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domenica 8 gennaio 2017

La musica di Nino Rota piace all'Orchestra Verdi di Milano

 Tutti a dire che Nino Rota non è stato solo un grandissimo compositore per il cinema, ma anche un ottimo compositore 'tout court'. Se tutti lo dicono, nessuno o forse pochissimi,  lavorano a riscoprire il compositore lontano dalle immagini. Sia chiaro, Nino Rota che noi abbiamo conosciuto andava orgoglioso anche della sua musica 'da film'.  Del resto, perché non avrebbe dovuto?

L'Orchestra Verdi di Milano da anni sta realizzando un progetto esecutivo e discografico: eseguire  e registrare l'intera produzione di Rota che  comprende anche sinfonie, oratori, opere , musica da camera, musica per strumento solista e orchestra, musica sacra. Se ne sta occupando il direttore Giuseppe Grazioli che ormai per Nino Rota s'è guadagnato una certa fama di specialista e conoscitore.

L'ultimo titolo, appena uscito per Decca, è Mysterium, commissionato al musicista - negli anni Sessanta(?) dalla Pro Civitate di Assisi, tenuto a battesimo da Armando Renzi ed inciso per la CAM; di quella registrazione, assieme alla partitura, Nino Rota ci fece dono con una dedica - bontà sua! - che ancora oggi leggiamo con un certo orgoglio e custodiamo gelosamente.
Quell'opera di robusto sapere musicale ed anche testuale - aiutato da Vinci Verginelli, approntò un libretto in latino di altissima dottrina e poesia -  in principio Rota chiamò 'oratorio' ed il titolo appostovi era 'Mysterium catholicum'. Successivamente cambiò il nome del genere, in 'cantata' ,ed anche il titolo  eliminando l'aggettivo 'catholicum'. Per quali ragioni non sappiamo; dei cambiamenti siamo venuti a sapere solo in anni recenti, quando il compositore non poteva esserci più d'aiuto nella spiegazione.

Quell'oratorio lo abbiamo ascoltato almeno due volte, dal vivo: una prima volta a Santa Cecilia, vivo Rota, diretto da Previtali alla Conciliazione, ed una seconda all'Opera di Roma, dopo la morte di Aldo Moro. Poi mai più, nonostante che la sua conoscenza approfondita ci ha sempre confermati nell'idea che  si tratti di una lavoro fra  quelli da tenere in  grande considerazione.
Al punto che, ad una ricorrenza  anniversaria, ne parlammo con Tony Pappano, spronandolo ad eseguirlo, magari facendosi sponsorizzare anche una eventuale registrazione dagli eredi che  non sappiamo cosa facciano per il loro parente in termini di promozione (ma forse dietro questa operazione della Orchestra Verdi di Milano ci sono anche loro, con i loro soldi; almeno speriamo che ci siano). Gli regalammo copia della partitura, ma poi  non ne abbiamo saputo più nulla, anche per altre vicende.

Stesso suggerimento facemmo a Riccardo Muti, nei giorni in cui, dopo il terremoto, si era fermato a L'Aquila per  tentare di 'ricostruire i cuori prima delle case', secondo il motto di Nastasi che all'operazione aveva destinato consistenti fondi  ministeriali per far contento oltre che gli artisti aquilani, gli aquilani medesimi, sia Bertolaso che  Gianni Letta, ed anche Giovanni Minoli , suggeritore dell'operazione,  e che diverrà poi suo suocero ( lui la sua dolce metà, Giulia, la conobbe proprio all'Aquila in quell'occasione - raccontano i bene informati).
Ci colpì la candida, e sconcertante insieme, ammissione del direttore che ci disse di non conoscere quell'oratorio,  proprio lui che va sempre raccontando, con orgoglio e riconoscenza, che deve la sua 'scoperta' proprio a Rota: come poteva non conoscere un numero così importate della sua produzione? Anche a lui inviammo fotocopia della partitura, poi più nulla.
 Fino ad oggi quando apprendiamo che Mysterium è stato registrato per Decca  da Giuseppe Grazioli con i complessi sinfonico corali della Verdi di Milano, che speriamo viaggi finalmente  a vele spiegate!

