Ieri sera, in una delle tante trasmissioni politiche è stato invitato mons. Vincenzo Paglia che gode di grande considerazione presso gli ambienti vaticani ed occupa la presidenza di un importante dicastero ecclesiastico. Innanzitutto si è presentato con un anello al dito che non è quello che porta il papa - povero - e i vescovi che al suo esempio si adeguano. Perchè? Persiste nella Chiesa l'inutile ed anche dannosa ostentazione di ricchezza? La Chiesa - checché ne dicano i nemici di questo pontificato - e ve ne sono numerosi anche in Italia, fra cattolici e non, ma tutti oltranzisti ed integralisti - è tale se resta la chiesa dei poveri, e dunque, anche esteriormente, la Chiesa deve apparire tale; perciò, mons. Paglia si adegui.
Ieri sera nel via vai concitato del salotto di Giovanni Floris s'è affacciato anche lui a presentare il suo nuovo libro che insiste sul concetto del noi a posto dell'io. Finchè prevarrà l'egoismo le cose non andranno bene, solo con il noi, che prevede le diversità, potremo fare passi avanti, e via predicando.
Floris, dopo la predica, gli ha mostrato delle immagini che illustrano la guerra fra poveri e il degrado nel quale vivono, ai margini della società, alcune comunità - il discorso era prevalentemente sui campi nomadi.
Che si fa mons. Paglia - gli ha chiesto Floris - quando una casa è reclamata da un povero sfrattato cittadino italiano ed un immigrato? E qui il prelato non ha risposto nulla o quel che ha risposto è stato irrilevante, nè il 'noi' civile e cristiano da lui sbandierato poteva essere risposta adeguata.
Allora che si fa - ci siamo chiesti ancor una volta noi - se ad ottenere un alloggio concorrono una famiglia di emigrati ed una di italiani , fra quelli - e sono tantissimi - che vivono nell'indigenza e nella povertà? Mons. Paglia non ha risposto. Su, monsignore, a chi si dà?
Ci siamo detti: come è possibile che in un paese come il nostro, dove c'è la più alta percentuale di proprietari di case al mondo, non si trovano case in quantità sufficiente per rispondere ai bisogni sia degli italiani che dei migranti? Se si sono costruite tante case nel tempo per soddisfare la legittima aspirazione di quanti, pur con sacrifici, volevano assicurarsi per la vita un tetto sopra la testa, come mai, nel paese dei palazzinari, non si sono costruite anche case, di edilizia popolare, capaci di soddisfare i bisogni di coloro che una casa non se la sono potuta comprare, e che, stando ai sondaggi, non sarebbero la maggioranza? Se nel tempo si fosse dato il via ad un piano di edilizia popolare - evitando naturalmente le solite ruberie - forse oggi non ci sarebbero tanti sfrattati e tanti altri che, senza l'aiuto pubblico, non hanno la possibilità di vivere sotto un tetto.
La situazione appare ancora più paradossale se si pensa anche che nel nostro paese, che ha, lo ripetiamo, il più alto numero di proprietari di 'prima' casa ( e magari anche di una seconda o terza casa) c'è un altissimo numero di case sfitte; un altrettanto alto numero di complessi abitativi incompiuti, sequestrati dalle autorità per lavori irregolari, di immobili di proprietà pubblica o lasciati andare in malora o ,al gestiti ed amministrati, perché dati, se di pregio, a chi bisogno non ha e a prezzi di favore - i soliti noti venuti fuori con il censimento dell'immenso patrimonio edilizio del Comune di Roma.
E non vogliamo neppure aprire il discorso sulla povera nonnina di 95 anni, terremotata, alla quale i figli hanno costruito una casetta di legno, vicino a dove abitava prima, e che è stata sfrattata perché lì non si poteva costruire, e costretta a vivere in un container di 2X5, senza riscaldamento (e lì fa già freddo!) e senza servizi igienici? Quando dovesse accadere, persistendo questa assurda situazione, che la nonnina una mattina venisse trovata senza vita...
