giovedì 24 settembre 2026

Lina, 12 anni, scrive alla 'bulla' ( non bella ciao, mai e poi mai, bensì bollo ciao, meglio ancora 'Bulla ciao!) Meloni: chi decide chi di noi è di troppo? ( da Screen World)

 Ha soltanto 12 anni, frequenta la seconda media a Torino e, dopo aver ascoltato le parole di Giorgia Meloni sugli studenti stranieri nelle classi, ha chiesto al padre di poterle rispondere. Così Lina Baya, studentessa torinese di origini marocchine, si è messa davanti a una telecamera e ha rivolto alla presidente del Consiglio una domanda destinata a diventare virale: “Come si decide chi di noi è di troppo?”.

Il video è stato pubblicato su Instagram dal padre Brahim Baya dopo che, secondo il suo racconto, era stata proprio Lina a chiedergli: “Papà, voglio rispondere alla Meloni”. In poche ore il filmato ha cominciato a circolare sui social, superando il milione di visualizzazioni. La risposta arriva dopo l’annuncio fatto da Meloni davanti alla platea di Gioventù Nazionale. La premier ha parlato dell’intenzione di introdurre un limite alla presenza di studenti stranieri nelle singole classi, sostenendo che non debbano essere i bambini italiani a sentirsi in minoranza.

Tra le misure annunciate ci sono anche interventi legati all’apprendimento dell’italiano e il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici. Lina parte proprio da quelle parole, ma prova a guardare la questione dalla prospettiva di chi ogni mattina entra realmente in classe. “Io non voglio prendere il posto di nessuno. Voglio stare al mio banco accanto ai miei compagni”, dice all’inizio del video.

La dodicenne spiega di essere d’accordo su un punto: nessun bambino dovrebbe sentirsi messo da parte. Ma, aggiunge, questo dovrebbe valere per tutti, anche per chi è appena arrivato in Italia, per chi ha un cognome straniero o per chi sta ancora imparando la lingua. E per raccontare cosa intende, Lina non ricorre a discorsi astratti ma porta l’esempio della propria classe. I suoi compagni hanno origini, storie e in alcuni casi lingue diverse, ma per lei restano prima di tutto compagni di scuola. Tra loro c’è anche un ragazzo arrivato da poco, che parla soltanto francese e sta imparando l’italiano.

Lina racconta che lei e gli altri cercano di aiutarlo. Non nasconde che comunicare sia talvolta difficile e riconosce che l’integrazione non possa dipendere semplicemente dalla buona volontà dei ragazzi: servono anche insegnanti che abbiano il tempo e gli strumenti per seguire chi rimane indietro. È quando il discorso torna sul possibile limite agli studenti stranieri che arriva il passaggio più forte del video.

Dichiarazione

“Lei vuole mettere un limite agli alunni stranieri per classe. Io vorrei capire una cosa: come si decide chi di noi è di troppo? Perché dietro quel numero c’è qualcuno che ha già degli amici, qualcuno che magari finalmente ha smesso di sentirsi solo”. – Lina Baya

Giorgia Meloni a Forum fonte: Mediaset Infinity

La ragazza affronta anche il tema della cittadinanza. Nelle scuole italiane gli studenti che non possiedono quella italiana sono circa 930mila, l’11,6% del totale, e quasi due terzi di loro sono nati proprio in Italia. Lina osserva quindi che molti ragazzi definiti stranieri sono in realtà cresciuti nello stesso Paese e nelle stesse scuole dei loro compagni italiani.

Il suo discorso non nega che possano esistere difficoltà nelle classi multiculturali. Lina parla apertamente di chi fatica a seguire una spiegazione, di chi resta indietro e di chi rischia di sentirsi solo. Ma è proprio per questo che chiede che il dibattito non si fermi ai numeri. Nel finale si rivolge nuovamente e direttamente a Meloni, invitandola ad ascoltare studenti e professori prima di decidere cosa serva alle loro classi.

Giorgia Meloni durante un comizio fonte: YouTube

“Quando parlate di noi, il giorno dopo noi entriamo in classe. Ci sediamo l’uno accanto all’altro”, osserva Lina, prima di chiudere tornando allo stesso concetto con cui aveva iniziato: non vuole prendere il posto di nessuno, ma vorrebbe che a scuola ci fosse posto per tutti. Ed è forse proprio questa prospettiva ad aver fatto circolare così rapidamente il suo video: una discussione politica che parla di percentuali e limiti viene riportata da una dodicenne dentro una classe, tra banchi, amici e compagni che il giorno dopo continueranno comunque a sedersi gli uni accanto agli altri.

Non è la prima volta, del resto, che Giorgia Meloni interviene direttamente su temi destinati a entrare nel dibattito pubblico. Pochi giorni fa la presidente del Consiglio è apparsa anche a Forum, dove ha parlato dei rischi dell’intelligenza artificiale e del possibile impatto su milioni di posti di lavoro, con un robot umanoide presente nello studio.

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