Giletti ha fatto ascolti da record nelle ultime puntate, mettendosi a fianco di quattro donne siciliane ( tre sorelle e mamma), le quali, dopo la morte del loro genitore sono state vittime di soprusi mafiosi nel paesino dove vivono e dove hanno alcune proprietà. Giletti che ha un cuore grande come una casa, ha sposato la loro causa, ottenendo da Regione e Comune ed anche privati sostegno e mezzi perchè riprendano la loro attività nei campi .
E, sempre per il suo cuore grande come una casa, ha dato sostegno televisivo ad una giovane donna che ha aperto un agriturismo fra mille ostacoli e sabotaggi. Giletti non si ferma difronte alle ingiustizie e combatte; lui ha una forza umanitaria come nessun altro.
E, ancora, nell'ultima puntata - la settimana scorsa, ha preso in carico la storiaccia dell'Aquarius, carica di profughi sballottata dalle onde dopo la decisione del nostro Ministro degli Interni, il nobile Salvini, di vietarle qualunque approdo in Italia.
Nella tragica vicenda dell'Aquarius, Giletti ha fatto un secondo scoop, linguistico questa volta, è stato l'unico a chiamare la nave Aquerius.
Ma neanche il doppio scoop dell'Aquerius ha acquietato le sue mire di giornalista d'assalto. E così, già nelle scorse puntate ha fatto filtrare alcune foto che lo ritraevano per strada con un campione dell'umanità, per annunciare che nell'ultima trasmissione di quest'anno - quella di oggi - avrebbe fatto fare a Non é l'Arena, il botto con grande sorpresa perfino del suo datore di lavoro, Cairo. Un'intervista esclusiva a Fabrizio Corona, sì a quel relitto umano che la galera e e il ricovero in una comunità di recupero - come è quella di don Mazzi che lo tenuto in custodia per alcuni mesi - non sono riuscite a riformare, ma ci riuscirà Giletti.
Solo che Giletti non sa o finge di non sapere che a nessuno fotte di ascoltare quel che Fabrizio Corona avrà da blaterare. Perchè nulla di sensato e ragionevolmente accettabil c'è da attendersi; la sua vita dopo il carcere lo dimostra. Vogliamo scommettere?
P.S Sembra che la stessa facoltà di lingue dell'Università 'Mazzini' dove ha studiato il Giletti dell'Aquerius, negli stessi anni sia stata frequentata da Lucia Annunziata dell'Equerius
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domenica 17 giugno 2018
venerdì 11 agosto 2017
Il troppo sole potrebbe aver dato alla testa a Maradona e Nina Moric
I due sono ben noti perchè si debba ancora raccontare chi siano; ma al loro rispettivo carnet di imprese memorabili, c'è da aggiungerne due nuove nuovissime, inimmaginabili.
Cominciamo dal 'pibe de oro' e 'pibe' di molto altro, recentemente festeggiatissimo dai napoletani - che forse ora potrebbero pentirsi. Maradona, uno dei più grandi campioni del calcio di tutti i tempi, se famoso è stato oltre che per i calci al pallone, lo è stato in campi nei quali forse sarebbe stato meglio non avesse primeggiato. Ma si sa qualche inciampo può toccare a tutti, basta avere la forza di rialzarsi e ricominciare. Ma non come ha fatto lui, dichiarando di volersi impegnare politicamente a fianco di Maduro, il dittatore venezuelano, in difesa della cui causa ha fatto sapere che sarebbe anche pronto ad indossare la divisa militare e prendere le armi, per combattere contro l'imperialismo USA. Ma forse pensa che Maduro voglia girare un film sulla Costituzione, con la nuova Costituente; e non abbattere la Costituzione attraverso la Costituente, come sta facendo nella realtà.
Simile inciampo è toccato anche alla bellissima Moric, sposata Fabrizio Corona, modella con qualche problemuccio passato. Quisquilie. La bella, ora è fidanzata con Favoloso, anche di nome oltre che di fatto - come ha dichiarato - un vero tesoro che Lei ha sottratto ai suoi concittadini di Torre del Greco, che ora intende ricompensare con un baratto di natura politica.
