L'altro ieri è apparsa l'ultima intervista a Giorgio Barberio Corsetti (Il Messaggero) - regista del capolavoro rossiniano al Massimo di Palermo, dove va in scena, fra una decina di giorni, con la direzione di Gabriele Ferro - della serie 'i grandi registi della scena contemporanea sbarcano a Roma. Evviva! .
Ma prima ancora di Palermo, già dopodomani, Cenerentola si rappresenta al Teatro Verdi di Trieste con un allestimento - e direttore incluso di cui non ricordiamo il nome - importato da Atene.
A metà marzo Cenerentola è andata in scena a Torino, in un nuovo allestimento firmato dal regista Talevi, diretta da Speranza Scappucci che si è meritata lodi ed apprezzamenti unanimi.
A gennaio, l ha aperto a serie delle Cenerentole italiane l'Opera di Roma con un nuovo allestimento firmato da Emma Dante.
In meno di tre mesi quattro allestimenti della pluriacclamata Cenerentola, tre dei quali nuovi. Ognuno dei tre teatri ha voluto la 'sua Cenerentola - nel senso del 'suo' allestimento, mentre si sono scambiati solo la forza lavoro, 'vocale'. E tutti e tre pagati con i soldi dei contribuenti. Non si poteva risparmiare facendo girare un allestimento, coproducendolo? Evidentemente no. Anche l'Associazione che riunisce le Fondazioni liriche in Italia, sull'argomento tace, in nome
dell'autonomia - sprecona - degli associati.
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giovedì 7 aprile 2016
Cenerentola di Rossini. E' il 'suo' anno. A Roma, Torino,Trieste e Palermo non badano a spese.
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sabato 13 febbraio 2016
LA MUSICA, Cenerentola di RAI Cultura su RAI 5. Siamo alla frutta
RAI Cultura e e la sua vetrina d'ordinanza, RAI 5, sono pieni d'entusiasmo.Hanno inventato anche la rubrica che segnala i programmi della settimana ed anche un 'Memo' che si spinge oltre la settimana e che abbraccia qualunque cosa.
Dalla rubrica che segnala i programmi apprendiamo che giovedì 18 c.m alle 21,15, andrà in onda, dal Teatro dell'Opera di Roma, su RAI 5 la Cenerentola diretta da Emma Dante, sulle musiche di Gioacchino Rossini.
Lo capite che siamo alla frutta? E che per la Musica in tv è davvero finita?
Dalla rubrica che segnala i programmi apprendiamo che giovedì 18 c.m alle 21,15, andrà in onda, dal Teatro dell'Opera di Roma, su RAI 5 la Cenerentola diretta da Emma Dante, sulle musiche di Gioacchino Rossini.
Lo capite che siamo alla frutta? E che per la Musica in tv è davvero finita?
martedì 23 dicembre 2014
Tutto il brutto che c'è in 'Tutto il bello che c'è' del TG2. Dalla Cenerentola di Rossini, non di Verdone, al Sistema delle orchestre giovanili in Italia
Fossi io il direttore del TG2 RAI - ma non lo sono, peccato! - prenderei a calci in c... chi ha scritto il 'lancio' della 'Cenerentola' di Rossini, che , con la regia di Verdone è diventato un film-opera ed in questi giorni viene proiettato, come un film qualunque nelle sale cinematografiche italiane. L'abbiamo sentito con le nostre orecchie oggi alle 18.30 nella rinomatissima rubrica del TG2, ' Tutto il bello che c'è'.
Ecco il testo preciso: "in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane la CENERENTOLA di VERDONE su LIBRETTO di ROSSINI". Idiota di un giornalista.
Si tratta della Cenerentola di Rossini che abbiamo visto in tv negli anni scorsi, uno degli spettacolari programmi ideati da Andrea Andermann, ambientato nelle straordinarie reggie sabaude torinesi. Un'opera in diretta televisiva come fosse la ripresa di un film in diretta, senza palcoscenico. Sì'era già viste Tosca 'nei luoghi e nelle ore di Tosca', 'Traviata a Parigi', Rigoletto a Mantova ed ora 'Cenerentola a Torino'- Di questa celebre opera di Rossini Verdone ha curato la regia. Dopo qualche anno Verdone, d'accordo con Andermann - ma sarebbe stato d'accordo anche Rossini, se glielo avessero chiesto - hanno rimontato quell'opera 'in diretta' da luoghi di favola e ne hanno tratto un film, come fu fatto da Rosi per Carmen e da Losey per Don Giovanni, per citare due fra gli esempi più illustri.
Niente di più lontano da quanto annunciato dal TG2 questo pomeriggio. Perchè, innanzitutto Rossini non ha scritto il libretto che è di altri, e Verdone non ha fatto un film dall'opera, semplicemente a quel grandioso spettacolo (peraltro l'opera fu ridotta, per stare in certi tempi televisivi) operistico ha dato una seconda vita che non è diversa dalla prima. Non una sola immagine è stata cambiata, semmai sono stati fatti tagli e cuci per farlo diventare un film.
