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lunedì 20 giugno 2016

Festival dei Due Mondi. Il 'fuoco' al botteghino è spento

Qualche giorno fa, Il Messaggero ( Umbria), ripreso nella pagine nazionali del quotidiano, regalava al pubblico dei suoi lettori una notizia farlocca. Ad accorgersene la stesa giornalista che la riferiva; l'unico a far finta di nulla il titolista del quotidiano.
 Si diceva che al botteghino della piazza principale di Spoleto c'erano file chilometriche. Ma si spiegava. 'specie da quando hanno aperto le prenotazione per i caroselli delle bande militari, ad  ingresso libero, ma dietro prenotazione'. Dunque le file chilometriche erano tali solo per prenotare un posto gratuito ai caroselli.
Per attutire il colpo si diceva che per Le nozze di Figaro inaugurali c'era rimasto solo qualche strapuntino, e per il Concerto in piazza, finale, con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia diretta da Pappano e Bollani , per Geshwin,  (con un programma in parte poco accattivante e pochissimo adatto allo spazio all'aperto) i biglietti erano quasi tutti venduti . E poi si aggiungeva, per riequilibrare notizie, evidentemente interessate, fornite dal festival, che le prenotazioni on line,  attraverso il sito dedicato erano sospese, perchè il sito  era fuori uso da giorni.
 Che notizia!

domenica 14 giugno 2015

Conchita Wurst sarà Cherubino nelle 'Nozze' mozartiane, con la regia di Giorgio Ferrara, l'anno prossimo al Festival di Spoleto. Intanto una sorpresa già nell'edizione di quest'anno

Ha ragione Giorgio Ferrara, marito di Adriana Asti - la celebre attrice - e grande regista, a capo del Festival di Spoleto, da troppi anni ormai e per altri tre ancora, dopo l'uscita di scena dei Menotti, quando, presentando la sua prossima regia del capolavoro mozartiano, 'Così fan tutte' - primo titolo di una trilogia che intende rappresentare nel triennio appena iniziato, in linea con le direttive ministeriali ed in accordo con i Muti ed il loro Festival di Ravenna - accenna al fatto che le due fidanzate, dai nomi soavi, lasciate dai rispettivi fidanzati che sono partiti per la guerra, non li riconoscono quando essi si presentano sotto mutate vesti. Ma come, dice Ferrara Giorgio, come fanno due fidanzate a non riconoscere i loro fidanzati solo perchè sono travestiti? La faccia , la statura sono  le stesse come anche la voce o il portamento. Mozart, evidentemente, non si è accorto di una simile grossa incongruenza, e lui, Ferrara, giustamente intende porvi rimedio, togliendo d'imbarazzo il noto compositore a tutte le generazioni future. Come? non è facile porvi rimedio.
Come  rendere irriconoscibili alle due ragazze i loro fidanzati? All'inizio aveva pensato di scritturare altri due diverse interpreti; ma poi si è detto che non era logico e costava troppo, e soprattutto perchè la trappola alle due fidanzate erano proprio i loro fidanzati a tenderla d'accordo con il saggio e navigato Don Alfonso. Allora come fare? Semplice: mettere una maschera dorata sul viso dei due fidanzati travestiti. Ma perchè l'idea non è venuta a quel geniaccio di Mozart? per dar modo a Ferrara di mettere in evidenza il suo genio registico. E sia.
Ma Ferrara, Giorgio - per non confonderlo con le due dame del 'Così fan tutte', che si vogliono  di Ferrara  città - sta già pensando alle 'Nozze' che metterà in scena l'anno prossimo ed all' altra evidente anomalia presente nell'opera, e cioè quel Cherubino che canta con voce femminile, ma non non è gay, ed è invece una donna con tutti gli attributi,  ma che è  innamorata della Contessa - bando naturalmente agli amori omosessuali.
 La soluzione sembra l'abbia trovata già, anche se non l'ha ancora rivelata pubblicamente. Per questo attende l'anno prossimo, alla presentazione sui giornali della edizione 2016, quando al suo intervistatore Cappelli, con diritto di esclusiva, dirà come vi  ha rimediato. Ha già scritturato la cantante (il cantante) austriaca/o con barba, Conchita Wurst, che renderà ancora più solleticante il personaggio, ambiguo, di Cherubino.