Perchè tanto zelo il pubblico mette nel perseguire una poveretta, mentre altrove, dove dovrebbe usare il pugno duro, è così comprensivo con chi comprensione di nessun genere merita?
Ma allora qual è la risposta alla domanda iniziale: perché la discussione in un paese con le caratteristiche immobiliari e abitative che abbiamo detto, verte soprattutto sulla casa, oltre che su altri aspetti che sono quello del lavoro e dell'accoglienza, sul quale solo mons. Paglia metteva l'accento?
La risposta, sul piano teorico è semplice: il problema della casa ai migranti s'è aggiunto a quello, enormemente ingiusto, della mancanza di un piano di edilizia popolare per venire incontro ai bisogni dei cittadini. Insomma se tale enorme ingiustizia non ci fosse stata, il problema della casa ai migranti non sarebbe stato così drammatico, quasi irrisolvibile nel breve termine.
E comunque, perchè nel momento in cui questo secondo problema viene alla luce, sulla spinta dell'arrivo dei migranti, nessuno si occupa di risolvere almeno il primo dei problemi, quello cioè di trovare o costruire case intanto per i cittadini italiane, onde disinnescare questa guerra fra poveracci bisognosi? L'emergenza costituita dall'arrivo di migranti ha trovato una situazione di gravissima ingiustizia che se non si comincia a risolvere - certo nel tempo ma cominciando subito - costituirà sempre, anche in futuro, motivo di guerre fra disgraziati. A meno che...
a meno che... non vadano al governo prossimamente i grillini che hanno già promesso, per bocca del loro candidato premier Di Maio: o lo risolvete voi il problema dell'emergenza abitativa, o lo risolveremo noi, appena saremo al governo.
Come ha cominciato a fare, con successo crescente, a Roma, la Raggi, che, una per volta, risolve tutte le emergenze che i suoi predecessori le hanno lasciato irrisolte: dai rifiuti al traffico all' approvvigionamento idrico ecc..., dando un volto nuovo alla Capitale d'Italia.
Visualizzazione post con etichetta giovanni floris. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovanni floris. Mostra tutti i post
martedì 10 ottobre 2017
martedì 9 maggio 2017
Avviso a Virginia Raggi. SPQR: Sporchissima - Povera!- Questa Roma
Ricomincia il gioco del rimbalzo di responsabilità. Raggi sostiene che la sporcizia della Roma d'oggi, giunta a livelli insostenibili - mentre l'assessore preposta dice, con la faccia tosta che dimostra, che a Roma non c'è un'emergenza rifiuti - è il risultato di Mafia Capitale e di vent'anni di malgoverno (anche se verrebbe da chiederle dove è stata stoccata la sporcizia che ora c'è dappertutto in questi vent'anni, in attesa che arrivassero i finti rivoluzionali dei cinque stelle al governo della città e per ritirarla fuori e spargerla per le strade); Zingaretti, governatore chiamato in causa dalla Raggi, risponde che il Comune deve fare la sua parte. Da mesi, da quasi un anno, la Regione attende dal Comune un piano per i rifiuti che non è mai stato né redatto né prodotto, e inviato alla Regione, e dunque che si vuole dalla Regione?
Raggi, emblema della più totale inefficienza ed incapacità di governo, invoca l'ennesimo complotto anche per l'incendio di Pomezia, spalleggiata dai dioscuri della chiacchiera, Dibatosta e Dipeggio.
E Lei, Virginia Raggi, per non allarmare i cittadini , che sono già allarmati anzi terrorizzati, non ci ha ancora detto, in coppia con il suo omologo di Pomezia, se dobbiamo preoccuparci ancora di più e quali misure prendere?
Si può continuare a lasciare nelle sue incapaci mani (ed anche mente) una città che è sotto gli occhi di tutti e che versa in uno stato pietoso che prelude forse a qualche preoccupante allarme di carattere sanitario?
