Susanna la tosta, non ci ha visto più. S'è sentita raggirata per la seconda volta. La prima, quando la fine dell'esperimento dei voucher fece saltare il referendum, la seconda ora, con la manovrina che ha reintrodotto i voucher, in versione light.
Lei non ci sta, non vuol sentire ragione e porta in piazza migliaia di lavoratori, probabilmente tutti con posto fisso; forse avrebbe dovuto interpellare e mobilitare quelli che lavorano saltuariamente e che forse con i voucher contribuiscono a far emergere il lavoro nero e mettono un piccolo freno alla disoccupazione.
A nulla è valsa la spiegazione del Governo, per il quale la nuova normativa sui voucher, reintrodotti, non rende ancora più diffuso e stabile - ironia della situazione - il lavoro precario.
Hanno cancellato una volta il referendum non lo faranno una seconda. Perchè la leader CGIL ha deciso di rivolgersi alla Consulta per chiedere giustizia e neutralizzare quello che lei ritiene un nuovo duro colpo inflitto alla democrazia ed alla libertà.
Per l'occasione la leader CGIL ha deciso di sottoporre alla Consulta un secondo quesito su un problema che affligge il mondo del lavoro in Italia, principalmente quello sindacale.
Perchè i lavoratori distaccati presso le organizzazioni sindacali vogliono essere equiparati a tutti gli altri lavoratori dal cui settore essi provengono, in tema di pensioni. La Camusso ha infatti scoperto che stipendi e, ancor di più, pensioni di lavoratori/sindacalisti sono enormemente superiori ai loro compagni di lavoro non sindacalisti. Lei non si era accorta della anomalia, fino a che il suo omonimo CISL non è andato in pensione, con un ricco vitalizio per il quale non aveva certamente versato i relativi contributi. Raffaele Bonanni, il casus belli, mentre era in sevizio aveva uno stipendio di 100.000 Euro superiore al limite dei 240.000 Euro , stabiliti per legge come tetto per gli stipendi dei massimi dirigenti della pubblica amministrazione; e da pensionato percepisce una pensione netta mensile di 6.000 Euro, 8.500 circa lordi.
Con lei si sono accorti della anomalia tutti i lavoratori e gli stessi ex lavoratori, in forze al sindacato, i quali ora chiedono che la Consulta sancisca la decisione che loro stessi hanno già preso e cioè quella di non voler apparire in futuro ancora privilegiati. Camusso chiederà alla Consulta di sancire con autorevole sentenza ciò che i diretti interessati hanno già deciso, e cioè di rinunciare al diverso trattamento stipendiale e pensionistico. E così, con una sola pronuncia, prenderà i classici due piccioni.
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domenica 18 giugno 2017
domenica 6 settembre 2015
Sindacalisti pensionati i più pagati, Professori viaggianti
L'INPS di Boeri ha reso noto un dato abbastanza curioso ma anche inquietante e cioè che i sindacalisti, specie quelli del pubblico impiego, che altro non sono che dipendenti pubblici distaccati al sindacato, sono fra quelli che, andando in pensione, percepiscono pensioni molto più alte dei dipendenti pubblici alle cui categorie appartenevano prima di avere il permesso sindacale.
Finora si conoscevano casi di malcostume, come quello del 'buffalo bill' della CISL, Bonanni, che percepisce, da poco pensionato, una pensione vicinissima al massimo consentito dalla legge per i lavoratori in attività, e cioè 240.000 Euro. Insomma il 'buffalo bill' in salsa sindacale, prende ogni mese 20.000 Euro circa lordi, in difesa dei lavoratori in attività e pensionati , ai quali tutti dà l'esempio di dove si può arrivare, anche non facendo moltissimo, come del resto è accaduto a lui.
