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lunedì 18 giugno 2018

Presentata la stagione 2108-19 del dopo Noseda-Vergnano al Regio di Torino. 'Opera vincit Omnia' - che vorrà dire con questo slogan il sovrintendente Graziosi?

Mentre occorre tempo e lavoro per alzare la qualità complessiva di un teatro, basta un nulla per mandare tutto in vacca. Come forse potrebbe anche accadere al Regio di Torino, dopo le dimissioni forzate di Vergnano, l'uscita sbattendo la porta di Noseda, e l'arrivo in tutta carriera, sul treno freccia gialla dei Cinquestelle, di  William Graziosi, proveniente da Jesi, e di  Alessandro Galoppini, che ha solo cambiato casacca, lavorando già nella segreteria artistica del Regio, e dunque promosso al gradino più alto, quello di direttore artistico.

Due personcine,  che si direbbero anche garbate, ambedue con un curriculum  gonfiato ad arte, al cui confronto quello del premier Giuseppe Conte sembra redatto con puntigliosa precisione dalla sua maestra delle elementari, che forse riusciranno a mettere un pò di ordine nei conti - come Vergnano evidentemente non ha saputo fare se gli hanno mostrato un buco di cui lui non si era accorto mentre veniva scavato - ma che certamente  non aumenteranno e forse neppure saranno in grado di mantenere la qualità dell'orchestra che Noseda era riuscito a raggiungere. A questo punto è perfino inutile spiegare alla nuova coppia di vertice che la presenza di un direttore musicale di valore fa bene all'orchestra, molto più di quanto potrebbe fare la girandola di direttori  di ogni risma e paese, anche se bravi, alcuni

Ma forse  visto il ricco cartellone, almeno sulla carta, non è detta l'ultima parola, perchè i titoli sono in buon numero, il grande repertorio vi è ben presente e dunque riempire il teatro non sarà impossibile ( dei cast scritturati non riusciamo a giudicare a freddo, anche perchè ci sono molte voci nuove )  e c' anche la danza che, in Italia, sembra seguitissima . E c'è una novità, che novità non è, quel Pinocchio già andato in scena al Regio come in altri teatri europei ed italiani, come si legge  nella biografia dell'autore, Pierangelo Valtinoni, che sarebbe, per l' informatissima Paola Giunti a capo della 'comunicazione' del Regio dai tempi di Noè, il "compositore italiano più eseguito al mondo, dopo Sciarrino".  Seeeee...

 Fra i titoli del grande repertorio in cartellone, la famosissima Traviata ' degli specchi' cosiddetta,  della coppia Brokhaus-Svoboda, che fece ormai molti anni fa il suo debutto allo Sferisterio di Macerata,  assai familiare a Graziosi, dove anche noi la vedemmo all'esordio, e da dove proviene anche una seconda opera i cartellone, Madama Butterfly.
 C'è anche una ripresa moderna, che forse come  altre  risulterà abbastanza inutile e lavoro sprecato, si tratta dell'Agnese di Paer; mentre, vista la provenienza dal festival Pergolesi-Spontini,  della quale si pavoneggia anche più del consentito,  Graziosi avrebbe potuto pensare ad un' altra Agnese, quella di Spontini che  grande attenzione  si merita.

Comunque sospendiamo il giudizio, sperando che contro ogni previsione, la stagione abbia successo e mantenga la qualità finora raggiunta. E non solo il pareggio di bilancio -necessario anch'esso - che sta  più a cuore alla Appendino che alle sorti artistiche del suo Teatro sembra, dalle prime scelte operate, non essere, invece, particolarmente interessata.

martedì 8 maggio 2018

Sul Teatro Regio di Torino, Evelina Christillin e Francesca Gentile Camerana - monumentali, eleganti, ammiratissimi trumeaux dei salotti torinesi - l'una mente spudoratamente mentre l'altra tace per non mentire

"Chi temeva che i cosacchi a Cinquestelle arrivassero ad abbeverare i cavalli nel Po si è tranquillizzato. E chi invece sperava che la rivoluzione grillina cambiasse faccia a Torino in tre giorni è rimasto deluso. Dopo la vittoria di Chiara Appendino, la città è andata avanti come prima, dice il filosofo Gianni Vattimo (che l’ha votata): con l’amministrazione che funziona – e funziona abbastanza bene. La sindaca è una figlia della ben educata borghesia torinese che non la vede certo come un corpo estraneo. Quanto al popolo delle periferie, l’ha votata in massa e ora aspetta che qualcosa migliori."