P.S. Ieri sera in tv, Luigi Dipeggio, nel salotto di Giovanni Floris, alle contestazioni del conduttore sulla sporcizia - monnezza! - e sull'emergenza rifiuti, ha risposto che non si può gridare all'emergenza rifiuti per qualche cassonetto, non svuotato, che un cittadino, nemico del movimento, magari del PD, ha fotografato e messo in rete. Non aveva ancora terminato la sua barzelletta che tutto lo studio, ed anche Floris, gli ha riso in faccia sonoramente.
Raggi, emblema della più totale inefficienza ed incapacità di governo, invoca l'ennesimo complotto anche per l'incendio di Pomezia, spalleggiata dai dioscuri della chiacchiera, Dibatosta e Dipeggio.
E Lei, Virginia Raggi, per non allarmare i cittadini , che sono già allarmati anzi terrorizzati, non ci ha ancora detto, in coppia con il suo omologo di Pomezia, se dobbiamo preoccuparci ancora di più e quali misure prendere?
Si può continuare a lasciare nelle sue incapaci mani (ed anche mente) una città che è sotto gli occhi di tutti e che versa in uno stato pietoso che prelude forse a qualche preoccupante allarme di carattere sanitario?
P.S. Ieri sera in tv, Luigi Dipeggio, nel salotto di Giovanni Floris, alle contestazioni del conduttore sulla sporcizia - monnezza! - e sull'emergenza rifiuti, ha risposto che non si può gridare all'emergenza rifiuti per qualche cassonetto, non svuotato, che un cittadino, nemico del movimento, magari del PD, ha fotografato e messo in rete. Non aveva ancora terminato la sua barzelletta che tutto lo studio, ed anche Floris, gli ha riso in faccia sonoramente.
giovedì 20 aprile 2017
Se Repubblica e Corriere la trattano così male (la MUSICA), gli altri ( giornali) che faranno?
La cura, la diligenza ma anche l'intelligenza e la fantasia che i giornali non mettono mai nel titolare reportage, recensioni o presentazioni di contenuto musicale fanno letteralmente a pezzi ogni nostro proposito di speranza in un quotidiano migliore. Talvolta sembrano fare a gara a chi dice più castronerie.
Oggi ad esempio, sia Repubblica e Corriere sembrano fare a gara di inesattezze, nel presentare il concerto sinfonico settimanale dell'Accademia di santa Cecilia, con ha in programma Beethoven ( Concerto n.3 per pianoforte e orchestra) e Bartok (Concerto per orchestra), ed interpreti il direttore Valchua ed il pianista Borhanov.
Si poteva titolare in mille modi tutti aderenti e tutti meno scemi di quelli prescelti, e invece no. Repubblica ha titolato: " Valcuha-Bozhanov, sonate per Beethoven", sebbene sonate non ve ne siano in programma; e semmai 'sonati' sono i redattori del quotidiano; e il Corriere:" Bozjhanov e Valcuha, piano e bacchetta per Bartok e Ludwig", dando per scontato che in molti capiscano che bacchetta sta per direttore e Ludwig per Beethoven, perché qualcuno, più intelligente di altri e di altri più addentro alla storia della musica potrebbe anche pensare che dopo Bartok e Beethoven ci sia anche un certo Ludwig in programma.
Questi titoli veramente scemi ci fanno venire in mente quanto abbiamo letto, per anni, nei fantasiosi comunicati che ci venivano dall'Accademia di Santa Cecilia, dove capitava di leggere che il tale violinista avrebbe 'affondato' l'archetto nelle corde , o il tale pianista, che anche lui 'affondava' le mani/ dita fra i tasti (chissà se poi riusciva a tirarli fuori indenni) e molto altro che ora ci sfugge, mentre in verità chi andava 'affondato' era l'estensore di detti comunicati che venivano nientemeno che dall'Ufficio stampa della più antica istituzione musicale del mondo, come l'Accademia va sempre vantandosi, pur non essendo più all'altezza dei fasti passati.
Questo linguaggio approssimativo, inutilmente colorito ci ha fatto sempre senso; noi che amiamo il linguaggio chiaro diretto esplicativo.
