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venerdì 27 marzo 2015

Barbareschi, ci dice qualcosa dell'Eliseo, ora che ha prodotto Mennea? O è diventato lento?

Da tempo non abbiamo notizie del Teatro Eliseo  e della contesa che vede Luca Barbareschi  faccia  a faccia con i vecchi proprietari del teatro, quanto meno con uno di loro, Monaci.
 Ci aveva detto: nel giro di qualche settimana... prima aveva detto: addirittura di qualche giorno... avrebbe riaperto il teatro; poi ha detto che i lavori da fare, non più procrastinabili, erano tanti, e che quindi ci sarebbe voluto più tempo.
Ha detto che la stagione sarebbe ripresa ad inizio estate e che durante l'estate sarebbe proseguita, a differenza di quanto solitamente avviene nei teatri italiani, e che avrebbe aperto un ristorante in teatro. Insomma ci ha fatto venire l'acquolina in bocca.
 Poi più nulla. ma ora che anche lui si è allenato  a correre, avendo dovuto insegnare a Mennea, nella fiction RAI, a correre sempre, perchè non ci dà uno scatto di notizia sullo storico teatro finito nelle sue mani?
Aspettiamo a bordo pista, in attesa di accomodarci in oplaeta o di sederci a tavola, nel suo ristorante.

mercoledì 3 dicembre 2014

Barbareschi sull'Eliseo ha mentito

Eh no, caro Barbareschi, l' abbiamo anche difesa,  ma ora facciamo marcia indietro, siamo pentiti di averlo fatto.
 Aveva detto: tempo qualche giorno , una decina, e l'Eliseo lo riapro. Ed invece no. Ieri ha radunato la stampa per dire che ci vorranno cinque o sei mesi , per effettuare lavori necessari di restauro, e solo dopo, a primavera inoltrata, il teatro potrà riaprire. Se tali lavori erano tanto necessari ed evidenti,  per i quali ha ipotizzato una spesa consistente, pari a 600-700 mila Euro, come mai non se ne è accorto prima? Perchè era tutto preso dal nascondere quell'altra bugia, grande come una casa, relativa al cambio di proprietà del teatro?
 I Monaci, padre e figlio, saranno anche dei mascalzoni, a suo dire, perché sarebbero fuggiti con la cassa contenente i soldi degli abbonamenti, però non dicevano il falso quando affermavano che fra i proprieteri dell'Eliseo c'erano ancora loro e che nessun cambio eventuale di proprietà poteva esser fatto senza il loro assenso assieme a quello degli altri soci.
 Lei aveva dato ad intendere di aver acquistato per intero le quote degli altri due soci ( Corsi ed Eleuteri) e dunque aveva la maggioranza. I Monaci replicavano che questa operazione non poteva aver corso senza il loro assenso. Ora Lei dice, invece, di aver acquistato dagli altri due soci delle quote parte. Dunque ha mentito. Lei non è il proprietario del teatro, semmai ora i proprietari sarebbero quattro e non più tre come prima del suo arrivo barbaresco; ha mentito dicendo che lo avrebbe riaperto entro una decina di giorni ed ha mentito anche quando ha detto che alla sorte degli impiegati avrebbe pensato lei, mentre ora dice che naturalmente dovranno cambiare anche gli amministratori, perché vorrà metterci persone di sua fiducia, e che per la quindicina di dipendenti dovrà procedere ai licenziamenti. Ma che spera di ottenere il FUS, con il quale pagare gli arretrati, i contributi dei dipendenti, che in parte riassumerà quando il teatro riaprirà, e restituire i soldi agli abbonati, sempre che i Monaci non riportino in teatro la cassa con la quale sarebbero scappati.
 Insomma ne ha dette di falsità. L'unica novità della sua prossima gestione, quando ci sarà e se ci sarà, sarà un ristorante a  cinque stelle, per il quale già prevede che molti si scandalizzeranno, ma noi no; e che vorrebbe fare iniziare gli spettacoli alle 19,30, per non farli terminare a mezzanotte. E far cenare, prima o dopo, gli spettatori che lo vorranno. Giusta decisione.
Però non dica fandonie. Pensi ai lavori, li faccia fare bene, e faccia il possibile perché il teatro Eliseo che ha una storia gloriosa, continui sulla stessa scia; a tutti dispiacerebbe se Lei gli facesse prendere una china che non merita. A quel punto cominceremmo anche noi a nutrire seri dubbi sulle sue capacità imprenditoriali le quali lei va, fiero, sbandierando ogni momento.

