Attentato a Londra dell'altro ieri mattina. Servizi in tutta la giornata dell'attentato ed anche ieri, quando viene data la notizia dell'arresto a Dover, mentre tentava di imbarcarsi per fuggire in Francia, di un diciottenne, ritenuto sospetto, anzi molto sospetto. A Londra viene innalzato il livello dell'allerta, si temono attentati 'imminenti'.
E fin qui i due canali News sembrano combattere ad armi quasi pari.
Stamattina, domenica 17 settembre, ore 6.45, invece...
Sky Tg 24. Ampio servizio da Londra per gli ulteriori aggiornamenti. Si cercano tuttora complici ma i riflettori su quel ragazzo rivelano altro, come dichiara, in una particolareggiata intervista, una sua vicina di casa. La prima notizia, inquietante è che il diciottenne una quindicina di giorni fa era stato messo al gabbio e poi - perchè? - subito liberato.
Rai News 24. Il giornalista in studio dà notizia degli aggiornamenti, il 'sottopancia' ripete qualche novità, come quella del suo arresto, mentre tentava di fuggire, e poi viene annunciato il servizio da Londra, della corrispondente della rete Rai.
La quale corrispondente attacca: l'attentato di ieri ... dunque Rai News 24 alle 6.45 di oggi, domenicia 17 settembre, non ha ancora avuto la corrispondenza aggiornata sul giovane arrestato e rimanda in onda quella di ieri, dove si indugia sul fatto che la polizia, anzi il capo dell'antiterrorismo ha annunciato che l'allerta era massima, che le indagini anche dopo l'arresto del giovane proseguivano ecc...
Insomma il canale diretto da Di Bella, con tutti i giornalisti e corrispondenti in dotazione, ma che sicuramente in casi eccezionali può, anzi deve, usufruire dei contributi di altri corrispondenti Rai, dorme ed attende che si faccia pieno giorno per importunare il suo, la sua, corrispondente mandandolo/a a vedere che succede per aggiornare i suoi telespettatori.
Perchè i corrispondenti di Sky Tg 24 devono arrivare sempre prima dei loro colleghi di Rai News 24?
Per dare al canale Rai la sveglia, almeno per questo, Milena Gabanelli poteva essere più che utile.
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sabato 16 settembre 2017
sabato 31 dicembre 2016
Babbo Natale non esiste: la meschina vendetta di un poveretto - Giacomo Loprieno - che dirige la sua orchestrina
L'uscita di un tale, che di nome fa Giacomo Loprieno, a capo di un'orchesra raccogliticcia scritturata per insonorizzare dal vivo il cartone Frozen per la gioia dei bimbi, in questo Natale a Roma, presso l'Auditorium Parco della Musica, non poteva essere più infelice ed anche meschina. Perchè egli ha voluto vendicarsi del rumoreggiare che gli oltre duemila bambini accompagnati, facevano nella Sala Santa Cecilia, dopo aver pagato un biglietto dai 30 ai 40 Euro, alla fine del cosiddetto 'cineconcerto'.
Niente di tanto particolare - un film con la musica eseguita dal vivo - ma quanto basta per spillare soldi ai poveri genitori costretti a portarci i figli a rivedere per l'ennesima volta l'amato cartone, ma questa volta con la musica eseguita sotto lo schermo sul quale veniva proiettato il film d'animazione. Resta inteso che della musica soprattutto ai più piccoli importava proprio nulla, e neppure dello spettacolo aggiunto dei musicisti schierati sul palco, in semioscurità. Loro guardavano estasiati il cartone e basta.
Verso la fine i bambini hanno cominciato a dare segni di impazienza e interessati - i genitori più dei piccoli - a guadagnare subito l'uscita, per non trovarsi imbottigliati nella folla, già da quelle scalinate anguste ed inadatte, devono aver disturbato il manovratore il quale ha reagito meschinamente, avventandosi come un mostro sui bambini: 'comunque Babbo Natale non esiste. Bello str...