I diretti interessati si sono così giustificati - quando la pezza è peggiore del buco - noi, abbandonando i nostri posti di lavoro e dedicandoci al sindacato, RINUNCIAMO alla carriera economica che avremmo senza dubbio avuto. Dal che si deduce che i sindacalisti sono a digiuno di ciò che accade ai dipendenti pubblici in merito alla loro carriera economica. Noi che dipendenti pubblici della scuola siamo stati per quarant'anni, possiamo attestare che da quando è venuto l'Euro negli ultimi quindici anni di sevizio, abbiamo avuto sempre il medesimo stipendio, il che dimostra a quale carriera e progressione economica i poveri sindacalisti abbiano dovuto rinunciare, dedicandosi a rincuorare, ben pagati, i poveri lavoratori.
La ministra Giannini - che con la Gelmini fa rima e non solo la rima - i professori che vengono a giorni immessi in ruolo, ma solo se prendono armi e bagagli e si trasferiscono a 4-500 km. di distanza - li invita a non esser lagnosi. Si trasferiscano, che sarà mai, in cambio avranno il il 'posto stabile'. Certo ha ragione la Giannini, però ha mai pensato che se ora riescono a tirare avanti lavorando, da precari, e dove magari lavora anche il/la loro/a compagno/a, se ne hanno uno/a, e dove hanno una casa che hanno appena acquistato con mutuo, e magari hanno anche un/a figlio/a, se si trasferissero sarebbero costretti alla fame, con uno stipendio di 1.300,00 Euro? No, la Giannini non si è posta questo problema, quando ha affidato ad un computer intelligentissimo come Lei, ma come Lei assolutamente fuori dalla realtà, come fanno questi poveri cristi a trasferirsi, in taluni casi, se due, sbattuti in due diverse sedi, distantissime l'una dall'altra? E per di più dovendo decidere in una settimana circa, giacchè i loro desiderata espressi nella domanda di stabilizzazione, il computer non ha preso in considerazione?
Qualcuno, più avveduto della ministra, ha avanzato l'ipotesi, già valida in altri settori ( militari, ad esempio) di dare ai dannati dei trasferimenti una indennità per una prima immediata sistemazione.
Comunque sono tantissimi e non da oggi, i professori, nei vari ordini di scuola, che viaggiano, fra questi gli insegnanti di Conservatorio che, nella stragrande maggioranza, insegnano in Conservatori lontani dal loro domicilio. Solo perchè tutti gli intelligentissimi ministri ed i cervelli elettronici con loro, non si sono mai proposti di rivedere gli incarichi e far sì che, con un movimento complessivo, si avvicinassero le sedi di lavoro a quelle di domicilio. Troppo poco intelligente per gli intelligentissimi ministri. Ve la immaginate quel genio della Gelmini alle prese con queste cosucce? e non è che la Giannini sia da meno. L'unico vantaggio dei professori di Conservatorio, rispetto a tutti gli altri, è che il loro orario di servizio viene solitamente espletato di due giornate, il che permette loro di tornare a casa. Senza contare quanto questo trasferimento settimanale viene loro a costare. (L'avevano capito anche i miei figli quando mi chiedevano se lo Stato mi pagava il viaggio e una notte di permanenza nella città, dove noi, abitando a Roma, insegnavamo, e cioè L'Aquila. Poveri ragazzi innocenti)
Alla fin fine il secondo o terzo lavoro che abbiamo sempre svolto, quello del giornalista, serviva a anche a pagare i trasferimenti settimanali, che noi non abbiamo mai saltato, in quarant'anni, salvo qualche rarissimo caso di forza maggiore, che può toccare anche i più ligi e virtuosi, come noi ci vantavano di essere, nel comportamento di dipendente pubblico, a contatto con i giovani.
Finora si conoscevano casi di malcostume, come quello del 'buffalo bill' della CISL, Bonanni, che percepisce, da poco pensionato, una pensione vicinissima al massimo consentito dalla legge per i lavoratori in attività, e cioè 240.000 Euro. Insomma il 'buffalo bill' in salsa sindacale, prende ogni mese 20.000 Euro circa lordi, in difesa dei lavoratori in attività e pensionati , ai quali tutti dà l'esempio di dove si può arrivare, anche non facendo moltissimo, come del resto è accaduto a lui.
