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sabato 5 aprile 2014

Genitori muratori

I muratori di cui abbiamo letto oggi sui giornali non hanno nulla  da spartire con i muratori di massonica fede. Questi genitori non vogliono ricostruire  l'universo o costruire il nuovo ordine del mondo come i fratelli con compasso e grembiulino, sono semplici genitori obbligati a fare i muratori,  armati di  cazzuola ed altri arnesi, per rendere le scuole in cui ogni giorno per tutta la mattina stazionano i loro figli meno schifose. Perchè lo Stato o i Comuni e le Province, che solitamente hanno il compito della manutenzione degli edifici scolastici - a proposito  forse è la prima conseguenza pratica dell'abolizione delle Province? bel risultato! - non hanno i soldi per farlo. La notizia sembra essere stata accolta con stupore ma tutto sommato positivamente. A noi la notizia medesima ci fa inorridire. La comunità non ha i soldi per rendere i luoghi in cui i ragazzi passano  buona parte della loro fanciullezza e prima giovinezza meno repellenti e deprimenti.
 Sì, perché non è facile vincere la depressione che ti assale quando entri in un'aula scolastica con i muri scrostati e sporchi, i banchi schifosi ecc... ecc... e lo dice uno che ha passato quarant'anni della sua vita insegnando in scuole di ogni ordine e grado e non solo di Roma( Firenze, Latina, L'Aquila, Perugia ). E se  facile non  è per un insegnante a maggior ragione può passare indenne un allievo che si abitua da piccolo alla sciatteria, al sudiciume, alla mancanza di rispetto per la cosa pubblica. Cattive abitudini che porteranno -  senza volerli giustificare; ma qualcuno dovrà incaricarsi di educarli! -  ad atti di vandalismo, quando quei piccoli barbari che noi abbiamo formato ne saranno capaci, a scrivere (imbrattare) sui muri. Brutta storia.
 Una volta accogliemmo la vista di un atto vandalico con semi accondiscendenza, dato che in quell'istituto tutto era in rovina, in malora. Parliamo del Liceo Castelnuovo, dove sulla porta di un'aula gli allievi in ore e d ore di lavoro - immaginiamo - avevano fatto un buco grande quanto una casa, sotto il quale  avevano scritto 'Foro Italico'. La scritta , assai spiritosa, creativa ci sembrò potesse far passare in second'ordine lo scempio. A rifletterci non era, non poteva essere così. Oggi ce ne rendiamo conto, alla lettura della notizia che OBBLIGA i genitori  ad arruolarsi come muratori, dopo aver  conseguito il patentino abilitante.
 E questo colpo di genio accade in un paese in cui Renzi ed il suo socio Cottarelli si dimenticano che i giudici costituzionali guadagnano  sui 500 mila Euro l'anno; dove gli stipendi dei politici non si possono toccare perchè nel caso dovrebbero ritoccarseli essi stessi - e non lo faranno mai; dove le macchine blu continuano a sfrecciare per le strade della capitale ed in tutte le città in cui troneggiano i luoghi del potere; un paese che ha ambasciate in numero maggiore degli Stati Uniti e paga  i suoi ambasciatori e similari come gli sceicchi ( ma anche qualche politico nostrano, straricco) pagano le escort per una serata anti noia... e potremmo continuare. Un paese al quale mai potremo abituarci.

martedì 8 ottobre 2013

Valore cultura. Altri imbrogli dallo Stato con la faccia tosta

Il decreto legge del governo Letta, 'Valore Cultura' pubblicato sulla Gazzetta ufficiale l'8 agosto - ne abbiamo parlato a suo tempo - e, di recente, approvato dal Parlamento, accanto ad alcune misure senza dubbio positive e che fanno immaginare un governo attento ai problemi del settore, che al governo Berlusconi non ha mai interessato, in alcuni articoli contiene norme che fanno tornare  indietro di anni tutta l'organizzazione culturale in Italia. Nell'art.11, criticatissimo, si riducono i componenti dei consigli di amministrazione,  riduzione che toccherà soprattutto la presenza dei membri privati,  ai quali si domanda una 'fidelizzazione' consistente e di durata quinquennale. Insomma un privato, per avere un posto in consiglio di amministrazione della Scala, per esemplificare, deve assicurare per un periodo di cinque anni  un consistente apporto finanziario.  Bray, l'attuale ministro, quando gli hanno fatto notare che, evidentemente, i suoi consiglieri andrebbero cambiati perché tentano con ogni mezzo, e ogni volta ritentano, di  riportare indietro tutto il settore, dopo quei pochi  passi avanti che sembrano essersi fatti - Nastasi c'entra? Eccome! - ha promesso di rimediarvi,  a questo come ad altre incongruenze che riguardano il Piccolo e la Scala di Milano, in riferimento alla loro autonomia che sembrava raggiunta. Insomma lo Stato vorrebbe che i privati abbiano nei confronti delle nostre fondazioni culturali quella affezione che esso Stato non ha mai avuto e tuttora sembra continuare a non avere, perché non ha mai assicurato  il finanziamento necessario , e perché , nonostante le promesse,  ogni anno - e non ogni cinque- cambia idea, e sempre in peggio, cosa che i privati, naturalmente, secondo l'integerrimo Stato, non possono fare. Che faccia tosta!
 E tutto questo accade quando il pachiderma Stato,  mostro sempre  affamato, non c'è verso che  tagli tutti i privilegi che nel corso degli anni s'è assicurato per sè e per i suoi devoti servitori. Oggi, il quotidiano 'Il tempo' riportava alcuni dati allarmanti sui profeti, di destra e sinistra,  che sputano sentenze a suon di pensioni non meritate e laute, sulle quali poggiano tranquilli i loro orrendi culi, da Veltroni a D'Alema a  tutti gli altri. Evidentemente chi ci governa non si è ancora accorto che il paese non può tenersi ancora per molto e che, se non corrono in tempo ai ripari, chissà cosa può succedere. Ogni giorno tagliano qualcosa a tutti, persino ... mentre mai nulla si taglia e si può tagliare a loro, neanche le mani con le quali  fanno, ogni giorno che passa, razzia dei beni del paese.