mercoledì 24 giugno 2026

Sorrentino e il suo ultimo film 'La Grazia' si rifanno ai Nastri d'Argento, dopo la delusione dei David di Donatello ( da La Repubblica)

 

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SP27687957© Maria Laura Antonelli / AGF

Se ai David di Donatello a maggio il vincitore era stato Le città di pianura, ai Nastri d’argento – premio assegnato dal Sindacato nazionale giornalisti – trionfa La grazia di Paolo Sorrentino. Il film, che racconta il dilemma esistenziale del Presidente della Repubblica interpretato da Toni Servillo che deve decidere se concedere un provvedimento di grazia e firmare una legge sull’eutanasia, trionfa con otto premi sul nove candidature. A parte miglior film il titolo vince anche: regia e sceneggiatura – firmata dal regista – e migliori attori protagonisti, Anna Ferzetti e Toni Servillo nonché l’irresistibile Coco di Milvia Marigliano migliore attrice non protagonista. Poi Daria D’Antonio per la fotografia e per il sonoro Emanuele Cecere e Mirko Perri. La grazia è stato premiato anche per la produzione The Apartment – società del gruppo Fremantle – in associazione con Numero 10 e con Piperfilm.


Tre Nastri a 40 secondi con Francesco Gheghi “non protagonista” e Vincenzo Alfieri, miglior montaggio e miglior casting, Marco Matteo Donat-Cattin, Federica Baglioni. Tre riconoscimenti anche per Primavera di Damiano Michieletto, “miglior esordio” premiato anche dalla Fondazione Roma Lazio Film Commission e anche per la musica di Fabio Massimo Capogrosso e i costumi di Mara Rita Barbera e Gaia Calderone.

Per la commedia vince La vita va così di Riccardo Milani con Buen camino “Nastro dell’anno” e tra gli attori per 2 cuori e 2 capanne di Massimiliano Bruno e Giuseppe Battiston per Lavoreremo da grandi di Antonio Albanese. Toni Servillo e Valerio Mastandrea per Cinque secondi di Paolo Virzì sono premiati in ex aequo con il Nastro per il Miglior attore protagonista.

Nella serata, al teatro Argentina verranno assegnati premi Speciali a Giancarlo Giannini, Barbara Bouchet, Mariano Rigillo mentre a Monica Guerritore verrà consegnato il Nastro speciale con un omaggio a Anna Magnani, la prima donna premiata dai Nastri d’Argento nel 1946, proprio nei giorni del voto storico, finalmente anche alle donne, per la Repubblica e per la libertà. A Guerritore, attrice, autrice e regista che continua a far rivivere il mito di Anna nel mondo, la prima riproduzione esclusiva del Nastro che nel 1946 Anna appuntò sul suo vestito come un piccolo trofeo. Per celebrare il talento, la creatività e il contributo femminile all’industria audiovisiva italiana, omaggio a otto donne – Alba Rohrwacher e Teresa Saponangelo, attrici, Francesca Archibugi e Laura Samani, registe e sceneggiatrici, Nicoletta Ercole, costumista, Tilde Corsi, produttrice, Francesca Amitrano, direttrice della fotografia e Chiara Milani, segretaria di edizione – idealmente rappresentative di un universo femminile di creatività e professionalità che continua a realizzare il cinema, a immaginarlo, costruirlo e interpretarlo.

“Abbiamo deciso di siglare questi primi 80 anni così importanti per i Nastri d’Argento, ma anche per la storia del cinema italiano, senza i tradizionali Premi alla carriera ma con un omaggio speciale dedicato alle donne del cinema, idealmente a tante generazioni di protagoniste di eccellenza, ma anche a quelle molto spesso nell’ombra e lontane dai riflettori” spiega a nome del Direttivo Nazionale la Presidente Laura Delli Colli. “Donne comunque in prima linea ancora impegnate per conquistare pari dignità e per valorizzare l’Italia del cinema nel mondo, ragazze di diverse generazioni e di diversa formazione perché l’8 che sigla questo compleanno sia simbolicamente l’augurio infinito per tutte le altre”.

Mahmood vince il Nastro d’Argento per la migliore canzone originale per Le cose non dette scritta da Marcello Grilli, Alessandro Mahmoud e Paolo Buonvino, prodotta e orchestrata da Paolo Buonvino ed eseguita da Mahmood,tutti sul palco del Teatro Argentina, per l’omonimo film di Gabriele Muccino. ll premio per la migliore scenografia è andato a Gaspare De Pascali e Carlotta Desmann per Duse.

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