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mercoledì 13 settembre 2017

Salvatore Sciarrino racconta il suo 'Stradella', prossimamente alla Scala, nella patria del musicista, NEPI, che in queste settimane ospita un bellissimo festival dedicatogli

Ieri sera abbiamo preso la macchina per raggiungere Nepi, ad un tiro di schioppo da Roma. L'occasione era davvero preziosa.  Perchè Salvatore Sciarrino, che fra breve vedrà rappresentata la sua nuova opera alla Scala, nata da un vero 'incantamento' per la musica di Alessandro Stradella ( la cui famiglia era originaria di Nepi, dove in questi giorni si sta svolgendo un prezioso quanto originale festival dedicato al 'genius loci', al quale, solo nel 2000, la sua città natale ha deciso di indicare con una lapide sulla facciata, la casa che abitò, nei periodi in cui visse a Nepi - si pensa, però, che Stradella sia nato e battezzato a Roma), ha deciso di impreziosire ancora di più il bel festival stradelliano, in pieno svolgimento, regalandogli, in anteprima, la presentazione dell'opera, nella accogliente sala 'nobiliare' del Palazzo comunale, dove fra pareti e soffitto è narrata, da affreschi ottocenteschi, la storia della cittadina romana, e sono effigiati i prelati ai quali, nei secoli di maggiore splendore, Nepi ha dato i natali.

Da alcuni anni, Andrea De Carlo si sta dedicando alla sistematica scoperta della sua musica che, oltre che eseguendo,  va anche incidendo - di prossima uscita la Doriclea ed Ester - anche nell'ambito del festival, da lui inventato, animato e diretto, che da quest'anno si è consorziato con il Festival Barocco di Viterbo, da alcuni anni  muto e che ora potrà risorgere, complice Stradella.

Sciarrino ha voluto riservare alla preziosissima manifestazione la primizia dell'illustrazione dettagliata della sua nuova opera che in novembre si rappresenterà alla Scala - Ti vedo, ti sento, mi pento, il titoloe successivamente, anche a Berlino che l'ha coprodotta con il Teatro milanese, che gliel'ha commissionata.

Chi conosce il teatro musicale di Sciarrino, ormai ricco di molti numeri, a partire dalla sua opera più rappresentata nel mondo, Luci mie traditrici, e che quest'anno, in occasione dei suoi settant'anni, viene rappresentato dappertutto, deve sapere che la sua nuova opera è qualcosa di molto diverso da tutte le altre già in catalogo. La musica, naturalmente, è sempre quella che conosciamo bene, perchè Sciarrino non intende rinunciare alla sua identità musicale per  allettare le orecchie e l'intelligenza del pubblico che troppi oggi  si prestano ad assecondare, per un facile immediato successo. L'impianto, invece, è del tutto nuovo. E, sinceramente, c'era da aspettarselo. Perchè ad ogni nuovo titolo per il palcoscenico del suo ricco catalogo, egli ripensa, in base al contenuto dell'opera stessa, l'impianto stesso dell'opera.  Che , lo ripetiamo, nel caso di  Ti vedo, ti sento, mi pento, sorprenderà non poco tutti

Sappiamo intanto che oltre l'orchestra in buca, ci sarà un ensemble anche in palcoscenico, dove agirà anche il coro, e che la scena si aprirà in un palazzo nobiliare dove una cantatrice sta provando una nuova 'cantata' di Stradella; e sappiamo anche che l'opera si snoderà in venti scene. Sciarrino ha dato anche un assaggio del libretto che, come la musica, reca la sua firma

La visita alla cittadina  ci ha fatto scoprire anche una novità che niente a che fare con la musica, ma con la civiltà di una società sì, e per questo ci ha colpiti.  E cioè che esistono anche le strisce 'rosa', oltre quelle blu o gialle, a seconda dei casi, a segnare i parcheggi. Nelle vicinanze della piazza centrale dove svetta il Palazzo Comunale, ci sono due parcheggi segnati dalle strisce 'rosa' e riservate a 'mamme in attesa o in compagnia di  figli piccoli' -  come si legge. Magari qualche altro piccolo Comune e pure qualche Comune di grandi dimensioni potrebbe imitare l'esempio della piccola Nepi.