M forse l'autore di quel lancio infame, per fare il verso a Verdone, avrà voluto scherzare, dichiarando che la 'Cenerentola' era di 'Verdone', sebbene il libretto - la musica asino! - di Rossini.
Nella stessa rubrica, culturale, del TG2 un'altra 'sòla', riguardante il 'Sistema delle orchestre e dei cori giovanili' fondato 35 anni fa da José Abreu in Venezuela, da poco impiantato in Italia, anche per merito e volontà di Claudio Abbado. Era questa la notizia, perchè quella della nascita del Sistema è ormai vecchia di 35 anni.
Allora il bravo giornalista che fa racconta di come questo sistema è stato impiantato in Italia, la sua presenza e l'attività avviata. Il giornalista del TG2 prende un vecchio film documentario realizzato in Venezuela o forse un altro fatto da un italiano, e trasmette le immagini dell'orchestra 'Simon Bolivar' venezuelana ed un'intervista ad Abreu, realizzata a Roma, nell'Auditorium, anni fa - c'eravamo anche noi, fra i giornalisti che l'intervistavano.
Alla fine fa dire due parole a Roberto Grossi, presidente di Federculture, attuale responsabile dell'attuazione e dei progetti del Sistema' in Italia. Ora, con tutta quella caterva di giornalisti che ha in dotazione un TG, è mai possibile che non ve ne è nemmeno uno in grado di raccontare che cosa il Sistema italiano sta facendo? Ecco un altro caso, anzi due, dove la riforma Gubitosi si rende necessaria, se non altro fa risparmiare, anche se non potrà trasformare certi giornalisti da asini in professionisti.
Ecco il testo preciso: "in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane la CENERENTOLA di VERDONE su LIBRETTO di ROSSINI". Idiota di un giornalista.
Si tratta della Cenerentola di Rossini che abbiamo visto in tv negli anni scorsi, uno degli spettacolari programmi ideati da Andrea Andermann, ambientato nelle straordinarie reggie sabaude torinesi. Un'opera in diretta televisiva come fosse la ripresa di un film in diretta, senza palcoscenico. Sì'era già viste Tosca 'nei luoghi e nelle ore di Tosca', 'Traviata a Parigi', Rigoletto a Mantova ed ora 'Cenerentola a Torino'- Di questa celebre opera di Rossini Verdone ha curato la regia. Dopo qualche anno Verdone, d'accordo con Andermann - ma sarebbe stato d'accordo anche Rossini, se glielo avessero chiesto - hanno rimontato quell'opera 'in diretta' da luoghi di favola e ne hanno tratto un film, come fu fatto da Rosi per Carmen e da Losey per Don Giovanni, per citare due fra gli esempi più illustri.
Niente di più lontano da quanto annunciato dal TG2 questo pomeriggio. Perchè, innanzitutto Rossini non ha scritto il libretto che è di altri, e Verdone non ha fatto un film dall'opera, semplicemente a quel grandioso spettacolo (peraltro l'opera fu ridotta, per stare in certi tempi televisivi) operistico ha dato una seconda vita che non è diversa dalla prima. Non una sola immagine è stata cambiata, semmai sono stati fatti tagli e cuci per farlo diventare un film.
M forse l'autore di quel lancio infame, per fare il verso a Verdone, avrà voluto scherzare, dichiarando che la 'Cenerentola' era di 'Verdone', sebbene il libretto - la musica asino! - di Rossini.
Nella stessa rubrica, culturale, del TG2 un'altra 'sòla', riguardante il 'Sistema delle orchestre e dei cori giovanili' fondato 35 anni fa da José Abreu in Venezuela, da poco impiantato in Italia, anche per merito e volontà di Claudio Abbado. Era questa la notizia, perchè quella della nascita del Sistema è ormai vecchia di 35 anni.
Allora il bravo giornalista che fa racconta di come questo sistema è stato impiantato in Italia, la sua presenza e l'attività avviata. Il giornalista del TG2 prende un vecchio film documentario realizzato in Venezuela o forse un altro fatto da un italiano, e trasmette le immagini dell'orchestra 'Simon Bolivar' venezuelana ed un'intervista ad Abreu, realizzata a Roma, nell'Auditorium, anni fa - c'eravamo anche noi, fra i giornalisti che l'intervistavano.
Alla fine fa dire due parole a Roberto Grossi, presidente di Federculture, attuale responsabile dell'attuazione e dei progetti del Sistema' in Italia. Ora, con tutta quella caterva di giornalisti che ha in dotazione un TG, è mai possibile che non ve ne è nemmeno uno in grado di raccontare che cosa il Sistema italiano sta facendo? Ecco un altro caso, anzi due, dove la riforma Gubitosi si rende necessaria, se non altro fa risparmiare, anche se non potrà trasformare certi giornalisti da asini in professionisti.
