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mercoledì 19 agosto 2015

L'Elisir d'amore a Malpensa. Dulcamara ha somministrato agli scaligeri, per convincerli, vino all'etanolo

L'operazione 'La Scala va a Malpensa' rientra nel piano di rilancio dell'aeroporto internazionale di Milano, dopo il restyling  abbastanza costoso, 30 milioni di Euro, e  in previsione dell'EXPO. E infatti l'inaugurazione della sede 'più nuova e più bella che pria', alla presenza di autorità  milanesi e governative ( presidente della Regione, Maroni, e ministro Delrio) è avvenuta alla fine di aprile, dunque alla vigilia dell'apertura dell'EXPO.
Al taglio del nastro ha partecipato anche Alexander Pereira, sovrintendente della Scala, con il suo insane progetto di portare l'opera  all'aeroporto, convinto da una sua precedente esperienza zurighese, quando portò l'opera alla stazione ferroviaria, riscontrando, a suo dire, grande successo, e forse anche da un probabile consistente finanziamento regionale del Maroni che in teatro non metterebbe piede neanche a calci in culo, ma che a Malpensa ed al suo rilancio tiene molto, come ha detto in varie  occasioni.
 L'aeroporto milanese è naturalmente molto più grande della stazione ferroviaria di Zurigo, e dunque  senz'altro più dispersivo. L'orchestra diretta da Fabio Luisi - che si è prestato ad una simile baggianata - sarà situata  da una parte e l'opera verrà rappresentata in diversi altri ambienti, incurante della folla dei passeggeri che vanno e vengono. E comunque siccome gli unici che vedranno l'opera rappresentata ed ascolteranno anche l'orchestra saranno gli spettatori televisivi, c'è da supporre che più di un passeggero in transito si domanderà se a chi ha organizzato tutto questo e agli stessi cantanti, ma anche agli orchestrali ed al direttore d'orchestra, quel filibustiere di Dulcamara non abbia somministrato vino al metanolo che li ha fatti uscire di testa. Altrimenti come si spiegherebbe tutto quel casino che armeranno il prossimo 17 settembre a Malpensa?
 Pereira che chiamerà a Milano lo stesso regista che lo ha affiancato nella precedente esperienza alla stazione centrale di Zurigo, assicura che ciò serve per far divertire chi passa da Malpensa ed anche per far uscire La Scala fuori delle mura del teatro.
 Secondo il progetto di Pereira, si tratterà di un mosaico con le scene dell'opera ambientate nei diversi spazi dell'aeroporto.  Ed ha anche aggiunto che "alla televisione, dal vivo, si vedrà l'opera nel suo insieme. Sarà una serata divertente e una grande sorpresa per i passeggeri, E' IL MODO PER PORTARE LA LIRICA VICINO ALLA GENTE". Davvero? O è solo il frutto dei fumi dell'alccol adulterato che gli hanno annebbiato la mente, a Pereira?

sabato 8 novembre 2014

Benedetta l'Opera narrata da Antonio Lubrano. Due iniziative rivolte ai ragazzi a Milano e Cagliari

Per quanto ne abbiamo scritto e riscritto, protestato, gridato, accusato, niente da fare. Quella bella trasmissione di RAI1, 'All'Opera!', con la presenza preziosissima di Antonio Lubrano nella veste di abilissimo narratore non riusciamo a farla tornare in Tv, nonostante che in questi anni, dieci per la precisione dall'ultima edizione, del 2004, e dopo sei dal 1999, ogni estate, vanti numerosissime imitazioni, fuori dalla televisione, nelle piazze ed anche nei teatri medesimi.
Per le imitazione di piazza vanno ricordate per lo meno quelle di Piazza del Popolo, con Gelmetti sul podio, e Proietti narratore.
E per le tante imitazioni, messe in campo dagli stessi teatri che, naturalmente hanno sfruttato il format televisivo per avvicinare pubblici non ancora conquistati dalla bellezza dell'opera, ne segnaliamo due recentissime, del Teatro alla Scala e del Teatro di Cagliari.
 Del primo si è dichiarato particolarmente soddisfatto ed anche fiero il sovrintendente Pereira che è riuscito a portare in teatro oltre mille e cinquecento ragazzi per la Cenerentola di Rossini, formato ridotto. Ha raccontato Pereira di aver perseguito la medesima politica già negli anni di Zurigo e poi a Salisburgo. L'attenzione ai giovani, se non altro per creare e coltivare il pubblico di domani, dovrebbe essere messa in campo da tutte le istituzioni culturali italiane, perché l'arte ha bisogno di educazione di abitudine, di sensibilità che  non nascono dal nulla.
 Anche a  Cagliari, nel teatro retto da Mauro Meli, da qualche mese si pensa anche ai ragazzi. Di recente è stata presentata ad una folta platea di studenti 'Traviata', in formato ridotto - e torna sempre l'idea di 'All'Opera!' - con un attore sardo che raccontava ai ragazzi le vicende dell'opera, fra un episodio e l'altro che i loro occhi potevano vedere in palcoscenico, rappresentato a dovere. L'attore sardo chiamato a raccontare era Massimiliano Medda, sembra molto efficace.
 A quando il ritorno di 'All'Opera!, presente nei teatri e nelle piazza,  e non più in tv? Se la RAI lo volesse potrebbe farlo anche domani, perché della fortunata e molto vista, oltre che gradita, trasmissione, esistono almeno una sessantina di video, con i titoli più noti del repertorio; basterebbe riprenderli e ritrasmetterli, per cominciare; e dopo, magari, pensare ad un ciclo tutto nuovo.