I diretti interessati si sono così giustificati - quando la pezza è peggiore del buco - noi, abbandonando i nostri posti di lavoro e dedicandoci al sindacato, RINUNCIAMO alla carriera economica che avremmo senza dubbio avuto. Dal che si deduce che i sindacalisti sono a digiuno di ciò che accade ai dipendenti pubblici in merito alla loro carriera economica. Noi che dipendenti pubblici della scuola siamo stati per quarant'anni, possiamo attestare che da quando è venuto l'Euro negli ultimi quindici anni di sevizio, abbiamo avuto sempre il medesimo stipendio, il che dimostra a quale carriera e progressione economica i poveri sindacalisti abbiano dovuto rinunciare, dedicandosi a rincuorare, ben pagati, i poveri lavoratori.
La ministra Giannini - che con la Gelmini fa rima e non solo la rima - i professori che vengono a giorni immessi in ruolo, ma solo se prendono armi e bagagli e si trasferiscono a 4-500 km. di distanza - li invita a non esser lagnosi. Si trasferiscano, che sarà mai, in cambio avranno il il 'posto stabile'. Certo ha ragione la Giannini, però ha mai pensato che se ora riescono a tirare avanti lavorando, da precari, e dove magari lavora anche il/la loro/a compagno/a, se ne hanno uno/a, e dove hanno una casa che hanno appena acquistato con mutuo, e magari hanno anche un/a figlio/a, se si trasferissero sarebbero costretti alla fame, con uno stipendio di 1.300,00 Euro? No, la Giannini non si è posta questo problema, quando ha affidato ad un computer intelligentissimo come Lei, ma come Lei assolutamente fuori dalla realtà, come fanno questi poveri cristi a trasferirsi, in taluni casi, se due, sbattuti in due diverse sedi, distantissime l'una dall'altra? E per di più dovendo decidere in una settimana circa, giacchè i loro desiderata espressi nella domanda di stabilizzazione, il computer non ha preso in considerazione?
Qualcuno, più avveduto della ministra, ha avanzato l'ipotesi, già valida in altri settori ( militari, ad esempio) di dare ai dannati dei trasferimenti una indennità per una prima immediata sistemazione.
Comunque sono tantissimi e non da oggi, i professori, nei vari ordini di scuola, che viaggiano, fra questi gli insegnanti di Conservatorio che, nella stragrande maggioranza, insegnano in Conservatori lontani dal loro domicilio. Solo perchè tutti gli intelligentissimi ministri ed i cervelli elettronici con loro, non si sono mai proposti di rivedere gli incarichi e far sì che, con un movimento complessivo, si avvicinassero le sedi di lavoro a quelle di domicilio. Troppo poco intelligente per gli intelligentissimi ministri. Ve la immaginate quel genio della Gelmini alle prese con queste cosucce? e non è che la Giannini sia da meno. L'unico vantaggio dei professori di Conservatorio, rispetto a tutti gli altri, è che il loro orario di servizio viene solitamente espletato di due giornate, il che permette loro di tornare a casa. Senza contare quanto questo trasferimento settimanale viene loro a costare. (L'avevano capito anche i miei figli quando mi chiedevano se lo Stato mi pagava il viaggio e una notte di permanenza nella città, dove noi, abitando a Roma, insegnavamo, e cioè L'Aquila. Poveri ragazzi innocenti)
Alla fin fine il secondo o terzo lavoro che abbiamo sempre svolto, quello del giornalista, serviva a anche a pagare i trasferimenti settimanali, che noi non abbiamo mai saltato, in quarant'anni, salvo qualche rarissimo caso di forza maggiore, che può toccare anche i più ligi e virtuosi, come noi ci vantavano di essere, nel comportamento di dipendente pubblico, a contatto con i giovani.
mercoledì 12 agosto 2015
La Commissione giurisdizionale del Parlamento una volta c'è ed una no.
