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giovedì 23 marzo 2017

Errata corrige: papa Francesco non scappa

Ieri, all'oscuro della visita in Vaticano dei capi di governo dei 27 paesi dell'Unione prevista per questo pomeriggio, avevamo scritto su una presunta 'fuga  Milano' del Papa, presupponendo un suo disaccordo sull'attuale politica europea in rapporto a certi temi caldi: povertà, lavoro, immigrazione.
 Leggiamo, invece, oggi sui giornali che la visita ci sarà, è prevista per questo pomeriggio alle 18. Papa Francesco riceverà i governanti Europei, con le massime cariche dell'Unione, nella Sala regia, dove  saluterà i convenuti prima il nostro premier Gentiloni e poi il Presidente del Parlamento europeo Tajani. L'inconro si chiuderà con il discorso del Papa.
Prima di lasciare il Vaticano i capi di governo europeo e le delegazioni dei Paesi membri visiteranno la Cappella Sistina.
 Chiediamo scusa ai nostri lettori per la 'falsa' notizia di ieri.
 Il Papa c'è e sicuramente si farà sentire  dall'Europa: gli 'darà la sveglia'- come si dice. Ne siamo certi. Poi domani la visita pastorale a Milano.

lunedì 21 dicembre 2015

Santa Cecilia ha un calendario di concerti per il Giubileo?

L'esecuzione della 'Creazione' di Haydn, oratorio celeberrimo quanto poco eseguito,  è stata annunciata come apertura della serie di concerti dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma per il Giubileo. FALSO. Perchè il Giubileo è stato annunciato in aprile, e la programmazione dell'Accademia era bell'e pronta. Più volte dall'Accademia è stato anticipato nei mesi passati che  si stava approntando un numero di concerti per il Giubileo. Ad oggi nessuna 'stagione giubilare' è stata resa nota. Allora perchè raccontare falsità? Brani sacri o che al sacro si ispirano, in qualunque stagione di concerti, sono stati sempre presenti, nè potevano mancare nella programmazione di Santa Cecilia, come del resto non mancano. Ma questi brani sono in programma indipendentemente dal Giubileo.
Allora, se non si è ritenuto opportuno - come , al contrario, si fece nel Giubileo del Duemila quando l'Accademia promosse alcuni concerti solenni  - aggiungere alla stagione normale una serie appositamente pensata per il Giubileo, non è peccato mortale.
Peccato mortale sono le bugie, le falsità  dette per approfittare di certe occasioni e non incorrere nella scomunica delle autorità ecclesiastiche che, non a causa della santa titolare dell'Accademia, ma per mille altri legami, influiscono su tante decisioni  che con la Chiesa non c'entrano.
 Qui poi non ci sono in ballo soldi e fondi speciali, in una Roma disastrata che già fa fatica a non essere  affossata nei mille problemi. E perciò non c'era voglia da parte di nessuno di procurarsi un posto al banchetto solito, come è accaduto per l'EXPO di Milano, dove invece  di soldi ne sono circolati.
 Che l'Accademia non partecipasse a tali iniziative giubilari, l'ha detto l'altro giorno Carlo Fuortes quando, annunciando i suoi concerti per il Giubileo ( quattro di numero in cinque mesi! ) ha sottolineato che per la prima volta a Roma, tre istituzioni musicali si accordavano per un programma comune ( Teatro dell'Opera, Cappella Sistina, Pontificio Istituto di Musica sacra), e fra queste Santa Cecilia  non c'era .

venerdì 11 dicembre 2015

Rassegna di musica sacra a Roma, durante il Giubileo. Cose mai udite!