Si candiderà per le prossime comunali del comune campano, per la lista di Casa Pound dove Lei è di recente approdata, dopo aver tanto vagato in cerca di un porto sicuro, nel quale gettare l'ancora. Non era meglio cercare ancora?
Cominciamo dal 'pibe de oro' e 'pibe' di molto altro, recentemente festeggiatissimo dai napoletani - che forse ora potrebbero pentirsi. Maradona, uno dei più grandi campioni del calcio di tutti i tempi, se famoso è stato oltre che per i calci al pallone, lo è stato in campi nei quali forse sarebbe stato meglio non avesse primeggiato. Ma si sa qualche inciampo può toccare a tutti, basta avere la forza di rialzarsi e ricominciare. Ma non come ha fatto lui, dichiarando di volersi impegnare politicamente a fianco di Maduro, il dittatore venezuelano, in difesa della cui causa ha fatto sapere che sarebbe anche pronto ad indossare la divisa militare e prendere le armi, per combattere contro l'imperialismo USA. Ma forse pensa che Maduro voglia girare un film sulla Costituzione, con la nuova Costituente; e non abbattere la Costituzione attraverso la Costituente, come sta facendo nella realtà.
Simile inciampo è toccato anche alla bellissima Moric, sposata Fabrizio Corona, modella con qualche problemuccio passato. Quisquilie. La bella, ora è fidanzata con Favoloso, anche di nome oltre che di fatto - come ha dichiarato - un vero tesoro che Lei ha sottratto ai suoi concittadini di Torre del Greco, che ora intende ricompensare con un baratto di natura politica.
Si candiderà per le prossime comunali del comune campano, per la lista di Casa Pound dove Lei è di recente approdata, dopo aver tanto vagato in cerca di un porto sicuro, nel quale gettare l'ancora. Non era meglio cercare ancora?
martedì 29 novembre 2016
La maestrina Eleonora Daniele si occupa di un altro relitto: Lapo Elkann
Ci avevamo promesso che di certi relitti umani non avremmo mai più sentito parlare in Rai. Promessa disattesa. Dopo il caso Corona, del quale abbiamo sentito parlare per giorni e giorni, anche dalla maestrina Daniele - che 'ci ha inzuppato il pane' come si dice - per le sue imprese da persona malata, oggi dobbiamo sorbirci anche un' altra impresa, l'ennesima, di un autentico relitto umano , quale è ormai da considerare, il rampollo di casa Agnelli, Lapo Elkann che , a New York, avrebbe finto un rapimento per farsi dare dalla famiglia 10.000 dollari onde continuare l'orgia che aveva iniziato da ventiquattr'ore e che aveva prosciugato già il suo contante. E per questo è stato arrestato, ma poi subito rilasciato: perchè? la famiglia ha pagato la cauzione? Elkann risulta ormai irrecuperabile.
Ma la maestrina, invece, potrà cambiare almeno gli 'argomenti'? Nessuno dai piani alti di viale Mazzini osa dirle nulla?
Anche la 'Vita in diretta' è stata oggi praticamente dedicata per buona parte al caso del relitto di casa Agnelli. Che altro aggiungere?
Ma la maestrina, invece, potrà cambiare almeno gli 'argomenti'? Nessuno dai piani alti di viale Mazzini osa dirle nulla?
Anche la 'Vita in diretta' è stata oggi praticamente dedicata per buona parte al caso del relitto di casa Agnelli. Che altro aggiungere?
lunedì 17 ottobre 2016
'DIECI COSE' di Uolter Veltroni da cancellare, piuttosto che da ricordare
L'avesse presentato uno di noi in Rai, il progetto 'dieci cose' , già sappiamo quale sarebbe stata la risposta del dirigente preposto. Quattro calci nel culo senza nessuna giustificazione e via. E invece l'ha presentato UOLTER, finito come politico e profeta del nuovo che non arriva mai, abortito il progetto missionario ed umanitario in Africa, neppure partito; il quale, dopo l'avventura nel mondo del cinema con i due esperimenti ( Berlinguer e bambini) vuole riciclarsi nel mondo dello spettacolo e propone a Rai 1 un programma che più morto non si poteva immaginare, sul filo della 'memoria' e della sua importanza.