E per questa stessa ragione abbiamo spesso ironizzato sulla titolistica giornaliera di 'Agorà' ( Rai Tre) dove ci deve per forza essere qualcuno addetto solo ed esclusivamente a inventarsi titoli idioti, puntndo su giochi di parole, assonanza e cose a bar, per indicare l'argomento del giorno.
Come pure riso a crepapelle quando abbiamo letto dell'ultima invenzione di Giovanni Floris per titolare l'appendice 'artistico-culturale' del suo 'di martedì':, e cioè: ARTEDI'
Oggi ad esempio, sia Repubblica e Corriere sembrano fare a gara di inesattezze, nel presentare il concerto sinfonico settimanale dell'Accademia di santa Cecilia, con ha in programma Beethoven ( Concerto n.3 per pianoforte e orchestra) e Bartok (Concerto per orchestra), ed interpreti il direttore Valchua ed il pianista Borhanov.
Si poteva titolare in mille modi tutti aderenti e tutti meno scemi di quelli prescelti, e invece no. Repubblica ha titolato: " Valcuha-Bozhanov, sonate per Beethoven", sebbene sonate non ve ne siano in programma; e semmai 'sonati' sono i redattori del quotidiano; e il Corriere:" Bozjhanov e Valcuha, piano e bacchetta per Bartok e Ludwig", dando per scontato che in molti capiscano che bacchetta sta per direttore e Ludwig per Beethoven, perché qualcuno, più intelligente di altri e di altri più addentro alla storia della musica potrebbe anche pensare che dopo Bartok e Beethoven ci sia anche un certo Ludwig in programma.
Questi titoli veramente scemi ci fanno venire in mente quanto abbiamo letto, per anni, nei fantasiosi comunicati che ci venivano dall'Accademia di Santa Cecilia, dove capitava di leggere che il tale violinista avrebbe 'affondato' l'archetto nelle corde , o il tale pianista, che anche lui 'affondava' le mani/ dita fra i tasti (chissà se poi riusciva a tirarli fuori indenni) e molto altro che ora ci sfugge, mentre in verità chi andava 'affondato' era l'estensore di detti comunicati che venivano nientemeno che dall'Ufficio stampa della più antica istituzione musicale del mondo, come l'Accademia va sempre vantandosi, pur non essendo più all'altezza dei fasti passati.
Questo linguaggio approssimativo, inutilmente colorito ci ha fatto sempre senso; noi che amiamo il linguaggio chiaro diretto esplicativo.
E per questa stessa ragione abbiamo spesso ironizzato sulla titolistica giornaliera di 'Agorà' ( Rai Tre) dove ci deve per forza essere qualcuno addetto solo ed esclusivamente a inventarsi titoli idioti, puntndo su giochi di parole, assonanza e cose a bar, per indicare l'argomento del giorno.
Come pure riso a crepapelle quando abbiamo letto dell'ultima invenzione di Giovanni Floris per titolare l'appendice 'artistico-culturale' del suo 'di martedì':, e cioè: ARTEDI'
mercoledì 18 gennaio 2017
Virginia Raggi. Il tribunale rigetta la sua INELEGGIBILITA'; ma non potrebbe dichiararne l'INCAPACITA'?
Monica Cirinna s'è rivolta al Tribunale civile della Capitale chiedendo che l'elezione di Virginia Raggi venisse dichiarata nulla, a causa di quel contratto che Lei ha firmato, prima di candidarsi, con la Casaleggio & Associati. Il Tribunale civile di Roma ha rigettato la richiesta della Cirinnà dicendo che l'elezione della Raggi è pienamente valida. E la Raggi ne ha approfittato subito, già nel corso della trasmissione di Giovanni Floris di ieri sera, quando ha perfino giocato d'anticipo sulle domande del giornalista, sentendosi forte e legittimata anche a strafare. E a straparlare, rivelandosi brava come avvocato di se stessa. Ma siamo alle solite. Sarà anche brava, ma a parole, mentre Roma brucia e va in malora, sotto la sua sindacatura dopo sette mesi in Campidoglio.
