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giovedì 28 dicembre 2017

All'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA VOGLIONO ELIMINARE I TETTI, PER GUARDARE IL CIELO. FIGUCCIA CONTRO MICCICHE'

 Il nuovo Parlamento regionale siciliano (ARS: Assemblea Regionale Siciliana), 'destro' per colore e  guidato da Musumeci di Fratelli d'Italia, non  è restato con le mani in mano e si è dato da fare per  svecchiare il paese che, al sud, è da svecchiare  più che al nord. In molti settori. A cominciare dai tetti che al Parlamento siciliano,  presidente dell'Assemblea  Miccichè in testa, ritengono troppo bassi  e perciò impediscono di puntare  in alto e guardare, rasserenati, l'azzurro cielo di Sicilia.

 Contro di lui, potente colonnello della destra in Sicilia, si è mosso  un oscuro  consigliere, di nome Figuccia, gentile nel nome, determinato ma impotente, al punto che, inascoltato, ha rassegnato le dimissioni, a due mesi dalla elezione e insediamento e  a legislatura neppure cominciata.

Il gigante Miccichè ritiene che i tetti siano illegali perché oltre che impedire ai consiglieri di guardare il cielo dalle sale dorate di Palazzo dei Normanni, li rendano infelici, e perciò poco efficaci e poco attivi nell'azione di governo. Figuccia,  che non la pensa come lui, ricorre alle dimissioni dalla giunta.

I tetti che Miccichè vuole abolire, però, sono di un genere tutto particolare. Sono i tetti agli stipendi, sui quali  da tempo immemorabile, relativamente ai consiglieri siciliani, si è fatta feroce ironia.
Il tetto dei 240.000 Euro - che è poi l'appannaggio del Presidente della repubblica - è troppo asfissiante per un deputato siciliano e perciò va sfondato.Questa la tesi di Miccichè. 

Ad esempio, il segretario generale dell'Assemblea, sostiene Miccichè, dove poter prendere sui 400.000 Euro, perchè se li merita, essendo il suo incarico e la mole di lavoro  considerevoli, e  e lui da retribuire a dovere. Se potrà guadagnare quasi il doppio del Presidente della Repubblica, sarà felice, lavorerà meglio, e la mattina quando esce di casa, canterà tutto gongolante: si va all'assemblea/ a fottere, per ora, la gente etnea/  e da sera a mane/  tutte le genti isolane.

 A scendere, l'abbattimento dei tetti stipendiali riguarderanno tutti: consiglieri, dirigenti, funzionari e forse anche gli uscieri che arriveranno a guadagnare più di un professore universitario e di un primario di ospedale.

In questo accesissima discussione, il principe governatore Musumeci, politico affidabile raccomandato dalla Meloni, il quale, durante la campagna elettorale aveva detto - se la memoria nostra non ci inganna - che avrebbe messo un tetto  agli emolumenti dell'Assemblea siciliana, vergognosi! appare impotente contro Miccichè. Ma il suo maggior rammarico riguarda le promesse fatte ai tanti 'muratori' isolani ai quali aveva assicurato, una volta andato al potere,  che gli avrebbe dato un sacco di lavoro, costruendo tetti su tetti. Musumeci, in contrasto con Miccichè, ha detto che entro breve quei tetti in parte abbattuti da Miccichè  saranno rimessi, ed i muratori , almeno loro, finalmente gioiranno, per l'atteso lavoro.

P.S. Miccichè si è dovuto arrendere di fronte alle numerose proteste ed alle dimissioni di Figuccia, assessore ai Rifiuti, al quale, giusto la posizione di Miccichè, era stato impedito di raccogliere e destinare al tritatutto sociale  i rifiuti umani dell'ARS.

mercoledì 12 agosto 2015

La Commissione giurisdizionale del Parlamento una volta c'è ed una no.

Il personale impiegatizio della Camera dei Deputati quando la Presidente Boldrini ha stabilito che i compensi di tutti gli impiegati, dagli uscieri e quelli di più alto grado, non potevano più superare un certo tetto che ovviamente erano in molti a superar, ha deciso di correre ai ripari imponendo il tetto suddetto, e naturalmente, a scalare, abbassando  anche quelli intermedi - apriti cielo - alcuni impiegati, di diversi livelli e mansioni hanno fatto ricorso alla Commissione giurisdizionale, perchè dichiarasse illeciti tali tagli. E la Commissione ha dato loro ragione. La presidente Boldrini ha ottenuto la sospensione del verdetto della Commissione giurisdizionale e spera di riuscire nei tagli di stipendi che in taluni casi al termine della carriera superano quelli del Presidente della repubblica e perfino quello di Obama. I barbieri del Parlamento guadagnano all'incirca 180.000 Euro ( lordi) l'anno.
 Non sarebbe neanche  necessario sottolineare che la suddetta Commissione giurisdizionale, quando il Parlamento si dava stipendi al di fuori della norma, davvero vergognosi, era in vacanza premio all'estero e quindi non è potuta intervenire per denunciare lo scandalo. Ma noi lo sottolineiamo comunque.
 In fatto di stipendi c'è un'altra anomalia tutta italiana. E' di qualche giorno fa la denuncia di un sindacalista CISL che ha reso noti i nomi di alcuni dirigenti della sua sigla sindacale che guadagnano cifre considerevoli. La segretaria generale attuale, Furlan, avrebbe espulso il sindacalista denunciante, con la motivazione che la denuncia, prima che in pubblico, amava fatta ai probiviri. I quali, per ora, non sappiamo quale decisione assumeranno, ma sappiamo  per certo che quando i dirigenti sindacali si attribuivano quelli stipendi - un insulto per i lavoratori! - erano in missione all'estero.
Anche il segretario del Sindacato pensionati della CISL, un medico in pensione che oggi ha 68 anni, ha una pensione complessiva di 180.000 Euro. Lui dice che non vuole esser collocato nel mazzo di tanti ladri di polli, perché lui la pensione se l'è guadagnata ed essa ammonterebbe a 130.000 Euro lordi circa, ai quali se ne aggiungono un'altra cinquantina per indennità varie, somma quest'ultima che lui da sempre dà in beneficenza. E bene fa. Il fatto è che lui quell'aggiunta non dovrebbe prenderla.
 Naturalmente viene fuori anche il caso dell'ex segretario Bonanni - Buffalo Bill senza macchia e senza paura - il quale prima di andare in pensione si fece alzare lo stipendio al punto che ora prende 240.000 Euro circa l'anno. Bel sindacalista del c...
 Notizie dei mesi scorsi ci dicono che anche quei disinteressati difensori dei 'diritti dei consumatori, nelle varie sigle ed organizzazioni, difendono i poveri consumatori con la pancia piena, quanto a stipendi.
 Insomma in Italia con tutti i tribunali e le guardie di finanza trionfano gli evasori ed i privilegiati. E nessuno sembra possa far nulla contro di loro, neanche quelli che questi privilegi hanno autorizzato. Quando li hanno autorizzati nessuno ha mosso ciglia, mentre quando decidono di cancellarli, dietro la spinta dell'indignazione generale, non lo possono più. E nei privilegi vanno ovviamente compresi anche i vitalizi a parlamentari e consiglieri regionali. nessuno può far nulla. Neanche il Governo?
Neanche il Governo, per gli organi costituzionali, dal Parlamento alla Corte costituzionale.  Vi pare che detti organi costituzionali potrebbero per loro stessa decisione tagliarsi  o cancellare stipendi e vitalizi vergognosi, quasi un furto? Possono decidere tagli per chiunque ma non per loro stessi. Ne andrebbe di mezzo la loro imparzialità.