I crescenti attacchi ucraini contro Mosca, secondo funzionari della NATO, minacciano la presa di potere di Vladimir Putin. Come riporta The Telegraph, si ritiene che il presidente russo sia sottoposto a una notevole pressione interna dopo i raid con droni che hanno messo a dura prova le difese aeree. Le recenti perdite sul fronte hanno contribuito alla valutazione che il governo di Putin stia attraversando un periodo di crescente pericolo. Alti funzionari della NATO hanno fornito briefing dettagliati sulle capacità militari della Russia, ma raramente rilasciano dichiarazioni pubbliche sulla politica interna russa.
La scorsa settimana Kiev ha bombardato la capitale russa con 1.000 droni, nel più grande attacco aereo dall'inizio della guerra nel febbraio 2022. L'attacco ha distrutto un'importante raffineria di petrolio e ha costretto il Cremlino a ritirare le unità di difesa aerea dalle linee del fronte per proteggere la città. L'attacco è avvenuto pochi giorni dopo un'analoga offensiva contro San Pietroburgo, dove è stata colpita un'altra raffineria. Putin ha cercato disperatamente di proteggere la popolazione dalla realtà della guerra, che secondo la NATO ha causato la morte di 500.000 russi. Kiev afferma invece di uccidere o ferire 30.000 soldati nemici al mese.
Intervenendo al vertice dell'E5 insieme ai leader europei, Sir Keir Starmer ha detto che i russi si stanno rivoltando contro il loro leader a causa della guerra in Ucraina. «Con la Russia che perde terreno e la sua economia in difficoltà, ci sono segnali evidenti che l'umore a Mosca si sta rivoltando contro la guerra di Putin. Questo è quindi un momento davvero importante per aumentare la pressione sulla loro economia, imporre ulteriori sanzioni e fornire all'Ucraina maggiore supporto militare».
Gli attacchi
Il maresciallo dell'aeronautica Sir Johnny Stringer, vice comandante supremo alleato della NATO in Europa, ha segnalato che la situazione in cui si trova il leader russo è drammatica. «Se fossi in lui, valuterei le mie opzioni perché non sembrano promettenti», ha dichiarato al Telegraph mercoledì a Londra, durante la conferenza sulla guerra terrestre del Royal United Services Institute (Rusi). Secondo il capo militare britannico la Russia ha subito una «serie di battute d'arresto» nella guerra, che si protrae da oltre quattro anni. Sir John ha aggiunto che la NATO sta prendendo provvedimenti per rafforzare le proprie difese, ma ha insistito sul fatto che l'alleanza, che protegge circa un miliardo di persone, è di natura puramente difensiva. «In quanto alleanza difensiva, siamo ben consapevoli di dover proteggere tutte le nostre nazioni. Ma dobbiamo assicurarci che la nostra risposta sia proporzionata, misurata ma ferma».
Durante la notte, un attacco aereo ucraino contro la Crimea occupata dalla Russia ha causato un blackout nella sua città più grande, Sebastopoli, secondo quanto affermato da Mikhail Razvozhayev, governatore della città nominato dal Cremlino. Kiev ha fatto sapere che i suoi droni hanno colpito la principale sottostazione elettrica della città e Razvozhayev ha avvertito che alcune zone sarebbero rimaste senza corrente fino a mercoledì sera. Mykhailo Fedorov, ministro della Difesa ucraino, ha poi dichiarato che la raffica di attacchi con i droni faceva parte di una strategia per sfiancare le forze russe e portare Mosca al tavolo dei negoziati. «Constatiamo che l'Ucraina sta riprendendo l'iniziativa in questa guerra - ha dichiarato mercoledì Fedorov, presente alla conferenza organizzata da Rusi, un think tank militare con sede a Londra - Ieri abbiamo visto la risposta di Putin. Ha detto che non vuole che ci siano conseguenze per le infrastrutture in Crimea. Questo è stato detto ieri. Oggi Sebastopoli è senza corrente. Putin sta cercando di reagire a ciò che sta accadendo, ma credo che gli investimenti fatti negli ultimi mesi daranno i loro frutti nel prossimo futuro».
La città portuale di Sebastopoli è un luogo di importanza logistica e strategica cruciale. Gli attacchi ucraini mirano a distruggere le infrastrutture energetiche per danneggiare le entrate petrolifere e aggravare la crisi che sta affrontando lo Stato russo. Robert Brovdi, a capo delle forze ucraine specializzate in sistemi aerei senza pilota, ha detto che i droni hanno attaccato 48 siti militari, tra operativi e in fase di progettazione. E aggiunto che la principale sottostazione elettrica di Sebastopoli era stata colpita durante il raid aereo. Gli attacchi hanno provocato una reazione di sfida da parte di Razvozhayev. «Non ci lasceremo intimidire dalla mancanza di luce. Abbiamo superato situazioni ben più difficili e sopravviveremo anche questa volta - ha dichiarato in un messaggio su Telegram - Il nemico sta di nuovo colpendo vilmente, cercando di privarci delle nostre normali condizioni di vita e di seminare il panico».
La scorsa settimana Volodymyr Zelensky ha minacciato di attaccare la vicina Bielorussia, accusando il Paese, alleato di lunga data della Russia, di aiutare Mosca a colpire con i droni in Ucraina. Il 19 giugno, ad Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia, è stato dato un ultimatum di una settimana: rimuovere tutte le attrezzature che aiutano le forze di Putin, altrimenti l'Ucraina attaccherà la Bielorussia. «"Se non lo farà lui, lo faremo noi», ha avvertito Zelensky, aggiungendo che «una settimana gli basterà per farlo». Il termine ultimo per l'Ucraina scade venerdì.
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