Soltanto qualche settimana fa un programma veramente giornalistico come pochissimi altri, Le iene, ha teso un tranello alla signora Sveva Cardinali, rivelando che lei, che ha cambiato sesso con un intervento chirurgico effettuato in estremo oriente, altri non è che Paolo Catanzaro, le cui vicende di vita prima dell'operazione, sono ora al vaglio della magistratura pugliese, che la indaga per TRUFFA AGGRAVATA.
Perchè lui/lei, si era proclamato/a per molti anni visionario/a, perchè vedeva la Madonna ad intervalli fissi, e con tale raggiro aveva frodato tanta gente bisognosa che si recava dal malfattore per problemi seri, anche di salute, sperando in una guarigione per la sua intercessione e con il pagamento di grosse somme di denaro.
Insomma un ladro e impostore, ora un ex ladro ed ex impostore, ma che non cessa di esserlo,anche con il nuovo corpo, femminile. Le cui vicende giudiziarie a eguito delle sue malefatte, Le Iene hanno scoperto e raccontato attraverso le le voci delle vittime alle quali l'ex impostore aveva venduto false speranze, dietro il pagamento di soldi veri.
La Procura di Bari la indaga per TRUFFA AGGRAVATA.
L'11 novembre del 2015, neanche due anni fa, Cristina Parodi la ospita a 'La vita in diretta' presentandola come una 'povera donna che finalmente aveva potuto coronare il suo sogno, dopo anni di sofferenze. Quello di diventare donna visto che tale Lei era sempre stata dalla nascita , benchè avesse un corpo da uomo.
Dopo il servizio delle Iene i social si sono scatenati con commenti sarcastici verso la giornalista Cristina Parodi che con la sua intervista aveva in qualche modo concesso la palma del martirio ad un ex truffatore ed impostore.
CRISTINA PARODI E LA SUA REDAZIONE POTEVANO NON SAPERE? NO, NON POTEVANO NON SAPERE - sentenziano i social e sentenziano giusto.
E allora perchè Cristina Parodi non paga come ha pagato per un errore non molto più grave di questo Paola Perego - che non ha la nostra simpatia - perchè moglie di Presta? Ma neanche la Parodi se la merita la simpatia ed anche la stima professionale., e tuttavia resta in Rai. Perchè moglie di Gori?
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venerdì 26 maggio 2017
venerdì 21 aprile 2017
Annettere o disconnettere? Questo è il problema per Roma e Milano
Fitch abbassa il rating sull'Italia a causa della 'timidezza' del governo nel proseguire sulla strada delle riforme e dell'instabilità politica, ma anche per la mancata riduzione del debito. Ma il vero problema italiano, a dispetto delle apparenti valutazioni 'a distanza' dell'agenzia di rating, è ANNETTERE o DISCONNETTERE. Solo a seguito delle decisioni su tale problema, Ficht - ha già fatto sapere - tornerà a riconoscere all'affidabilità italiana la tripla A.
A Roma il Comune è in guerra con il Governo sulla configurazione giuridica del cosiddetto 'Parco archeologico del Colosseo'. La Raggi lo vuole per sè, annesso al Comune, Franceschini invece no; a Milano si discute sull'autonomia della Lombardia, sulla disconnessione cioè dall'Italia, come vorrebbe Maroni che su tale questione ha già indetto un referendum, fissandone la data al prossimo 22 ottobre (costo una cinquantina di milioni di Euro: spiccioli per le casse della regione più ricca del paese).
Insomma c'è chi lo vuole connesso (Parco archeologico del Colosseo) e chi disconnessa (Regione Lombardia, alla quale potrebbe unirsi anche il Veneto, sotto l'unica bandiera della Lega. Perchè? Per rivendicare buona amministrazione, dimostrata già nei fatti o per mettere le mani su qualche tesoretto? Nel caso di Roma, il Comune reclama lo sbigliettamento del Colosseo che produce annualmente una cinquantina di milioni di Euro circa; e la Lombardia, l'amministrazione diretta delle entrate tributarie, senza che queste debbano fare un lungo giro, passando prima per Roma, che ci fa la cresta, prima di tornare in Lombardia?