I dirigenti ovviamente non la pensano come noi e , anche per timore reverenziale nei confronti dell'ex politico, gli fanno ponti d'oro e lo programmano. Quanto costi - e si sa che costa molto - non importa. E' un problema che non mi riguarda, ha risposto UOLTER a precisa domanda.
Vogliono tentare il colpo grosso del sabato sera. Senonché il programma fa appena il 10% di share con poco più di 2 milioni di telespettatori, in prima serata su Rai 1, rivelandosi come uno dei più clamosrosi flop della recente televisione. Lo cancelleranno?
Noi mezzo assonnati abbiamo visto appena qualche minuto di 'Dieci cose', quello in cui Buffon parlava del libro che gli aveva cambiato la vita, che era poi quello scritto da Mario Calabresi su suo padre, Luigi, il celebre commissario. Arriva in studio l'autore, oggi direttore di Repubblica - ogni ragione è buona per sbattere in faccia al telespettatore che la Rai è diventata la sede staccata del gruppo editoriale romano, tanto che ci lavorano - BEN RETRIBUITI - schiere di giornalisti di ogni età e capacità. Stregato anch'egli dal numero '10' gli vien chiesto di raccontare 10 date e relativi avvenimenti che hanno cambiato il mondo. E lui lo fa diligentemente, perchè è bravo. Su Insinna che fa sempre il reclamizzatore di 'pacchi', anche quando fa altro, meglio tacere.
Ripensando alla inutilità della trasmissione di UOLTER, ci è venuto in mente un'altra trasmissione, quella abortita giustamente, alle prime lune di gestazione. Si tratta di molti anni fa, fine anni Ottanta, ed aveva come titolo provvissorio 'Domani domenica'. Era progettata - ma senza un'idea di trasmissione, esattamente come UOLTER, per Rai 3. La doveva condurre Enrico Mentana.
A quella trasmissione collaboravamo anche noi per la musica, Irene Bignardi per il cinema; il papà di Fabrizio Corona - direttore di 'TAXI', un mensile patinato di varia umanità - per altri argomenti ed altri ancora. Cominciammo le prove che andarono avanti per qualche settimana. Ricordiamo ancora che fuori dello studio in via Asiago, di fronte alla sede della radio, stazionarono, sedute su una panca, come in un ufficio di collocamento in attesa di qualche chiamata, una Carlucci, quella che poi s'è riciclata come parlamentare - dove in molti si sono riciclati, finendo lei a fare anche il sindaco di Margherita di Savoia, in Puglia, ad un tiro di schioppo dal nostro paese natio, Trinitapoli - ed anche una bravissima attrice, come Milena Vukotic, in attesa che la rete diretta allora da Giuseppe Rossini offrisse loro, tramite il dirigente incaricato di seguire il programma. Minasi, una qualche comparsa. Attesa inutile, perchè a Minasi, ma anche a Mentana ed a noi stessi chiamati a collaborarvi, con contratti già firmati, apparve subito che sarebbe stato un aborto e perciò non partì neppure. Cosa che alla formidabile idea di programma di UOLTER, non sarebbe mai potuto accadere; nè accadrà nonostante il flop. Ti pare?
I dirigenti ovviamente non la pensano come noi e , anche per timore reverenziale nei confronti dell'ex politico, gli fanno ponti d'oro e lo programmano. Quanto costi - e si sa che costa molto - non importa. E' un problema che non mi riguarda, ha risposto UOLTER a precisa domanda.
Vogliono tentare il colpo grosso del sabato sera. Senonché il programma fa appena il 10% di share con poco più di 2 milioni di telespettatori, in prima serata su Rai 1, rivelandosi come uno dei più clamosrosi flop della recente televisione. Lo cancelleranno?