Il personale impiegatizio della Camera dei Deputati quando la Presidente Boldrini ha stabilito che i compensi di tutti gli impiegati, dagli uscieri e quelli di più alto grado, non potevano più superare un certo tetto che ovviamente erano in molti a superar, ha deciso di correre ai ripari imponendo il tetto suddetto, e naturalmente, a scalare, abbassando anche quelli intermedi - apriti cielo - alcuni impiegati, di diversi livelli e mansioni hanno fatto ricorso alla Commissione giurisdizionale, perchè dichiarasse illeciti tali tagli. E la Commissione ha dato loro ragione. La presidente Boldrini ha ottenuto la sospensione del verdetto della Commissione giurisdizionale e spera di riuscire nei tagli di stipendi che in taluni casi al termine della carriera superano quelli del Presidente della repubblica e perfino quello di Obama. I barbieri del Parlamento guadagnano all'incirca 180.000 Euro ( lordi) l'anno.
Non sarebbe neanche necessario sottolineare che la suddetta Commissione giurisdizionale, quando il Parlamento si dava stipendi al di fuori della norma, davvero vergognosi, era in vacanza premio all'estero e quindi non è potuta intervenire per denunciare lo scandalo. Ma noi lo sottolineiamo comunque.
In fatto di stipendi c'è un'altra anomalia tutta italiana. E' di qualche giorno fa la denuncia di un sindacalista CISL che ha reso noti i nomi di alcuni dirigenti della sua sigla sindacale che guadagnano cifre considerevoli. La segretaria generale attuale, Furlan, avrebbe espulso il sindacalista denunciante, con la motivazione che la denuncia, prima che in pubblico, amava fatta ai probiviri. I quali, per ora, non sappiamo quale decisione assumeranno, ma sappiamo per certo che quando i dirigenti sindacali si attribuivano quelli stipendi - un insulto per i lavoratori! - erano in missione all'estero.
Anche il segretario del Sindacato pensionati della CISL, un medico in pensione che oggi ha 68 anni, ha una pensione complessiva di 180.000 Euro. Lui dice che non vuole esser collocato nel mazzo di tanti ladri di polli, perché lui la pensione se l'è guadagnata ed essa ammonterebbe a 130.000 Euro lordi circa, ai quali se ne aggiungono un'altra cinquantina per indennità varie, somma quest'ultima che lui da sempre dà in beneficenza. E bene fa. Il fatto è che lui quell'aggiunta non dovrebbe prenderla.
Naturalmente viene fuori anche il caso dell'ex segretario Bonanni - Buffalo Bill senza macchia e senza paura - il quale prima di andare in pensione si fece alzare lo stipendio al punto che ora prende 240.000 Euro circa l'anno. Bel sindacalista del c...
Notizie dei mesi scorsi ci dicono che anche quei disinteressati difensori dei 'diritti dei consumatori, nelle varie sigle ed organizzazioni, difendono i poveri consumatori con la pancia piena, quanto a stipendi.
Insomma in Italia con tutti i tribunali e le guardie di finanza trionfano gli evasori ed i privilegiati. E nessuno sembra possa far nulla contro di loro, neanche quelli che questi privilegi hanno autorizzato. Quando li hanno autorizzati nessuno ha mosso ciglia, mentre quando decidono di cancellarli, dietro la spinta dell'indignazione generale, non lo possono più. E nei privilegi vanno ovviamente compresi anche i vitalizi a parlamentari e consiglieri regionali. nessuno può far nulla. Neanche il Governo?
Neanche il Governo, per gli organi costituzionali, dal Parlamento alla Corte costituzionale. Vi pare che detti organi costituzionali potrebbero per loro stessa decisione tagliarsi o cancellare stipendi e vitalizi vergognosi, quasi un furto? Possono decidere tagli per chiunque ma non per loro stessi. Ne andrebbe di mezzo la loro imparzialità.
Non sarebbe neanche necessario sottolineare che la suddetta Commissione giurisdizionale, quando il Parlamento si dava stipendi al di fuori della norma, davvero vergognosi, era in vacanza premio all'estero e quindi non è potuta intervenire per denunciare lo scandalo. Ma noi lo sottolineiamo comunque.
