lunedì 28 settembre 2020

Luigi De Siervo, ad di Lega calcio serie A, è d'accordo con i Nobel italiani Frongia, Spadafora, sull'aumento delle presenze di tifosi negli stadi. Anche lui si merita il Nobel, ma 'per l'avventatezza'

 Siamo molto attenti alla curva dell'epidemia, ma riteniamo ci si possa avvicinare al 25% di presenze del pubblico negli stadi con step intermedi. L'obiettivo, come tutto il resto del Paese, è di ripartire con buon senso, senza voler forzare i tempi. Il calcio non vuole trattamenti privilegiati rispetto al resto del Paese, ma non vuole neanche essere svantaggiato. Nello stadio ci sono grandi spazi all'aperto, possiamo distanziare le persone". Così Luigi de Siervo, ad di Lega calcio Serie A, intervenuto a Radio Anch'io lo sport, su RadioRai, sulla vicenda della riapertura parziale degli stadi. (ANSA).

Coronavirus. Ricciardi, consigliere del ministro Speranza, ammonisce

 “La Francia avrà bisogno del lockdown totale, noi no se ci comportiamo bene, ma Lazio e Campania sono a rischio”. È secco e risoluto il giudizio di Ricciardi, professore ordinario di Igiene all'Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, che in un intervista alla Stampa chiarisce: “Servono due settimane per esserne certi, ma la prima impressione è positiva. È stato importante riportare dieci milioni di persone alla normalità, che però va assicurata nel tempo”.

Poi Ricciardi analizza: “Tutte le città e le regioni sono ripartite alla pari. In primavera Lombardia e Piemonte erano i territori più colpiti, mentre ora sono Lazio, Campania e Sardegna” mentre “la Francia è in una situazione difficile per cui credo che dovrà fare un lockdown totale anche prima”, insiste Ricciardi per il quale “bisogna tenere presente che i contagiati effettivi sono circa cinque volte quelli accertati, ma non è tanto il numero che conta quanto come questo preme sul sistema sanitario. In Francia le terapie intensive di Marsiglia e Nizza cominciano a spostare pazienti a Parigi e questo con i contagi crescenti non può che portare al lockdown”.

Quanto all’Italia, “il lockdown generale spero sia difficile, ma tutto dipende dai comportamenti degli italiani. Se saremo bravi non ne avremo bisogno, anche se in alcune zone si sta perdendo il controllo come in Lazio o in Campania”, tuttavia tra Italia e Francia “ci sono delle differenze”.

Che consistono? “Per esempio in Francia non c'è la quarantena obbligatoria o in Inghilterra solo da poco le mascherine vanno indossate dal personale dei ristoranti. Certo Spagna, Israele, Belgio, Olanda e Danimarca peggiorano e purtroppo non esiste una strategia comune. L'unica possibilità è limitare i movimenti delle persone da e per gli stati compromessi”.

C’è il rischio che la situazione possa sfuggire di mano? “Un peggioramento della situazione, spero non intenso, con più pressione sugli ospedali anche per l'arrivo di raffreddori e influenze” è probabile risponde i medico, che subito dopo raccomanda: “Per questo è importante il richiamo alle precauzioni e il vaccino antinfluenzale per tutte le età. Va anche ripresa la app Immuni, che consente un tracciamento digitalizzato più tempestivo di quello manuale”.(AGI)

Teatro Pergolesi. Programma stagione lirica 2020

                                                  JESI TEATRO G.B. PERGOLESI

53^ STAGIONE LIRICA DI TRADIZIONE 

giovedì 15 ottobre 2020, ore 16 – anteprima giovani*
sabato 17 ottobre 2020, ore 20.30
domenica 18 ottobre 2020, ore 16
SUITE ITALIENNE 
Passo a due

su musica di Igor’ Fëdorovič Stravinskij
coreografie Sasha Riva e Simone Repele
costumi Anna Biagiotti 
violoncello Riccardo Pes
pianoforte Andrea Boscutti 
NUOVA CREAZIONE
in co-produzione con Daniele Cipriani Entertainment 