Ora se esiste nel nostro ordinamento giuridico la dichiarazione di 'incapacità di intendere e volere' che piazza a fianco dell'interessato incapace, qualcuno che ne curi gli interessi, perché non ci deve essere anche la dichiarazione di 'incapacità di governare', anche dopo che si è stati eletti con regolari votazioni, nel momento in cui si scoprisse che gli elettori, che si erano fidati ciecamente di quanto andava dicendo il candidato, si rendessero conto, una volta eletto, che il loro candidato del tutto INCAPACE di GOVERNARE?
Che si deve fare per far entrare nel nostro ordinamento una tale dichiarazione, indispensabile per il bene pubblico?
Non si può attendere che venga sfiduciata dal suo stesso partito che ha la maggioranza in Consiglio e che quindi difficilmente abbandonerebbe Lei e l'incarico elettorale, redditizio.
E allora, si deve necessariamente attendere che termini regolarmente la legislatura? Non è troppo, quando i disastri si vedono ad occhio nudo già dopo il primo semestre di governo, come accade con Virginia Raggi a Roma?
Ora se esiste nel nostro ordinamento giuridico la dichiarazione di 'incapacità di intendere e volere' che piazza a fianco dell'interessato incapace, qualcuno che ne curi gli interessi, perché non ci deve essere anche la dichiarazione di 'incapacità di governare', anche dopo che si è stati eletti con regolari votazioni, nel momento in cui si scoprisse che gli elettori, che si erano fidati ciecamente di quanto andava dicendo il candidato, si rendessero conto, una volta eletto, che il loro candidato del tutto INCAPACE di GOVERNARE?
Che si deve fare per far entrare nel nostro ordinamento una tale dichiarazione, indispensabile per il bene pubblico?
Non si può attendere che venga sfiduciata dal suo stesso partito che ha la maggioranza in Consiglio e che quindi difficilmente abbandonerebbe Lei e l'incarico elettorale, redditizio.
E allora, si deve necessariamente attendere che termini regolarmente la legislatura? Non è troppo, quando i disastri si vedono ad occhio nudo già dopo il primo semestre di governo, come accade con Virginia Raggi a Roma?
mercoledì 28 settembre 2016
D'Alema s'è fatto un litro. Del suo vino?
La 7 quest'anno ogni sera cambia pelle. Da Lilly sono apparsi prima Renzi e Travaglio, il secondo molto simile ad una serpe velenosa che non guarda mai in faccia l'avversario ma che è pronto a morderlo - anche se spesso senza iniettargli veleno velenoso, perchè non ne ha di efficace nella sacca in cui lo raccoglie - mentre l'altro le spara ogni giorno più grosse - il 'promessificio' di Renzi non ha limiti - benchè qualcosa a Travaglio gliela spieghi, nonostante che lui faccia finta di non capire o non vuol proprio capire.
Nei giorni successivi, sempre Lilly, nel suo salottino soft, post Mentana, ha ospitato due coppie salite ma sul ring 'parrocchiale', nonostante fingano di lottare. Una sera Padellaro/Augias e l'altra Severgnini/ Scalfari .
Nella coppia Padellaro/ Augias chi tira pugni è Padellaro. Augias sembra uno che le ha prese di santa ragione ed ancora non si è ripreso, mentre con buone maniere ammanta banalità ed ovvietà e risponde picche alle domande della Gruber che gli chiede di politica, e che lui dichiara di non conoscere a fondo. Peché allora c'è andato sul ring? Per presentare il suo nuovo libro?
Nella seconda coppia, salita sul finto ring, Severgnini - che ha sempre l'aria di 'primo della classe' cui non sfugge nulla in nessun campo, non proprio il massimo della simpatia nonostante i suoi forzi sovrumani per apparire 'piacione', e che invidiamo soprattutto perchè parla sempre inglese che noi non consociamo - e Scalfari che, oltre che per l'età e la lentezza conseguente, porta i segni dei pugni che c'ha preso che l'hanno reso anche incontinente. Altrimenti quei fatterelli relativi al cimitero e soprattutto alla garconnière berlusconiani poteva risparmiarseli, richiesto semplicemente di fare gli auguri per gli ottant'anni a Berlusconi.