Se uno pensa ad una rassegna di concerti di musica sacra con cadenza regolare e ravvicinata, come molti sono stati indotti a pensare leggendo l'enfasi con cui è stata annunciata l'iniziativa dei 'Concerti per il Giubileo' da Fuortes, che non perde occasione per far parlare anche a sproposito della sua azione riformatrice  -  gli ultimi annunci riguardavano bar e ristoranti all'Opera di Roma, e  prossimamente forse annuncerà anche una pista di pattinaggio nel largo antistante il teatro - è fuori strada.
 Perchè nei fatti, benchè di una rassegna di concerti si tratti , i concetti annunciati da qui a maggio,  mentre per i mesi successivi e fino a novembre non si sa nulla e forse altri non ve ne saranno, i concerti annunciati sono quattro di  numero, in sei mesi circa. E tali concerti vedranno protagonisti, data la loro frequenza  così ravvicinata, uno ogni quarantacinque giorni, orchestra e coro del Teatro dell'Opera di Roma, il Coro del Pontifico Istituto di musica Sacra, ed il Coro della Cappella Sistina. L'unico elemento di pregio e di rilievo, in una rassegna che nessun altro rilievo e pregio presenta, è forse il luogo che ospita tali radi concerti, e cioè la Chiesa di sant'Agostino, nell'omonima piazzetta, con Caravaggio indimenticabile. Noi l'ultima volta che l'abbiamo visitata, tanti anni fa, alla fine degli anni Settanta, al punto che l'abbiamo quasi dimenticata completamente, fu al funerale di Nino Rota che abitava  a due passi dalla chiesa, in Piazza delle Coppelle.
 E se Fuortes se la canta e suona come vuole ( " un affascinante percorso che andrà dal Gregoriano. a ..," ha dichiarato il sovrintendente), non fa meglio Tronca, il superprefetto che oltre che cieco ( non si è accorto di aver emanato un decreto per la circolazione a targhe alterne in un giorno in cui c'era lo sciopero dei mezzi di trasporto pubblici!) sembra essere anche sordo, se arriva a dichiarare a proposito della rinomata rassegna, che si tratta di una iniziativa 'di grande livello culturale; perché attraverso la musica, nell'anno del Giubileo, la luce deve prevalere sulle tenebre. Quando ho visto questo programma sono rimasto colpito dalla straordinaria ricchezza delle scelte '. Non è fuori luogo tutta questa enfasi per quattro concerti quattro, in sei mesi, con tre istituzioni che mettono insieme le loro rispettive capacità e competenze?
Ci sembra di rivedere un film  già visto: quello sbandierato dall'Accademia di Santa Cecilia, che non partecipa a questa grande rassegna ( ma che fine ha fatto la serie di concerti per il Giubileo annunciata e mai resa nota?),  con il 'giro del mondo in tre orchestre', che poi erano in verità 'un'orchestra e mezza'. Ci sembra che in questi anni si sia del tutto  smarrito il senso della misura e del ridicolo.
 Che dovevano dire allora all'epoca del grande Giubileo del 1600, quando alla Chiesa nuova venne eseguita la 'Rappresentazione di anima e di corpo' di Emilio de' Cavalieri, un capolavoro commissionato al musicista romano, da poco rientrato nella capitale da Firenze, in occasione di quello storico giubileo?
 Oggi non ci sono soldi per fare qualcosa di analogo, perché quelli messi a disposizione, pochi comunque, si sono in parte  già spesi per tappare le infinite buche in città, e non tutte, e in cert parte se li sono fottuti tutti quei ladri di cui ogni giorno la cronaca racconta.

