La rivelazione che una coppia di fratelli - che vivono a Londra ma sono residenti a Roma, lui, ingegnere nucleare, lei , non ricordiamo - ambedue attivi in campo finanziario, aderenti alla massoneria, ha immagazzinato una quantità infinita di dati, entrando già dal 2010, con attività di hakeraggio, nella posta elettronica anche di uomini politici che hanno cariche istituzionali, da Renzi a Monti, a Draghi a Saccomanni ecc... ha fatto scalpore - come era da attendersi. E lo spostamento del capo della polizia postale ad altro incarico, fa chiaramente capire come non sia stato attribuito a questa attività di spionaggio ai danni delle istituzioni, il peso che merita, giacché da ottobre la polizia postale sapeva ciò che solo oggi viene fuori.
Oggi i due sono stati interrogati dal giudice in carcere, alla presenza dei loro avvocati. La loro linea difensiva è che agendo in campo finanziario, quei dati servivano per lavorare con successo in detto campo. Una tesi che difficilmente convincerà il giudice.
Comunque la domanda che ora tutti si fanno, a fronte della mole di dati spiati e immagazzinai è a chi riferivano i due, perchè non è immaginabile che tale intenso lavorio servisse ai due a fini lavorativi, se non anche di 'studio' - come potrebbero ammettere a loro discolpa, aggiungendo al danno anche la beffa. Spiavano per conto di chi? La massoneria non c'entra? Difficile pensarlo.
Visualizzazione post con etichetta draghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta draghi. Mostra tutti i post
mercoledì 11 gennaio 2017
venerdì 20 marzo 2015
Meno male che c'è Padoan nel governo Renzi
Ci siamo domandati molte volte nel corso dell'anno del Governo Renzi cosa sarebbe accaduto all'Italia se non avessimo avuto, imposto anche da Napolitano - benedetto presidente - un ministro del Tesoro o delle Finanze - che poi è la stessa cosa, giacchè il tesoro che non c'è più, ilministro incaricato deve ricostituirlo badando alle Finanze - che in Europa, nella materia di cui si occupa, stanno ad ascoltare.
Ieri l'ultima bacchettata all'Italia spedita dalla Banca Centrale Europea, dove siede l'altro 'sancristoforo' dell'Italia,Mario Draghi: attenta Italia al tuo debito pubblico! E lui, senza perdersi d'animo, ha risposto: stiamo facendo le riforme necessarie voi lo sapete ed avete approvato; stiamo tenendo il deficit entro i limiti stabiliti, ma tenere contemporaneamente sotto controllo il debito, in un momento di crisi, quando appena si intravede la possibilità di una risalita, vuol dire annullare i benefici effetti della ripresa che sembra alle porte. Punto e basta.
Non gli hanno replicato: ma cosa stai dicendo Padoan? Nessuno poteva dirglielo, neppure Draghi, perchè Padoan sa quel che dice.
E mentre ascoltavamo Padoan dare questa risposta secca e precisa, abbiamo pensato all'eventualità catastrofica che Renzi avesse voluto, disubbidendo al diktat di Napolitano, mettere al Tesoro una Madia, ad esempio, o anche una Boschi.
Non osiamo pensare al disastro nel quale sarebbe piombata l'Italia, con tante brave ed anche intraprendenti ministre - vale anche per tanti altri ministri- se avesse preteso ed ottenuto che l'intero suo gabinetto di governo fosse fatto ad immagine e somiglianza della Madia o della Busi. Sì, anche della Busi, che certo ha una bella parlantina, ma sostanza: competenza cioè ed esperienza poca, e in campo economico zero. Conosciamo la risposta di Renzi. E - infatti - lui direbbe: non ho messo al tesoro né la Madia né la Boschi. Sì ma tutto il suo governo, caro presidente è fatto ad immagine di Madia e Boschi, quasi affatto ad immagine di Padoan. Che, se anche è l'unico nel suo Governo, meno male che c'è.