A Bergamo, dove ieri è stata data notizia del referendum 'separatista' ( ma solo amministrativamente, perché comunque si vuole restare in Italia!!!!), Giorgio Gori ( che ebbe l'appoggio di Renzi quando si candidò a sindaco di bergamo, e che si candiderà a governatore della Lombardia) ha fatto sapere che voterà sì al referendum, preannunciando che sua moglie Cristina Parodi, passerà a lavorare a Telelombardia, che potrebbe assumere la denominazione transitoria di 'Telemarroni' in omaggio al tribuno separatista, lasciando la Rai . A Roma, al contrario, tace la combattiva Michela Di Biase, moglie di Franceschini e capogruppo PD in Campidoglio, combattuta se sposare la tesi del suo maritino oppure dare man forte alla Raggi che s'è già assicurata perfino l'appoggio di Fassina, antigovernativo ad oltranza.
Perchè tanta passione politica per la questione se annettersi o disconnettersi nel primo o nel secondo caso? Per rivendicare, annettendosi o disconnettendosi, una migliore amministrazione? La Raggi potrebbe vantare una amministrazione migliore di quella che garantirebbe il Governo? E disconnettendosi, la Lombardia altrettanto, di deturpazione e pèerfino di crollo magari organizzando un altro Expo, fra qualche anno, senza i soldi del governo centrale?
Se la Raggi adducesse questa ragione - ma non lo fa - vorrebbe dire che ha la faccia di bronzo. Una amministrazione che fa acqua da tutte le parti, che ha ridotto la città nello stato pietoso che è sotto gli occhi di tutti, può convincere che il Colosseo lasciato nelle sue mani eviterebbe ogni pericolo e sarebbe custodito come si custodisce il gioiello di famiglia?
E Maroni potrebbe assicurare i suoi cittadini che la Lombardia sarebbe meglio amministrata, finalmente libera dagli scandali che solo l'assoggettamento al governo centrale ha prodotto in questi anni- secondo il suo pensiero distorto?
La verità vera di questa lotta fra autonomie e governo centrale ha un diverso fine in ambedue i casi: mettere le mani sul malloppo, senza che nessuno garantisca preventivamente per un migliore suo uso.
E i cittadini dovrebbero fidarsi?
A Roma il Comune è in guerra con il Governo sulla configurazione giuridica del cosiddetto 'Parco archeologico del Colosseo'. La Raggi lo vuole per sè, annesso al Comune, Franceschini invece no; a Milano si discute sull'autonomia della Lombardia, sulla disconnessione cioè dall'Italia, come vorrebbe Maroni che su tale questione ha già indetto un referendum, fissandone la data al prossimo 22 ottobre (costo una cinquantina di milioni di Euro: spiccioli per le casse della regione più ricca del paese).
Insomma c'è chi lo vuole connesso (Parco archeologico del Colosseo) e chi disconnessa (Regione Lombardia, alla quale potrebbe unirsi anche il Veneto, sotto l'unica bandiera della Lega. Perchè? Per rivendicare buona amministrazione, dimostrata già nei fatti o per mettere le mani su qualche tesoretto? Nel caso di Roma, il Comune reclama lo sbigliettamento del Colosseo che produce annualmente una cinquantina di milioni di Euro circa; e la Lombardia, l'amministrazione diretta delle entrate tributarie, senza che queste debbano fare un lungo giro, passando prima per Roma, che ci fa la cresta, prima di tornare in Lombardia?