giovedì 5 novembre 2015

Card. Bertone, cambi casa, faccia come papa Francesco

Il card. Bertone,  estromesso da papa Francesco dalla segreteria di Stato vaticana; quello del mega appartamento di lusso  con annesso superiore mega terrazzo; quello che ha riempito il Vaticano di salesiani, a cominciare dalla cappella Sistina (intesa come cappella musicale) e l'Ospedale Bambino Gesù di genovesi, si è oggi discolpato, dalle pagine del Corriere della Sera, delle accuse che gli sono state mosse in questi giorni,  prima di ogni altra quella relativa all'appartamento principesco in cui abita in  Vaticano, assegntogli beninteso dal governatorato, i cui lavori di ristrutturazione sarebbero costati quanto un appartamento (300.000 pagati da lui e 250.000 dalla Fondazione Bambino Gesù del suo amico Profiti, genovese,  del quale il nosocomio infantile si è sbarazzato, appena il suo protettore, Bertone, è caduto in disgrazia). Lui l'ha pagato quei lavori con 'i risparmi di una vita'. Continua a non capire, e con lui molti altri prelati che non hanno ancora capito che il vento nella chiesa di Francesco  è cambiato. E non solo lui. Pensiamo - sempre a proposito degli appartamenti di lusso - ad altri cardinali come Sandri, o come Filoni: quest'ultimo abita un principesco appartamento al Gianicolo, lui che è prefetto di Propaganda Fide, del dicastero cioè che amministra i beni della Chiesa, compresi tutti quegli appartamenti che, prima di lui, il card. Sepe aveva affittato ad amici e amici degli amici, i cui proventi dovrebbero servire per la diffusione della fede. L'elenco dei prelati che  abitano  case principesche è lungo,  e i giornali l'hanno più volte reso noto, ancor prima dei due libri che in queste ore stanno uscendo  nei quali si fanno i conti in tasca alle sacre tasche vaticane.
 Noi non siamo nè Bertone, nè Sandri e neanche Filoni, ma se fossimo  Bertone, Sandri e Filoni, sapremmo il da farsi: lasceremmo immediatamente quelle dimore che stridono fortemente con l'immagine di una chiesa che si rivolge ai poveri, agli ultimi della terra.
Toglieremmo dal collo quelle catene d'oro, talvolta anche pacchiane, con il crocifisso, che sta lì a dir loro ogni momento: vergognatevi! e lasceremmo a casa anche gli anelli  preziosi che fanno da pendant nell'abbigliamento aureo dei prelati della Chiesa.
Chi abbraccia il sacerdozio, nella Chiesa, deve rinunciare a tutti gli agi che la società concede ai  cittadini operosi, nel caso in cui abbiano fatto fortuna. Il grado di appartenenza alla Chiesa e la posizione nella gerarchia di qualsiasi prelato, non si misura, come fuori dalla  Chiesa, dalla fortuna che uno s'è costruito e dagli agi conseguenti che in quel caso uno si può pagare, bensì dal suo distacco da tutto ciò che è terreno e dal servizio reso ai più poveri.
 Perciò alla vergogna, dovrebbe seguire il cambio di vita, l'abbandono degli agi, o addirittura lo scomparire per fare vita ritirata, nel silenzio e nella preghiera, lontani dal mondo, per espiare la colpa di non aver capito il proprio ruolo nella  chiesa e il comportamento che ne discende.
 E se non fanno questo, nessuna giustificazione tiene  per mantenere le loro posizioni, semplicemente VERGOGNOSE.

mercoledì 14 gennaio 2015

Così fan tutti, anche il Vaticano

Premettiamo che non abbiamo cambiato idea negli ultimi tempi, come usano fare le persone intelligenti che cambiano anche spesso idea. No, noi siamo rimasti sempre della stessa idea e cioè che l'arrivo di Bertone a Roma - ora in disgrazia, ma lui si consola con il lussuoso appartamento a gloria di dio ed uso e godimento suo -  ha significato che in tutti i ranghi più in alto vaticani  ci sia stata la calata (od anche 'colata', quasi lavica, che non risparmia nulla e nessuno) dei genovesi. In tutti i ranghi.
Noi denunciammo tale fatto quando venne cambiato il maestro della Cappella Sistina: la sostituzione dell'ex direttore del Duomo di Monreale con il direttore  'donboschiano', vicino al cardinale. E quello non fu,comunque, il più discutibile degli spostamenti. Ci fu anche quello del direttore generale dell'Ospedale Bambino Gesù,  che arrivò direttamente dalla diocesi e curia genovese, il dott. Profiti.
 Il quale direttore generale ha operato, sembra benissimo (anche se pure lui, a sua volta, ha 'genovesizzato' il Bambino Gesù) dal 2007 ad oggi ed ora, caduto in disgrazia Bertone viene sostituito. Ufficialmente  Profiti si dimette perché non condivide alcune scelte del nuovo CDA dell'ospedale vaticano, appena insediato.  Realmente Profiti viene mandato via,  assieme al suo protettore.
 Ciò che comunque non capiamo è perché venga sostituito il direttore di  un Ospedale che in questi sette anni di sua gestione, ha chiuso i bilanci in attivo, ha portato l'Ospedale pediatrico romano a diventare una delle eccellenza italiane ed internazionali; ad accrescerne la capacità di ricerca e a portare la sua professionalità anche in altre città e paesi con presidi medici altamente specializzati.
 Perchè allora cambiarlo? Solo perchè lui era al seguito di Bertone caduto in disgrazia? Se naturale appare un avvicendamento nella gestione di un grosso complesso ospedaliero, non altrettanto naturale, anzi sospetta,  si rivela la sostituzione, senz'altro motivo se non quello di essere un 'bertonianano', di un buon amministratore.
Purtroppo, come insegna Lorenzo da Ponte e Mozart, così fan tutti, Vaticano compreso.