In fatto di stipendi c'è un'altra anomalia tutta italiana. E' di qualche giorno fa la denuncia di un sindacalista CISL che ha reso noti i nomi di alcuni dirigenti della sua sigla sindacale che guadagnano cifre considerevoli. La segretaria generale attuale, Furlan, avrebbe espulso il sindacalista denunciante, con la motivazione che la denuncia, prima che in pubblico, amava fatta ai probiviri. I quali, per ora, non sappiamo quale decisione assumeranno, ma sappiamo per certo che quando i dirigenti sindacali si attribuivano quelli stipendi - un insulto per i lavoratori! - erano in missione all'estero.
Anche il segretario del Sindacato pensionati della CISL, un medico in pensione che oggi ha 68 anni, ha una pensione complessiva di 180.000 Euro. Lui dice che non vuole esser collocato nel mazzo di tanti ladri di polli, perché lui la pensione se l'è guadagnata ed essa ammonterebbe a 130.000 Euro lordi circa, ai quali se ne aggiungono un'altra cinquantina per indennità varie, somma quest'ultima che lui da sempre dà in beneficenza. E bene fa. Il fatto è che lui quell'aggiunta non dovrebbe prenderla.
Naturalmente viene fuori anche il caso dell'ex segretario Bonanni - Buffalo Bill senza macchia e senza paura - il quale prima di andare in pensione si fece alzare lo stipendio al punto che ora prende 240.000 Euro circa l'anno. Bel sindacalista del c...
Notizie dei mesi scorsi ci dicono che anche quei disinteressati difensori dei 'diritti dei consumatori, nelle varie sigle ed organizzazioni, difendono i poveri consumatori con la pancia piena, quanto a stipendi.
Insomma in Italia con tutti i tribunali e le guardie di finanza trionfano gli evasori ed i privilegiati. E nessuno sembra possa far nulla contro di loro, neanche quelli che questi privilegi hanno autorizzato. Quando li hanno autorizzati nessuno ha mosso ciglia, mentre quando decidono di cancellarli, dietro la spinta dell'indignazione generale, non lo possono più. E nei privilegi vanno ovviamente compresi anche i vitalizi a parlamentari e consiglieri regionali. nessuno può far nulla. Neanche il Governo?
Neanche il Governo, per gli organi costituzionali, dal Parlamento alla Corte costituzionale. Vi pare che detti organi costituzionali potrebbero per loro stessa decisione tagliarsi o cancellare stipendi e vitalizi vergognosi, quasi un furto? Possono decidere tagli per chiunque ma non per loro stessi. Ne andrebbe di mezzo la loro imparzialità.
lunedì 28 luglio 2014
Sindacati fuori dalla storia e dalle regole
Scrive bene oggi De Vico sul Corriere, quando ammonisce i sindacati - impegnati attualmente in diverse situazioni critiche ( Alitalia, Opera di Roma, Parlamento) a non autoestromettersi dalla storia. Pochi rivoltosi - diciamo anche facinorosi - si battono in difesa di impresentabili ed indifendibili privilegi e rendite di posizione. All'Alitalia i piloti - una sottocategoria superprivilegiata, all'Opera di Roma, scende sulle barricate addirittura la spalla dell'orchestra ; in Parlamento la cagnara di sigle sindacali per difendere i propri iscritti ed insieme i privilegi di impiegati di vario grado e responsabilità che hanno compensi da cortigiani.
Se si considera che oggi in cronica carenza è il lavoro non il suo compenso, se quei pochi irriducibili tenessero duro, andrebbe in fumo il riassetto dell'Alitalia e dell'Opera di Roma con moltissimi dipendenti a casa, e persisterebbe la vergogna dei dipendenti del Parlamento i quali mentre il paese brucia, continuano a fare bisboccia.