A scanso di equivoci, non chiamate direttore d'orchestra uno che ogni tanto si mette davanti ad un orchestra e gesticola. Il direttore d'orchestra è quello che di mestiere fa il direttore. Fate caso, anche al prossimo festival di Sanremo, a tutti coloro che il bravo presentatore invoca chiamandoli per nome. dirige l'orchestra tizio e caio. Gente sconosciuta, in tutta evidenza incapace in molti casi, che se uno li guarda si mette le mani nei capelli.
Il Loprieno che certamente non ha ancora mai avuto un momento di celebrità e forse mai lo avrà, il momento di celebrità se lo è preso da solo, sparando all'indirizzo dei poveri innocenti e sfruttati all'occasione, bambini quella idiozia. Prontamente sostituito. Ma forse non avrebbe dovuto neanche essere scritturato, ma per un orchestrina basta un cosiddetto direttore, uno qualunque.
Che la direzione d'orchestra sia un mestiere difficile, che non si può improvvisare prendendo una bacchetta in mano e mettendosi davanti ad un complesso strumentale lo ha dimostrato anche un servizio andato in onda ieri su Rai News 24, dedicato al musicista italiano 'amato da Obama'. Si tratta di un romano, giovane, capelli lunghi, di una celebre dinastia di 'pianofortai' romani , i Ciampi, lui di nome fa Gabriele - come gli Alfonsi ed i Castrianni noti ed aristocratici artigiani del pianoforte - il quale, alla viglia di un concerto natalizio a Roma è stato ripreso mentre dirige musica 'sua' con una 'sua' orchestra. La solita storia. Tralasciamo il panegirico, quasi fosse la reincarnazione di Beethoven, ma questo giovane - a dispetto della passione di Obama per lui - non sa dirigere. Se vi capita di navigare in rete, cercatene qualche video, vi confermerete nella nostra medesima opinione. La sua musica, poi, può andar bene per accompagnare un film - ma anche in questo campo esistono fuoriclasse - o per fare un omaggio a Papa Bergoglio, che come si sa in fatto di musica non fa distinzione fra la Nona di Beethoven e Fin che la barca va ;ma in ogni caso manca di peso specifico, ed è assolutamente dozzinale.
Niente di tanto particolare - un film con la musica eseguita dal vivo - ma quanto basta per spillare soldi ai poveri genitori costretti a portarci i figli a rivedere per l'ennesima volta l'amato cartone, ma questa volta con la musica eseguita sotto lo schermo sul quale veniva proiettato il film d'animazione. Resta inteso che della musica soprattutto ai più piccoli importava proprio nulla, e neppure dello spettacolo aggiunto dei musicisti schierati sul palco, in semioscurità. Loro guardavano estasiati il cartone e basta.
Verso la fine i bambini hanno cominciato a dare segni di impazienza e interessati - i genitori più dei piccoli - a guadagnare subito l'uscita, per non trovarsi imbottigliati nella folla, già da quelle scalinate anguste ed inadatte, devono aver disturbato il manovratore il quale ha reagito meschinamente, avventandosi come un mostro sui bambini: 'comunque Babbo Natale non esiste. Bello str...
A scanso di equivoci, non chiamate direttore d'orchestra uno che ogni tanto si mette davanti ad un orchestra e gesticola. Il direttore d'orchestra è quello che di mestiere fa il direttore. Fate caso, anche al prossimo festival di Sanremo, a tutti coloro che il bravo presentatore invoca chiamandoli per nome. dirige l'orchestra tizio e caio. Gente sconosciuta, in tutta evidenza incapace in molti casi, che se uno li guarda si mette le mani nei capelli.
Il Loprieno che certamente non ha ancora mai avuto un momento di celebrità e forse mai lo avrà, il momento di celebrità se lo è preso da solo, sparando all'indirizzo dei poveri innocenti e sfruttati all'occasione, bambini quella idiozia. Prontamente sostituito. Ma forse non avrebbe dovuto neanche essere scritturato, ma per un orchestrina basta un cosiddetto direttore, uno qualunque.
