorsa la complessa parabola: dagli esordi come violinista fino al successo sul podio, drammaticamente segnato dal concerto del 1940. In quell'occasione un primo, inspiegabile malore inaugurò una lunga serie di interruzioni che lo costrinsero, nel 1948, al ritiro quasi totale dalle esibizioni pubbliche. Conclusa prematuramente la stagione della direzione dal vivo, Ferrara si dedicò all' insegnamento e intrecciò un legame intenso con il cinema. Nell'arco di un ventennio diresse le colonne sonore di oltre settanta film, collaborando a stretto contatto con Nino Rota, e firmò lui stesso le musiche per sei lungometraggi, tra cui Il sacco di Roma (1953) del regista Ferruccio Cerio. (ANSA).


COMMENTO

 Iniziativa di grande interesse quella dell'Accademia di aprire i suoi archivi e di dedicare esposizioni documentarie ad accademici famosi la cui memoria rischia di oscurarsi . 

Ben scelto l'avvio di tale iniziativa con una mostra dedicata a Franco Ferrara, il grande direttore e didatta, del quale tutti raccontano meraviglie, perfino i più grandi direttori : Karajan, Ozawa, Bernstein, fra tutti, benchè in pochi hanno avuto la fortuna e il privilegio di vederlo sul podio, a causa della sua malattia tuttora senza spiegazioni convincenti. E del quale tutti, direttori di ogni genere, si dichiarano suoi allievi, perfino quelli di cui Ferrara  diceva peste e corna, ritenendoli anche inadattiu a quella professione.

Noi siamo stati testimoni di alcune sue sedute di formazione ad Assisi nei primi anni Ottanta. Era durissimo, senza però essere sgarbato. Dopo ogni esibizione dei giovani direttori, era facile capire la valutazione di Ferrara.

 Ora a proposito del'incontro, in occasione della mostra, organizzato dall'Academia per parlare di Ferrara, desta curiosità il fatto che siano stati invitati una musicologa, come Alessandra Carlotta Pellegrini ( che ne sa di Ferrara? ci sono decine di persone che di Ferrara potevano parlare con maggiore cognizione di causa) e come  Marcelo Panni,  direttore oltre che compositore, certamente allievo di Ferrara , sul quale circola la divertente battuta con la quale Ferrara chiamava a esibirsi Panni,  ai tempi della sua formazione: attaccapanni!  (Pietro Acquafredda)


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