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domenica 10 dicembre 2017

Nuova moda del mondo occidentale: la censura a New York, Londra, Mosca

E' tornata di moda la censura e non nei mondi lontani dell'Occidente, dove non è mai tramontata definitamente quella politica, ma nel nostro mondo che,  dopo la rimozione delle stupide, inutili foglie di fico per coprire il sesso di statue e dipinti, sembrava vaccinato.

 No, dall'America di Trump all'Inghilterra puritana, 'a piacere', fino alla Russia di Putin, la censura  è tornata di moda, in un settore  nel quale  nessuno si sarebbe potuto immaginare che  potessero esistere ancora divieti: la nudità.

 E' accaduto che due studentesse, a New York, abbiano inviato al direttore del Guggenheim una lettera per protestare contro l'esposizione -  permanente- di una nota tela di Balthus che mostra una adolescente in posizione - compiaciuta - di grande erotismo. Nulla di osceno, ma le due studentesse hanno evidentemente intuito quale carica di sensualità quel quadro emanasse. La loro lettera, in rete ha raccolto molti consensi.

A Londra, in occasione di una mostra dedicata ad Egon Schiele,  è stata vietata l'affissione dei manifesti che riproducevano una delle opere del grande pittore, perchè oscena. Dite voi  se  le opere di Schiele possano essere considerate oscene. Forse di una oscenità tormentata e dilaniata, ma certo non campiaciuta e voyeristica, e perciò non per le stesse ragioni per cui spesso  si staccano dai cartelloni pubblicitari manifesti che  mostrano senza veli il corpo femminile - ammesso che ci siano ancora particelle anche minime che la pubblicità od anche la tv ed il cinema non  hanno mostrato.

Infine, Mosca, dove al Bolscioi è andato finalmente in scena un balletto dedicato alla vita ed all'attività del grande ballerino russo Nureyev. Il balletto doveva andare in scena a luglio ma fu cancellato per la nuova ondata di moralismo russo, per cui la sottolineatura della sua sessualità  omo  non andava tollerata. L'autore coreografo fu dimesso - pare che ora sia dietro le sbarre - ed il balletto con qualche taglio è andato finalmente in scena. A detta del teatro, nel tentativo di rassicurare l'opinione pubblica mondiale, il balletto non è stato modificato affatto ed è andato in scena così come il suo autore l'aveva pensato e scritto. Ad eccezione di una foto gigante, a firma Avedon, eliminata, la quale ritraeva Nureyev  nella sua scultorea nudità. Nudità non oscenità.

mercoledì 16 dicembre 2015

Teatro alla Scala: sovrintendente e direttore del corpo di ballo

Finalmente ha avuto luogo. lunedì 14, l'atteso Consiglio di amministrazione della Scala, quello nel quale Pereira  sarebbe stato fatto oggetto di numerose accuse, dalle quali avrebbe dovuto difendersi, compresa quella della disaffezione di tanti artisti dal teatro milanese, con conseguenti defezioni, da quando lui è arrivato al vertice, al posto di Lissner. Pereira ha fatto notare, e dunque è stato assolto, che tali defezioni si riferivano al periodo ed ai titoli in cartellone,  sotto la doppia gestione Lissner-Pereira e che dunque l'affidabilità del teatro non è compromessa.
Pereira ha dichiarato,  inoltre, per rassicurare e scornare quanti lo volevano sotto accusa, che  nessun titolo si cancella dalla stagione del teatro, che la Bartoli  tornerà a cantare dopo che aveva disertato il teatro per problemi di salute, e che della novità di Kurtag, commissionata da tempo  al musicista,  ancora dal Festival di Salisburgo, e che è in programma alla Scala, nulla ancora è definito perché l'opera non è terminata. Quando in gennaio lo sarà, si  potrà parlare degli interpreti e dell'allestimento. Comunque c'è tempo visto che è programmata per il prossimo novembre.
Insomma Pereira s'è ben difeso alla faccia di chi lo avrebbe voluto già in qualche modo sfiduciato. Anche sul fronte dei conti del teatro Pereira ha annunciato l'arrivo di nuovi sponsor e di altre entrate. Naturalmente i giornali, diffidenti - se lo fossero sempre,  e non solo con il bersagliato del momento! - hanno scritto che una cosa è annunciare l'arrivo di nuovi sponsor o soci, altra vedere i soldi versati nelle casse del teatro. Ma ciò vale per tutti.
 Sempre alla Scala, il direttore del corpo di ballo uscente, in partenza per Mosca, dove assumerà la responsabilità del ballo al Bolshoi, ha denunciato il progressivo invecchiamento dei nostri ballerini e la loro conseguente permanenza nei corpi di ballo, con grave danno sia per il ballo in sé, sia nei confronti dei giovani che per ragioni di organico, finchè i vecchi non schiodano, non vi possono entrare - e nel ballo della Scala ci sono  giovani di grande talento e valore che però hanno contratti a tempo determinato e temporanei.
Le leggi sul progressivo procrastinamento dell'uscita dal mondo del lavoro sono deleterie e controproducenti per i ballerini- il limite del 45 anni, ora è stato portato a 46 - ma questo il governo di Renzi o l'INPS di Boeri non lo sanno e nessuno glielo dice.