sabato 6 settembre 2014

Parla Alagna, ma il suggeritore è Pereira

Davvero questo Pereira, manager musicale di lungo corso e di grandi capacità anche imprenditoriali, come lui stesso va continuamente sbandierando, non riusciamo a capirlo. Prima ancora di mettere piede a Milano,  chiede una tregua ai loggionisti, come se ai milanesi - esclusi i facinorosi di professione - fosse inibito il diritto di esprimere la propria opinione sulla resa di un cantante in quello che è sempre stato considerato il massimo palcoscenico lirico del mondo. E che ora, forse, non lo è più. Appunto.  Ora la Scala diffonde un comunicato da mettere in calce, o forse anche in testa alla intervista ad Alagna pubblicata oggi su tutti i giornali, quasi un affare di Stato!  Come a dire ve lo avevo detto. Di questo problema mai una parola nel decennio di Lissner, come mai esplode, all'improvviso, all'arrivo di Pereira? Cosa ha in mente il neo sovrintendente che ha risuscitato Zurigo, ed ha fatto chiasso e qualche debito a Salisburgo, per aver paura di quattro cantanti che non vogliono venire alla Scala, a cominciare dalla sua amatissima e stimatissima Cecilia Bartoli, per la quale, al contrario, qualche volta  siamo stati anche noi testimoni di apprezzamenti eccessivi, da parte di  suoi fans, senza ragione e senza orecchi? Perchè accade anche questo, e cioè il contrario di ciò che denunciano Alagna e Pereira.
 Mettere in cartellone Pretre alla veneranda età di 90 anni, per quanto su di giri, come lo abbiamo conosciuto personalmente in questi ultimi anni, è il vero azzardo. Trovare un suo sostituto, dopo che in agosto,  causa una caduta, si è rotto il femore,  è il vero problema. Risolvibile anche questo, se si cominciasse a rompere quei divieti assurdi, frutto di  accordi taciti fra agenti e istituzioni, che impongono certi direttori come anche certi cantanti. Oggi, quei due urlatori della Barcaccia radiofonica, citavano un direttore che in Italia non viene mai, Mariss Jansons. Lo chiediamo anche noi: perchè non viene mai  da noi pur essendo un direttore considerato fra i migliori in circolazione?  Il forfait di Alagna e forse di qualche altro cantante può essere occasione per ricorrere alla pesca in altri mari (agenzie, si capisce ndr.). Che Pereira, ancor prima di cominciare, abbia perso coraggio e baldanza?
 A noi se Alagna non viene a cantare alla Scala, a noi come a moltissimi altri, non importa tanto. Ci sarà un altro tenore , magari di diversa scuderia, che può cantare Werther, con o senza Pretre, e poi Tosca? Pereira lo chiami e pensi già alla sostituzione di Pretre che  fra due mesi certamente non potrà venire a Milano, come gli ordinerà il suo medico, mentre Pereira continua a sperare, con scarso senso manageriale, salvo che egli stesso  non attenda l'ultimo minuto per comunicare una decisione già presa.
 Sinceramente, a noi questo Pereira, che non consociamo, ma delle cui credenziali ci fidiamo, comincia a darci ai nervi. Suo compito è far diventare di fatto la Scala  il primo teatro al mondo e poi vediamo se i cantanti non vengono a cantare,  nonostante il loggione. Perchè se anche il loggione venisse messo a tacere, dopo che i giornali, chi più chi meno, stanno dalla parte di chi governa e non dei lettori, da chi sapremmo le notizie sulla nostra vita musicale? Meditate gente!

mercoledì 9 aprile 2014

Pereira, sovrintendente/ procacciatore di soldi,o del cinque per mille, ripiana i debiti che ha fatto a Salisburgo?