LESBINA E MILO 
Tre intermezzi per musica
libretto di Carlo De Petris
musica di Giuseppe Vignola
revisione critica di Maria Chiara Olmetti
prima rappresentazione, Napoli, Teatro San Bartolomeo, 1707 

Personaggi e interpreti
Lesbina Giulia Bolcato
Milo Alberto Allegrezza 

direttore
 Marco Feruglio
regia Deda Colonna
scene Benito Leonori
FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana
PRIMA ESECUZIONE IN TEMPI MODERNI

L’inaugurazione di stagione presenta 2 prime mondiali. In occasione dei 100 anni dalla prima rappresentazione del balletto “Pulcinella” di Igor Stravinskij, balletto costruito su arie del ‘700 napoletano, tra cui alcune di G.B. Pergolesi, presentiamo una nuova creazione di danza. Una nuova coreografia, in assolo, pensata e creata sulla Suite Italienne di Stravinskij per violoncello e orchestra, opera che riprende alcune delle pagine più belle del suo Pulcinella.
Nella seconda parte, vedrà la sua prima mondiale Lesbina e Milo del compositore napoletano Giuseppe Vignola. Una serie di scene comiche, composte agli inizi del ‘700, originariamente inserite nell’opera “La fede tradita e vendicata” di Francesco Gasparini. Una partitura, quella di Vignola, che rappresenta un esempio interessante di quella che diverrà poi la forma dell’Intermezzo buffo, di cui La Serva Padrona di Pergolesi sarà esempio mirabile.


giovedì 5 novembre 2020, ore 16 – anteprima giovani*
sabato 7 novembre 2020, ore 20.30
domenica 8 novembre 2020, ore 16
NOTTE PER ME LUMINOSA 
Scene liriche su personaggi dell’Orlando furioso
soggetto e testo di Dario Oliveri
musica di Marco Betta
Commissione della Fondazione Teatro Comunale di Modena, Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, Fondazione Teatri di Piacenza

Personaggi e interpreti
Orlando/Pastore Giacomo Medici
Medoro/Astolfo Aloisa Aisemberg
Angelica Margherita Hibel 

direttore Gabriele Bonolis
regia Matteo Mazzoni
scene Ginevra Fusari, Alice Gentili
FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana
NUOVA PRODUZIONE 

Si tratta di un’opera contemporanea di Marco Betta, scritta per il Teatro Comunale di Modena nel 2016.
“L’Orlando furioso” è popolato da innumerevoli personaggi, di cui ne “sopravvivono” nel testo di Notte per me luminosa soltanto quattro: Angelica, Orlando, Astolfo e Medoro, con la fugace e (per lui) fatale apparizione di un Pastore. Tali personaggi sono evocati dai sogni e ricordi di Ludovico Ariosto e dunque cantano e agiscono sulla scena, ma non sono, a rigor di logica, personaggi “reali”. A differenza, s’intende, di Ludovico Ariosto che invece è l’unico essere umano presente nell’opera. È questa, tra l’altro, la ragione per la quale è anche l’unico a parlare anziché cantare. Notte per me luminosa è non soltanto uno spettacolo teatrale – o un lungo madrigale a più voci – sulla morte di Ludovico Ariosto, di cui propone un’immaginaria narrazione poetica, ma anche un’opera sul mistero della creazione artistica e sul potere della letteratura; un’opera che si alimenta di altre opere, soprattutto musicali e poetiche.


martedì 24 novembre 2020, ore 15 – prova aperta*
mercoledì 25 novembre 2020, ore 15 – prova aperta*
giovedì 26 novembre 2020, ore 15 – prova aperta*
venerdì 27 novembre 2020, ore 20.30
sabato 28 novembre 2020, ore 20.30
domenica 29 novembre 2020, ore 16
ŞİRKET
Appello circense all’umanità contemporanea