Noi mezzo assonnati abbiamo visto appena qualche minuto di 'Dieci cose', quello in cui Buffon parlava del libro che gli aveva cambiato la vita, che era poi quello scritto da Mario Calabresi su suo padre, Luigi, il celebre commissario. Arriva in studio l'autore, oggi direttore di Repubblica - ogni ragione è buona per sbattere in faccia al telespettatore che la Rai è diventata la sede staccata del gruppo editoriale romano, tanto che ci lavorano - BEN RETRIBUITI - schiere di giornalisti di ogni età e capacità. Stregato anch'egli dal numero '10' gli vien chiesto di raccontare 10 date e relativi avvenimenti che hanno cambiato il mondo. E lui lo fa diligentemente, perchè è bravo. Su Insinna che fa sempre il reclamizzatore di 'pacchi', anche quando fa altro, meglio tacere.
Ripensando alla inutilità della trasmissione di UOLTER, ci è venuto in mente un'altra trasmissione, quella abortita giustamente, alle prime lune di gestazione. Si tratta di molti anni fa, fine anni Ottanta, ed aveva come titolo provvissorio 'Domani domenica'. Era progettata - ma senza un'idea di trasmissione, esattamente come UOLTER, per Rai 3. La doveva condurre Enrico Mentana.
A quella trasmissione collaboravamo anche noi per la musica, Irene Bignardi per il cinema; il papà di Fabrizio Corona - direttore di 'TAXI', un mensile patinato di varia umanità - per altri argomenti ed altri ancora. Cominciammo le prove che andarono avanti per qualche settimana. Ricordiamo ancora che fuori dello studio in via Asiago, di fronte alla sede della radio, stazionarono, sedute su una panca, come in un ufficio di collocamento in attesa di qualche chiamata, una Carlucci, quella che poi s'è riciclata come parlamentare - dove in molti si sono riciclati, finendo lei a fare anche il sindaco di Margherita di Savoia, in Puglia, ad un tiro di schioppo dal nostro paese natio, Trinitapoli - ed anche una bravissima attrice, come Milena Vukotic, in attesa che la rete diretta allora da Giuseppe Rossini offrisse loro, tramite il dirigente incaricato di seguire il programma. Minasi, una qualche comparsa. Attesa inutile, perchè a Minasi, ma anche a Mentana ed a noi stessi chiamati a collaborarvi, con contratti già firmati, apparve subito che sarebbe stato un aborto e perciò non partì neppure. Cosa che alla formidabile idea di programma di UOLTER, non sarebbe mai potuto accadere; nè accadrà nonostante il flop. Ti pare?
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venerdì 14 ottobre 2016
Che aspetta la RAI AD OSCURARE LE TRASMISSIONI in cui si parla di FABRIZIO CORONA?
Ancora oggi, ancora a parlare di Fabrizio Corona, ancora nel salotto della madonna Eleonora Daniele, ancora con la solita compagnia di giro... BASTAAAAAAAAA
Dobbiamo attendere un nuovo femminicidio per non sentir più parlare di Corona?
Campo Dall'Orto, dacci un segno!
Dobbiamo attendere un nuovo femminicidio per non sentir più parlare di Corona?
Campo Dall'Orto, dacci un segno!
giovedì 13 ottobre 2016
Nel caso di Fabrizio Corona la Rai sta facendo un madornale tragico imperdonabile errore
Su Corona - il giovanotto che tre anni fa è finito in carcere per giusta causa, anche se, a detta di tutti, nella quantificazione della pena i giudici sono stati particolarmente severi, forse intendendo dare una lezione ( Punirne uno, per educare molti! Ah, se questa lezione la dessero in ben altri più gravi casi!), s'è letto e visto di tutto.
Dopo qualche tempo passato in carcere, a causa della depressione nella quale era caduto il baldanzoso giovanotto - così ci pare di ricordare - ed anche per buona condotta e dimostrazione della volontà di ravvedimento, la pena fu commutata nell'affidamento 'rieducativo' alla Comunità di don Mazzi, che aveva assicurato la giustizia per lui. Già prima che la magistratura prendesse quella decisione, giornali e televisioni avevano seguito con passione la storia, quasi si trattasse di Madre Teresa o del Dalai Lama condannati ingiustamente. E passi.