venerdì 14 novembre 2014

Prima Sony poi DG. Da Giovanni Paolo II a Papa Francesco. Papi in disco

Non è la prima volta di un papa in CD. lo aveva fatto già Giovanni Paolo II, con il CD della Sony intitolato 'Abba Pater'.  Conteneva preghiere con la voce del papa, e musiche (musicaccia) arrangiate da musicisti hollywoodiani. Fu presentato in pompa magna. A Roma, addirittura nella sala consigliare del Campidoglio, con i vecchi arredi lignei, ora sostituiti da nuovi di rara bruttezza.
 Si disse allora che il CD sarebbe balzato in cima alle classifiche di vendita, giacché il mercato al quale si rivolgeva era grande quanto il mondo, essendo il messaggio cristiano, attraverso la preghiera, lanciato dalla stessa voce del Pontefice.  La qual cosa lo rendeva unico.
Come siano andate le vendite non sappiamo, ma che si trattasse di un CD inutile fatto solo per far cassetta era indubitabile. Per fortuna che parte del ricavato, una volta detratte le spese di realizzazione - si disse - sarebbe andato ai bambini del mondo coinvolti in qualche progetto di riscatto sociale attraverso la musica.
 Ora buon secondo ne arriva un altro di  CD, anzi 2 - se abbiamo letto bene - dedicato alle 'voci di dentro' del Conclave, edito dalla DG, che spera di avere lo stesso successo di vendita del primo, ammesso che quello il successo commerciale sperato lo abbia avuto.
 In questo secondo CD pontificio si possono ascoltare le musiche liturgiche e paraliturgiche prescritte per 'l'elezione del pontefice', dalla Messa che precede l'entrata nella clausura fino alla elezione ed all'insediamento. Si tratta in questo caso di canti eseguiti dai cardinali  e, per le messe, anche dal papa medesimo, con l'aggiunta di brani gregoriani e polifonici affidati alle cappelle pontificie e, prima di ogni altra, alla Cappella Sistina, guidata da Mons. Palombella.
 IN questo CD secondo si vuole puntare sull'aura di mistero che circonda l'elezione di un nuovo pontefice, nel caso di Papa Francesco, presieduta, se non addirittura ispirata, dallo Spirito Santo che ha dato alla Chiesa e al mondo un Papa, come meglio non si poteva desiderare. Trattandosi di scelta ispirata dal divino Spirito, è evidente che nessun vento ha portato fuori della Sistina eco delle lotte, dei traffici, degli accordi. Certo importa che  il risultato finale sia ottimo.
 E ci riferiamo esclusivamente a quello religioso, perché il risultato musicale dell'operazione non importa granché, almeno a noi. Basta collegarsi qualche domenica con la Radio Vaticana, magari in occasione di qualche celebrazione solenne, per ascoltare più o meno la stessa musica. Ma certo  non è uguale a quella che si ascolta durante il periodo della 'sede vacante', grimaldello usato  per far breccia nelle tasche degli acquirenti cattolici.

martedì 12 novembre 2013

Il cardinale bartolucci scrive agli accademici di santa cecilia il 26 giugno 2013