A Bergamo, dove ieri è stata data notizia del referendum 'separatista' ( ma solo amministrativamente, perché comunque si vuole restare in Italia!!!!), Giorgio Gori ( che ebbe l'appoggio di Renzi quando si candidò a sindaco di bergamo, e che si candiderà a governatore della Lombardia) ha fatto sapere che voterà sì al referendum, preannunciando che sua moglie Cristina Parodi, passerà a lavorare a Telelombardia, che potrebbe assumere la denominazione transitoria di 'Telemarroni' in omaggio al tribuno separatista, lasciando la Rai . A Roma, al contrario, tace la combattiva Michela Di Biase, moglie di Franceschini e capogruppo PD in Campidoglio, combattuta se sposare la tesi del suo maritino oppure dare man forte alla Raggi che s'è già assicurata perfino l'appoggio di Fassina, antigovernativo ad oltranza.
Perchè tanta passione politica per la questione se annettersi o disconnettersi nel primo o nel secondo caso? Per rivendicare, annettendosi o disconnettendosi, una migliore amministrazione? La Raggi potrebbe vantare una amministrazione migliore di quella che garantirebbe il Governo? E disconnettendosi, la Lombardia altrettanto, di deturpazione e pèerfino di crollo magari organizzando un altro Expo, fra qualche anno, senza i soldi del governo centrale?
Se la Raggi adducesse questa ragione - ma non lo fa - vorrebbe dire che ha la faccia di bronzo. Una amministrazione che fa acqua da tutte le parti, che ha ridotto la città nello stato pietoso che è sotto gli occhi di tutti, può convincere che il Colosseo lasciato nelle sue mani eviterebbe ogni pericolo e sarebbe custodito come si custodisce il gioiello di famiglia?
E Maroni potrebbe assicurare i suoi cittadini che la Lombardia sarebbe meglio amministrata, finalmente libera dagli scandali che solo l'assoggettamento al governo centrale ha prodotto in questi anni- secondo il suo pensiero distorto?
La verità vera di questa lotta fra autonomie e governo centrale ha un diverso fine in ambedue i casi: mettere le mani sul malloppo, senza che nessuno garantisca preventivamente per un migliore suo uso.
E i cittadini dovrebbero fidarsi?
sabato 3 dicembre 2016
Coro 'a bocca chiusa' vorremmo consigliare, per Butterfly su Rai 1 dalla Scala. Perchè no?
Chiunque venga chiamato 'a cantarla' a Puccini prima durante ( nel corso dell'intervallo) e dopo la diretta televisiva della Butterfly che quest'anno inaugura la stagione della Scala, sempre meglio di Massimo Bernardini che Rai 5 ci ha già propinato per il Fidelio da Santa Cecilia e che saremmo felici di non ascoltare più, poco importa a noi se lui è finalmente tornato alla sua prima passione giovanile e cioè alla musica, senza essersi prima chiarito le idee sulla stessa, visto che ha convinto Rai Cultura sulla equivalenza fra musica 'leggera' - la sua - e 'pesante', quella che incautamente gli hanno affidato come presentatore ed intrattenitore. Va bene, oseremmo dire - salvo sorprese - chiunque altro, non lui, che già consociamo.
Anche Antonio Di Bella, che forse anche lui è un cultore della musica e dell'opera - e noi non lo sapevamo - al quale in coppia con la bionda Serena Scorzoni, da tempo nota alla tv, per la musica, proveniente da Rai News 24, non sempre a suo agio, non sempre all'altezza e preparata, e che prima prima faceva coppia con un noto musicista ( la coppia era soprannominata ' la bella e la bestia', per gioco) e poi con un giovane direttore ( che s'è messo in testa di mettere i jeans alla musica classica) prima che con il suo direttore.
Ma per la 'prima' alla Scala, Rai Cultura non bada a spese. Chiama anche Milly Carlucci, regina del ballo in tv, e la signora del pomeriggio di Rai Uno, Cristina Parodi, che la coppia di conduttori incontrerà per caso nel foyer, onde ripagarla dell'assenza per un pomeriggio dalla sua trasmissione, senza riguardo per i telespettatori che per un pomeriggio ne potrebbero anche fare a meno, senza risentirne, e solo per respirare un'aria diversa.