Del periodo zurighese di Alexander Pereira - poi direttore a Salisburgo e prossimo sovrintendente della Scala - non c'è nulla da dire. Ha amministrato quel teatro come si doveva, curandone con cura ogni particolare delle produzioni, solitamente osannate, dove era di casa Cecilia Bartoli. Poi Pereira è andato a Salisburgo, dove pare non abbia goduto di egual fortuna e dove la sua programmazione  deve aver creato qualche problema al bilancio del festival, come la stampa austriaca ha segnalato, al punto che  ha alzato i tacchi prima della fine del mandato e si è candidato per la Scala, visto che Lissner sta per prendere il volo per Parigi- il decollo avverrà a settembre, quando atterrerà al suo posto a Milano Pereira che già lavora in teatro;K  per questo s'è stabilito a Milano con la sua giovanissima compagna orientale che molti gli invidiano.
 A suo favore al momento della candidatura milanese  tornava  oltre che la sua intelligente programmazione zurighese, anche la sua capacità di trovare denaro da destinare, previo compenso per intermediazione,  al teatro o istituzione nel quale viene chiamato a lavorare.  Il suo compenso sarà ovviamente molto inferiore a quello - scandaloso , diciamo la verità! - di Lissner, ma forse potrà arrotondarlo con il 'premio risultato', e cioè con le percentuali che percepirà sui soldi che egli riuscirà a far arrivare al teatro. E' ciò che si intuisce dalle varie dichiarazioni. Sarà così? speriamo di no; la cacciata dei mercanti dal tempio non ha insegnato nulla?
 Ma a Salisburgo? Ha forse mancato questo obiettivo, o forse pensa che tutta la stampa ce l'ha con lui? Non possiamo rispondere, senza  dati alla mano, a questo interrogativo; sta di fatto che un famoso quotidiano online americano (MusicalAmerica.com) ripreso da Luigi Boschi nel suo seguitissimo blog, rivela che Pereira ha fatto acquistare alla Scala dal festival di Salisburgo sei produzioni operistiche, alcune delle  quali pare in disuso anche al Festival, per la modica cifra di 1.600.000 Euro.  L'operazione non è che faccia onore al suo fiuto manageriale, e soprattutto non  va a vantaggio della Scala che di alcune di quelle opere possiede già allestimenti forse anche migliori e più riusciti di quelli salisburghesi. Insomma, se la notizia è vera, vien da domandarsi se Pereira faccia l'amico del giaguaro, che arrivando a Milano fa gli interessi di Salisburgo. Senza dire , poi, che egli prossimo sovrintedente della Scala acquista da se stesso ancora per qualche mese direttore a Salisburgo. Eppure  chi dovrebbe muoversi tace. Causa EXPO.
 Sui responsabili di importanti istituzioni che accampano capacità di trovare o portare soldi per sedere in alto nelle istituzioni medesime, in Italia si ha un esempio che dovrebbe far riflettere, nella terra siciliana, dove una importante orchestra con lo stesso sistema e medesime promesse, cambiò dirigenza, ma ora si trova, proprio a seguito di quell' azzardato passo e delle promesse non mantenute,, ancora nei guai, e la sua storica immagine del tutto appannata. Non vorremmo che accadesse la stessa cosa alla Scala, alla quale noi e non solo noi teniamo massimamente.
Pereira faccia il sovrintendente, lasci fare ad altri il lavoro di cercare soldi, per lo meno non diventi il suo secondo lavoro: due lavori insieme non  fanno mai ben sperare per la loro riuscita. Pereira ammonito.

venerdì 16 agosto 2013

lo sponsor l'ha inventato pereira a salisburgo

Pereira, prossimo sovrintendente della Scala, già nominato, ma ancora in forze a Salisburgo - dove comunque non è amatissimo; leggere i giornali dello scorso anno per rendersene conto - che lascerà anzitempo per Milano, in una recente intervista fa propria una tecnica di sponsorizzazione o mecenatismo che esisteva a Salisburgo, come anche altrove - compresa la sua amata Zurigo - prima che la sua stella splendesse. Negli anni Ottanta, nell'unica nostra visita nella bella cittadina svizzera, in occasione del Concorso pianistico Geza Anda abbiamo constatato come  il concorso fosse interamente finanziato da una nota casa farmaceutica (Roche?) i cui proprietari  avevano strette relazioni con la musica ed anche, in quel caso, con il pianista cui il concorso era intitolato... ma anche a Salisburgo che, negli ultimi anni abbiamo frequentato assai spesso, le sponsorizzazioni di interi progetti (come i festival monografici di musica contemporanea)  erano frequenti nel festival austriaco - Montblanc finanziava una accademia di cantanti; Nestlé - se non andiamo errati - un concorso di giovani direttori d'orchestra, e la Rolex che ora Pereira ha coinvolto  nel sostegno alla 'residenza' del 'Sistema' venezuelano, non è nuova a simili iniziative ( nelle sue campagne pubblicitarie sugli organi di stampa  compaiono come 'testimoni' Domingo, Bartoli ecc.. e la paternità esclusiva di Pereira cade.
 E poi a Pereira, nel cui curriculum la sua capacità di trovar soldi viene sempre sottolineata, viene voglia di ricordargli che Salisburgo - che dura un mese appena- non è la Scala che dura un anno, e viceversa.
 Pereira verrà giudicato per quel che farà, indipendentemente dal fatto che riesca a trovare sponsor e mecenati, che saranno ovviamente i benvenuti.