Così scriveva un memorialista delle imprese grilline, Barbacetto, sul 'Fatto quotidiano', all'indomani della elezione della Appendino a sindaco di Torino, succedendo a Fassino.

Questo ha ripetuto la signora torinese dello sport, Evelina Christillin, invitata nel salotto televisivo di Lilli Gruber, consigliando tutti a non temere la calata dei grillini,  anche nelle istituzioni dello Stato, e anche a braccetto con il PD postrenziano (a proposito quando comincia l'era del postrenzismo?)

 E non si è fermata a questa  affermazione generale. E' entrata anche nel particoalre, affermando che a Torino la sindaca grillina ed il governatore, Chiamparino, PD, governano bene, come si vede dai vari dossier che hanno  esaminato e risolto egregiamente, come ad esempio quello del Teatro Regio.

 No, qui la Christillin si sbaglia e di grosso. perchè proprio nel caso del Teatro Regio, checchè ne dica la signora , che vuole ovviamente mantenere buoni rapporti anche con chi come la Appendino, ad ogni prova  scritta, commette errore gravissimi nella soluzione dei  quiz, la sua stimatissima Appendino ha commesso un errore madornale. Ha chiamato, su consiglio e forse anche ordine di Beppe Grillo, un signore che  una grande carriera di amministratore culturale da noi non l'ha fatta, nonostante che sia attivo in tal campo da alcuni decenni. Intentiamo William Graziosi. Sì, andava sostituito Walter Vergnano, da troppi anni al vertice del Regio, e che, negli ultimi, aveva avuto dissidi insanabili con Noseda  e  pasticiava con i conti - come del resto, proprio sui conti, anche i sindaci di Torino hanno pasticciato con il Teatro.
 Nel caso della sostituzione di Vergnano con Graziosi, ha prevalso la assonanza delle iniziali dei rispettivi nomi: William sostituisce Walter. W in ambedue,una doppia che fa fico!

Per la contestatissma nomina di Graziosi il CdI del Tetaro Regio, presieduto dalla  Appendino si è spaccato, il rappresentante della Regione (cioè di Chiamparino) si è opposto, e due altri consiglieri si sono dimessi, per cui Graziosi se l'è votato praticamente da sola la Appendino (e Grillo, membro esterno del Comune).

 E questo per la Christtilin  vuol dire ottima risoluzione del problemi  da parte della Appendino, d'amore e d'accordo con Chiamparino? La coraggiosa signora torinese,  promossa da Renzi,  o comincia a perdere colpi o vuol far vedere al paese cosa si fa  per restare a galla.

In un lungo dettagliato e documenntatissimo articolo, Luigi Boschi sul suo blog, a proposito del 'fattaccio' del Teatro Regio,  si domandava che fine  avessero fatto due signore della crema torinese, la Christillin e Francesca Gentile Camerana e perché mai non avessero aperto bocca  sull'affaire. Dopo le dichiarazioni della Christillin,  anche il silenzio della Camerana non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, perché un senso ce l'ha!

martedì 24 aprile 2018

I guai del Teatro Regio di Torino non finiranno, complici gli esponenti dei Cinquestelle. Appendino in testa

Il Teatro Regio di Torino navigava in cattive acque (per il  bilancio e per il pubblico) - era noto da tempo. Adesso, fra breve, verrà approvato il bilancio del 2017 e i nodi del passato verranno di nuovo al pettine, come già un'altra volta in passato quando il sindaco Fassino dovette metterci soldi del Comune.

Altra cosa fu il dissidio che si consumò pochi anni fa fra Vergano e  Noseda sulla conduzione del teatro, ricomposto dal sindaco del tempo, Fassino, il quale chiamò a Torino Gaston Fournier in veste di mediatore fra i due.

Poi l'arrivo di Appendino, Cinquestelle, e la pace già fragile, non ha retto più, anzi si è aggravata per la presenza del terzo incomodo: il sindaco; quando il precedente aveva fatto da paciere.

 Appendino, la fragile signora torinese - sembrerebbe anche eterocomandata - dalla faccia acqua e sapone, voleva fare piazza  pulita di tutte le nomine di prestigio assunte dal suo predecessore, tanto che si disse da subito che Vergnano non le era gradito e neanche la di lui moglie, La Rotella che Fassino aveva messo a capo della Fondazione per la cultura. Si andava dicendo allora che La Rotella  sarebbe stata dimessa, e invece no, chi si è dimesso è stato Vergnano, suo marito (che si è evidentemente sacrificato per la consorte) - per ragioni personali, ha detto... lo vada a raccontare ad altri.