Nei mesi che Corona ha passato da don Mazzi, si viene sapere, ha ripreso a 'lavorare', come dice lui e come dicono anche i suoi difensori. Immaginiamo che tale possibilità fosse contemplata nella decisione dei magistrati di affidarlo alla comunità di recupero.
Poi improvvisamente alcuni giorni fa gli scoprono una valanga di soldi, nascosti accuratamente nel controsoffitto della casa di una donna, sua collaboratrice, prestanome e forse anche amante, e successivamente anche la presenza di un'altra somma, consistente, depositata presso un conto austriaco. Corona finisce di nuovo in carcere. Che altro si voleva, che anche questa volta i magistrati chiudessero un occhio sulla inclinazione illegale del giovanotto? Eh no. Corona torna in carcere a scontare interamente la pena in parte commutata nel suo trasferimento ' rieducativo' nella Comunità di don Mazzi.
A metterlo nuovamente nei guai sarebbe stata un'altra sua collaboratrice che lui pagava con 1000 Euro mensili in nero, e che negli ultimi mesi non pagava neanche, al punto che la collaboratrice si sarebbe tenuta per sé un costoso orologio di Corona, e avrebbe aperto gli occhi della Finanza e della Magistratura sul Corona 'non rieducato'.
Lele Mora che lo conosce bene e che con lui ha avuto in gioventù (di Corona) una storia sentimentale, dice che "Fabrizio ha la malattia dei soldi". Che è una malattia, ma che può essere guarita, se altrimenti non si può, facendo soldi LEGALMENTE e pagando regolarmente le tasse relative. Non come Corona che, gente malata come lui, invita a serate per le quali lo gratifica, conscio della sua malattia, di 10.000-15.'000 Euro, per la sola presenza. Tutti soldi che lui ha nascosto e che avrebbe guadagnato - diciamo così - nei mesi in cui don Mazzi vigilava sul decorso della sua 'malattia'. A meno che non si venga a scoprire che quei soldi, si parla complessivamente di quasi tre milioni di Euro, non siano il frutto di attività illegali, il che peggiorerebbe il guadagno 'in nero'- come si ipotizza. Spetta alla magistratura indagare e verificare colpe e comminare pene.
Ma la Rai non può fracassarci i c... da mattina a sera con la storia di questo relitto umano, mascalzone seriale, che anche quando la società gli dà una mano la rifiuta. E' mai possibile che in Rai nessun dirigente alzi il telefono per riprendere severamente i responsabili della varie trasmissioni del mattino e del pomeriggio che sui guai nei quali Corona s'è nuovamente cacciato, imbastiscono ore ed ore di discussioni? Basta. Proponete altro; non la storia di questo relitto, sebbene muscoloso e tatuato.
Dopo qualche tempo passato in carcere, a causa della depressione nella quale era caduto il baldanzoso giovanotto - così ci pare di ricordare - ed anche per buona condotta e dimostrazione della volontà di ravvedimento, la pena fu commutata nell'affidamento 'rieducativo' alla Comunità di don Mazzi, che aveva assicurato la giustizia per lui. Già prima che la magistratura prendesse quella decisione, giornali e televisioni avevano seguito con passione la storia, quasi si trattasse di Madre Teresa o del Dalai Lama condannati ingiustamente. E passi.
Nei mesi che Corona ha passato da don Mazzi, si viene sapere, ha ripreso a 'lavorare', come dice lui e come dicono anche i suoi difensori. Immaginiamo che tale possibilità fosse contemplata nella decisione dei magistrati di affidarlo alla comunità di recupero.
Poi improvvisamente alcuni giorni fa gli scoprono una valanga di soldi, nascosti accuratamente nel controsoffitto della casa di una donna, sua collaboratrice, prestanome e forse anche amante, e successivamente anche la presenza di un'altra somma, consistente, depositata presso un conto austriaco. Corona finisce di nuovo in carcere. Che altro si voleva, che anche questa volta i magistrati chiudessero un occhio sulla inclinazione illegale del giovanotto? Eh no. Corona torna in carcere a scontare interamente la pena in parte commutata nel suo trasferimento ' rieducativo' nella Comunità di don Mazzi.