Ci saranno anche altri ospiti, tutti già programmati, ma incontrati per caso in palchi, palchetti e foyer. Uno studioso di Puccini, magari un suo biografo, no. Che ce ne facciamo?
L'operazione Butterfly, voluta dai vertici Rai, ha naturalmente più senso del Macbeth che la tv 'dei professori' ci propinò tanti anni fa, con scarso successo, come era da immaginare. Perchè Butterfly oltre che essere un bel capolavoro è opera popolarissima come quella verdiana non era e non è.
E noi ci sentiamo più coinvolti. Per questo vorremmo dare un consiglio allo stuolo di chiacchieroni su Butterfly, prima versione, che quella testa dura di Chailly ha voluto riportare alla Scala, a mò di risarcimento, quando avrebbe potuto presentare la versione 'rifatta', che trionfò a Brescia dopo il fiasco milanese, che è quella che tutti consociamo ed apprezziamo. Sull'esempio della 'farfallina' che attende il ritorno dell'ufficiale americano, in silenzio, consigliamo ai chiacchieroni invitati di mettersi uno di fianco all'altro, per un eloquente coro 'a bocca chiusa'. Noi lo apprezzeremmo. Con un vantaggio non da poco per Rai 1: se intuiamo che ciò che stanno cantando 'a bocca chiusa', non ci piace, non siamo costretti a cambiar canale.
Anche Antonio Di Bella, che forse anche lui è un cultore della musica e dell'opera - e noi non lo sapevamo - al quale in coppia con la bionda Serena Scorzoni, da tempo nota alla tv, per la musica, proveniente da Rai News 24, non sempre a suo agio, non sempre all'altezza e preparata, e che prima prima faceva coppia con un noto musicista ( la coppia era soprannominata ' la bella e la bestia', per gioco) e poi con un giovane direttore ( che s'è messo in testa di mettere i jeans alla musica classica) prima che con il suo direttore.
Ma per la 'prima' alla Scala, Rai Cultura non bada a spese. Chiama anche Milly Carlucci, regina del ballo in tv, e la signora del pomeriggio di Rai Uno, Cristina Parodi, che la coppia di conduttori incontrerà per caso nel foyer, onde ripagarla dell'assenza per un pomeriggio dalla sua trasmissione, senza riguardo per i telespettatori che per un pomeriggio ne potrebbero anche fare a meno, senza risentirne, e solo per respirare un'aria diversa.
Ci saranno anche altri ospiti, tutti già programmati, ma incontrati per caso in palchi, palchetti e foyer. Uno studioso di Puccini, magari un suo biografo, no. Che ce ne facciamo?
L'operazione Butterfly, voluta dai vertici Rai, ha naturalmente più senso del Macbeth che la tv 'dei professori' ci propinò tanti anni fa, con scarso successo, come era da immaginare. Perchè Butterfly oltre che essere un bel capolavoro è opera popolarissima come quella verdiana non era e non è.
E noi ci sentiamo più coinvolti. Per questo vorremmo dare un consiglio allo stuolo di chiacchieroni su Butterfly, prima versione, che quella testa dura di Chailly ha voluto riportare alla Scala, a mò di risarcimento, quando avrebbe potuto presentare la versione 'rifatta', che trionfò a Brescia dopo il fiasco milanese, che è quella che tutti consociamo ed apprezziamo. Sull'esempio della 'farfallina' che attende il ritorno dell'ufficiale americano, in silenzio, consigliamo ai chiacchieroni invitati di mettersi uno di fianco all'altro, per un eloquente coro 'a bocca chiusa'. Noi lo apprezzeremmo. Con un vantaggio non da poco per Rai 1: se intuiamo che ciò che stanno cantando 'a bocca chiusa', non ci piace, non siamo costretti a cambiar canale.
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