Bufera in Veneto. In alcune scuole di Belluno sono stati distribuiti dei libri che negherebbero il cambiamento climatico. La notizia ha generato una generale indignazione e non sono tardati ad arrivare le repliche degli esponenti politici di Avs e M5s.
Cosa è accaduto
Tutto nasce da un convegno tenutosi lo scorso 25 ottobre 2025 a Palazzo Crepadona, nel Comune di Belluno. L'incontro dal titolo "Cambiamenti climatici: scenari, sfide, soluzioni" ha visto la partecipazione di diversi esperti tra tecnici, ingegneri e geologi del territorio chiamati a discutere di crisi climatica, resilienza dei territori, rischio idrogeologico. Gli atti di quel convegno vengono riuniti in un libro pubblicato ad aprile del 2025 per poi arrivare sui banchi di scuola delle classi quarte e quinte degli istituti superiori bellunesi a settembre di quest'anno. A far discutere è il capitolo firmato da Giorgio Giacchetti, uno dei relatori della convention, nonché presidente regionale dell'Ordine dei Geologi del Veneto, dedicato alla resilienza dei territori. Tra le tesi sostenute da Giacchetti ci sarebbe quella che l'aumento della CO2 come conseguenza, e non una causa, dell'aumento delle temperature. «L'incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non dalle emissioni antropiche» e oltre 260 ppm l'effetto della CO2 diventerebbe trascurabile. Non in ultimo, nel testo viene riportato una concentrazione atmosferica di CO2 di circa 460 ppm, un valore che non trova alcun riscontro nelle misurazioni ufficiali disponibili.
La lettera aperta di Carlo Barbante solleva la polemica
A porre l'attenzione sul caso è stato Carlo Barbante, uno dei climatologi più autorevoli in Italia, docente all'Università Ca' Foscari di Venezia, studioso dell'Istituto di scienze polari del Cnr e presidente del Centro Studio e ricerca internazionale sui cambiamenti climatici. Barbante ha scritto una lettera aperta al sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin e alla Regione Veneto, chiedendo di sospendere la distribuzione del volume nelle scuole, negli ordini professionali e negli enti del territorio. «Si presentano come fatti affermazioni che contraddicono apertamente lo stato delle conoscenze scientifiche sul clima», è l'accusa mossa dal climatologo.
Le reazioni
Il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, insieme agli scienziati del Tesaf, ha espresso «forte preoccupazione» per i contenuti del manuale, contestando in particolare l’idea che l’effetto serra diventi «trascurabile oltre 260 ppm» e che l’aumento delle temperature sia dovuto a «cicli naturali, probabilmente di origine astronomica». Secondo l’ateneo, queste affermazioni «contrastano con le conoscenze scientifiche sul sistema climatico». La vicenda è approdata anche in Consiglio regionale. Il Pd Veneto ha annunciato un’interrogazione per sapere «se e in quali forme la Regione del Veneto abbia sostenuto o patrocinato queste iniziative».
Durissimo anche il commento di Angelo Bonelli, che ha definito «inaccettabile» la presenza nelle scuole di un testo che, secondo lui, sostiene tesi in contrasto con il consenso scientifico sul cambiamento climatico. «Non ci troviamo davanti a una svista, ma alla pianificazione della disinformazione», ha accusato il deputato di Avs, riferendosi ai 29.500 euro di fondi regionali destinati alla pubblicazione. Bonelli ha quindi chiesto di «sospendere subito la distribuzione» del volume, ritirare le copie già consegnate e chiarire quali controlli scientifici siano stati effettuati prima della sua diffusione nelle scuole.
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