CircOpera di Giacomo Costantini
musica di Nicola Segatta

Personaggi e Interpreti
Circ
ensi: Fabiana Ruiz Diaz, Giacomo Costantini, Andrea Farnetani, Amedeo Miori

direttore Leonardo Sini
regia
 Giacomo Costantini
scene Benito Leonori
Time Machine Ensemble
NUOVA PRODUZIONE
in coproduzione con Fondazione Teatro Coccia di Novara Teatro Sociale di Rovigo
in collaborazione con Circo El Grito
PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA 

Una prima rappresentazione assoluta: “Sirket. Circopera per lo sviluppo armonico” è il nuovo spettacolo scritto e diretto da Giacomo Costantini, direttore artistico del Circo El Grito e pioniere del circo contemporaneo in Italia. Una nuova produzione e commissione della Fondazione Pergolesi Spontini, in coproduzione con il Teatro “Coccia” di Novara e il Teatro Comunale di Rovigo. Le musiche, commissionate a Nicola Segatta, saranno eseguite dai musicisti del Time Machine Ensemble. “Şirket” è la storia di una compagnia composta da circensi, cantanti, danzatori e musicisti entrati in contatto con George Ivanovic Gurdjieff nel periodo in cui il Maestro aveva deciso di turbare lo spirito assopito dell’occidente anche a costo di organizzare parate di circo equestre e di impugnare il megafono dell’imbonitore. Uomo interamente consacrato alla ricerca di una conoscenza perduta e all’arduo compito di farla rivivere ai nostri giorni. Canto, musica e danza si intrecciano sul palco con numeri di acrobatica aerea, sospensione capillare, equilibri in altezza, boleadoras e il suggestivo numero di escapologia in una vasca d’acqua.


giovedì 17 dicembre 2020, ore 16 – anteprima giovani*
sabato 19 dicembre 2020, ore 20.30
domenica 20 dicembre 2020, ore 16
IL TELEFONO 
Opera buffa in un atto

libretto e musica di Gian Carlo Menotti 

LA SERVA PADRONA 
Intermezzi per musica

libretto di Gennarantonio Federico
musica di Giovanni Battista Pergolesi
revisione critica di Francesco Degrada
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Bartolomeo, 1733

Personaggi e interpreti

Lucy/Serpina Giulia Bolcato
Ben/Uberto Lorenzo Grante
Vespone, servo muto Mario Pirovano 

direttore Flavio Emilio Scogna
regia Jacopo Fo
Time Machine Ensemble
NUOVA PRODUZIONE
in coproduzione con Teatro Sociale di Rovigo

Due titoli solo apparentemente distanti tra loro. Il telefono (o l’amore a tre), di Gian Carlo Menotti scritta nel 1947 e  La Serva Padrona di Pergolesi. Due opere buffe, che trattano entrambe dell’amore in maniera comica, avvalendosi entrambe di un terzo incomodo: il telefono, in Menotti, il sevo muto, in Pergolesi. Partendo con Il Telefono, vivremo una sorta di flashback, compiendo un vero e proprio salto indietro nel tempo che dal ‘900 ci porterà fino al ‘700.


domenica 27 dicembre 2020, ore 16
COOKIES
Musical
libretto e liriche di Stefano Bonsi
musica di Lorenzo Vacchi
regia Mauro Simone
direzione musicale Lorenzo Vacchi
NUOVA PRODUZIONE
in collaborazione con Bernstein School of Musical Theater 

A Natale regala il Teatro, per la prima volta la Stagione Lirica del Pergolesi si concluderà con un musical per famiglie Cookies di Lorenzo Vacchi e Stefano Bonsi, per la regia di Mauro Simone, in collaborazione con la Bernstein School of Musical Theater. USA 1924, alla Johnson School, si tiene la grande cerimonia delle lauree. Tutti gli studenti sognano la loro prossima carriera da economisti, commercialisti e notai. Tra loro, però, c’è una ragazza, Daisy Grey, che sogna di diventare una cuoca e di aprire una locanda tutta sua. In occasione di un concorso culinario, per pura casualità, prepara dei biscotti davvero strani: non hanno il cacao al loro interno, bensì delle gocce di cioccolato che scrocchiano sotto i denti. Daisy non sa che quella ricetta cambierà non solo le sorti del concorso e della sua locanda, ma diventerà un vero e proprio mito.


