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domenica 30 aprile 2017

Renzi, dal palcoscenico del Nazareno: non è una rivincita, ma un nuovo cammino. Lo sapremo presto, noi vorremmo credergli

La zarina, Maria Elena, anche se non incoronata per la seconda volta dallo zar rimesso in trono Matteo - e non sappiamo e ciò accadrà prima o poi - ha comunque tirato fuori dalla scarpiera il 'tacco 12'. Matteo, salendo sul palcoscenico improvvisato, non l'ha salutata come avrebbe fatto un tempo, e neppure l'ha ringraziata nel suo discorso di investitura, mentre ha ringraziato tutti gli altri. Compreso Guerini, che ha retto il partito nei mesi di vacanza della segreteria, che comunque si è rivelato  come l'uomo che 'annuisce' anche col capo, ad ogni respiro del rieletto segretario. Alla maniera  del consueto codazzo di 'sostenitori' che i politici si portano in tv e che fanno piazzare, ben visibile dalle telecamere, alle loro spalle.

Non è una rivincita, ha chiarito dal palcoscenico lo zar rimesso in trono, è la partenza di un nuovo cammino, come un foglio bianco interamente da riscrivere, nel segno dell'unità. C'è da credergli? Con le dichiarazioni della viglia ed i confronti televisivi anche se non aspri, qualche dubbio viene. Non lo stesso dubbio che è venuto a quel genio del trasformismo che è la De Girolamo che ha commentato: visto quello che succede nel PD, meglio - come facciamo noi - le primarie meglio non farle.

I rappresentanti delle altre due mozioni sconfitti alle primarie, e cioè Orlando ed Emiliano, hanno sottolineato il calo dei partecipanti. Hanno ragione, ma alla vigilia si pensava che  un milione circa sarebbe andato ai gazebo, e  che un milione di partecipanti sarebbe stato un successo comunque. E se ai gazebo sono andati quasi il doppio? Un successone. Loro non lo dicono, anche se devono riconoscere la vittoria schiacciante di Renzi. Mentre ciò che si attenderebbe si sentir dire  e cioè che avendo vinto Renzi, loro due , pur con le loro ragioni, lavoreranno al fianco del segretario,  senza fargli mancare il pungolo della loro idea di partito e degli obiettivi politici da perseguire, non esce dalle loro bocche.

Questo si sarebbe voluto sentirgli dire, ma non l'hanno detto. Ed allora il cammino di Renzi verso le prossime scadenze elettorali ( comunali, siciliane e poi politiche, quando saranno) diventa ancora più arduo, perchè si prospetta la possibilità di  un vincitore che gli elettori successivamente potrebbero  azzoppare per le troppe divisioni interne.

Comunque ora è tempo di programma/i, con un occhio alle periferie ed ai ceti deboli (ma anche all'Europa che così non può andare, all'economia ed alla sicurezza che l'emigrazione sta minacciando) fra i quali vanno cercati molti di coloro che non sono andati a votare alle primarie, perché sentono il PD ancora molto lontano da loro.

Renzi non ripeta gli errori del passato, come quello di trasferire a Roma una vagonata di amici e conoscenti fiorentini per i quali, onde disciplinarne il traffico, s'è portato appresso anche la capa dei vigili, Manzione (ora premiata con il Consiglio di Stato) piazzandola a Palazzo Chigi, per un dopolavoro, a  smistare le leggi, dove ha fatto non poca confusione, seconda solo a 'madonna'  Madia

Avremo un nuovo Renzi, come ha assicurato mentre gustava la vittoria schiacciante? Non dovremo attendere le prossime tornate elettorali per saperlo, basteranno le prossime settimane, anzi i prossimi giorni.

martedì 10 novembre 2015

Laura Ravetto, parlamentare FI, si è SFIDANZATA.

Lo ha annunciato,  con messaggino attesissimo,  prima che comincino a circolare voci su suoi presunti flirt o relazioni altre, la deputata  azzurra Laura Ravetto. "Sono sfidanzata". Le ha fatto eco il coro unanime del popolo della rete:  'chissenefrega!'. Fuori dal coro,  la rete ha registrato anche altre voci, del tipo: 'Ravetto chi?'.
 Non non vogliamo unirci a questo coro unanime, ma disumano, che non riesce a mettersi nei panni stracciati della povera deputata azzurra, alla quale offriamo, non richiesti, un consiglio, nel caso voglia, per il futuro ancor fidanzarsi. Si tratta di un consiglio vecchio quanto il mondo e dunque  collaudato, anche se garanzie eterne non può darne al volubile animo umano: " Mariti, quanti ne vuoi, ma dei partiti tuoi. Come anche i  buoi".
 La Ravetto  s'era spinta nel campo avverso, in quello della sinistra parlamentare, nel quale anche un'altra parlamentare azzurra, poi alfianiana, e poi di nuovo azzurra, s'è spinta ed abita da tempo, osando sfidare il destino e la sapienza popolare, facendosi inanellare da un  deputato del PD ( De Girolamo-Boccia); nel qual caso quel detto popolare sembra sospeso, almeno fino a questa mattina. Ma, si sa, il futuro chi può dire di conoscerlo?
 L'aver citato quel detto a commento di una celebre unione d'altri tempi, quella fra Occhetto e sua moglie, una cantante cresciuta negli ambienti del suo partito, immortalata sui giornali patinati da foto romantiche sullo sfondo di fioritissime buganvillee ci attirò le ire ed anche gli insulti di tanti iscritti importanti del partito del segretario PD, per aver mischiato, sporcandola, politica e sentimenti.
Roba d'altri secoli. Avevamo solo scritto, con una punta di ironia, e qualche commento di troppo, giudicato blasfemo: 'mogli e buoi dei partiti tuoi'. Quel famoso adagio popolare, funzionò per qualche tempo, ma poi fece acqua e i due, benchè dello stesso partito, dal quale si consiglia di scegliere, eventualmente, anche i buoi, si  sono smaritati.