A metterlo nuovamente nei guai sarebbe stata un'altra sua collaboratrice che lui pagava con 1000 Euro mensili in nero, e che negli ultimi mesi non pagava neanche, al punto che la collaboratrice si sarebbe tenuta per sé un costoso orologio di Corona, e avrebbe aperto gli occhi della Finanza e della Magistratura sul Corona 'non rieducato'.
Lele Mora che lo conosce bene e che con lui ha avuto in gioventù (di Corona) una storia sentimentale, dice che "Fabrizio ha la malattia dei soldi". Che è una malattia, ma che può essere guarita, se altrimenti non si può, facendo soldi LEGALMENTE e pagando regolarmente le tasse relative. Non come Corona che, gente malata come lui, invita a serate per le quali lo gratifica, conscio della sua malattia, di 10.000-15.'000 Euro, per la sola presenza. Tutti soldi che lui ha nascosto e che avrebbe guadagnato - diciamo così - nei mesi in cui don Mazzi vigilava sul decorso della sua 'malattia'. A meno che non si venga a scoprire che quei soldi, si parla complessivamente di quasi tre milioni di Euro, non siano il frutto di attività illegali, il che peggiorerebbe il guadagno 'in nero'- come si ipotizza. Spetta alla magistratura indagare e verificare colpe e comminare pene.
Ma la Rai non può fracassarci i c... da mattina a sera con la storia di questo relitto umano, mascalzone seriale, che anche quando la società gli dà una mano la rifiuta. E' mai possibile che in Rai nessun dirigente alzi il telefono per riprendere severamente i responsabili della varie trasmissioni del mattino e del pomeriggio che sui guai nei quali Corona s'è nuovamente cacciato, imbastiscono ore ed ore di discussioni? Basta. Proponete altro; non la storia di questo relitto, sebbene muscoloso e tatuato.
domenica 14 dicembre 2014
Berlusconi al Qurinale, a patto che Fabrizio Corona resti in carcere e Giancarlo Galan alla Commissione cultura della Camera
Saremmo tutti felici se, alla fine, cancellata anche la condanna della Cassazione - la pena è stata da subito resa innocua, come se non ci fosse - Berlusconi succedesse a Napolitano. Finalmente avremmo le gloriose ma austere sale del Palazzo del Quirinale invase dalla allegre brigate di signorine fatte venire apposta dalla villa berlusconiana, nella quale erano relegate per mancanza di altri più ampi spazi, negli anni del bunga bunga. E nessuno potrebbe obiettare qualcosa, perchè al padre e salvatore della patria Berlusconi gli verrebbe restituito l'onore ed il rispetto che si è meritato in vent'anni circa di governo, con alterne vicende, del nostro paese. Oggi è riabilitato di fatto, agli occhi della nazione. Ha una macchina blindata con guardie del corpo - e non si tratta né del furgone penitenziario né delle guardie carcerarie, come qualche infame potrebbe suggerire - viene omaggiato dai corpi militari dello Stato ogni volta che da quella sua macchina cassaforte ne discende, parla alla Camera dei deputati, riunisce i suoi a palazzo Grazioli, tiene comizi. Cos'altro manca alla piena riabilitazione di un uomo che per il suo paese ha fatto moltissimo, più di chiunque altro? La presidenza della repubblica: Berlusconi for President (e speriamo di non aver toppato con l'inglese, che, a dir la verità, ci fa difetto).
Sì Berlusconi Presidente della repubblica a patto che Fabrizio Corona resti in carcere, per dimostrare al mondo che quando uno ha commesso un reato, per piccolo che sia, in Italia viene sempre punito. Se lui sta in carcere è perché il reato, anzi i reati da lui commessi, sono tanto più gravi di quelli addebitati a berlusconi, per i quali lui si professa innocente e ricorre alla Corte dei diritti umani di Strasburgo, che ascolterà il suo grido di dolore e la sua richiesta di giustizia. E' la ragione per cui Berlusconi non ha mai voluto chiedere la grazia, e Corona ora s'è deciso a domandarla a Napolitano.
