giovedì 25 giugno 2026

Il caso del dott. Gasparoni, no Vax, fermato dai carabinieri per una infrazione che rifiuta di sottoporsi all'alcoltest( da Corriere Adriatico, di Marco Favaro)

 

A sinistra, Pietro Gasparoni; a destra, Roberto Burioni
A sinistra, Pietro Gasparoni; a destra, Roberto Burioni© Redazione

 Era stato fermato dai carabinieri dopo un sorpasso azzardato. Ma Pietro Gasparoni, 77enne di Zero Branco, medico di Zero Branco, radiato dall'Ordine di Treviso per le posizioni critiche sui vaccini Covid (provvedimento sospeso alla luce del ricorso alla Commissione centrale del ministero per gli esercenti le professioni sanitarie), si è rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. Ha ripreso l'auto ed è fuggito. Con i militari costretti a inseguirlo per oltre 10 chilometri. E' quanto successo nella sera di mercoledì scorso, 17 giugno, tra Valdobbiadene e Altivole.

LA VICENDA

Gasparoni era stato fermato in via Erizzo a Valdobbiadene. Qui si era rifiutato di sottoporsi all'alcoltest, dicendo che avrebbe dovuto essere presente anche il suo avvocato. Poi è ripartito. Alla fine è stato fermato nuovamente nella zona di Altivole. Ed è scattato l'arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Il giorno dopo c'è stato il processo per direttissima: Gasparoni ha patteggiato una pena di 6 mesi.

Sulla questione oggi, mercoledì 24 giugno, è intervenuto anche Roberto Burioni, il virologo da sempre in lotta con il mondo Novax. "Non deludono mai", è il sarcastico messaggio che ha affidato ai social.

LA REPLICA

Poco dopo lo stesso Gasparoni ha fatto delle precisazioni sull'accaduto con un commento su Facebook. "Sono stato fermato per una infrazione. Mi è stato imposto l'alcol test, per quale non vi era alcun motivo. Ho chiesto un avvocato, mio diritto. Rifiuto da parte dei carabinieri. Ho ammesso di aver infranto il codice della strada, era giusto mi fosse comminata la multa, ma secondo loro dovevo fare il test - scrive - come dire parcheggio sul posto degli handicappati viene chiesto di fare l'alcol test. Non sono scappato. Ho voluto dimostrare ai carabinieri che ero in grado di guidare. E mi è stata anche illegittimamente sequestrata l'auto, per errore amministrativo".

Ma c'è anche altro. "Perché non ricordare che in un momento di regime totalitario - conclude - i carabinieri erano quelli che inseguivano persone che camminavano nei boschi o correvano da soli sulle spiaggie senza mascherina o ci multavanoo perché in auto marito e moglie non erano seduti uno alla guida l'altro sul sedile posteriore e non portavano la mascherina. La mia stizza contro di loro nasce da allora".

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