 Noi da molto tempo andiamo dicendo che era troppo tempo che Vergnano comandava a Torino - quasi vent'anni - un tempo biblico, inaccettabile nelle istituzioni culturali che hanno bisogno di ricambi continui e nuove idee, per non favorire rendite di posizione e  legami  troppo stretti e  duraturi. con chicchessia.

Ma non di finire peggio come sembra invece prospettare l'arrivo, stabilito in un paio di giorni, di William Graziosi, chiamato a Torino dalle Marche, dalla Appendino, perchè di 'simpatie' grilline.
 Come del resto era anche Del Monaco, il cui nome si faceva alla vigilia, perchè amico , o legato a Beppe Grillo(Nelle ultime ore era circolato anche il nome del regista Davide Livermore, che ha da poco lasciato Valencia - per i soliti inevitabili dissidi con la politica, che sa solo far danni, specie in campo culturale).

 Ma partendo da Del Monaco e  Livermore, non si può finire a Graziosi, che negli ultimi anni ha diretto un festivalino ( Jesi) e qualche teatro della periferia del mondo, lasciando dietro anche una scia di soldi mancanti (buchi di bilancio, debiti).
 Ora che il livello si è abbassato, non ci meraviglieremmo se anche le due nomine a lui spettanti, cioè quella del direttore musicale e del direttore artistico, scendessero al suo livello. Noi abbiamo in testa un paio di nomi che farebbero navigare la nave del Regio in acque ancora più agitate.

lunedì 2 maggio 2016

Direzione artistica INTERREGIONALE. E' nata con Alessio Vlad

 Se fosse ancora vivo il padre, Roman Vlad, gioirebbe nel vedere i meriti e la competenza di suo figlio, Alessio, finalmente riconosciuti e compensati. Già perchè dagli incarichi che,  in anni passati, aveva avuto, uno alla volta, quasi sempre in teatri non di primissimo piano - seppure fra essi ci fossero anche fondazioni liriche - Alessio, compositore e direttore d'orchestra, è passato ora ad occupare diversi incarichi artistici contemporaneamente e in ben quattro regioni centro meridionali. E per questa mole di lavoro piovutagli addosso in breve tempo e senza che l'abbia cercata, oltre a ringraziare il cielo, avrebbe contemporaneamente a pregarlo che la salute lo assista, perché non c'è da dubitare che Alessio svolgerà al massimo e senza mai risparmiarsi tutto quello che gli si chiede di fare, aiutato dal mestieraccio e dalle indiscusse capacità.

Alessio Vlad,  tuttora direttore artistico 'laziale' - in coppia con Battistelli - all'Opera di Roma (nonostante che con l'uscita di Riccardo Muti che lo aveva voluto al suo fianco nel Teatro della Capitale, ci si attendesse da un momento all'altro che anch'egli fosse costretto a cambiare aria con la sovrintendenza di Fuortes, ed invece no) è anche direttore artistico 'umbro', in seconda, per la parte musicale, di Giorgio Ferrara, al Festival di Spoleto ( non ci risulta che abbia  abbandonato l'incarico).
 Di recente anche Ravello lo ha chiamato a salvare il suo festival; anche lì in coabitazione con Laura Valente, e siamo alla terza regione diretta musicalmente da Alessio Vlad, direttore artistico anche 'campano'; per finire con le Marche dove  è direttore artistico,  e perciò anche 'marchigiano', della 'Rete Lirica Marche ' che  riunisce e serve, per ora i teatri di Fano, Ascoli Piceno e Fermo, avvalendosi anche della collaborazione dei festival di Pesaro e di Macerata.
Mancano all'appello della 'Rete Lirica Marche' ancora i teatri di Ancona e Jesi, che di recente hanno costituito, autonomamente, una seconda rete lirica: 'Opera Ancona Jesi' per il cartellone della stagione lirica  comune dei due teatri (affidata a Vincenzo De Vivo, direttore artistico)  con la benedizione dei due amministratori, Papa e Graziosi - non sappiamo se anche con quella dell' assessore regionale alla cultura delle Marche, Moreno Pieroni, nei cui progetti vi sarebbe, come ha dato ad intendere sventolando i successi della sua Rete l'anno passato,  un'unica rete lirica che veda i maggiori teatri marchigiani collegati  nella produzione di un'unica stagione lirica distribuita in regione.
 Intanto registriamo la nascita del nuovo incarico di 'direttore artistico interregionale' affidato ad Alessio Vlad. Che se un gruccio avesse mai, sarebbe che lo si sia costretto ad accettare  quasi tutti questi incarichi in coppia con qualcun altro (Battistelli, Ferrara,Valente). Ma lui sa bene che l'hanno fatto solo per non farlo stancare.