Che la direzione d'orchestra sia un mestiere difficile, che non si può improvvisare prendendo una bacchetta in mano e mettendosi davanti ad un complesso strumentale lo ha dimostrato anche un servizio andato in onda ieri su Rai News 24, dedicato al musicista italiano 'amato da Obama'. Si tratta di un romano, giovane, capelli lunghi, di una celebre dinastia di 'pianofortai' romani , i Ciampi, lui di nome fa Gabriele - come gli Alfonsi ed i Castrianni noti ed aristocratici artigiani del pianoforte - il quale, alla viglia di un concerto natalizio a Roma è stato ripreso mentre dirige musica 'sua' con una 'sua' orchestra. La solita storia. Tralasciamo il panegirico, quasi fosse la reincarnazione di Beethoven, ma questo giovane - a dispetto della passione di Obama per lui - non sa dirigere. Se vi capita di navigare in rete, cercatene qualche video, vi confermerete nella nostra medesima opinione. La sua musica, poi, può andar bene per accompagnare un film - ma anche in questo campo esistono fuoriclasse - o per fare un omaggio a Papa Bergoglio, che come si sa in fatto di musica non fa distinzione fra la Nona di Beethoven e Fin che la barca va ;ma in ogni caso manca di peso specifico, ed è assolutamente dozzinale.
lunedì 3 agosto 2015
Se per sciogliere un nodo in Rai, quello dei vertici, mille altri se ne creano
Come ha detto Enrico Mentana, che di Rai e di televisione se ne intende, alla Rai stanno solo aspettando i nomi dei nuovi vertici, perchè tutto il resto - quale missione per la nuova RAi? - sarà, anche dopo, come prima. Nulla cambierà nè ora nè mai.
Per ora si dà per certo, che Antonio, che finora 'campo dall'orto, comincerà a campare anche dalla Rai. Il nome del nuovo direttore generale sarà l'ex inventore di MTV, amministratore pare avveduto ma anche attento al prodotto. Vedremo. spetterà a lui, quando la nuova legge sarà varata, avere pieni poteri, simili a quelli di un amministratore delegato che autorizza spese anche considerevoli e nomina direttori di reti e telegiornali. Un vero capo azienda. per il quale si deve pensare ad un compenso adeguato. Non si può pensare che a lui, a capo di 13.000 dipendenti, con bilancio intorno ai tre miliardi, vada lo stesso compenso del sovrintendente dell'Accademia di S.Cecilia che di dipendenti ne ha neanche 300 ed un bilancio di qualche decina di milioni. Insomma Campo Dall'Orto non può guadagnare 240.000 Euro come Michele dall'Ongaro.
Il ruolo del presidente , invece, 'di garanzia', resta ancora in bilico, a poche ore dalle fatali riunioni decisive.
Di Giancalo Leone, cavalla non di razza della scuderia Gianni Letta - come hanno scritto i giornali- non c'è più traccia di partecipazione al prossimo Gran premio di trotto Rai.
Anche Mieli sembra fuori gioco, ma per ragioni opposte: la sua impossibile e complessa sostituzione su tutte le reti dove ogni giorno si affaccia, ed anche alla presidenza RCS libri, rende la sua candidatura improponibile.
Mentana, s'è chiamato fuori, ed ha fatto bene per andare contro la tendenza di oggi secondo la quale se uno fa bene un lavoro (giornalista) deve necessariamente far bene qualunque cosa.
Baratta, di lui non si sa ancora, sta per scadere il suo mandato - terzo o quarto ma non basta - alla Biennale e subito lo si vuole infilare da qualche altra parte. Ma non può andare a riposo?
Come speriamo tramonti definitivamente la candidatura di Fuortes. Ha fatto bene all'Auditorium, da dove non è ancor andato via; sta facendo un lavoro, abbastanza duro, ma di cui non conosciamo gli esiti finali, all'Opera di Roma, perchè ora lo si vorrebbe mandare in Rai? Solo perchè non si hanno altri nomi disponibili nel PD attuale a corto di risorse umane?
Si parla anche di Sorgi, e non è la prima volta, e s'è pure detto della Maggioni, la miracolata Rai, da alcuni soprannominata 'gatta morta' ma con sorcio sempre in bocca. L'hanno messa a capo di Rai News 24, un esercito con mezzi extra large, ma Sky Tg 24 ha qualcosa da invidiare alla corazzata di Rai News 24? No , affatto, la Varetto, altro nome spropositatamente circolato per la Rai , fa molto meglio di Lei.