P.S. All'indomani del nostro 'fuoriporta' stradelliano, leggiamo sui giornali delle 'strisce rosa' che non sono una esclusiva di Nepi, avendole già adottate un Comune, a guida leghista, della bergamasca. Ma con una particolarità di alto profilo. Nell'ordinanza comunale si legge che quelle strisce sono ad esclusivo uso delle donne in attesa, ma si specifica:  solo se italiane o comunitarie, non extracomuntarie e neppure omosessuali -  ha fatto bene il sindaco a chiarirlo con la sua ordinanza. Per una questione di civiltà.

sabato 2 settembre 2017

'Doriclea' di Alessandro Stradella. Catapultati in un altro mondo

Sono passati solo pochi minuti da quando è terminata l'esecuzione de 'La Doriclea' ('opera per sei voci, due violini e b.c.') di  AlessandroStradella, all'Auditorium, da parte del complesso 'Il pomo d'oro' - nel quale svettavano i due violini solisti, in veste di strumenti concertanti e duettanti;  con alcuni meravigliosi solisti di canto: sei, compreso un controtenore - affidato alla direzione di Andrea De Carlo. Ma è come se avessimo abbandonato un mondo dove sovrana  regna la bellezza del canto e del suono,  e, svegliato da un lungo meraviglioso sogno,  fossimo ripiombati nel traffico cittadino  e nella banalità della vita quotidiana.

 Il piccolo festival, nato a Nepi ed intitolato al suo più illustre cittadino, musico secentesco, Alessandro Stradella, che da quest'anno s'è consorziato con il fu Festival Barocco di Viterbo ora rinato, ha regalato questa meraviglia. Un festival prezioso, sostenuto solo dai Comuni interessati alla manifestazione ( Viterbo, Nepi, Caprarola) e  da nessun altro. Non c'è Ministero, non c'è Regione, e neppure Provincia,  che possono anche essere, singolarmente e uniti, di manica larga ed allentare i cordoni della borsa, ma  che lo fanno solo con chi vogliono, ignorando i meriti di chicchessia, senza alcuna prospettiva futura.

Per ora solo questa breve piacevole sensazione, magari domani torniamo a parlarne. Abbiamo incontrato anche Salvatore Sciarrino ad ascoltare Stradella, anche per una ragione di suo personale interesse. Fra due mesi, in novembre , alla Scala, va in scena una sua nuova opera, coprodotta con Berlino,  che a Stradella si ispira, esattamente come 'Luci mie traditrici' - la sua opera di maggior successo, nel mondo ripresa già molte volte, e che vanta ben cinque diversi allestimenti- si ispirava  a Gesualdo.  Ma sia nel caso di Stradella come in quello di Gesualdo, ambedue protagonisti di vicende violente, a Sciarrino - lo ha spesso chiarito - è il musicista che vive nei due che importa.

E come è accaduto in passato - e cioè che anche con la sua opera ed altri lavori ispirati a Gesualdo,  ha in parte contribuito alla riscoperta del grande madrigalista cinquecentesco - Sciarrino spera anzi si augura sincero  che accada ancora attraverso la sua nuova opera ' Ti vedo, ti sento, mi perdo', e cioè che venga riscoperta la musica di Alessandro Stradella;  della sua morte violenta nei vicoli di Genova chi non sa?
 Per questo, martedì 12 settembre ( ore 19) Sciarrino  presenterà a Nepi, nella Sala Consiliare, la sua opera 'su e da' Stradella. Intanto  a De Carlo si deve, negli ultimi anni, la riscoperta dell'opera di Stradella, del quale alcuni titoli di rilievo  ha già registrato e pubblicato per l'etichetta ARCANA.