Ieri l'ultima bacchettata all'Italia spedita dalla Banca Centrale Europea, dove siede l'altro 'sancristoforo' dell'Italia,Mario Draghi: attenta Italia al tuo debito pubblico! E lui, senza perdersi d'animo, ha risposto: stiamo facendo le riforme necessarie voi lo sapete ed avete approvato; stiamo tenendo il deficit entro i limiti stabiliti, ma tenere contemporaneamente sotto controllo il debito, in un momento di crisi, quando appena si intravede la possibilità di una risalita, vuol dire annullare i benefici effetti della ripresa che sembra alle porte. Punto e basta.
Non gli hanno replicato: ma cosa stai dicendo Padoan? Nessuno poteva dirglielo, neppure Draghi, perchè Padoan sa quel che dice.
E mentre ascoltavamo Padoan dare questa risposta secca e precisa, abbiamo pensato all'eventualità catastrofica che Renzi avesse voluto, disubbidendo al diktat di Napolitano, mettere al Tesoro una Madia, ad esempio, o anche una Boschi.
Non osiamo pensare al disastro nel quale sarebbe piombata l'Italia, con tante brave ed anche intraprendenti ministre - vale anche per tanti altri ministri- se avesse preteso ed ottenuto che l'intero suo gabinetto di governo fosse fatto ad immagine e somiglianza della Madia o della Busi. Sì, anche della Busi, che certo ha una bella parlantina, ma sostanza: competenza cioè ed esperienza poca, e in campo economico zero. Conosciamo la risposta di Renzi. E - infatti - lui direbbe: non ho messo al tesoro né la Madia né la Boschi. Sì ma tutto il suo governo, caro presidente è fatto ad immagine di Madia e Boschi, quasi affatto ad immagine di Padoan. Che, se anche è l'unico nel suo Governo, meno male che c'è.
giovedì 26 giugno 2014
Ci risiamo con la storia del soldi che garantiscono indipendenza
Sembra che con la Banca d'Italia, anche
dopo l'intervento di Mario Draghi, il governo si sia imposto,
considerando l'Istituto di vigilanza bancaria alla stregua degli
altri istituti di controllo e garanzia e perciò soggetti alla
rideterminazione dei compensi dei dirigenti. Anche per la Banca
d'Italia essi non devono comunque superare il compenso massimo
rappresentato da quello del Presidente della repubblica.
Ma per la stessa questione, si è
aperto un altro capitolo , quello dell'Avvocatura dello Stato, i cui
membri sono intorno alle 500 unità. Oltre allo stipendio annuo, che
raggiunge già il compenso del Presidente della Repubblica, a
ciascuno degli Avvocati chiamati a difendere lo Stato ogni volta che
viene convocato per rispondere nelle aule di un tribunale, viene
riconosciuto un ulteriore compenso che quindi porta il loro compenso
complessivo annuo al di sopra del limite determinato da quello del
Presidente della Repubblica. Il Governo non intende riconoscere ai
componenti la schiera dell'Avvocatura dello Stato il compenso
aggiuntivo. Anche loro vanteranno la necessità di riottenere tale
compenso aggiuntivo a garanzia della loro indipendenza?
Il colmo dei colmi, però, si è
raggiunto in un altro importante settore dell'organizzazione dello
Stato, quello che riunisce i giudici contabili, ovvero la Corte dei
Conti. S'è venuto a sapere , in questi giorni, che la Corte dei
Conti che giustamente va a spulciare le carte dei tutti gli enti
pubblici, per segnalare anomalie e sprechi, bene la corte dei Conti,
nello volgere tale ruolo moralizzatore e di giustizia, si rivela
spendacciona. Il suo bilancio annuo raggiunge infatti l'astronomica
cifra di 313 milioni di Euro. Insomma anche alla Corte dei Conti si
predica bene e si razzola male, come in tutti gli altri apparati
statali che costituiscono la cosiddetta casta, dove a nessuno importa
che il popolo 'soffre', loro continuano a spendere e spandere senza
ritegno. E poi, questa montagna di soldi per un'azione che il più
delle volte non va oltre la semplice segnalazione di anomalie
contabili che restano tali, dunque INUTILI.