Sul primo ring fra i due un accenno di lotta c'era, mentre si allenavano a mandare al tappeto in ambedue gli incontri Renzi ed il suo referendum; sul secondo era tutta una finta, anzi i due hanno fatto a gara, pur agendo sulla carta stampata (di appartenenza) su fronti diversi, a difendere sia Renzi che il referendum. Qualche pugno, innocuo, hanno fatto finta anche loro di tirarselo, ma niente di serio.
Dal salotto di Lilly alla piazza di Giovanni (Floris). Qui, come in piazza, si parla di tutto e così passa la serata, ci si ritrova dopo cena e si resta a cazzeggiare fino a notte inoltrata, quando i regolamenti comunali consigliano a tutti di andare a casa se non si vogliono prendere multe per schiamazzi.
C'è anche Massimo D'Alema che dà veramente l'impressione di essersi scolato un bel litro di vino a cena, non sappiamo se del suo. Certo è che gli ha fatto male. Se Giovanni non lo avesse più volte chiamato per nome, incalzandolo con le domande - come del resto hanno fatto poi anche altri due giornalisti invitati nella piazza - chiunque avrebbe potuto pensare che su quella poltrona non c'era D'Alema bensì Brunetta e in certi momenti Salvini o Grillo, e financo Travaglio.
Ma come può presentarsi in tv, con quale faccia intendiamo, uno che è del PD e sparare a zero su tutto e per tutto contro Renzi? Non gli sta bene la data del referendum - mancanza di rispetto per gli italiani che dovranno andare a votare in un periodo freddo, suvvia - la riduzione dei parlamentare, l'abolizione del Senato, il risparmio. Nulla, proprio nulla. Tanto che - ma non è la prima volta che gli si chiede - Giovanni gli chiede cosa gli abbia mai fatto Renzi per avercela così tanto con lui. Ha biascicato qualche parola per rispondere alla domanda delle domande, lasciando intendere che Renzi è per lui, per il Pd e per l'Italia tutta l'incarnazione del male assoluto.
Alla prossima beva meno e cambi fornitore, perchè il vino che s'è scolato poteva essere avariato.
Nei giorni successivi, sempre Lilly, nel suo salottino soft, post Mentana, ha ospitato due coppie salite ma sul ring 'parrocchiale', nonostante fingano di lottare. Una sera Padellaro/Augias e l'altra Severgnini/ Scalfari .
Nella coppia Padellaro/ Augias chi tira pugni è Padellaro. Augias sembra uno che le ha prese di santa ragione ed ancora non si è ripreso, mentre con buone maniere ammanta banalità ed ovvietà e risponde picche alle domande della Gruber che gli chiede di politica, e che lui dichiara di non conoscere a fondo. Peché allora c'è andato sul ring? Per presentare il suo nuovo libro?
Nella seconda coppia, salita sul finto ring, Severgnini - che ha sempre l'aria di 'primo della classe' cui non sfugge nulla in nessun campo, non proprio il massimo della simpatia nonostante i suoi forzi sovrumani per apparire 'piacione', e che invidiamo soprattutto perchè parla sempre inglese che noi non consociamo - e Scalfari che, oltre che per l'età e la lentezza conseguente, porta i segni dei pugni che c'ha preso che l'hanno reso anche incontinente. Altrimenti quei fatterelli relativi al cimitero e soprattutto alla garconnière berlusconiani poteva risparmiarseli, richiesto semplicemente di fare gli auguri per gli ottant'anni a Berlusconi.
Sul primo ring fra i due un accenno di lotta c'era, mentre si allenavano a mandare al tappeto in ambedue gli incontri Renzi ed il suo referendum; sul secondo era tutta una finta, anzi i due hanno fatto a gara, pur agendo sulla carta stampata (di appartenenza) su fronti diversi, a difendere sia Renzi che il referendum. Qualche pugno, innocuo, hanno fatto finta anche loro di tirarselo, ma niente di serio.
