Flaminio, la nuova piazza verde del Maxxi è realtà
I lavori erano iniziati a metà marzo. Lo spazio antistante il museo di via Guido Reni è stato arricchito di varie essenze di alberi e arbusti
Si sono conclusi in meno di quattro mesi i lavori di rinnovo dello spazio antistante il museo Maxxi a via Guido Reni, quartiere Flaminio. La Fondazione ha creato una vera e propria piazza verde, la cui idea è stata curata dall'architetto paesaggista Bas Smets, nell'ambito del masterplan “Grande Maxxi”, cioè l'ampliamento e rinnovamento della struttura che vedrà la conclusione nel 2027.
La nuova piazza del Maxxi
Una piazza più accessibile, sostenibile e partecipata all'interno della quale la dotazione di verde è stata aumentata con la consulenza dell'agronomo Pierfrancesco Malandrino e il sostegno di Ales SpA.
Un'oasi verde su via Guido Reni
Nuovi alberi, arbusti, centinaia di ebracee di diverse specie tipiche della vegetazione mediterranea abitano piazza Alighiero Boetti. I maggiori interventi si sono concentrati dal lato di via Guido Reni, creando una nuova oasi di verde che segue il prospetto del museo, concentrandosi all'ingresso ora più verde e ombreggiato.
Tutti gli alberi piantati
Nello specifico sono stati piantati aceri mediterranei, lecci, alberi di Giuda, miri, corbezzoli e altre specie tipiche delle nostre zone. Conservato il grande tiglio che svetta di fronte al museo, presente prima della nascita del Maxxi. Poi il pino d'Aleppo, l'albero della nebbia (lo scotano, caratterizzato da una fioritura rosa), l'orniello. Andando verso il centro della piazza le alberature si diradano lasciando spazio a una vera e propria agorà per eventi, installazioni, performance ma anche gioco, incontro e sosta.
I pioppi di Zaha Hadid
Sul lato di via Masaccio è stato ricreato il filare di pioppi pensato da Zaha Hadid, l'architetta di fama mondiale che ha firmato il progetto del Maxxi. Il filare è incorniciato da un tappeto di fiori d'acanto e fa da protezione alla cavea, vero anfieatro “green” dove saranno piantati cinque grandi alberi dalle chiome ombrose e che in autunno caratterizzeranno lo spazio con il loro foliage.
Bas Smets: “Così abbassiamo la temperatura”
Spiega Bas Smets, il paesaggista autore del progetto: “Piazza Boetti è stata progettata come parte del museo Maxxi. Era precisa nel suo disegno architettonico, ma priva di vegetazione, il che la rendeva un'isola di calore in estate. Seguendo il progetto originale di Zaha Hadid, abbiamo tagliato sezioni di cemento per rivelare il suolo sottostante. Abbiamo apportato substrato fertile, alberi, arbusti e piante tappezzanti. Insieme, queste piante abbassano la temperatura percepita grazie all'ombra e all'evapotraspirazione”.
Maria Emanuela Bruni: “Valorizziamo le tante iniziative in programma”
Dice Maria Emanuela Bruni, presidente Fondazione Maxxi: “Il Maxxi si trasforma, si rinnova, diventa sempre più accessibile, sostenibile e partecipato, rispondendo alle sfide del mondo contemporaneo e alle esigenze di un pubblico sempre diverso. Questa nuova oasi di verde contribuirà a valorizzare ancora di più le tante iniziative in programma e a rendere l’esperienza museale ancora più attraente e stimolante, rafforzando il ruolo sociale del Museo”.
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Flaminio, la nuova piazza verde del Maxxi è realtà
https://www.romatoday.it/zone/parioli/flaminio/inaugurazione-piazza-verde-museo-maxxi.html
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