In seconda battuta si parla dei componenti del CDA Rai, nel quale quasi sicuramente entrerà Freccero. Altro errore madornale. Freccero vuole fare il direttore di rete, il consigliere lo fa già urlando ogni giorno da ogni trasmissione Rai e di altri canali. Qualunque decisione venga posta al CDA lui avrà sempre da ridire sull'operato dei direttori, che è esattamente ciò che vorrebbe tornare a fare in Rai, Non si può imporre a Freccero di fare nel CDA quel che (non ) hanno fatto sia Colombo che Tobagi, e cioè qualche protesta 'di sinistra', e poi una intervista ad inizio ed una a fine mandato.
Insomma in Rai non si cambia passo, e si persevera nell'errore, che è semplicemente diabolico, come insegna l'esperienza.
Per ora si dà per certo, che Antonio, che finora 'campo dall'orto, comincerà a campare anche dalla Rai. Il nome del nuovo direttore generale sarà l'ex inventore di MTV, amministratore pare avveduto ma anche attento al prodotto. Vedremo. spetterà a lui, quando la nuova legge sarà varata, avere pieni poteri, simili a quelli di un amministratore delegato che autorizza spese anche considerevoli e nomina direttori di reti e telegiornali. Un vero capo azienda. per il quale si deve pensare ad un compenso adeguato. Non si può pensare che a lui, a capo di 13.000 dipendenti, con bilancio intorno ai tre miliardi, vada lo stesso compenso del sovrintendente dell'Accademia di S.Cecilia che di dipendenti ne ha neanche 300 ed un bilancio di qualche decina di milioni. Insomma Campo Dall'Orto non può guadagnare 240.000 Euro come Michele dall'Ongaro.
Il ruolo del presidente , invece, 'di garanzia', resta ancora in bilico, a poche ore dalle fatali riunioni decisive.
Di Giancalo Leone, cavalla non di razza della scuderia Gianni Letta - come hanno scritto i giornali- non c'è più traccia di partecipazione al prossimo Gran premio di trotto Rai.
Anche Mieli sembra fuori gioco, ma per ragioni opposte: la sua impossibile e complessa sostituzione su tutte le reti dove ogni giorno si affaccia, ed anche alla presidenza RCS libri, rende la sua candidatura improponibile.
Mentana, s'è chiamato fuori, ed ha fatto bene per andare contro la tendenza di oggi secondo la quale se uno fa bene un lavoro (giornalista) deve necessariamente far bene qualunque cosa.
Baratta, di lui non si sa ancora, sta per scadere il suo mandato - terzo o quarto ma non basta - alla Biennale e subito lo si vuole infilare da qualche altra parte. Ma non può andare a riposo?
Come speriamo tramonti definitivamente la candidatura di Fuortes. Ha fatto bene all'Auditorium, da dove non è ancor andato via; sta facendo un lavoro, abbastanza duro, ma di cui non conosciamo gli esiti finali, all'Opera di Roma, perchè ora lo si vorrebbe mandare in Rai? Solo perchè non si hanno altri nomi disponibili nel PD attuale a corto di risorse umane?
Si parla anche di Sorgi, e non è la prima volta, e s'è pure detto della Maggioni, la miracolata Rai, da alcuni soprannominata 'gatta morta' ma con sorcio sempre in bocca. L'hanno messa a capo di Rai News 24, un esercito con mezzi extra large, ma Sky Tg 24 ha qualcosa da invidiare alla corazzata di Rai News 24? No , affatto, la Varetto, altro nome spropositatamente circolato per la Rai , fa molto meglio di Lei.
In seconda battuta si parla dei componenti del CDA Rai, nel quale quasi sicuramente entrerà Freccero. Altro errore madornale. Freccero vuole fare il direttore di rete, il consigliere lo fa già urlando ogni giorno da ogni trasmissione Rai e di altri canali. Qualunque decisione venga posta al CDA lui avrà sempre da ridire sull'operato dei direttori, che è esattamente ciò che vorrebbe tornare a fare in Rai, Non si può imporre a Freccero di fare nel CDA quel che (non ) hanno fatto sia Colombo che Tobagi, e cioè qualche protesta 'di sinistra', e poi una intervista ad inizio ed una a fine mandato.
