lunedì 29 giugno 2026

Morricone che è 'meglio di Beethoven', e il 'grande esperto' Augias

  La lettura di Robinson (allegato CULTURALE de La Repubblica ogni domenica) dell'altro ieri, ci ha strappato qualche sorriso in giornate che il caldo soffocante, il pianeta in subbuglio e quattro dittatorelli che si divertono a fare la guerra e ad uccidere, di sorrisi  ne consentono ben pochi, anzi nessuno.

 Perchè? Ci spieghiamo, non senza aver premesso che consideriamo l'inserto di Repubblica  di carattere culturale e, perciò, vorremmo che la sua caratura fosse tale sempre.

 Cominciamo da Morricone, al quale è dedicato la copertina ed un lungo servizio all'interno, perchè  il 6 luglio ricorre il sesto anniversario della scomparsa e perchè in tale data viene eseguita, a Venezia, la sua 'Cantata per l'Europa',  e concerti in altre città, in collaborazione con la Fondazione dedicata al musicista.

 A giudicare  dall'enorme presenza di Morricone nella vita concertistica italiana e non solo, ci è venuta in mente una scritta, apparsa a caratteri cubitali  a Napoli, al tempo dei successi di Maradona: Maradona è meglio di Beethoven, ma  nella lingua campana.

 Ci sembra davvero che  Morricone, straordinario artigiano della musica, che ce l'aveva con il mondo intero perchè la sua musica 'assoluta' non aveva la stessa considerazione e lo stesso successo di quella per il cinema ( che, detto fra noi, è la sua migliore!), sia sopravvalutato, dimenticando che  il fascino che  esercita sul grande pubblico è proprio dovuto a quella sua straordinaria  bravura artigianale ma soprattutto alla facilità della sua musica - che non è naturalmente un difetto.

 Nonostante, per l'occasione,  la Leonardi, a capo della casa editrice di Morricone, si sbracci per decantare la virtù della musica 'assoluta' di Morricone, le cose non cambieranno. Tanto per spiegarci meglio, se fosse utile. Rota che ha avuto lo stesso percorso di Morricone ed ha subito le stesse critiche, è musicista geniale, anche nella musica scritta non per il cinema - pensiamo ad esempio alla sua opera 'Il cappello di paglia di Firenze, o al suo oratorio Mysterium Catholicum, senza parlare del ricchissimo catalogo di musica da camera e per orchestra), ed è per questo che la sua musica  viene regolarmente eseguita ( cosa che non accade per la musica 'assoluta' di Morricone).

 Crediamo di aver raccontato su questo blog un episodio del quale fummo coprotagonista e testimone negli anni di gioventù, al Teatro Piccinni di Bari, quando avemmo l'occasione di intervistare pubblicamente Morricone che si sbracciò, anche in quella occasione, a favore della sua musica 'assoluta', nella indifferenza generale del pubblico, che lo accolse con un grande applauso, solo quando si mise al pianoforte e suonò le sue più celebri colonne sonore.

 Un sorriso ancora più grande ci ha strappato leggere, a corredo di un lungo articolo di Corrado Augias, sul medesimo settimanale, dedicato alla musica che 'plasma l'anima europea' - il solito compitino poco sopra la sufficienza - la seguente espressione: " Abbiamo chiesto a un GRANDE ESPERTO...". Stiamo ancora a ridere!

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