Si ha notizia, di un 'Rigoletto' commissionato a Ferrara, per la regia - perchè il Rigoletto è di Verdi, è bene chiarirlo - dall'Opera di Roma, per il quale, al momento del celebre Quartetto ( bella figlia dell'amore...)  Ferrara ha previsto che esca un inserviente dalle quinte e dica ora ad una coppia ( Duca e Maddalena) ora all'altra, famigliare( Rigoletto e Gilda), che cantano tutte assieme, di abbassare la voce, magari anche solo con un gesto, ora all'una ora all'altra a seconda di chi intende seguire con maggiore attenzione, nel corso del celebre pezzo vocale d'assieme. Perchè quattro che cantano tutti insieme è troppo E così Giorgio Ferrara, dopo oltre un secolo e mezzo, mette fine ad un'altra incongruenza del melodramma, sfuggita al suo autore.

domenica 21 settembre 2014

Muti lascia Roma, ed è un addio; mentre Fuortes e Marino non sembrano in fondo tanto dispiaciuti. L'Opera di Roma resta una matassa difficile da sbrogliare

Da qualunque capo si voglia cominciare - da Muti o da Fuortes e Teatro, l'Opera di Roma resta una matassa difficile, se non impossibile, da sbrogliare. E la decisione dell'abbandono, di cui solo ora viene data notizia ufficiale, non è arrivata oggi. Ci aveva colpito, leggendo un inserto dedicato all'incipiente stagione teatrale nella Capitale, allegato sia a Repubblica che al Corriere, il fatto che Fuortes si presentava come amministratore delegato di 'Musica per Roma', mentre la presentazione della stagione dell'Opera veniva  fatta da un narratore impersonale, quando avrebbe dovuto essere il contrario. Muti la sua decisione di abbandonare l'Opera l'aveva già presa. E nella sua lettera, resa nota soltanto oggi, spiega le sue ragioni, tutte plausibili : in teatro non c'è un clima sereno e perciò  gli riesce difficile lavorarvi. Quando  gli animi si saranno rappacificati, e tutto filerà liscio come l'olio, allora si vedrà. Veramente questo è l'auspicio assai freddo di Marino e di Fuortes, ai quali preme soprattutto sottolineare che la nuova gestione ha azzerato l'enorme deficit lasciato da De Martino, sodale di Alemanno, di quasi 12 milioni di Euro, in un solo anno. Fuortes ha fatto il miracolo, ma ora soldi non ce ne sono più e il maestro Muti avrebbe dovuto abbassare le sue pretese in tutti i sensi - è quanto scrivono gli opinionisti della rete - la qual cosa non gli sta proprio bene, e lui decide di andarsene per dedicarsi  interamente - per l'Italia - alla sua amata 'Orchestra Cherubini'.
 Quali sarebbero le pretese del maestro in fatto di cachets, di allestimenti, di voci ecc.. non è dato sapere; e se si tratta soprattutto dei costi degli allestimenti, si sbaglia bersaglio, perchè a quel che sembra l'allestimento di Pier'Alli per 'Aida' sarebbe improntato alle cosiddette 'nozze con i fichi secchi'. Certo Muti a Roma, come altrove, non  lavora 'aggratis' - e , del resto, perchè dovrebbe? - ma con sè a Roma ha portato tutta la sua corte anche quella famigliare che certamente non è compresa nel pacchetto del suo cachet, insomma qualche malumore nei suoi confronti ci potrebbe anche essere. Ben poca cosa comunque in rapporto al prestigio che rende all'Opera la sua presenza, ma solo la sua, non certo quella di  Alessio Vlad,  che lui ha imposto,  come ennesimo atto di riconoscenza verso suo padre che lo portò a Firenze e che egli volle poi alla Scala.  Insomma una corte non pomposa e che non brilla di luce propria, la quale, se il principe rinuncia alla corona, si affloscia in un  minuto secondo. Morto un papa se ne fa un altro - ha scritto qualcuno in rete. Sì, è vero. Ma via Muti c'è qualcun altro nell'orizzonte degli attuali  governanti del teatro capace di sostituirlo senza intaccare il prestigio che la sua presenza recava al teatro? Dubitiamo. C'è chi ha paragonato,sbagliando, questa uscita di scena di Muti alla precedente, di una decina di anni fa, dalla Scala. No, perchè allora Muti aveva contro l'orchestra, che, a Roma, dichiara di non aver mai voluto protestare  contro il direttore e che mai e poi mai avrebbe fatto saltare una recita, neanche una, di Muti. Bugiardi. Perchè tale pericolo l'ha corso anche Muti, con Manon, con la tournée in Giappone e probabilmente l'avrebbe ancora corso  nelle settimane di preparazione di Aida. Basta esaminare il risultato del referendum, interno al teatro, al quale ha partecipato la metà circa dei dipendenti, orchestra e coro compresi, il che vuol dire che l'altra metà non condivideva l'accettazione del piano di salvataggio stilato da Fuortes. I sindacati protestano che loro sciopereranno eventualmente contro Fuortes, ed a scioperare sono soprattutto quelli della Fials e della CGIL- altra pagina del film surreale ' Renzi vince nonostante l'opposizione del PD'.
 A noi  fa più riflettere la risposta, ripetiamo: molto fredda, di Fuortes, Marino e Franceschini che non la lettera di Muti, scritta 'comme il faut', ineccepibile per chi non conosce altri risvolti.
 Ma adesso quali scenari si aprono? Fuortes,  non gradito a metà del personale del teatro come insegna il referendum, trarrà le sue conclusioni dimettendosi?  Oppure resterà mettendo in atto la sua rivoluzione e cioè portando all'Opera di Roma la sua squadretta che già abbiamo visto in azione ma che non ci ha entusiasmati? Già Fuortes in fatto di musica capisce ben poco; lui la squadra l'avrebbe già pronta,  l'ha schierata in campo ed ai bordi già a Bari, ma si tratta di una  squadretta. Non ci frega niente di ciò che scriveranno i giornali alla sua discesa in campo, non nutriamo verso molti gazzettieri  'fiancheggiatori dei vincitori per professione e convenienza 'la benché minima stima. Pensa forse di sostituire Vlad? farebbe bene, ma con chi? Con Gaston Fournier che già voleva imporre a Bari,  e che  oggi è libero, dopo la sua uscita dalla Scala? Cambierà anche il maestro del corpo di ballo, via Micha e dentro Eleonora che scalpita da parecchio per avere quell'incarico, anche se a noi sembra non in grado di sostenerlo, nonostante la sua giovane età ed avvenenza che non è pari alla sua competenza?  Via Muti e ci mette un giovane, magari Rustioni che sta a Bari ed anche a Firenze ( regno del consigliere di amministrazione Battistelli?) Per Fuortes sembra una cosa normale. Ma lui non la capisce, forse, la differenza; nonostante tutti i difetti del grande direttore. O forse la fine dell'anno, quando i consigli di amministrazione con nuovo nome:  consigli di 'indirizzo', dovranno ridisegnare la governance dei nostri teatri, a Roma viene, con l'uscita di Muti,  semplicemente anticipata di qualche mese?
Temiamo che la pubblicità che parla di 'grande opera' a roma, vada cambiata, con la 'piccola opera' nella nuova stagione del  Teatro dell'Opera di Roma Capitale. E che  il sito, dove si legge ancora il nome di Muti per 'Aida' e 'Nozze di Figaro', vada quanto prima aggiornato.