Sostenendo la candidatura di Berlusconi, saltano le candidature che non hanno fondamento come quella di Tremonti ad opera di Bossi. Perchè Bossi, in effetti, per il parallelo con il caso di Fabrizio Corona, non potrebbe candidare nessuno, essendosi fottuto non pochi soldi pubblici per sè ( non solo per curarsi), sua moglie (per la scuola, ora al verde come la sua cravatta), per il povero 'trota' (che ha fatto laureare in Albania) e per soddisfare le mire dell'altro suo figlio pilota che voleva aprire la 'Formula Uno' alle biciclette ed ai motoscafi che lui pilotava, sulle piste, da dio.
Ma per vedere Berlusconi al Quirinale, occorre che anche illeciti non ne vengano più commessi sul suolo italico, che con la salita al Quirinale di Berlusconi, deve essere dichiarato, 'territorio deingiustizializzato'. Perciò, il deputato Galan, affondato con le pesanti mazzette del Mose legate in vita, non è giusto che si dimetta dalla presidenza della Commissione cultura del Parlamento. Sarebbe un'ingiustizia come ha spiegato la maestrina Boldrini dalle pagine del Corriere. Già soffre tanto agli arresti domiciliari, dopo qualche mese durissimo di carcere. Perchè dovrebbe? Cosa c'entra la cultura con le mazzette, mazzettone? E chi a suo carico mette anche la nomina di qual ladro di libri, De caro, segnalatogli dall'amico bibliofilo Dell'Utri, alla direzione della Biblioteca napoletana dei Girolamini, sappia che quella - per dichiarazione dello stesso Galan- è stata una svista. non ha letto e verificato bene il curriculum del promuovendo direttore.
Sì Berlusconi Presidente della repubblica a patto che Fabrizio Corona resti in carcere, per dimostrare al mondo che quando uno ha commesso un reato, per piccolo che sia, in Italia viene sempre punito. Se lui sta in carcere è perché il reato, anzi i reati da lui commessi, sono tanto più gravi di quelli addebitati a berlusconi, per i quali lui si professa innocente e ricorre alla Corte dei diritti umani di Strasburgo, che ascolterà il suo grido di dolore e la sua richiesta di giustizia. E' la ragione per cui Berlusconi non ha mai voluto chiedere la grazia, e Corona ora s'è deciso a domandarla a Napolitano.
Sostenendo la candidatura di Berlusconi, saltano le candidature che non hanno fondamento come quella di Tremonti ad opera di Bossi. Perchè Bossi, in effetti, per il parallelo con il caso di Fabrizio Corona, non potrebbe candidare nessuno, essendosi fottuto non pochi soldi pubblici per sè ( non solo per curarsi), sua moglie (per la scuola, ora al verde come la sua cravatta), per il povero 'trota' (che ha fatto laureare in Albania) e per soddisfare le mire dell'altro suo figlio pilota che voleva aprire la 'Formula Uno' alle biciclette ed ai motoscafi che lui pilotava, sulle piste, da dio.
Ma per vedere Berlusconi al Quirinale, occorre che anche illeciti non ne vengano più commessi sul suolo italico, che con la salita al Quirinale di Berlusconi, deve essere dichiarato, 'territorio deingiustizializzato'. Perciò, il deputato Galan, affondato con le pesanti mazzette del Mose legate in vita, non è giusto che si dimetta dalla presidenza della Commissione cultura del Parlamento. Sarebbe un'ingiustizia come ha spiegato la maestrina Boldrini dalle pagine del Corriere. Già soffre tanto agli arresti domiciliari, dopo qualche mese durissimo di carcere. Perchè dovrebbe? Cosa c'entra la cultura con le mazzette, mazzettone? E chi a suo carico mette anche la nomina di qual ladro di libri, De caro, segnalatogli dall'amico bibliofilo Dell'Utri, alla direzione della Biblioteca napoletana dei Girolamini, sappia che quella - per dichiarazione dello stesso Galan- è stata una svista. non ha letto e verificato bene il curriculum del promuovendo direttore.
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