Anche la Corte dei Conti avanzerà, a
giustificazione di tale faraonica spesa di gestione, la sua
indipendenza di giudizio, purtroppo anche questa spesso calpestata,
come dimostrano anche le recenti vicende giudiziarie riguardanti il
Mose, nelle quali è finito anche un giudice della Corte dei Conti?
giovedì 12 giugno 2014
Alti compensi come garanzia di indipendenza
Caro Nordio e capi della Procura veneziana, è inutile che indaghiate Galan e gli altri della nobile compagnia del 'Mose'; nessuno di loro da Mazzacurati in giù ha mai acconsentito a richieste di qualunque genere e di qualunque provenienza che non fosse regolare e moralisima, perché la ragione dei loro alti (altissimi, giganteschi, forse spropositati) compensi, garantisce della loro impermeabilità a qualunque tentativo di irregolarità, nella fattispecie: mazzette e ruberie.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
E, di converso, le procure, compresa quella veneziana, ogni volta che avranno a che fare con i poveri cristi il cui reddito non supera i 25.000 Euro lordi annui, farebbero bene ad applicare le attenuanti della irresponsabilità, non potendo quei poveri cristi, a causa dei loro bassi redditi, garantire l'impermeabilità ad ogni lusinga di irregolarità, imbrogli ed altri casini. E' chiara la logica.
Sulla intoccabilità al ribasso degli stipendi, dopo i magistrati, sommi sacerdoti dell'indipendenza di giudizio, è intervenuto in queste ultime ore anche Mario Draghi, a difesa dei livelli stipendiali dei dipendenti, funzionari e dirigenti dell'Istituto centrale della Banca d'Italia. Se si ritoccano al ribasso i loro compensi - lo sa anche Draghi perciò che sono abbastanza alti - si mina la indipendenza generale di giudizio e vigilanza di tutti i suoi componenti. Che è fuori discussione.
Perciò, anche a seguito dell'ammonimento del presidente BCE, è inutile che le procure perdano tempo e soldi per indagare sui papaveri di ogni settore, almeno di quelli ben pagati, non troveranno mai nulla di anomalo nei loro comportamenti, che sono sempre corretti per diritto naturale. Se invece ben pagati non sono, allora procedano con le indagini.
Per fare solo un paio di esempi, Amato non lo indagate mai, sapete che guadagna ogni mese qualcosa come 60/70.000 Euro, volete che abbia tempo anche per delinquere, qualora vi fosse costretto, già il tempo non gli basta per spendere i 2000 Euro giornalieri che la sua indipendenza ed integrità gli fruttano; dicasi la stessa cosa di quel segretario generale dell'Assemblea siciliana - di cui per decenza abbiamo dimenticato il nome - che ha 40.000 Euro di pensione mensili; la sua integrità morale lo Stato italiano se l'è assicurata non solo per gli anni in cui era in servizio, ma anche per tutta la durata della sua dorata ma impegnativa pensione.
Se, invece, Nordio e compagni, vi capitasse un giorno di leggere fra le vostre carte, il nostro nome, non vi fate scrupolo, indagate pure, noi - meglio il nostro miserabile stipendio di insegnante pubblico per una vita e pensione relativa - non garantiscono la nostra integrità amministrativa e morale. Insomma, e noi lo sappiamo per esperienza personale, è inutile negarlo: siamo più soggetti a tentazioni.
Etichette:
amato,
banca italia,
bce,
draghi,
galan,
mazzacurati,
mose,
nordio
Iscriviti a:
Post (Atom)