Dal salotto di Lilly alla piazza di Giovanni (Floris). Qui, come in piazza, si parla di tutto e così passa la serata, ci si ritrova dopo cena e si resta a cazzeggiare fino a notte inoltrata, quando i regolamenti comunali consigliano a tutti di andare a casa se non si vogliono prendere multe per schiamazzi.
C'è anche Massimo D'Alema che dà veramente l'impressione di essersi scolato un bel litro di vino a cena, non sappiamo se del suo. Certo è che gli ha fatto male. Se Giovanni non lo avesse più volte chiamato per nome, incalzandolo con le domande - come del resto hanno fatto poi anche altri due giornalisti invitati nella piazza - chiunque avrebbe potuto pensare che su quella poltrona non c'era D'Alema bensì Brunetta e in certi momenti Salvini o Grillo, e financo Travaglio.
Ma come può presentarsi in tv, con quale faccia intendiamo, uno che è del PD e sparare a zero su tutto e per tutto contro Renzi? Non gli sta bene la data del referendum - mancanza di rispetto per gli italiani che dovranno andare a votare in un periodo freddo, suvvia - la riduzione dei parlamentare, l'abolizione del Senato, il risparmio. Nulla, proprio nulla. Tanto che - ma non è la prima volta che gli si chiede - Giovanni gli chiede cosa gli abbia mai fatto Renzi per avercela così tanto con lui. Ha biascicato qualche parola per rispondere alla domanda delle domande, lasciando intendere che Renzi è per lui, per il Pd e per l'Italia tutta l'incarnazione del male assoluto.
Alla prossima beva meno e cambi fornitore, perchè il vino che s'è scolato poteva essere avariato.
sabato 19 marzo 2016
In tv due episodi indecenti. In RAI. Forse per questo più indecenti di quelli proposti quotidianamente dalla sua consorella Mediaset
Cristina Parodi, alias signora Magnolia, alias Fiore di campo, padrona di casa de 'La vita in diretta' l'altra giorno s'è avventata, come fa un cane arrabbiato ed affamato sull'osso, su una povera ragazza di nome Sofia, italiana figlia di genitori immigrati, che ha avuto nella sua vita la disgrazia di essere stata la fidanzata, per poco più di un anno, di quell'assassino piemontese, dalla doppia vita e dalle mille personalità, che ha ucciso - dopo averla derubata - la professoressa Rosboch.
La ragazza, appena il suo fidanzato venne indagato per l'assassinio della professoressa, per proteggerla fu mandata dai parenti in Marocco. Lei, s'è capito dall'interrogatorio stringente del pubblico ministero signora Magnolia, poco è mancato che venisse messa sotto accusa, come si fa con un testimone a conoscenza dei fatti e dunque complice. Un interrogatorio indecente ed inopportuno per una trasmissione televisiva che poi mostra alla vasta platea le mezze calzette italiane in ogni campo.
Lei, la signora Magnolia, non voleva per nessuna ragione mollare l'osso: tu Sofia, non sapevi nulla dell'omicidio? perché non l'hai detto subito e torni ora spontaneamente in Italia per raccontarci chi era il tuo fidanzato che ora dimostri di non conoscere a fondo? Ma davvero non ti eri accorta di nulla? E perché non sei andata subito dagli inquirenti? E perchè sei 'fuggita in Marocco?
Solo Lei , la Signora Magnolia, non voleva capire - faceva chiaramente finta- che quella ragazza diceva esattamente quel che sapeva e che era quel che si vedeva, una ragazzina estranea ai fatti e del tutto ignara della duplice personalità deviata del suo fidanzato, del quale frequentava la casa ed aveva fatto da baby sitter al suo fratellino. Ma perché la signora Magnolia insisteva in maniera così indecente e dura, mentre altrettale durezza non riserva ad altri personaggi inutili che sfilano nella sua trasmissione, per raccontarci, dietro suo invito, appunto quanto inutili siano?
