ROMA, 24 settembre (Reuters) - Il governo ha attaccato l'Istat dopo che l'istituto ha comunicato il mancato raggiungimento dell'obiettivo sul deficit per il 2025, facendo sfumare per l'Italia la possibilità di uscire in anticipo dalla procedura d'infrazione dell’Unione europea.
Martedì l'Istat ha confermato che lo scorso anno il deficit si è attestato al 3,1% del prodotto interno lordo, appena al di sopra del limite del 3% fissato dall’Ue, nonostante le ripetute previsioni del governo di una revisione al ribasso dei dati, che erano stati comunicati per la prima volta dall'Istat a marzo.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha detto in Parlamento di aver preso atto dei dati "non senza rammarico" e che il sistema di rilevazione "non è sempre compatibile con le esigenze della compilazione dei conti".
La premier Giorgia Meloni, che si sta preparando alle elezioni del prossimo anno, è andata oltre.
"Non so se Istat stia sottostimando gli italiani o il governo e questo mi delude", ha detto dopo la pubblicazione dei dati.
Ha aggiunto che l'Istat rivede al rialzo i dati sul Pil "ogni anno", lasciando intendere che il rapporto di disavanzo riportato potrebbe non essere attendibile.
L’Istat non ha commentato le dichiarazioni di Meloni.
Una fonte dell'istituto ha detto che l’ente "misura e comunica i dati senza alcuna considerazione politica, in totale trasparenza e rispettando le metodologie condivise con il Sistema statistico europeo e il suo codice di qualità".
Linda Laura Sabbadini, ex direttrice dell'Istat, ha detto che Meloni sta distogliendo l’attenzione dai fallimenti del suo governo e che non è vero che l'Istat rivede sempre al rialzo i dati sul Pil.
"Capisco che siamo nel pieno di una campagna elettorale, ma non si può fare dell'Istat il capro espiatorio quando non si è monitorata adeguatamente la spesa", ha detto a Reuters.
L'Istat è una "istituzione indipendente che non dovrebbe essere soggetta a pressioni politiche, tanto meno denigrata in pubblico", ha aggiunto.
Anche la Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil è intervenuta in difesa dell'istituto.
"La statistica pubblica è al servizio della collettività, non dei governi", ha scritto in un comunicato pubblicato sui social.
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