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sabato 8 novembre 2014
Benedetta l'Opera narrata da Antonio Lubrano. Due iniziative rivolte ai ragazzi a Milano e Cagliari
Per quanto ne abbiamo scritto e riscritto, protestato, gridato, accusato, niente da fare. Quella bella trasmissione di RAI1, 'All'Opera!', con la presenza preziosissima di Antonio Lubrano nella veste di abilissimo narratore non riusciamo a farla tornare in Tv, nonostante che in questi anni, dieci per la precisione dall'ultima edizione, del 2004, e dopo sei dal 1999, ogni estate, vanti numerosissime imitazioni, fuori dalla televisione, nelle piazze ed anche nei teatri medesimi.
Per le imitazione di piazza vanno ricordate per lo meno quelle di Piazza del Popolo, con Gelmetti sul podio, e Proietti narratore.
E per le tante imitazioni, messe in campo dagli stessi teatri che, naturalmente hanno sfruttato il format televisivo per avvicinare pubblici non ancora conquistati dalla bellezza dell'opera, ne segnaliamo due recentissime, del Teatro alla Scala e del Teatro di Cagliari.
Del primo si è dichiarato particolarmente soddisfatto ed anche fiero il sovrintendente Pereira che è riuscito a portare in teatro oltre mille e cinquecento ragazzi per la Cenerentola di Rossini, formato ridotto. Ha raccontato Pereira di aver perseguito la medesima politica già negli anni di Zurigo e poi a Salisburgo. L'attenzione ai giovani, se non altro per creare e coltivare il pubblico di domani, dovrebbe essere messa in campo da tutte le istituzioni culturali italiane, perché l'arte ha bisogno di educazione di abitudine, di sensibilità che non nascono dal nulla.
Anche a Cagliari, nel teatro retto da Mauro Meli, da qualche mese si pensa anche ai ragazzi. Di recente è stata presentata ad una folta platea di studenti 'Traviata', in formato ridotto - e torna sempre l'idea di 'All'Opera!' - con un attore sardo che raccontava ai ragazzi le vicende dell'opera, fra un episodio e l'altro che i loro occhi potevano vedere in palcoscenico, rappresentato a dovere. L'attore sardo chiamato a raccontare era Massimiliano Medda, sembra molto efficace.
A quando il ritorno di 'All'Opera!, presente nei teatri e nelle piazza, e non più in tv? Se la RAI lo volesse potrebbe farlo anche domani, perché della fortunata e molto vista, oltre che gradita, trasmissione, esistono almeno una sessantina di video, con i titoli più noti del repertorio; basterebbe riprenderli e ritrasmetterli, per cominciare; e dopo, magari, pensare ad un ciclo tutto nuovo.
Per le imitazione di piazza vanno ricordate per lo meno quelle di Piazza del Popolo, con Gelmetti sul podio, e Proietti narratore.
E per le tante imitazioni, messe in campo dagli stessi teatri che, naturalmente hanno sfruttato il format televisivo per avvicinare pubblici non ancora conquistati dalla bellezza dell'opera, ne segnaliamo due recentissime, del Teatro alla Scala e del Teatro di Cagliari.
Del primo si è dichiarato particolarmente soddisfatto ed anche fiero il sovrintendente Pereira che è riuscito a portare in teatro oltre mille e cinquecento ragazzi per la Cenerentola di Rossini, formato ridotto. Ha raccontato Pereira di aver perseguito la medesima politica già negli anni di Zurigo e poi a Salisburgo. L'attenzione ai giovani, se non altro per creare e coltivare il pubblico di domani, dovrebbe essere messa in campo da tutte le istituzioni culturali italiane, perché l'arte ha bisogno di educazione di abitudine, di sensibilità che non nascono dal nulla.
Anche a Cagliari, nel teatro retto da Mauro Meli, da qualche mese si pensa anche ai ragazzi. Di recente è stata presentata ad una folta platea di studenti 'Traviata', in formato ridotto - e torna sempre l'idea di 'All'Opera!' - con un attore sardo che raccontava ai ragazzi le vicende dell'opera, fra un episodio e l'altro che i loro occhi potevano vedere in palcoscenico, rappresentato a dovere. L'attore sardo chiamato a raccontare era Massimiliano Medda, sembra molto efficace.
A quando il ritorno di 'All'Opera!, presente nei teatri e nelle piazza, e non più in tv? Se la RAI lo volesse potrebbe farlo anche domani, perché della fortunata e molto vista, oltre che gradita, trasmissione, esistono almeno una sessantina di video, con i titoli più noti del repertorio; basterebbe riprenderli e ritrasmetterli, per cominciare; e dopo, magari, pensare ad un ciclo tutto nuovo.
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