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martedì 10 novembre 2015

Laura Ravetto, parlamentare FI, si è SFIDANZATA.

Lo ha annunciato,  con messaggino attesissimo,  prima che comincino a circolare voci su suoi presunti flirt o relazioni altre, la deputata  azzurra Laura Ravetto. "Sono sfidanzata". Le ha fatto eco il coro unanime del popolo della rete:  'chissenefrega!'. Fuori dal coro,  la rete ha registrato anche altre voci, del tipo: 'Ravetto chi?'.
 Non non vogliamo unirci a questo coro unanime, ma disumano, che non riesce a mettersi nei panni stracciati della povera deputata azzurra, alla quale offriamo, non richiesti, un consiglio, nel caso voglia, per il futuro ancor fidanzarsi. Si tratta di un consiglio vecchio quanto il mondo e dunque  collaudato, anche se garanzie eterne non può darne al volubile animo umano: " Mariti, quanti ne vuoi, ma dei partiti tuoi. Come anche i  buoi".
 La Ravetto  s'era spinta nel campo avverso, in quello della sinistra parlamentare, nel quale anche un'altra parlamentare azzurra, poi alfianiana, e poi di nuovo azzurra, s'è spinta ed abita da tempo, osando sfidare il destino e la sapienza popolare, facendosi inanellare da un  deputato del PD ( De Girolamo-Boccia); nel qual caso quel detto popolare sembra sospeso, almeno fino a questa mattina. Ma, si sa, il futuro chi può dire di conoscerlo?
 L'aver citato quel detto a commento di una celebre unione d'altri tempi, quella fra Occhetto e sua moglie, una cantante cresciuta negli ambienti del suo partito, immortalata sui giornali patinati da foto romantiche sullo sfondo di fioritissime buganvillee ci attirò le ire ed anche gli insulti di tanti iscritti importanti del partito del segretario PD, per aver mischiato, sporcandola, politica e sentimenti.
Roba d'altri secoli. Avevamo solo scritto, con una punta di ironia, e qualche commento di troppo, giudicato blasfemo: 'mogli e buoi dei partiti tuoi'. Quel famoso adagio popolare, funzionò per qualche tempo, ma poi fece acqua e i due, benchè dello stesso partito, dal quale si consiglia di scegliere, eventualmente, anche i buoi, si  sono smaritati.

venerdì 30 maggio 2014

Collaboratori, ministri e buoi dei paesi suoi

Molti anni fa un nostro trafiletto scherzoso sulla nuova compagna di Occhetto, quella dell'epoca perchè nel frattempo  le cose sono  nuovamente mutate, scelta nel ventre del partito suscitò polemiche ed anatemi da parte di chi leggeva  in quelle nostre poche righe un atto di lesa maestà.
Ci spiace, ma siamo costretti a tornare sull'argomento, perchè si accusa Renzi di prendere collaboratori, ministri e componenti del suo cerchio magico fra le sue conoscenze e frequentazioni toscane.   Gli si rimprovera che la rete da pesca non  venga più gettata nel Tevere ma nell'Arno, mentre  noi vogliamo sperare che  i fiorentini abbiano fatto nel fiume cittadino un bagno rigeneratore, non solo letterario. Fin qui niente di male, salvo i mal di pancia del generone romano che si sente escluso dalla corte del principe. Il quale, però, avrebbe il vantaggio di pescare fra pesci che conosce bene, assumendo su di sè ovviamente tutte le responsabilità di tali scelte.
 Il discorso torna attuale alla lettura dell'ennesimo scandalo che ha investito, e pare duramente, l'ex ministro Clini,  direttore generale del ministero, prima e dopo il suo incarico di governo, che - se gli elementi emersi dall'inchiesta sono veritieri - si sarebbe comportato come un volgare mariuolo e con lui  la sua compagna che nelle foto appare con giubbottino di pelliccia pregiata ed in mano la  classica 'conchiglia' d'oro di Bulgari - pelliccia e pochette comprate naturalmente con i soldi che lui e la sua compagna hanno rubato a noi. Che vergogna. Renzi deve stare all'erta perciò, perchè il giorno in cui scoprissimo che alcuni dei suoi più stretti collaboratori, da lui scelti personalmente, si sono comportati come Clini, non potrebbe accampare nessuna giustificazione, e noi saremmo autorizzati a sputargli in faccia, e a chiedergli con insistenza e a ragione: ma che gente frequenta?
 I casi di potenti e politici, nelle cui vite la volgarità si sposa al malaffare o ai più biechi interessi privati cominciano ad essere troppo numerosi, quasi un'epidemia. Negli ultimi tempi  quel tale Fiorito, i vertici di Finmeccanica, la cupola dell'Expo, e poi Formigoni, e poi la cricca ( Balducci, Anemone ecc...) ma anche alcune coppie della prima e seconda repubblica, sulle quali non è ancora emerso nulla di penalmente rilevante ma che, guarda caso, vantano signore ( consorti o compagne) che hanno cariche dirigenziali nei ministeri o altrove di primo livello, con i  mariti che professano innocenza ed estraneità a quelle ascese ai vertici dell'amministrazione statale .  I mariti  politici - così vogliono farci credere - non c'entrino nulla. Bechis in un un suo volumetto ha fatto le pulci a molte signore della nomenclatura politica;  in quel suo libro, che meriterebbe un aggiornamento quotidiano, manca il Mastrapasqua e signora , ultimo esemplare di questi dinosauri che tardano ad estinguersi e continuano con la loro voracità a  far danni.