Ma forse anche la signora Magnolia ha voluto dimostrare che la Rai non è da meno, e che anche Lei è capace di battere sul trash la sua consorella Barbara della consociata Mediaset.
E poi, in serata, Veltroni, il Uolter internazionale, acclamata star del cinema dei sentimenti. Che ha fatto? Ha sfruttato l'innocenza la bellezza l'intelligenza la genialità dei bambini e la loro fantasia, per dire a tutti - nessuno lo sapeva! - quanto loro siano molto più interessanti di noi adulti. Ma perché allora non se ne va in Africa, come aveva promesso e minacciato, a vivere in qualche villaggio, non per fare un altro film, ma per mettersi al servizio dei bambini abbandonati o indigenti?
Su una strada parallela s'è incamminato anche il Floris dell'ex Ballarò che mai e poi mai rinuncerebbe al siparietto 'baby' della sua nuova trasmissione su 'La 7', siparietto per qualche verso anche più interessante dell'intervento di Crozza.
Questo si chiama sfruttamento di minori! Sì, perchè come Uolter ci fa un lungo film, Floris sceglie un siparietto, sul quale non ha tempo per soffermarsi: ambedue li usano e basta perchè 'I BAMBINI TIRANO'!-
La ragazza, appena il suo fidanzato venne indagato per l'assassinio della professoressa, per proteggerla fu mandata dai parenti in Marocco. Lei, s'è capito dall'interrogatorio stringente del pubblico ministero signora Magnolia, poco è mancato che venisse messa sotto accusa, come si fa con un testimone a conoscenza dei fatti e dunque complice. Un interrogatorio indecente ed inopportuno per una trasmissione televisiva che poi mostra alla vasta platea le mezze calzette italiane in ogni campo.
Lei, la signora Magnolia, non voleva per nessuna ragione mollare l'osso: tu Sofia, non sapevi nulla dell'omicidio? perché non l'hai detto subito e torni ora spontaneamente in Italia per raccontarci chi era il tuo fidanzato che ora dimostri di non conoscere a fondo? Ma davvero non ti eri accorta di nulla? E perché non sei andata subito dagli inquirenti? E perchè sei 'fuggita in Marocco?
Solo Lei , la Signora Magnolia, non voleva capire - faceva chiaramente finta- che quella ragazza diceva esattamente quel che sapeva e che era quel che si vedeva, una ragazzina estranea ai fatti e del tutto ignara della duplice personalità deviata del suo fidanzato, del quale frequentava la casa ed aveva fatto da baby sitter al suo fratellino. Ma perché la signora Magnolia insisteva in maniera così indecente e dura, mentre altrettale durezza non riserva ad altri personaggi inutili che sfilano nella sua trasmissione, per raccontarci, dietro suo invito, appunto quanto inutili siano?
Ma forse anche la signora Magnolia ha voluto dimostrare che la Rai non è da meno, e che anche Lei è capace di battere sul trash la sua consorella Barbara della consociata Mediaset.
E poi, in serata, Veltroni, il Uolter internazionale, acclamata star del cinema dei sentimenti. Che ha fatto? Ha sfruttato l'innocenza la bellezza l'intelligenza la genialità dei bambini e la loro fantasia, per dire a tutti - nessuno lo sapeva! - quanto loro siano molto più interessanti di noi adulti. Ma perché allora non se ne va in Africa, come aveva promesso e minacciato, a vivere in qualche villaggio, non per fare un altro film, ma per mettersi al servizio dei bambini abbandonati o indigenti?
Su una strada parallela s'è incamminato anche il Floris dell'ex Ballarò che mai e poi mai rinuncerebbe al siparietto 'baby' della sua nuova trasmissione su 'La 7', siparietto per qualche verso anche più interessante dell'intervento di Crozza.
Questo si chiama sfruttamento di minori! Sì, perchè come Uolter ci fa un lungo film, Floris sceglie un siparietto, sul quale non ha tempo per soffermarsi: ambedue li usano e basta perchè 'I BAMBINI TIRANO'!-
Iscriviti a:
Post (Atom)