domenica 27 ottobre 2013

Mysterium di Rota è un oratorio

Il Teatro San Carlo di Napoli ha presentato  un noto brano sinfonico corale di Nino Rota, 'Mysterium', per soli coro ed orchestra, composto nel 1962, per la 'Pro Civitate cristiana' di Assisi e lì eseguito sotto la direzione di Armando Renzi - esiste una registrazione discografica della CAM;  me ne fu regalata una copia dal compositore.
 Paolo  Isotta, sul Corriere di ieri,  inneggia alla bellezza di tale opera, ed alla sua profondità di contenuto, come si rileva dal bellissimo testo, in latino, messo insieme con Vinci Verginelli, e  tratto da numerose fonti, fra cui anche la patristica cristiana. Fra tutti il più coinvolgente e commovente anche per l' affascinante veste musicale è l'Unum panem frangimus, un testo di S.Ignazio di Antiochia, cantato dal coro misto e da un coro di voci bianche; un brano a noi particolarmente caro perchè, dietro nostra richiesta, Rota ne aveva approntato una versione per voci pari con accompagnamento di organo che avemmo il piacere e l'onore di dirigere nella Basilica della Quercia (Viterbo), alla presenza dell'autore. Fu proprio in quell'occasione  che Rota ci regalò una copia della riduzione per canto e pianoforte, che conserviamo gelosamente insieme ad altre musiche scritte sempre per noi e destinate alla festa del Papa celebrata nella basilica della Quercia, con la lusinghiera e benevola dedica: ' A Pietro Acquafredda, con l'augurio di sentire questo oratorio diretto da lui. aff.mo Nino Rota'.
Bene, ne parliamo perchè Isotta nel suo articolo pone la questione relativa al genere cui il 'Mysterium' appartiene, propendendo per la cantata piuttosto che per l'oratorio, in ragione del fatto che qui manca una 'historia' come era all'origine di questo genere  in latino. Ci dispiace dissentire dall'illustre collega, ma nella storia dell'oratorio musicale, molto presto la presenza dell'historia  venne meno in favore del testo 'meditativo', se pure su un soggetto che restava sullo sfondo. Lo stesso 'Messia' di Haendel, stante la giustezza del ragionamento di Isotta, non potrebbe essere ritenuto un oratorio, come universalmente si è sempre fatto.
Ma c'è anche un'altra ragione che ci porta a dissentire da Isotta.  Lo spartito regalatoci da Rota, innanzitutto riporta il titolo originale del lavoro, che è 'Mysterium Catholicum', solo successivamente abbreviato in 'Mysterium', sotto il quale viene speicficato ' Oratorio per quattro voci soliste, coro e orchestra'. Dunque la questione è risolta,  almeno dalla parte dell'autore.
 C'è,poi, una minuscola  inesattezza nella quale Isotta incorre, laddove cita l'indirizzo romano del Maestro che lui indica in Via delle Coppelle, mentre era 'Piazza delle Coppelle', dove lo incontrammo anche in occasione di una intervista le cui peripezie una volta racconteremo.
 A proposito dell'Oratorio, devo anche rivelare un particolare. Ne parlai sia a Muti che a Pappano, non contemporaneamente, perchè  è difficile vederli insieme, alla vigilia delle celebrazioni del centenario della nascita di Rota. Ad ambedue   dicemmo della bellezza e profondità del 'Mysterium', sperando di convincerli ad eseguirlo e magari a farne una nuova registrazione discografica, visto che quella di Renzi di ormai mezzo secolo fa ...mostra i segni dell'età. Muti, allievo di Rota ci disse che non lo conosceva; e Pappano che lo avrebbe letto. Ad oggi nè l'uno  - e ci dispiace per Muti - nè l'altro - a digiuno della produzione del Rota non cinematografico - hanno accettato quel nostro suggerimento, dopo che  inviammo, ci sembra ad ambedue, copia dello spartito in nostro possesso.
P.S. Sfogliamo il recente catalogo critico delle composizioni di Rota e scopriamo che in detto catalogo, il Mysterium  appare con il titolo corretto, al quale è stato tolto l'aggettivo Catholicum, e con il sottotilo di 'cantata'. Il mysterium continua.