Naturalmente il discorso vale anche per i politici, 'fuoridelmondo' come e peggio dei sindacalisti, che non riescono a capire che l'attività politica è un onore ed anche un dovere civile, e non l'occasione per far soldi, acquisire potere e distribuire elemosine. Ci ha sorpresi quel che ha detto la compagna parlamentare di Bondi, parlamentare anch'egli già ministro e cantore del capo, alla richiesta di spiegare l'assunzione di suo figlio, studente in architettura, al CSC (centro sperimentale di cinematografia), dipendente dal Ministero del suo compagno: "perchè i figli dei parlamentari non possono avere contratti di lavoro?" Ha ragione signora, anche i figli dei parlamentari devono poter lavorare, solo che i contratti di lavoro non ci devono essere solo per i figli dei parlamentari, i quali, a differenza di buona parte dei cittadini, possono anche mantenere agli studi i loro rampolli; mentre invece vogliono metterli sul groppone dei cittadini. Se uno pensa alle scarse qualità personali e professionali di tanti parlamentati messi lì dai capipartito, vien voglia di scendere in piazza. Per quanti, troppi, di loro, vale il detto: dentro il vestito niente.
La constatazione si unisce anche a delusione quando si legge di uno come Blair, ad esempio, ambasciatore per il Medio Oriente dell'Europa, il quale mentre in Israele ad a Gaza ballano sui missili, lui organizza e partecipa alla grandiosa festa di compleanno della sua mogliettina Cherie.
Torniamo ai sindacati. In una intervista di Simona Antonucci a Bonanni, sul Messaggero di oggi, il segretario generale CISL, richiesto di un parere sugli scioperi di questi giorni e sulle rivolte sindacali che mettono in forse importanti accordi industriali, così si esprime: Esiste un codice sindacale sottoscritto da tutti, nel quale si dice chiaramente che una decisione assunta a maggioranza deve essere accettata dalla minoranza". Non c'è scampo. E' così.
Se si considera che oggi in cronica carenza è il lavoro non il suo compenso, se quei pochi irriducibili tenessero duro, andrebbe in fumo il riassetto dell'Alitalia e dell'Opera di Roma con moltissimi dipendenti a casa, e persisterebbe la vergogna dei dipendenti del Parlamento i quali mentre il paese brucia, continuano a fare bisboccia.
Naturalmente il discorso vale anche per i politici, 'fuoridelmondo' come e peggio dei sindacalisti, che non riescono a capire che l'attività politica è un onore ed anche un dovere civile, e non l'occasione per far soldi, acquisire potere e distribuire elemosine. Ci ha sorpresi quel che ha detto la compagna parlamentare di Bondi, parlamentare anch'egli già ministro e cantore del capo, alla richiesta di spiegare l'assunzione di suo figlio, studente in architettura, al CSC (centro sperimentale di cinematografia), dipendente dal Ministero del suo compagno: "perchè i figli dei parlamentari non possono avere contratti di lavoro?" Ha ragione signora, anche i figli dei parlamentari devono poter lavorare, solo che i contratti di lavoro non ci devono essere solo per i figli dei parlamentari, i quali, a differenza di buona parte dei cittadini, possono anche mantenere agli studi i loro rampolli; mentre invece vogliono metterli sul groppone dei cittadini. Se uno pensa alle scarse qualità personali e professionali di tanti parlamentati messi lì dai capipartito, vien voglia di scendere in piazza. Per quanti, troppi, di loro, vale il detto: dentro il vestito niente.
La constatazione si unisce anche a delusione quando si legge di uno come Blair, ad esempio, ambasciatore per il Medio Oriente dell'Europa, il quale mentre in Israele ad a Gaza ballano sui missili, lui organizza e partecipa alla grandiosa festa di compleanno della sua mogliettina Cherie.
Torniamo ai sindacati. In una intervista di Simona Antonucci a Bonanni, sul Messaggero di oggi, il segretario generale CISL, richiesto di un parere sugli scioperi di questi giorni e sulle rivolte sindacali che mettono in forse importanti accordi industriali, così si esprime: Esiste un codice sindacale sottoscritto da tutti, nel quale si dice chiaramente che una decisione assunta a maggioranza deve essere accettata dalla minoranza". Non c'è scampo. E' così.
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