Insomma in Rai non si cambia passo, e si persevera nell'errore, che è semplicemente diabolico, come insegna l'esperienza.
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domenica 7 dicembre 2014
Fidelio alla Scala. Intervalli inutili e disastrosi nella diretta di RAI 5. Degli scontri nella piazza antistante neanche un accenno
La Scala, innanzitutto non è a Milano, dove, nella piazza antistante prima dell'inizio dell'opera si sono verificati disordini e scontri fra i giovani cosiddetti dei centri sociali e le forze dell'ordine, dei quali non è filtrato nel foyer neanche un accenno, e neanche, a dire la verità. nel breve TG di RAI News 24. Né lo ha fatto la pubblicità che mostrava una piazza in bianco e nero, nella quale da una carrozza scendeva Edison e signora, che prometteva al mondo che di lì a poco avrebbe inventato la luce elettrica, con la quale volano gli aerei e si fa il gelato che due giovani gustavano con grande piacere.
Come se niente fosse nel corso della diretta di RAI 5; ne hanno dato notizia solo i TG. Eppure la diretta dell'opera vera e propria era stata preceduta da una lunga IMPROVVISATA ed INUTILE introduzione e inframezzata da un altrettanto lungo intervallo, nel corso del quale si è ascoltata anche la signora dei salotti milanesi Natalia Aspesi, quella cui andava a genio Lissner e non altrettanto Pereira.
Interrogata dalla divina - ce lo consenta - Mattei, 'banaluccia' e sempre ovvia, in nome della volgarizzazione - ha dichiarato testualmente che Lei dall'inaugurazione della Scala si aspetta sempre qualcosa di più accattivante(e invece quest'anno le hanno dato Fidelio, aggiunta del redattore) però mi hanno detto che Fidelio è un'opera importante. Ecco uno di quei casi in cui la finta intellettuale farebbe bene a non svelare i buchi neri della sua personalità. Maria Concetta Mattei, per vendicarsi dell'idiozia della giornalista, ha sbagliato anche il titolo della sua rubrica di posta del cuore sul Venerdì di Repubblica.
Dalle carceri ad una fabbrica dismessa, qualche perplessità. L'inferno di oggi - meglio che 'gli inferi' su cui hanno voluto puntare i divulgatori da strapazzo - verrebbe meglio rappresentato da una fabbrica. Perchè, invece, nella carceri è come stare alle Seychelles?
Infine i giovani dei Centri sociali che se la prendono con Beethoven. Può esser la musica, la musica del più grande genio dell'umanità che lotta contro l'ingiustizia, per la libertà ed inneggia all'amore che non conosce ostacoli, il nemico da combattere? Poverini. forse scambiano Beethoven per il marito della Merkel alla base di tanti nostri problemi. Il loro nemico sta altrove, lo combattano lì dove si annida e fa danni enormi.
La coppia divulgatrice di RAI 5 potrebbe a breve perdere uno dei componenti, causa impegni di forza e potere maggiori. La notizia sarà accolta, almeno da noi, con non celata soddisfazione. Perché anche questa diretta va archiviata nel capitolo della inutilità e sciatteria, del 'facciamo presto', degli improbabili ed inutili interlocutori 'scappa e fuggi', del 'troppa carne al fuoco', del 'parlare di giovani e carcerati fa chic', del 'parla tu che io non mi ricordo'; seguito dal 'basta a parlare tu che ora tocca a me'. Per dire cosa?
Come se niente fosse nel corso della diretta di RAI 5; ne hanno dato notizia solo i TG. Eppure la diretta dell'opera vera e propria era stata preceduta da una lunga IMPROVVISATA ed INUTILE introduzione e inframezzata da un altrettanto lungo intervallo, nel corso del quale si è ascoltata anche la signora dei salotti milanesi Natalia Aspesi, quella cui andava a genio Lissner e non altrettanto Pereira.