* anteprima giovani riservata alle scuole partecipanti al progetto “Musicadentro” 2020.

I programmi potrebbero subire variazioni per motivi economici, tecnici o di forza maggiore. 

TEATRO. FELICITÀ RESPONSABILE.
Ogni evento rispetta tutte le procedure di legge per il contenimento della diffusione del Covid. 

Con il sostegno di Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo – Regione Marche; Soci Fondatori Comune di Jesi – Comune di Maiolati Spontini; Partecipante Aderente Comune di Monsano; Partecipante Sostenitore Camera di Commercio delle Marche; Con il patrocinio di Consiglio regionale delle Marche; con il contributo di REFRESH! Lo Spettacolo delle Marche per le Nuove Generazioni a cura del Consorzio Marche Spettacolo; Sponsor PS Medical Center; Si ringraziano UBI BANCA e tutti i MECENATI 2020 per il contributo erogato tramite Art Bonus

Teatro Pergolesi di Jesi. Compagna promozionale di nuova concezione. Direttore artistico Cristian Carrara, compositore, giù sindacalista e consigliere regionale nel Lazio

 Allegri, colorati, seducenti, trasognati e visionari. Nei manifesti della 53/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi si rispecchia la vita di Jesi, grazie ai ritratti fotografici di 39 cittadini che hanno partecipato al concorso fotografico "Io sono l'opera. L'opera lirica è parte di noi e della nostra città". Con questa iniziativa il palcoscenico si apre alla città, ed è tra le donne e gli uomini di Jesi che sono stati scelti i volti della campagna di comunicazione del cartellone lirico.

Il progetto della Fondazione Pergolesi Spontini e di Premiata Fonderia Creativa, con foto di Francesca Tilio, e il sostegno della Regione Marche, ha invitato uomini e donne della città a partecipare ad uno shooting fotografico, e a interpretare uno dei cinque personaggi misteriosi tracciati secondo un breve identikit, corrispondenti ai titoli della stagione lirica di Jesi: il dittico Suite Italienne su musica di Stravinskij e Lesbina e Milo di Giuseppe Vignola, l'opera Notte per me luminosa di Marco Betta, il CircOpera Sirket di Giacomo Costantini, il dittico Il Telefono di Menotti e La Serva padrona di Pergolesi, e il musical Cookies.

Oltre ai manifesti in pubblica affissione, la campagna mette in mostra tutti i ritratti fotografici di "Io sono l'opera" nelle vetrine dei negozi del centro storico. (ANSA).


La rassegna TRAIETTORIE, XXX edizione, a Parma in ottobre

  La rassegna concertistica Traiettorie non si ferma e riparte a settembre con sei concerti che si terranno tra il Teatro Farnese, la Casa della Musica e il Teatro Due, con programmi che mescolano autori provenienti in gran parte dai tre principali filoni della cultura musicale del secondo Novecento – Italia, Francia e Germania – e con la proposta di sei prime italiane e una prima assoluta (Pierre-Alain Monot).

Data l’importanza di questa edizione, i sei concerti autunnali sono stati eccezionalmente preceduti da un’anteprima: sabato 29 agosto nel Cortile del Guazzatoio del Complesso Monumentale della Pilotta – a conferma del solido rapporto che lega ormai da anni questa istituzione e la rassegna – si è presentato per la prima volta il trio di percussioni ZAUM_percussion (Simone Beneventi, Carlota Cáceres e Matteo Savio), con un singolare concerto che ha proposto Okho, composto da Iannis Xenakis per un’altra celebrazione storica, il bicentenario della Rivoluzione Francese, a fianco di Reflets en trio di Carlos Roqué Alsina e Tribadabum di Vinko Globokar, proposto al pubblico nella versione che prevede sul palco, oltre ai tre percussionisti, il coinvolgimento di partecipanti selezionati tramite una call for performer.