giovedì 3 luglio 2014

Adolf Hohenstein è di nuovo al lavoro per 'Tosca' di Puccini, secondo Francesca Giuliani di Repubblica

Adolf Hohenstein autore dell'allestimento storico di 'Tosca' di Giacomo Puccini, anno 1900, è già al lavoro sui bozzetti, secondo Francesca Giuliani.  La giornalista di Repubblica, inviata dal suo giornale alla conferenza stampa dell'Opera di Roma Capitale, ha resuscitato il celebre bozzettista per rimetterlo nuovamente al lavoro al fine di ripristinare l'allestimento che egli fece  114 anni fa e che  verrà ripreso nel corso della prossima stagione. Scrive testualmente : " Nuovo allestimento, a cura di Adolf  Hohenstein, già al lavoro sui bozzetti originali".
 Quando , assai spesso, parliamo di barbarie giornalistica, ci riferiamo a casi simili. Un giornale importante manda  alla presentazione della stagione dell'Opera di Roma - della quale da quando ci sono amministratori amici si deve parlar bene ad ogni costo, ancor prima di vedere i miracoli risanatori promessi !- una  cronista che sta all'Opera e alla musica, di cui purtroppo spesso scrive, come il diavolo all'acqua santa. Il quale diavolo, non contento dello strafalcione, scrive  nel corso del pezzo, a proposito dell opera: 'La dama di picche' "su musica di Ciaikovskij", come scrivere "Tosca su musica di Puccini", mentre ella scrive "Tosca di Puccini" - forse temendo di sbagliare, ed invece indovinando, a caso, la dizione esatta. Poi, siccome non c'è due senza tre, parla anche di una "trilogia mozartiana" annunciando 'Le nozze', dirette da Muti che la inaugureranno, in maggio . Quale trilogia? Forse voleva dire, meglio: doveva dire, perchè lei non lo sa, primo titolo della "trilogia italiana Mozart-Da Ponte" . E qui ci fermiamo, per carità.