Interrogata dalla divina - ce lo consenta - Mattei, 'banaluccia' e sempre ovvia, in nome della volgarizzazione - ha dichiarato testualmente che Lei dall'inaugurazione della Scala si aspetta sempre qualcosa di più accattivante(e invece quest'anno le hanno dato Fidelio, aggiunta del redattore) però mi hanno detto che Fidelio è un'opera importante. Ecco uno di quei casi in cui la finta intellettuale farebbe bene a non svelare i buchi neri della sua personalità. Maria Concetta Mattei, per vendicarsi dell'idiozia della giornalista, ha sbagliato anche il titolo della sua rubrica di posta del cuore sul Venerdì di Repubblica.
Dalle carceri ad una fabbrica dismessa, qualche perplessità. L'inferno di oggi - meglio che 'gli inferi' su cui hanno voluto puntare i divulgatori da strapazzo - verrebbe meglio rappresentato da una fabbrica. Perchè, invece, nella carceri è come stare alle Seychelles?
Infine i giovani dei Centri sociali che se la prendono con Beethoven. Può esser la musica, la musica del più grande genio dell'umanità che lotta contro l'ingiustizia, per la libertà ed inneggia all'amore che non conosce ostacoli, il nemico da combattere? Poverini. forse scambiano Beethoven per il marito della Merkel alla base di tanti nostri problemi. Il loro nemico sta altrove, lo combattano lì dove si annida e fa danni enormi.
La coppia divulgatrice di RAI 5 potrebbe a breve perdere uno dei componenti, causa impegni di forza e potere maggiori. La notizia sarà accolta, almeno da noi, con non celata soddisfazione. Perché anche questa diretta va archiviata nel capitolo della inutilità e sciatteria, del 'facciamo presto', degli improbabili ed inutili interlocutori 'scappa e fuggi', del 'troppa carne al fuoco', del 'parlare di giovani e carcerati fa chic', del 'parla tu che io non mi ricordo'; seguito dal 'basta a parlare tu che ora tocca a me'. Per dire cosa?
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lunedì 24 novembre 2014
La sveglia per RAI News 24 non è ancora suonata
La testata giornalistica RAI più grande non è al passo con i tempi e non è soprattutto al passo con le notizie.
Prendiamo il caso dell'Opera di Roma, di cui ieri leggevamo appunto sul suo sito che
il CDA aveva ritirato i licenziamenti ed oggi l'accordo dovrebbe ricevere, presumibilmente, salvo sconquassi dell'ultimo momento che nessuno si augura, la convalida dei dipendenti e divenire operativa.
Ma l'acuto estensore della nota non si contentava di riferire l'aggiornamento atteso e sperato. No, tornava sulla storia della esternalizzazione dell'orchestra e del coro del teatro. Voleva insomma dimostrare che lui la storia la conosceva bene e l'aveva seguita con attenzione. Ed aggiungeva che l'esternalizzazione era applicata con grande soddisfazione e con risultati artistici ragguardevoli da grandi istituzioni musicali estere , come i Berliner, ed anche in Italia, riferendosi al caso del Teatro Regio di Parma.
E' chiaro che l'acuto ed attento estensore era rimasto qualche mese indietro rispetto all'evolversi della situazione, non avendo preso nota delle dichiarazioni ufficiali venute da grandi istituzioni musicali straniere, Berliner compresi, ma anche dai tre teatri di Berlino, dal sovrintendente dell'Opera di Vienna e da singoli notissimi musicisti, come Barenboim, addentro alla questione.
Cosa avevano detto questi attenti e competenti osservatori stranieri? Che Fuortes, e Marino e Franceschini che l'appoggiavano, s'erano fatti qualche canna, perchè non capivano l'assurdità della soluzione proposta.
E tanto per citare almeno uno degli accusatori della folle proposta di Fuortes, il sovrintendente dell'Opera di Vienna, spiegava - come un maestro ad uno scolaretto ignorante - che un teatro che ha almeno un centinaio di alzate di sipario all'anno, non può fare a meno di una orchestra interna, non potrebbe tenere il ritmo. Barenboim alzava i toni dando dall'ignorante ed incapace a Fuortes. E la stessa cosa diceva, ma più velatamente, anche Pappano, trattenuto dalla sua condizione di inquilino di Fuortes, all'Auditorium.