P.S. Con una lettera al Corriere della Sera, Barbareschi ha precisato che egli ha assunto la gestione del Teatro Eliseo, per volontà della proprietà (  ma non certo di Monaci) e che , perciò, l'assetto proprietario del teatro non è mutato; ha aggiunto che le compagnie che oggi si lamentano dovrebbero tener presente che il teatro era ormai in condizioni disastrose e che quindi i lavori erano da farsi già prima, e che quando i lavori saranno finiti, le cose ricominceranno a marciare. Per ora occorre pazienza. Ed è inutile ed ingiusto prendersela cobn lui. Senza dimenticare che lo sfratto era stato annunciato, minacciato già una decina di volte e i tentativi di metterlo in atto altrettante volte, fino all'ultimo definitivo.

domenica 23 novembre 2014

All'Eliseo chiusa barbarescamente (?) la porta in faccia a Emma Dante

Stando alle apparenze, Emma Dante sarebbe la vittima e il Barbareschi, a dispetto del suo nome (?) il carnefice. Ma le cose non stanno così.
 Intanto il passaggio di proprietà dai vecchi soci, uno dei quali il Monaci, padre dell'attuale direttore, al nuovo è stato traumatico, nel senso che è stato preceduto da due o tre tentativi di sfratto sempre rimandati, ma che non potevano essere rimandati all'infinito, specie in presenza di un nuovo proprietario che, sacrosantamente, reclamava i locali. Passaggio traumatico accompagnato da polemiche ed accuse ( il Monaci direttore è fuggito con i soldi della cassa abbonamenti, accusa Barbareschi),  fino allo sfratto definitivo quando non lo si attendeva più, visti i reiterati rimandi.
 Nelle settimane degli sfratti minacciati e poi rientrati, il festival Romaeuropa, nel cui calendario figurava lo spettacolo di Emma Dante, aveva annunciato che ritirava tutti gli spettacoli ospitati all'Eliseo, per evitare esattamente ciò che poi è accaduto.
 Sta di fatto che la direzione di Romaeuropa, dopo averlo minacciato, il ritiro degli spettacoli dall'Eliseo, non lo ha fatto, pensando o sperando che poi le cose si sarebbero messe a posto. Come non si doveva successivamente dimostrare.
 E dunque Romaeuropa non può chiamarsi fuori, dando la colpa interamente al barbaro Barbareschi. Il quale forse non avrebbe ospitato la Dante, o forse sì, ma avrebbe dovuto deciderlo lui, una volta insediatosi.
Nei giorni più infuocati, era stato offerto alla Dante o a Romaueropa - non l'abbiamo ben capito - di trasferire lo spettacolo al Quirinetta, ricevendone però risposta negativa.
 A quel punto subentra nella proprietà del teatro Barbareschi, il quale chiede qualche giorno, solo qualche giorno, per mettere a posto tutto le questioni aperte dal passaggio - come ad esempio gli impiegati dei quali è forse bene non dimenticarsi - per poi riprendere regolarmente la programmazione. Nulla di più ragionevole. Certo c'è andata di mezzo Emma Dante, ma poteva andarci di mezzo chiunque si fosse trovato in calendario nei giorni del passaggio forzato.
 Poi alla fine una soluzione, dilazionata , s'è trovata. Lo spettacolo della Dante riaprirà il Valle, una volta ultimati i lavori di restauro che, verosimilmente, dovrebbero concludersi verso maggio/giugno. L'offerta è venuta dal Teatro di Roma che ha la gestione dello storico teatro, occupato per alcuni anni.
 Alla vigilia di tale annuncio - del quale non si s se la Dante sia soddisfatta - Monique Veaute di Romaeuropa aveva dichiarato che avendo avuto assicurazione di interesse alla soluzione del caso da parte di Giovanna Marinelli, l'assessore che in fatto di teatro sa come stanno le cose, Lei non si preoccupava più di tanto. Sì, giusto, perché ormai non serviva più, ma avrebbe dovuto preoccuparsi ed occuparsene prima dello sfratto dello spettacolo del suo festival dall'Eliseo.  E non l'ha fatto.