Il concerto è inoltre parte del più ampio progetto “Polifonia Interattiva”, ideato da Fondazione Prometeo, in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21.

Arriviamo quindi all’inaugurazione della rassegna, mercoledì 30 settembre al Teatro Farnese: torna in questo caso dopo sei anni un ensemble caro a Traiettorie, Court-circuit, diretto da Jean Deroyer, con una serata tutta dedicata alla Francia (Dubedout e Hurel con prime italiane, Leroux, Bertrand, Hervé). Corposo e di grande interesse è poi il programma offerto giovedì 8 ottobre dall’unico pianista solista di questa edizione, Florent Boffard, perché lega splendidamente il mondo del virtuosismo ottocentesco (due Studi di Chopin) al Novecento tramite György Ligeti (Fanfares dal primo libro degli Studi) e Claude Debussy, di cui tre studi, qui eseguiti, sono presi a riferimento da Marco Stroppa per i suoi Trois Études.

Del compositore veronese si potrà ascoltare anche il nuovo studio Pour les Sixtes insoumises, in prima italiana; la seconda parte presenta due brani del filone seriale del pianismo novecentesco (la Suite op. 25 di Schönberg e la Sonata di Berg) e uno dei brani che registrano l’adesione di Boulez ai principi dell’aleatorierà e imprevedibilità esecutiva: Formant 2: Trope tratto dalla Terza Sonata.

Lunedì 12 ottobre sale sul podio Marco Angius, questa volta alla guida dell’Orchestra di Padova e del Veneto di cui è direttore musicale e artistico da cinque anni, con un programma che intreccia Bach, Stravinskij, Hindemith, Schönberg e un nuovo arrangiamento, composto da Pierre-Alain Monot e qui eseguito in prima assoluta, delle Variazioni per orchestra di Webern. Quest’ultimo è del resto, dopo Kurtág e Berio, il compositore più eseguito in questi trent’anni di Traiettorie, una classifica che vede nei primi dieci posti anche uno dei maestri più influenti del Novecento, Pierre Boulez.

E proprio  l'Ensemble Intercontemporain, l’orchestra da camera fondata da Boulez, ancora punto di riferimento nel mondo dell’esecuzione della musica contemporanea, sarà ospite per la prima volta a «Traiettorie» martedì 20 ottobre, con brani dello stesso Boulez, di Lachenmann, Carter, Chaigne, Chihara, Traversa e Schöllhorn.

La rassegna si chiude con un doppio concerto dell' Ensemble Nikel, quartetto di sassofono, chitarra elettrica, pianoforte e percussioni. Nel primo, giovedì 29 ottobre alla Casa della Musica, partner tradizionale e ormai solidissimo che ospita da anni i cartelloni di Traiettorie, saranno proposte le prime italiane di Hugues Dufourt e di Enno Poppe e un pezzo di Marco Momi.

Il secondo, che concluderà la rassegna il 30 ottobre a Teatro Due, presenterà la prima italiana di Bright Darkness dell’austriaco Klaus Lang.

La realizzazione di Traiettorie, partner di Italiafestival, sarà possibile grazie al sostegno di Comune di Parma, Casa della Musica di Parma, Regione Emilia-Romagna, Complesso Monumentale della Pilotta, Fondazione Teatro Due, Università degli Studi di Parma, Fondazione Cariparma, Fondazione Monteparma, Chiesi Farmaceutici, Fondazione Nuovi Mecenati - Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, Symbolic, Sina Hotel Palace Maria Luigia, MACROCOOP – Servizi per la comunicazione. Rinnovata anche la collaborazione con Rai Radio3 e Magazzini Sonori come media partner.

Traiettorie 2020 - XXX Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea

 Teatro Farnese • Casa della Musica • Teatro Due

Per informazioni

Fondazione Prometeo

tel. 0521 708899 – cell. 348 1410292

e-mail info@fondazioneprometeo.org

Link utili

http://www.fondazioneprometeo.org

La mascherina, indossata correttamente, funzionerebbe come un di vaccino 'rudimentale'?