Tutto questo all'acuto estensore di RAI News 24, oberato di lavoro, era sfuggito, tornando egli a riproporre, per il futuro, di nuovo il sistema dell'esternalizzazione, per ora solo accantonato ma che potrebbe tornare comodo prossimamente, giacché si tratta di un modello che in Italia dovrebbe essere messo in atto e non solo all'Opera di Roma. Questo egli ribadiva.
Il giornalista di RAI News 24 aveva ricevuto suggerimenti oltre che da Fuortes, Marino e Franceschini, anche dall'assessore Marinelli - tutte persone che di teatro d'opera non capiscono un tubo - ed anche dal 'grande grosso' direttore generale del ministero, Nastasi, inamovibile anche per la mole, che da tempo persegue, passo dopo passo, il progetto di smantellare il sistema della musica in Italia, come ha avuto modo di dichiarare pubblicamente in più d'una occasione, convincendo anche il suo ministro ignorante, Franceschini, il quale di recente ha dichiarato che 14 fondazioni liriche in Italia sono troppe, e perciò la gran parte andrebbe chiusa.
Prendiamo il caso dell'Opera di Roma, di cui ieri leggevamo appunto sul suo sito che
il CDA aveva ritirato i licenziamenti ed oggi l'accordo dovrebbe ricevere, presumibilmente, salvo sconquassi dell'ultimo momento che nessuno si augura, la convalida dei dipendenti e divenire operativa.
Ma l'acuto estensore della nota non si contentava di riferire l'aggiornamento atteso e sperato. No, tornava sulla storia della esternalizzazione dell'orchestra e del coro del teatro. Voleva insomma dimostrare che lui la storia la conosceva bene e l'aveva seguita con attenzione. Ed aggiungeva che l'esternalizzazione era applicata con grande soddisfazione e con risultati artistici ragguardevoli da grandi istituzioni musicali estere , come i Berliner, ed anche in Italia, riferendosi al caso del Teatro Regio di Parma.
E' chiaro che l'acuto ed attento estensore era rimasto qualche mese indietro rispetto all'evolversi della situazione, non avendo preso nota delle dichiarazioni ufficiali venute da grandi istituzioni musicali straniere, Berliner compresi, ma anche dai tre teatri di Berlino, dal sovrintendente dell'Opera di Vienna e da singoli notissimi musicisti, come Barenboim, addentro alla questione.
Cosa avevano detto questi attenti e competenti osservatori stranieri? Che Fuortes, e Marino e Franceschini che l'appoggiavano, s'erano fatti qualche canna, perchè non capivano l'assurdità della soluzione proposta.
E tanto per citare almeno uno degli accusatori della folle proposta di Fuortes, il sovrintendente dell'Opera di Vienna, spiegava - come un maestro ad uno scolaretto ignorante - che un teatro che ha almeno un centinaio di alzate di sipario all'anno, non può fare a meno di una orchestra interna, non potrebbe tenere il ritmo. Barenboim alzava i toni dando dall'ignorante ed incapace a Fuortes. E la stessa cosa diceva, ma più velatamente, anche Pappano, trattenuto dalla sua condizione di inquilino di Fuortes, all'Auditorium.
Tutto questo all'acuto estensore di RAI News 24, oberato di lavoro, era sfuggito, tornando egli a riproporre, per il futuro, di nuovo il sistema dell'esternalizzazione, per ora solo accantonato ma che potrebbe tornare comodo prossimamente, giacché si tratta di un modello che in Italia dovrebbe essere messo in atto e non solo all'Opera di Roma. Questo egli ribadiva.
Il giornalista di RAI News 24 aveva ricevuto suggerimenti oltre che da Fuortes, Marino e Franceschini, anche dall'assessore Marinelli - tutte persone che di teatro d'opera non capiscono un tubo - ed anche dal 'grande grosso' direttore generale del ministero, Nastasi, inamovibile anche per la mole, che da tempo persegue, passo dopo passo, il progetto di smantellare il sistema della musica in Italia, come ha avuto modo di dichiarare pubblicamente in più d'una occasione, convincendo anche il suo ministro ignorante, Franceschini, il quale di recente ha dichiarato che 14 fondazioni liriche in Italia sono troppe, e perciò la gran parte andrebbe chiusa.
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