Lettera aperta ai colleghi Accademici di Santa Cecilia
Il canto gregoriano, base della grande civiltà musicale dell'Occidente, la polifonia sacra e profana, le prime espressioni dell'opera in musica, l'oratorio sacro che da Carissimi approda a Refice e a Perosi fanno parte di quella grande tradizione musicale romana alla quale io ho potuto dare il mio modesto contributo. Le maggiori istituzioni che nei secoli hanno valorizzato e trasmesso questa tradizione sono la cappella Musicale Pontificia (Sistina) e la Congregazione dei musici, poi Accademia di S. Cecilia. Purtroppo, da oltre due decenni la tradizione musicale romana è totalmente trascurata dalle Istituzioni locali, in primis dall'Accademia la quale dovrebbe riservare una parte dei suoi programmi allo studio e all'esecuzione delle composizioni di questa tradizione della quale peraltro si vanta nei messaggi promozionali relativi alle proprie attività concertistiche dove spesso appare il volto di Palestrina, principe della musica. Basterà ricordare tra le tante omissioni, l'indifferenza riservata all'anniversario della nascita di Carissimi. Notevole spazio alla polifonia veniva dato dall'Accademia negli anni '60 quando la Cappella Sistina da me diretta era presente annualmente nella stagione dei Concerti. Successivamente, per non doversi avvalere di una istituzione esterna si pensò a ragione di far eseguire il repertorio polifonico al Coro dell'Accademia e io stesso per molto tempo ne ho curato settimanalmente la preparazione in vista di importanti esecuzioni in ltalia e all'estero. Accanto a questo impegno ho potuto prestare il mio contributo - spesso gratuitamente - in diverse occasioni nelle quali l'Accademia ha voluto presentare miei lavori sinfonico corali. Il tutto ad indicare quanto grande sia stata la mia affezione per il prestigio di una Istituzione che viveva in un clima di condivisione, collaborazione e confronto tra gli Accademici. Per quanto mi riguarda figuro tra di essi come compositore ma l'Accademia non ha più ravvisato l'opportunità di programmare niente di mio, né volle salutare con un semplice e formale biglietto di congratulazioni la mia nomina a cardinale che non per me ma per l’Istituzione avrebbe dovuto essere di vanto ed orgoglio! Confesso che mi avrebbe fatto piacere poter condividere con voi tale evento del tutto inatteso. Questa assenza di attenzione, ai limiti del dispregio, contrasta con le reiterate e spontanee promesse di inserire mie musiche nella programmazione, espresse più volte nell'ultimo decennio con forte impegno a me o ai miei collaboratori, specialmente in occasione delle elezioni per il rinnovo della carica di Presidente... A 96 anni e come Accademico più anziano di nomina - nel 2015 saranno 50 anni - mi sento in dovere di esternare a voi queste considerazioni personali con le quali non desidero tanto lamentare il trattamento a me riservato del quale poco mi importa, quanto invitarvi a una seria riflessione sul futuro dell'Istituzione di cui tutti e ciascuno di noi siamo parte essenziale. Con rammarico noto che diversi colleghi non prendono parte, forse per disaffezione, alle votazioni, che lo spirito di condivisione del quale accennavo poco sopra è da tempo sparito, che fra le proposte di nuovi accademici appaiono a volte nomi del tutto inappropriati, e che non è più possibile discutere della programmazione la quale ci viene comunicata senza poter esprimere alcun parere. Profondo disagio mi è stato manifestato da vari colleghi anche per le recenti votazioni del Consiglio di Amministrazione tenutesi per alzata di mano e non a scrutinio segreto. Non è questo lo spirito di una Istituzione che dovrebbe tenere in massima considerazione il corpo degli Accademici, ma solo con l'impegno di tutti sarà forse possibile sanare una situazione che molti non ritengono più compatibile con la storia e le peculiarità dell'Accademia di Santa Cecilia. Con i migliori auguri.
                                                                                                                          Domenico Bartolucci




Addio maestro Bartolucci

Ieri è morto all'età di 96 anni il cardinale Domenico Bartolucci, accademico di Santa Cecilia e direttore perpetuo della Sistina, almeno fino al 1997. Noi lo ricordiamo ancora come nostro professore al Pontificio Istituto di Musica Sacra a Roma. Ne hanno dato l'annuncio la Radio Vaticana e la fondazione che porta il suo nome. Negli ultimi mesi il cardinale musicista - risarcito da Benedetto XVI, con l'elevazione a cardinale, della sua 'cacciata' dalla Sistina ad opera di Giovanni Paolo II, per metterci un musicista senz'altro molto meno noto di lui ma forse più malleabile di lui in materia di musica popolare ( leggi: brutta, in questo caso!) in chiesa -  si era fatto più volte vivo.
Due lunghe lettere dettagliatissime e feroci contro la gestione dell'Accademia di santa Cecilia, guidata ormai da millenni dal saldissimo Bruno Cagli, al quale più direttamente imputava  'voto di scambio' ed altro, come denunciato  qualche mese fa in un documentatissimo articolo de 'Il fatto Quotidiano', per il quale non ci sembra ci siano state smentite o rettifiche da parte dell'interessato. Il vecchio cardinale andava a mettere il dito su diverse piaghe nella gestione dell'Accademia, piaghe che non stiamo ora a riaprire, in occasione della sua morte.
 Vogliamo soltanto dire che se, ad oggi ,l'Accademia di Santa Cecilia per il suo  socio di più lunga data non ha ancora pubblicato un doveroso necrologio e forse non lo pubblicherà neanche nei prossimi giorni, l'Accademia che non è impersonale ma è fatta di accademici,  con uno di loro al comando, si dimostra davvero MESCHINA.