 La mascherina, già vista da molti scienziati come la protezione più efficace contro Covid-19 potrebbe nascondere anche un altro vantaggio? Un team di ricercatori alcuni giorni fa ha presentato una singolare teoria: le mascherine potrebbero contribuire a immunizzare in modo grossolano alcune persone contro il coronavirus. La teoria è provocatoria e non ancora dimostrata ma secondo alcuni scienziati, in attesa di un vaccino solido sicuro ed efficace, la mascherina potrebbe diventare un «vaccino» rudimentale contro il coronavirus perché, schermando l’ingresso del virus in grandi quantità potrebbe però comunque permettere a poche particelle virali di passare e penetrare nelle vie respiratorie di chi la indossa, attivando quindi un processo di immunizzazione contro il Sars-CoV-2, pur con un’infezione senza sintomi.

 

Giudicate voi questa inattesa e incomprensibile dichiarazione di Antonio Pappano

 L'ultima in ordine di tempo, fra le dichiarazioni prive di senso, anzi contrarie al senso comune, l'ha fatto Antonio Pappano, dalle pagine del Corriere della sera, interpellato da Valerio Cappelli, in occasione dell'illustrazione della incipiente stagione di concerti dell'Accademia di Santa Cecilia.

La domanda, in tutta evidenza,  non è partita dall'intervistatore che l'ha confezionata a posteriori, per inserirvi la sorprendente inattesa dichiarazione non richiesta di Antonio Pappano.

Il quale ha dichiarato: "Il fascino è che lo spazio maggiore intorno ai musicisti crea più libertà con l'arco, e il suono arriva più potente di come pensavamo all'origine".

 Dunque secondo il noto direttore, la distanza interposta fra gli orchestrali per osservare il distanziamento a fini sanitari, fa arrivare più potente il suono e crea più libertà ai musicisti che imbracciano l'arco.

Cioè, tutto quello che ci è stato sempre detto, a proposito della 'compattezza' del suono è falso. Meglio se l'orchestra, ridotta nel numero, viene dislocata su uno spazio più ampio perchè all'ascoltatore arriverà non più il suono 'unificato' degli violini o delle viole ... ma 18 violini, 12 viole e via dicendo. Insomma non  un' orchestra formata da solisti che suonano insieme, ma tanti violini che suonano insieme senza che il suono dei singoli si fonda nell'unico suono delle singole famiglie strumentali..

 C'era bisogno del Covid per consigliare agli archi di aumentare la  distanza  fra di loro, per consentire ai singoli strumentisti maggiore libertà e spazio nel maneggiare l'arco?

E con il coro come la mettiamo?  Un coro i cui membri cantino distanti l'uno dall'altro un metro; e un metro anche fra una fila e l'altra, sarebbe secondo tale logica,da preferire  alla disposizione canonica dei coristi quando formano 'un' coro?


Sinceramente fatichiamo a  non considerare queste dichiarazioni delle inutili inopportune idiozie.

Esattamente come abbiamo sempre considerate altre consimili dichiarazioni: l'opera senza scena, rende più giustizia alla musica, anzi sarebbe da preferire, perchè il palcoscenico distrae (in occasione di esecuzioni 'oratoriali' di 'drammi musicali' wagneriani); o che  l'orchestra ridotta a dimensioni cameristiche, ad esempio per le sinfonie di Schubert, renderebbe più comprensibile e più chiaro il discorso musicale ( in occasione di una esecuzione in cui gli strumentisti disponibili erano di numero assai ridotto, più ridotto di quello richiesto della sinfonie schubertiane). Queste dichiarazioni si sono ascoltate, non molti anni fa, da un direttore, di chiarissima fama, defunto prematuramente.

Anche se si comprendono le ragioni, esclusivamente pratiche, contingenti ('pro domo sua', commenterebbero i latini),  di tali dichiarazioni esse non meritano neanche di essere prese in considerazione. Esattamente come nessuna considerazione merita Antonio Pappano.